La Rodiola che cos’è e a cosa serve. Farmajet news

RODIOLA PURA BIODISPONIBILE 50 CAPSULE DA 500 MG

rodiola

E’ un integratore alimentare a base di Rodiola, tonico adattogeno utile nei casi di stanchezza fisica e mentale; è indicata per favorire il normale tono dell’umore.
I monoconcentrati racchiudono e conservano tutte le sostanze funzionali presenti nella pianta da cui si ricavano, rendendole disponibili in una forma dall’uso semplice e pratico.
I nostri prodotti non contengono coloranti, conservanti, aromi artificiali, OGM, glutine, lattosio, allergeni. Sono di origine vegetale e adatti a vegetariani. Sono prodotti in laboratori certificati; gli estratti sono naturali e titolati, la concentrazione del principio attivo è garantito da analisi.

Rodiola proprietà:

Studi effettuati individuano all’interno del rizoma numerosi costituenti importanti:
– Acidi organici quali: ac. Citrico, ac.malico, ac. Ossalico,ac.succinico, ac gallico;
– Oli essenziali con presenza di alcol feniletilenico, cinamaldeide e citrale;
– Macro e microelementi, tra cui il Manganese in percentuale elevata.
Restano, comunque i più importanti i componenti di tipo fenolico e glicosidico: salidroside, rosavin, rosin, rodiosin,ecc. Proprio questi la caratterizzano e la differenziano dalle altre specie di Rhodiola (in cui è presenta solo salidroside) e da gli altri e più conosciuti adattogeni. Ricordiamo che per essere definita “adattogena”, una sostanza deve avere la capacità di rinforzare la difese non-specifiche dell’organismo a stress non infettivi, mantenere inalterate le funzioni e prevenire disordini anche in condizioni di stress prolungato rafforzandone o aumentandone le capacità adattative fisiologiche, senza arrecare importanti tossicità o effetti collaterali.

Principali effetti terapeutici:

Il meccanismo d’azione Rhodiola R. sulla produzione di serotonina, la cui azione si esplica sul controllo dell’appetito, sonno, memoria, comportamento, umore, funzionalità cardio-vascolare e capacità d’apprendimento. L’effetto terapeutico, sembra determinarsi, attraverso l’inibizione dell’enzima deputato all’inattivazione della serotonina, e la stimolazione trasporto, del 5-idrossitriptofano (precursore della serotonina) attraverso la barriera ematoencefalica. Il risultato finale porta ad un aumento dei livelli di serotonina nel sangue. E’ stato dimostrato inoltre, che la Rhodioa R., stimola la biosentisi di ormoni, quali, epinefrina, norepinefrina e adenocorticoitidi, che, attivando l’adenilatocidiasi a livello delle cellule adipose, stimolano il suddetto enzima, promuovendo, in tal modo, il rilascio degli acidi grassi nel sangue. Questa mobilizzazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo, rappresenta un aumento del miglior sub-strato per la produzione di ATP.

Attenendosi agli studi fin ora effettuati ed alle considerazioni fin ora esposte possiamo attribuire alla Rhodiola R.

– Miglioramento degli stati depressivi, grazie all’azione diretta sulla regolazione dell’umore (serotonina), e del comportamento che determina una riduzione delle reazioni allo stress nella fase di Allarme.
Se l’evento stressante è molto intenso, esso può danneggiare in modo permanente i sistemi di regolazione interna del corpo ( per esempio dopo un violento trauma psico-fisico), ma se una persona assume adattogeni, allora è possibile progredire verso l a fase successiva di adattamento, ritardando o evitando, di conseguenza la fase di Esaurimento.
In questa fase di esaurimento, sintomi di patologie compaiono rapidamente e tendono nel tempo a peggiorare. Le malattie associate alla reazione di stress dell’organismo, possono apparire nella prima fase di allarme, ma prevalentemente compaiono nella terza fase, cioè quella dell’esaurimento. Questa terza fase si sviluppa di solito dopo un periodo di mesi o anni. Tutto dipende dalla durata della cosiddetta fase di adattamento. A volte il corpo, per un caso fortuito può sfuggire a questa terza fase complementare, purchè esso mantenga sotto controllo l’evento stressante. E’ possibile fare ciò assumendo gli adattogeni.Un recente studio sovietico, condotto su un gruppo di 120 pazienti affetti da stati depressivi dovuti a stress di diversa origine, ha dimostrato il miglioramento delle manifestazioni cliniche della depressione nel 65% dei casi in seguito a somministrazione di una preparazione a base di Rhodiola R.
Stimolo dell’attività mentale, miglioramento della concentrazione, della lucidità e del potenziale mnemonico, proprietà, che rendono la Rhodiola R. particolarmente indicata nei casi di surmenage intellettuale. Preparazioni di Rhodiola R. si è dimostra valida infatti contro le situazioni di scarsa energia e affaticamento, spesso provati durante il pomeriggio. E’ stato riscontrato su animali che essa è in grado di attivare la produzione endogena di creatina-fosfato e di ATP nelle cellule del cervello.
A causa della combinazione fra proprietà psicostimolanti ed adattogene, l’estratto di Rhodiola si è dimostrato un valido agente terapeutico nel trattamento di soggetti che tendevano a depressione dovuta ad un aumentato carico di lavoro intellettuale. Per prevenire la depressione, 27 individui tra i 19 e 46 anni in apparente stato di salute, assunsero Rhodiola per 2-3 settimane. Il dosaggio fu di 100 mg tre volte al dì iniziando la terapia parecchi giorni prima dell’intensificazione del lavoro mentale.
Risultati: in tutti i casi, l’estratto di Rhiodola prevenne le reazioni asteniche che altrimenti si sarebbero verificate durante la prolungata e stressante attività.

– Miglioramento della funzionalità cardiaca. E’ ormai a tutti noto come lo stress costituisca uno dei principali fattori di rischio delle patologie cardiache e dell’apparato cardio-circolatorio. L’azione adattogena, esercitata dall’estratto di Rhodiola R, si esplica mediante la modulazione della risposta cardiaca allo stress ed è dunque indirizzata alla protezione del tessuto cardiaco. Gli esatti meccanismi con i quali possa realizzarsi una azione di questo tipo, necessitano di ulteriori approfondimenti. Da alcune sperimentazioni, condotte su animali, sembra comunque che l’estratto di Rhodiola possa contribuire alla prevenzione delle patologie cardiache, probabilmente mediante un’azione di modulazione del rilascio di catecolamine e di corticoidi nella fase di risposta allo stress.

– Aumento della resistenza alla fatica, avviene grazie all’aumento del sub-strato (ac.grassi) per la produzione di ATP, sarà presenta una quantità di energia adeguata al fabbisogno dei muscoli durante esercizi fisici intensi e prolungati con conseguente miglioramento delle prestazioni fisiche ed aumento della resistenza alla fatica (dovuta anche alla capacità della Rhodiola di consentire una rapida normalizzazione dei tassi di acido lattico ed urico). Studi clinici condotti su atleti hanno dimostrato anche un miglioramento del polso, della pressione arteriosa, polmonare e dei tempi di normalizzazione del battito cardiaco: il polso era sceso dopo 10min di riposo a 67 battiti/min, nei soggetti che avevano assunto la Rhodiola ed a 86 nei soggetti del gruppo di controllo.

– Effetto anabolizzante sul tessuto muscolare:la Rhodiola è in grado di aumentare i livelli di acido glutammico e proteine nei muscoli allo stesso modo degli steroidi anabolizzanti, ma senza produrre effetti negativi caratteristici di un’assunzione prolungata di questi ultimi.

– Trattamento della amenorrea secondaria: N.D. Gerasiminova nel 1970 sperimentò l’uso della Rhodiola Rosea nel trattamento di pazienti sofferenti di amenorrea. Il test, fu effettuato su 40 donne fertili (14 tra i 19 e i 25 anni, 20 dai 25 ai 35 anni di età e 6 oltre i 35 anni di età.) I soggetti lamentavano il disturbo da un tempo variabile tra i 5 mesi e 5 anni, in alcuni anche da maggior tempo. Tutti i pazienti furono sottoposti ad un esame clinico generale ed ad una visita ginecologica specialistica per escludere una menopausa. A tutte le pazienti fu prescritto un estratto con Rhodiola R. pari ad una dose di 200mg al giorno da suddividersi in due somministrazioni giornaliere, per due settimane. Le condizioni delle pazienti migliorarono notevolmente. Il ciclo mestruale fu ripristinato in 25 dei soggetti che presentavano amenorrea secondaria di primo grado

– Miglioramento della funzionalità uditiva. Anche la capacità della Rhodiola di influenzare l’organo uditivo fu ampiamente studiata. La sperimentazione fu eseguita su 19 individui sani impiegati in un impianto di produzione sperimentale d’articoli elettromedicali e su 3 piloti sovietici. Prima dell’esperimento i soggetti presi in esame furono sottoposti a controlli audiometirci e fu rilevata una diminuita conduzione dei suoni sia a livello osseo che attraverso l’aria. I soggetti testati assunsero 100mg di estratto di Rhodiola e 100 mg di estratto di Eleuterocco, da assumere due volte al giorno per per 2-3 settimene. 19 lavoratori e 3 piloti assunsero la Rhodiola, mentre gli altri 19 lavoratori e 3 piloti assunsero l’eleuterocco. Alla fine della terapia la conduttività, sia aerea che ossea, migliorò in tutti i 22 soggetti trattati con estratto di Rhodiola.

– Parkinsonismo. Nel morbo di Parkinson la degenerazione della substantia nigra è dovuto ad un ridotto apporto di dopamina, mentre l’acetilcolina diventa abbondante e superativa. La somministrazione di Rhodiola Rosea determina un aumento del livello di dopamina nel cervello, e quindi il suo utilizzo nel trattare le sindromi parkinsoniane. La Rhodiola R,.è in grado di contrastare gli effetti più evidenti del Parkinsonismo, come astenia, e ipotensione.

Modo d’uso:

Si consiglia di assumere 1 capsula al mattino e 1 capsula alla sera, prima dei pasti, con acqua.

Elementi caratterizzanti per dose giornaliera (2 capsule):

Rodiola e.s. 312 mg, pari a rosavin 12,48 mg.

Ingredienti:

Rodiola (Rhodiola rosea L.) radice estratto secco tit. al 4% in rosavin; involucro: capsula in gelatina vegetale (idrossi-propil-metilcellulosa); agente di carica: cellulosa; agente antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi.

Avvertenze:

Non superare la dose giornaliera consigliata. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini sotto i tre anni di età.

Modalità di conservazione:

Conservare ben chiuso in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. La data di fine validità di riferisce al prodotto correttamente conservato in confezione integra.


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Biancospino Puro biodisponibile Farmajet news

BIANCOSPINO PURO BIODISPONIBILE 50 CAPSULE DA 450 MG

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E’ un integratore alimentare che contribuisce a favorire il fisiologico rilassamento; favorisce inoltre la funzionalità dell’apparato cardiovascolare e la regolarità della pressione arteriosa.
I monoconcentrati racchiudono e conservano tutte le sostanze funzionali presenti nella pianta da cui si ricavano, rendendole disponibili in una forma dall’uso semplice e pratico.
I nostri prodotti non contengono coloranti, conservanti, aromi artificiali, OGM, glutine, lattosio, allergeni. Sono di origine vegetale e adatti a vegetariani. Sono prodotti in laboratori certificati; gli estratti sono naturali e titolati, la concentrazione del principio attivo è garantito da analisi.

Biancospino proprietà:

Le attività biologiche e gli impieghi clinici descritti per fitocomplesso del Biancospino sono:

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– Attività inotropa positiva e batmotropa negativa. Aumento dell’apporto ematico a coronarie e miocardio. Anche se tradizionalmente ritenuta una pianta ad azione blandamente sedativa, il Biancospino (Crataegus oxiacantha, Crataegus monogyna) agisce primariamente sull’apparato cardiovascolare con aumento della forza di contrazione del muscolo cardiaco e del flusso sanguigno coronarico. Per questo trova indicazione elettiva nella terapia dello scompenso cardiaco di media gravità, come cardiotonico di mantenimento. Gli estratti standardizzati di Biancospino vengono infatti ormai da tempo utilizzati in medicina nelle fasi iniziali dell’insufficienza cardiaca, nell’insuffcienza coronarica, nelle forme lievi di insufficienza miocardica, nel cuore senile che ancora non necessiti di un trattamento digitalico, contro il senso di compressione e di oppressione nella regione cardiaca e per lievi disturbi bradicardici del ritmo. Diverse sperimentazioni cliniche condotte con criteri rigorosi (doppio cieco, controllo con placebo, ecc.) hanno confermato l’efficacia terapeutica degli estratti standardizzati di Biancospino sulla funzionalità cardiocircolatoria e numerosi studi in vivo ed in vitro hanno dimostrato le molteplici azioni farmacologiche della droga: migliora la contrattilità miocardica determinando un effetto inotropo positivo, cronotropo negativo, dromotropo positivo (incremento della conduzione atrio-ventricoloare) ed un effetto batmotropo negativo (riduzione dell’eccitabilità cardiaca); determina inoltre il rilascio della muscolatura liscia vasale, in particolare a livello coronarico, con conseguente vasodilatazione e riduzione delle resistenze periferiche, aumenta la tolleranza all’ipossia migliorando così le performance cardiache; possiede infine attività antiaritmica, ipotensiva, ipolipidemica e antiossidante.
Per quanto riguarda il massimo lavoro cardiaco ottenibile, il Biancospino si è rivelato significativamente superiore al placebo (p<0,01), così come per quanto attiene alla riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca (p<0,01). I tipici sintomi dello scompenso quali dispnea, senso di affaticamento, parestesie e sensazione di cuore in gola miglioravano in modo significativo nei pazienti trattati con Biancospino rispetto a quelli che ricevevano il placebo. Gli eventi avversi sono stati poco frequenti e di lieve entità e comprendevano disturbi gastrointestinali, nausea e malessere generale.
Il Biancospino sembra da preferirsi in presenza di una insufficienza cardiaca con tachiaritmia o con tendenza alla tachiaritmia, p.e. in presenza di una contemporanea insufficienza coronarica. Inoltre il Biancospino protegge il miocardio nei confronti dell’ischemia, e questa attività rappresenta un ulteriore elemento qualificante nei confronti di altri farmaci inotropi positivi. Una frazione idrosolubile del fitocomplesso è risultata efficace in vitro alla concentrazione dello 0.05%, nel ridurre il danno miocardico provocato da una ischemia temporanea del cuore isolato di ratto. Per le condizioni nelle quali l’esperimento è stato condotto, l’effetto del Biancospino sembra dovuto ad una azione cardioprotettiva diretta, in assenza di un miglioramento del flusso coronarico, come sostenuto in passato da alcuni autori. Più recentemente, il Biancospino è risultato efficace nel proteggere il miocardio e preservare l’integrità della membrana cellulare in cardiomiociti di ratto sottoposti ad un periodo di ischemia.

– Attività antiipertensiva. Il Biancospino è noto ed utilizzato anche per la sua moderata azione antiipertensiva, confermata dalle monografie ufficiali sulla droga ed imputabile ad effetti di vasodilatazione coronarica e periferica mediata da un’azione sull’NO (verificata sull’aorta di ratto) e ad un blando effeetto di ACE inibizione. Secondo uno studio “l’estratto fluido di Biancospino determina una notevole diminuzione della pressione arteriosa. La sua azione si svolge essenzialmente sui vasi che vengono dilatati per azione diretta. La vasodilatazione si manifesta anche in animali a zone vasosensibii inattivate ed a vaghi tagliati. Durante l’ipotensione da Biancospino non viene alterato il giuoco normale dei riflessi regolatori della pressione del sangue partenti dal seno carotideo. Nella letteratura più recente, non sono state condotte molte sperimentazioni cliniche a conferma dell’attività ipotensiva del Biancospino. La somministrazione di estratto di Biancospino in soggetti con scompenso cardiaco ha migliorato la funzionalità cardiaca e, nei pazienti con valori pressori border line, ha ridotto la pressione sistolica e diastolica in maniera statisticamente significativa, rispettivamente da 160 a 150 mmHg e da 89 a 85 mmHg.

– Attività ansiolitica. È tradizionalmente nota l’azione del Biancospino sul sistema nervoso centrale su cui agisce come blando sedativo, eliminando così la componente emotiva di certe ipertensioni in individui a temperamento eretistico, nei quali riduce l’emotività, lo stato ipertensivo e migliora la qualità del sonno. La tradizione italiana, ad esempio, usa associare al Biancospino altre droghe sedative, come ad esempio Camomilla o Passiflora, per il trattamento di stati ansiosi e/o disturbi gastrointestinali. Anche se non è chiaro il meccanismo d’azione responsabile degli effetti sedativi a livello del sistema nervoso centrale, un ruolo in questo senso potrebbero averlo anche i flavonoidi, in quanto è noto che alcuni di loro, tra cui apigenina e crisina, potrebbero esplicare attività benzodiazepinica con effetti ansiolitici e moderatamente ipnogeni, dal momento che sarebbero in grado di legarsi ai recettori GABAergici sia centrali sia periferici. A tal proposito esistono anche riscontri sperimentali: in uno studio clinico controllato che ha valutato l’efficacia e la tollerabilità di un prodotto a base di estratto secco di Biancospino, estratto secco di Escolzia e magnesio in 264 pazienti con disturbi funzionali da ansia moderata/media (che ricevevano per os il prodotto o un placebo per 3 mesi), si è notato che nel gruppo verum il calo del punteggio della Hamilton anxiety scale era significativamente (p<0,005) maggiore rispetto a quello osservato nei soggetti del gruppo placebo. Anche una sperimentazione clinica multicentrica, controllata con placebo, ha dimostrato che il Biancospino – somministrato insieme a Valeriana, Passiflora, Ballota, Cola e Paullinia – risulta efficace in pazienti con disturbi comportamentali con note ansiose.

– Attività ipolipemizzante ed antiaterosclerotica. L’estratto alcolico di Biancospino previene l’aumento della lipidemia e della colesterolemia in ratti alimentati con una dieta iperlipidemica. L’effetto è maggiormente evidente sulle lipoproteine a bassa (LDL) e bassissima densità (VLDL), ed è accompagnato da una ridotta deposizione di lipidi nei tessuti. L’effetto – che trova conferma in altri studi sperimentali e sembra proprio anche di altri fitocomplessi della stessa famiglia – è largamente descritto nella medicina tradizionale cinese. L’attività ipocolesterolemizzante del Biancospino è specifica per le lipoproteine più aterogene (LDL e VLDL), e sembra mediato da una maggiore affinità dei recettori LDL presenti sulla membrana degli epatociti per le lipoproteine. Questa “upregulation” recettoriale porta ad un aumento della internalizzazione e del metabolismo delle LDL e, conseguentemente, ad una riduzione della ipercolesterolemia. Questa attività del Biancospino risulta di particolare importanza, quando si voglia trattare situazioni di moderato scompenso cardiaco nell’anziano (cuore senile) che soffra anche di una iperliproteinemia, e rappresenta un ulteriore vantaggio sulla gran parte dei farmaci inotropi positivi. Somministrato insieme ad altri fitocomplessi, infatti, il Biancospino è risultato attivo nel prevenire la formazione di placche aterosclerotiche in un modello sperimentale di aterosclerosi.

Modo d’uso:

Si consiglia di assumere da 2 a 4 capsule al giorno, la sera prima di coricarsi, con acqua.

Elementi caratterizzanti per dose giornaliera (4 capsule):

Biancospino e.s. 1152 mg, pari a vitexina 5,76 mg.

Ingredienti:

Biancospino (Crataegus oxycantha Medicus, Crataegus monogyna Jacq.) fiori e foglie estratto secco tit. allo 0,5% in vitexina; involucro: capsula in gelatina vegetale (idrossi-propil-metilcellulosa); agente di carica: cellulosa; agente antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi.

Avvertenze:

Non superare la dose giornaliera consigliata. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini sotto i tre anni di età.

Modalità di conservazione:

Conservare ben chiuso in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. La data di fine validità di riferisce al prodotto correttamente conservato in confezione integra.


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Che cosa sono le petecchie? Farmajet news

  1. Come sono fisicamente?
  2. Le cause
  3. Sintomi
  4. Trattamento
  5. complicazioni
  6. Prevenzione
Le petecchie sono chiazze minuscole, circolari e non sollevate che appaiono sulla pelle o in una membrana mucosa o sierosa. Si presentano come il risultato di sanguinamento sotto la pelle.

Di solito, una persona noterà petecchie, pronunciate (pi-TEE-kee-ee), che appaiono a grappoli sulla superficie della loro pelle o nella loro bocca o palpebre.

Alcune cause sono minori e non richiedono un trattamento specifico, mentre altre possono essere più gravi.

Fatti veloci su petecchie:

  • Le petecchie sono comunemente simili all’eruzione.
  • L’aspetto delle petecchie può indicare molte condizioni diverse.
  • Si consiglia di fissare un appuntamento con un medico se compaiono petecchie.

Che aspetto hanno le petecchie?

Le petecchie sembrano spesso un’eruzione cutanea, che può essere allarmante. Gli stessi punti sono piccoli puntini che possono essere viola, rossi o marroni, dovuti al sanguinamento sotto la pelle.

Di solito sono piatti al tatto e, a differenza di un rash, non perderanno il colore quando vengono premuti – questo è un modo utile per dire se un’anormalità della pelle è un’eruzione cutanea o meno.

Le petecchie si presentano quando i vasi sanguigni minuscoli (capillari) si rompono. Quando ciò accade, il sangue cola nella pelle.

Alcune delle condizioni che possono causare la comparsa di petecchie comprendono:

  • lesioni o traumi locali che causano danni alla pelle
  • scottatura
  • reazioni allergiche alle punture di insetti
  • varie malattie autoimmuni
  • infezioni virali e batteriche
  • un livello piastrinico inferiore al normale
  • trattamenti medici per il cancro , come radiazioni o chemioterapia
  • problemi di leucemia o midollo osseo che possono causare una riduzione del numero di piastrine
  • dopo vomito violento o tosse – specialmente nei neonati
  • attività faticose che possono causare sforzi, come il sollevamento pesi o il parto
  • sepsi
  • scorbuto
  • vasculite
  • febbri virali , come dengue, Ebola e febbre gialla , possono inibire la coagulazione del sangue, causando sanguinamento sotto la pelle

Alcuni farmaci sono anche comunemente associati alla comparsa di petecchie. I farmaci che possono causare petecchie come effetto collaterale includono:

  • antibiotici
  • antidepressivi
  • farmaci anti-sequestro
  • fluidificanti del sangue
  • farmaci per il ritmo cardiaco
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei ( FANS )
  • sedativi

Quali sono i sintomi?

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Altri sintomi possono includere epistassi e gengive sanguinanti.

L’aspetto dei punti è l’unica indicazione di petecchie. Tuttavia, poiché spesso è un’indicazione di una condizione di base, una persona potrebbe sperimentare altri sintomi accanto a questo.

Altri sintomi includono:

  • una raccolta di sangue rappreso che appare sotto la pelle (ematoma)
  • sanguinamento o lividi facilmente
  • gengive sanguinanti
  • emorragia articolare (emartroz)
  • periodi mestruali insolitamente pesanti (menorragia)
  • epistassi

Quando dovresti vedere un dottore?

Un medico dovrebbe sempre guardare alle petecchie perché potrebbe essere un’indicazione di una condizione più grave. Un medico valuterà i sintomi e le possibili cause per determinare se la causa è lieve o grave.

È una buona idea continuare a controllare gli spot e prendere nota delle eventuali modifiche. Se il numero di petecchie continua ad aumentare, la causa potrebbe essere una patologia emorragica.

Ci sono anche altri sintomi che possono verificarsi insieme alle petecchie, che sono indicatori di una condizione grave o pericolosa per la vita.

Questi includono:

  • perdita di conoscenza
  • confusione
  • una febbre alta
  • sanguinamento estremo
  • un forte mal di testa

Se uno qualsiasi di questi sintomi si verifica insieme alla comparsa di petecchie, una persona dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico.

Trattamento

Il trattamento delle petecchie dipenderà dalla causa sottostante.

Se una persona sperimenta petecchie come reazione a un particolare farmaco, i petecchie scompariranno quando smetteranno di prenderlo.

Se la causa è un’infezione virale o batterica, le petecchie dovrebbero sparire una volta che l’infezione si è interrotta.

Un medico diagnosticherà la causa delle petecchie e raccomanderà il trattamento appropriato.

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Antibiotici o corticosteroidi possono essere prescritti per trattare le petecchie.

Un medico può prescrivere:

  • antibiotici per il trattamento di un’infezione batterica
  • corticosteroidi per ridurre l’ infiammazione
  • azatioprina (Azasan, Imuran), metotrexato (Trexall, Rheumatrex) o ciclofosfamide, che sono tutti farmaci che sopprimono il sistema immunitario
  • trattamenti contro il cancro, come la chemioterapia, la terapia biologica o le radiazioni

Se l’aspetto delle petecchie non è il risultato di una condizione di base, quindi il riposo, il consumo di molti liquidi e gli antidolorifici, come l’ibuprofene (Advil, Motrin) o il paracetamolo (Tylenol), possono aiutare.

Ci sono delle complicazioni?

L’aspetto delle petecchie non ha complicazioni associate, e una volta che le macchie si attenuano non dovrebbero esserci cicatrici.

Tuttavia, se le petecchie sono il risultato di una condizione di base, potrebbero verificarsi alcune complicazioni.

Le complicazioni includono:

  • danno a reni, fegato, milza, cuore, polmoni o altri organi
  • vari problemi cardiaci
  • infezioni che possono verificarsi in altre parti del corpo

Cosa si può fare per prevenirli?

Poiché le petecchie sono di solito il risultato di un’altra condizione, l’unico modo per prevenirle è cercare di evitare le condizioni che le causano.

Cercare di rimanere in forma e in salute, evitare le infezioni, praticare una buona igiene e sesso sicuro ed evitare i farmaci che causano le petecchie sono buoni modi per ridurre le possibilità di svilupparli.

Tuttavia, non è possibile prevenire tutte le condizioni sottostanti che causano le petecchie.

L’ansia può essere un segno precoce dell’Alzheimer

I disturbi d’ansia sono comuni in tutti gli Stati Uniti e si pensa che colpiscano circa 40 milioni di adulti ogni anno. Tuttavia, come se questi sentimenti di preoccupazione e paura non fossero sufficienti da affrontare, un nuovo studio suggerisce che le persone anziane che hanno un peggioramento dei sintomi di ansia potrebbero avere maggiori probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer.
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I ricercatori hanno collegato i crescenti sintomi di ansia in età avanzata a livelli più alti di una proteina legata all’Alzheimer.

I ricercatori hanno scoperto che l’aumento dei sintomi di ansia era legato a livelli più alti di beta-amiloide, che è una proteina associata al morbo di Alzheimer , nel cervello delle persone anziane con normale funzionamento cognitivo.

La prima autrice dello studio, la dottoressa Nancy Donovan, che è una psichiatra geriatrica al Brigham and Women’s Hospital di Boston, Massachusetts, e il team dicono che i risultati suggeriscono che un aumento dei sintomi dell’ansia potrebbe essere un segnale precoce dell’Alzheimer.

I risultati sono stati recentemente pubblicati su The American Journal of Psychiatry .

La malattia di Alzheimer è una forma di demenza caratterizzata da problemi con la memoria e il pensiero, così come i cambiamenti nel comportamento.

Si stima che circa 5,5 milioni di persone negli Stati Uniti vivano con l’Alzheimer, di cui circa 5,4 milioni hanno più di 65 anni.

Le precise cause della malattia di Alzheimer rimangono poco chiare, ma gli scienziati ritengono che la beta-amiloide abbia un ruolo chiave. Questa è una proteina che può formare “placche”, che sono state trovate per bloccare la comunicazione delle cellule nervose nel cervello delle persone con Alzheimer.

Queste placche sono considerate un segno distintivo della malattia e la ricerca ha suggerito che un aumento dei livelli di beta-amiloide può verificarsi fino a 10 anni prima dell’inizio dei sintomi di Alzheimer.

Secondo il nuovo studio, l’ansia potrebbe svolgere un ruolo significativo nell’aumento dei livelli di beta-amiloide tra gli anziani.

L’angoscia mirata può rallentare l’Alzheimer

Precedenti studi hanno suggerito che la depressione e l’ansia potrebbero essere indicatori del morbo di Alzheimer, poiché i sintomi di queste condizioni di salute mentale spesso si verificano nelle prime fasi della malattia.

Per il loro studio, il dott. Donovan e colleghi hanno cercato di determinare se la beta-amiloide potesse svolgere un ruolo in questa associazione.

La ricerca ha incluso 270 adulti di età compresa tra 62 e 90 anni, con normale funzionamento cognitivo, tutti sottoposti a tomografia a emissione di positroni al basale dello studio e ogni anno durante 5 anni di follow-up, al fine di determinare i livelli di beta-amiloide nel loro cervello.

I sintomi di ansia e depressione tra gli adulti sono stati valutati utilizzando la scala di depressione geriatrica di 30 elementi .

È stato scoperto che gli adulti che mostravano un aumento dei sintomi di ansia oltre 5 anni di follow-up avevano anche livelli più alti di beta-amiloide nel cervello. I ricercatori dicono che questo indica che il peggioramento dell’ansia potrebbe essere un segnale precoce della malattia di Alzheimer.

Se ulteriori ricerche sostanziano l’ansia come un indicatore precoce, sarebbe importante non solo identificare le persone nella fase iniziale della malattia, ma anche curarla e potenzialmente rallentare o prevenire il processo della malattia”.

Dr. Nancy Donovan

Gli scienziati sottolineano che sono necessari studi di follow-up per determinare se gli anziani che sperimentano un aumento dei sintomi di ansia sviluppano effettivamente l’Alzheimer.

Gli scienziati potrebbero aver trovato un modo per fermare il cancro ed evitare la formazione di metastasi

Gli scienziati potrebbero aver trovato un modo per fermare il cancro dalla metastasi

Pubblicato da Farmajet Venerdi 12  gennaio 2018
Le metastasi sono la principale causa di morte nel cancro e le attuali cure contro di esso sono inefficaci. Ma la nuova ricerca potrebbe aver trovato un modo per rallentare, e forse anche fermare, la diffusione delle cellule tumorali.
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Una nuova ricerca potrebbe aver trovato un modo per fermare le cellule tumorali (mostrate qui) da strisciante verso altre località.

La metastasi è il processo attraverso il quale il cancro si diffonde in tutto il corpo. Durante questo processo, le cellule tumorali possono invadere il tessuto sano vicino, penetrare nelle pareti dei linfonodi o entrare nei vasi sanguigni circostanti.

Ma una nuova ricerca potrebbe aver trovato un modo per controllare le metastasi inibendo la migrazione delle cellule tumorali. Fermare le cellule dalla migrazione è fondamentale per fermare le metastasi.

Ciò che consente alle cellule tumorali di migrare è un insieme di protrusioni che li aiutano a muoversi. Il team di ricercatori – guidato da Mostafa El-Sayed, Julius Brown Chair e Regents Professor di Chimica e Biochimica presso la Georgia Tech’s School di Atlanta, GA – è riuscito a tagliare con successo queste protrusioni usando una tecnica speciale.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista PNAS.

“Gambe” delle cellule tumorali che si spezzano

Le protrusioni lunghe e sottili che aiutano le cellule tumorali a muoversi sono chiamate filopodia. Sono un’estensione di un insieme di fibre “larghe, simili a lastre” chiamate lamellipodia, che si trovano attorno ai bordi della cellula.

Il suffisso “-podia” (o “-podium”, singolare) deriva dalla lingua greca e significa ” qualcosa di simile a un piede “.

Essenzialmente, lamellipodia e filopodia sono piccole “gambe” che aiutano le cellule sane a muoversi all’interno del tessuto. Ma nelle cellule cancerose, lamellipodia e filopodia sono prodotti in eccesso.

I ricercatori hanno usato i cosiddetti nanorods , fatti di nanoparticelle d’oro, per ostruire queste piccole gambe.

Con l’aiuto della nanotecnologia , gli scienziati sono in grado di ridurre la dimensione di alcuni materiali su una scala nanometrica – con “nano” che significa la miliardesima parte di un metro – a quel punto questi materiali iniziano a mostrare nuove proprietà chimiche e fisiche.

Il Prof. El-Sayed e colleghi hanno introdotto i nanorod in loco. I nanorod erano ricoperti da un rivestimento di molecole, chiamate peptidi RGD, che le rendevano legate a uno specifico tipo di proteina chiamata integrina.

“I nanorod mirati hanno legato l’integrina e bloccato le sue funzioni, quindi non poteva continuare a guidare il citoscheletro a sovrapprodurre lamellipodia e filopodia”, spiega il co-autore Yan Tang, un assistente post-dottorato in biologia computazionale.

Un citoscheletro è la struttura di supporto di una cellula, responsabile di dargli una forma. Ha anche funzioni aggiuntive, con una delle quali è quella di formare le sporgenze filopodia.

Il metodo potrebbe uccidere le cellule tumorali

Gli esperimenti hanno rivelato che legare semplicemente i nanorods all’integrina ha ritardato la migrazione delle cellule tumorali.

È importante sottolineare che questo metodo ha evitato le cellule sane, il che potrebbe rendere drasticamente meno dannosa questa terapia per i pazienti sottoposti a un trattamento chemioterapico tossico .

“Ci sono alcune integrine specifiche che sono sovradimensionate nelle cellule cancerose”, spiega Moustafa Ali, uno dei primi autori dello studio. “E non li trovi così tanto nelle cellule sane.”

Nella seconda fase dell’esperimento, il Prof. El-Sayed e il team hanno riscaldato le nanoparticelle d’oro con un laser a luce nel vicino infrarosso. Ciò ha efficacemente fermato la migrazione delle cellule maligne.

La luce non è stata assorbita dalle cellule, ma i nanorodori d’oro l’hanno assorbita e, come risultato, hanno riscaldato e parzialmente fuso le cellule cancerogene con le quali sono connesse, il lamellipodia e il filopodia”.

Moustafa Ali

In questo esperimento, non tutte le cellule tumorali sono state uccise, in quanto ciò avrebbe impedito ai ricercatori di esaminare se riuscissero o meno a impedire loro di migrare. Tuttavia, i ricercatori dicono che il metodo potrebbe essere regolato per uccidere le cellule maligne.

Il Prof. El-Sayed ed i suoi colleghi hanno precedentemente condotto esperimenti simili su topi, nei quali hanno applicato lo stesso metodo. La precedente ricerca non ha rilevato tossicità dall’oro fino a 15 mesi dopo il trattamento.

I ricercatori sperano di essere presto in grado di trattare ” tumori della testa, del collo, della mammella e della pelle con iniezioni dirette e locali di nanorod combinato con il laser a basso infrarosso a bassa potenza”.

Il laser potrebbe raggiungere i nanorod d’oro a 4-5 centimetri di profondità all’interno del tessuto, e tumori più profondi potrebbero essere trattati con iniezioni di nanorods più profonde, dicono gli autori.

La Radice di Valeriana per l’insonnia e l’ansia: funziona? Farmajet news

Radice di valeriana per l’insonnia e l’ansia: funziona?

Farmajet gennaio 2018
La valeriana è una pianta con leggere proprietà sedative che viene venduta come aiuto per dormire e per curare l’ansia. Ma funziona?

Negli Stati Uniti (Stati Uniti), gli integratori alimentari di valeriana vengono solitamente venduti come ausili per dormire. In Europa, le persone li prendono più spesso per irrequietezza e ansietà .

Ci sono in realtà oltre 250 specie di valeriana, ma Valeriana officinalis è quella più comunemente usata per scopi medicinali.

Mentre la valeriana medicinale risale ai tempi dell’antica Grecia e della Roma, manca una forte evidenza clinica dell’efficacia della valeriana nel trattare l’ insonnia e l’ansia.

Tuttavia, la valeriana è considerata sicura dalla Food and Drugs Administration (FDA) statunitense ed è più delicata rispetto alle droghe sintetiche, come benzodiazepine e barbiturici. Per questi motivi, valeriana potrebbe valere la pena di provare ansia o sollievo dall’insonnia.

Contenuto di questo articolo:

  1. Benefici potenziali
  2. Come funziona la radice di valeriana
  3. preparativi
  4. rischi

Benefici potenziali

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La radice di valeriana può potenzialmente migliorare la qualità del sonno e fornire sollievo dall’ansia.

Alcuni possibili benefici di valeriana che sono stati segnalati dagli utenti includono:

  • addormentarsi più velocemente
  • migliore qualità del sonno
  • sollievo da irrequietezza e altri sintomi di disturbo d’ansia
  • no “postumi della sbornia effetto “al mattino

Tuttavia, è necessaria una prova più forte per essere sicuri che la valeriana, e non qualche altro fattore, sia responsabile di questi effetti.

È anche necessario determinare se l’insonnia e i miglioramenti dell’ansia di una persona sono statisticamente significativi.

Debolezze negli studi

Mentre ci sono stati molti studi sugli effetti della valeriana, molti di loro hanno punti deboli che rendono i loro dati inaffidabili.

Anche con studi attentamente controllati, è ancora difficile confrontare e combinare i dati tra gli studi. Alcuni dei motivi di questi problemi includono:

  • un piccolo numero di partecipanti allo studio
  • alti tassi di sospensione dei partecipanti allo studio
  • ampia variazione tra gli studi sui metodi per misurare la qualità del sonno e il sollievo dall’ansia
  • ampia variazione tra gli studi sul dosaggio e sulla durata del trattamento con valeriana
  • la gravità dell’ansia o dell’insonnia di una persona non è ben definita
  • analisi statistiche imperfette

Molti di questi problemi sono rivelati in un documento di revisione pubblicato sull’American Journal of Medicine , che ha analizzato attentamente i metodi e i dati di 16 diversi studi valeriani.

Il documento ha prodotto risultati contrastanti sulla solidità di questi studi. Ad esempio, un problema era che solo sei degli studi utilizzavano metodi simili per misurare la qualità del sonno, il che significava che il miglioramento della qualità del sonno non poteva essere comparato in tutti gli studi.

I dati combinati mostrano miglioramenti nel sonno

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Una combinazione di studi ha dimostrato che la radice di valeriana può migliorare significativamente la qualità del sonno.

D’altra parte, i dati combinati di questi sei studi hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo della qualità del sonno per il gruppo di partecipanti che utilizzava la valeriana.

Questi studi hanno anche avuto le dimensioni più grandi del campione, forse dando loro più forza rispetto agli altri. Tuttavia, gli autori di questa recensione avvertono che i risultati dovrebbero essere presi con cautela, poiché c’erano molti difetti nelle loro analisi statistiche.

Gli studi guardano una combinazione di erbe

Un altro problema è che molti studi non esplorano l’uso della sola valeriana, ma analizzano invece gli effetti della valeriana combinati con altre erbe medicinali, come la passiflora o il kava.

Ad esempio, un’altra revisione della letteratura ha analizzato 24 studi sull’efficacia dei supplementi a base di erbe per l’ansia. Uno studio individuale ha esplorato l’impatto degli integratori a base di erbe sull’insonnia in 120 partecipanti.

Entrambi hanno trovato prove solide per l’efficacia degli integratori. Tuttavia, era difficile dire come fosse responsabile la valeriana per questi effetti.

Per capire quanto bene l’integratore funzioni effettivamente in termini di trattamento dell’insonnia e dell’ansia, sono necessari studi di valeriana più ampi e statisticamente validi.

Come funziona la radice di valeriana

Molti ricercatori ritengono che non sia una sola sostanza chimica responsabile degli effetti della valeriana, ma una combinazione dei componenti della pianta.

Secondo il National Institutes of Health , diversi composti chimici di valeriana hanno dimostrato proprietà sedative negli studi sugli animali.

È anche incerto come la valeriana influisce sul cervello. La teoria più comune è che l’estratto di valeriana stimola le cellule nervose a rilasciare una sostanza chimica chiamata acido gamma-aminobutirrico, o GABA.

Il GABA rallenta l’attività delle cellule nervose invece di eccitarla.

L’estratto di valeriana può bloccare un enzima che distrugge il GABA, il che significa che più GABA sono disponibili per un periodo di tempo più lungo.

Tutti questi fattori insieme potrebbero produrre l’effetto calmante di molti che provano l’esperienza valeriana. Farmaci come Xanax e Valium aumentano anche la quantità di GABA nel corpo, e i loro effetti sono molto più grandi della valeriana.

preparativi

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La radice di valeriana può essere consumata in molte forme, anche come tè.

Gli integratori dietetici della valeriana sono generalmente prodotti a partire dalle radici della pianta, ma possono anche derivare dai suoi steli. Radici essiccate, altri materiali vegetali o estratti di valeriana possono essere consumati in varie forme, tra cui:

  • tinture
  • capsule
  • compresse

La quantità di valeriana che una persona deve assumere varia, ma la dose varia tipicamente da 400-900 milligrammi (mg) prima di coricarsi.

Il dosaggio può anche dipendere da quanto acido valerenico contiene il supplemento. L’acido valerenico è considerato come il più potente componente sedativo di una valeriana.

Gli erboristi consigliano di usare la valeriana solo per 2-3 settimane e di fare una pausa per un uguale periodo di tempo prima di ricominciare. Gli erboristi raccomandano questa interruzione perché alcune persone che hanno usato la valeriana per lunghi periodi hanno riportato effetti collaterali negativi, come mal di testa , depressione o astinenza dopo l’interruzione.

rischi

La FDA (o altre agenzie regolatrici) non controlla le erbe e gli integratori per la qualità o la purezza. Quindi, è importante scegliere i prodotti da fonti affidabili. Mentre sono necessari ulteriori studi per valutare eventuali effetti collaterali a lungo termine, ci sono state pochissime segnalazioni di eventi avversi gravi in ​​relazione alla valeriana.

Secondo il National Institutes of Health, gli effetti collaterali più comunemente riportati dalle persone coinvolte nella sperimentazione clinica di valeriana sono:

  • mal di testa
  • vertigini
  • prurito
  • disturbi gastrointestinali

Tuttavia, questi effetti collaterali non possono essere direttamente attribuiti alla valeriana, in quanto alcune delle persone che stavano assumendo supplementi di placebo hanno riferito anche effetti collaterali.

Nonostante la dolcezza osservata della valeriana, si consiglia alle donne in gravidanza o in allattamento di evitarlo perché non sono stati condotti studi sui potenziali rischi della valeriana per un feto o un bambino.

I bambini di età inferiore a 3 anni non devono essere trattati con la valeriana perché i suoi effetti sullo sviluppo iniziale non sono stati valutati.

Infine, una persona deve consultare un medico prima di usare la valeriana se sta già assumendo:

  • benzodiazepine, come Xanax, Valium o Ativan
  • depressivi del sistema nervoso centrale, come il fenobarbital o la morfina
  • altri integratori alimentari che aiutano il sonno, come kava o melatonina

Le proprietà sedative e depressive di questi farmaci e supplementi potrebbero combinarsi con quelli di valeriana, con conseguente intontimento o più gravi effetti collaterali.

Anche se uno non sta prendendo altri farmaci, è sempre una buona idea parlare con un medico prima di assumere qualsiasi integratore, compresa la valeriana.

Il medico fornirà informazioni sul fatto che la valeriana sia una buona scelta e potrebbe anche suggerire marchi e dosaggi che ritengono essere più sicuri ed efficaci.

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Cos’è il Kombucha ? Farmajet news

Kombucha: otto potenziali benefici per la salute

tempo di lettura 2 minuti
Kombucha è una bevanda dolce e gassata a base di lievito, zucchero e tè fermentato. Ha una serie di potenziali benefici per la salute, tra cui la salute dell’intestino e la funzionalità epatica.

Questo articolo esplora otto potenziali benefici per la salute di kombucha e analizza la ricerca che li supporta.

Contenuto di questo articolo:

  1. Cos’è il kombucha?
  2. Potenziali benefici per la salute
  3. Ci sono dei rischi?
  4. Porta via

 

Cos’è il kombucha?

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Kombucha è una bevanda fermentata che è popolare per i suoi presunti benefici per la salute.

Per fare la kombucha, il tè verde o nero zuccherato viene fermentato con una colonia simbiotica di batteri e lievito, altrimenti noto come SCOBY.

Durante il processo di fermentazione, il lievito nel SCOBY rompe lo zucchero nel tè e rilascia batteri probiotici.

Il Kombucha diventa gassato dopo la fermentazione, motivo per cui la bevanda è frizzante.

Potenziali benefici per la salute

Ci sono una serie di benefici per la salute potenziali di kombucha, tra cui:

1. salute intestinale

Come conferma questo studio del 2014 , il processo di fermentazione di kombucha significa che la bevanda è ricca di probiotici. I batteri probiotici sono simili ai batteri salutari che si trovano nell’intestino.

Il consumo di probiotici può migliorare la salute intestinale generale. È stato scoperto che i batteri probiotici aiutano a curare la diarrea e alcuni studi suggeriscono che potrebbero contribuire a facilitare la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Sono necessarie ulteriori ricerche su come il kombucha migliora la salute dell’intestino, ma il legame tra i probiotici e la salute dell’intestino suggerisce che potrebbe supportare il sistema digestivo.

Il legame tra i batteri sani nel sistema digestivo e la funzione immunitaria sta diventando più chiaro mentre più studi si concentrano sulla salute dell’intestino. Se i probiotici nel kombucha migliorano la salute dell’intestino, possono anche rafforzare il sistema immunitario.

2. Rischio di cancro

Vi sono prove crescenti che suggeriscono che bere kombucha potrebbe aiutare a ridurre il rischio di cancro .

Uno studio del 2008 ha scoperto che il kombucha ha contribuito a prevenire la crescita delle cellule tumorali. Ulteriori ricerche nel 2013 hanno rilevato che il kombucha ha ridotto la sopravvivenza delle cellule tumorali. Entrambi gli studi suggeriscono che il kombucha potrebbe svolgere un ruolo nel trattamento o nella prevenzione del cancro.

È importante notare che questi studi hanno esaminato gli effetti del kombucha sulle cellule tumorali in una provetta. Sono necessarie ulteriori ricerche per vedere se le persone che bevono kombucha hanno un rischio ridotto di sviluppare il cancro.

3. Rischio di infezione

Un tipo di acido chiamato acido acetico, presente anche nell’aceto, viene prodotto quando il kombucha viene fermentato.

Uno studio condotto nel 2000 ha scoperto che il kombucha era in grado di uccidere i microbi e aiutare a combattere una serie di batteri. Questo suggerisce che può aiutare a prevenire le infezioni uccidendo i batteri che li causano prima che vengano assorbiti dal corpo.

4. Salute mentale

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Si ritiene che i probiotici nel kombucha abbiano la capacità di trattare la depressione.

Potrebbe esserci un legame tra probiotici e depressione , suggerendo che bere kombucha ricco di probiotici potrebbe contribuire a promuovere una salute mentale positiva .

Esistono forti legami tra depressione e infiammazione , quindi l’effetto antinfiammatorio del kombucha può aiutare ad alleviare alcuni dei sintomi della depressione.

Una revisione del 2017 ha esaminato una serie di studi esistenti e ha concluso che esiste una forte evidenza che i probiotici possono aiutare a curare la depressione. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare quanto siano efficaci.

5. malattie cardiache

I livelli di alcuni tipi di colesterolo aumentano il rischio di malattie cardiache . Gli studi nel 2012 e 2015 hanno scoperto che il kombucha aiuta a ridurre i livelli di colesterolo legati alle malattie cardiache. I livelli di colesterolo e le malattie cardiache sono anche influenzati dalla dieta, dall’esercizio fisico, dal peso, dalle abitudini di vita e dall’infiammazione. Tuttavia, la ricerca qui citata suggerisce che bere kombucha può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache.

Allo stesso tempo, è importante notare che questi studi erano nei ratti. Sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare che il kombucha riduce il rischio di malattie cardiache negli esseri umani.

6. Perdita di peso

Quando il kombucha è preparato con tè verde , può aiutare a perdere peso. Uno studio del 2008 ha rilevato che le persone obese che hanno preso estratto di tè verde hanno bruciato più calorie e perso più peso rispetto a chi non l’ha fatto.

Se il kombucha è fatto con tè verde, ne consegue che potrebbe avere un effetto altrettanto positivo sulla perdita di peso.

Ancora una volta, i ricercatori devono guardare al kombucha e alla perdita di peso specificatamente prima che questo sia certo.

7. Salute del fegato

Kombucha contiene antiossidanti che aiutano a combattere le molecole nel corpo che possono danneggiare le cellule.

Alcuni studi, il più recente del 2011 , hanno scoperto che il kombucha ricco di antiossidanti riduce le tossine nel fegato. Ciò suggerisce che il kombucha possa svolgere un ruolo importante nel promuovere la salute del fegato e ridurre l’infiammazione del fegato.

Tuttavia, finora gli studi hanno esaminato i ratti e sono necessarie ulteriori ricerche per dire con certezza in che modo il kombucha può supportare la salute del fegato negli esseri umani.

8. Gestione del diabete di tipo 2

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Kombucha può aiutare a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e aiutare nella gestione del diabete.

Kombucha può anche essere utile nella gestione del diabete di tipo 2 .

Uno studio del 2012 ha scoperto che il kombucha ha aiutato a gestire i livelli di zucchero nel sangue nei ratti con diabete . Questo risultato suggerisce che potrebbe essere utile nella gestione del diabete di tipo 2.

Ancora una volta, sono necessarie ulteriori ricerche per dire con certezza se il kombucha può avere gli stessi benefici nella gestione del diabete di tipo 2 per gli esseri umani.

 

Ci sono dei rischi?

È importante fare attenzione quando si fa kombucha a casa, poiché può fermentare troppo a lungo. È anche possibile che il kombucha venga contaminato quando non viene fatto in un ambiente sterile.

La sovra-fermentazione o contaminazione può causare problemi di salute, quindi potrebbe essere più sicuro acquistare kombucha in un negozio piuttosto che farlo a casa.

Il kombucha acquistato in negozio ha normalmente una gradazione alcolica inferiore rispetto alle versioni fatte in casa, ma è importante controllare il contenuto di zucchero.

Porta via

Ci sono molti potenziali benefici per la salute di kombucha. Tuttavia, è importante ricordare che la ricerca è in corso e non tutti i benefici sono stati dimostrati negli studi con partecipanti umani.

Se confezionato correttamente o acquistato in negozio, il kombucha è una bevanda ricca di probiotici che è sicura da gustare nell’ambito di una dieta salutare.

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Dieci benefici per la salute del Cardo Mariano. Farmajet news

Quali sono i benefici del cardo mariano?

  1. Cos’è il cardo mariano?
  2. Benefici del cardo mariano
  3. Come usare il cardo mariano
  4. Rischi e considerazioni
  5. Prova il Cardo Mariano puro 
Il cardo mariano viene utilizzato come rimedio naturale per il trattamento di una serie di condizioni di salute. Ma ci sono benefici provati per la salute del cardo mariano?

Il principio attivo del cardo mariano è chiamato silimarina. Il cardo mariano è anche conosciuto come cardo mariano o cardo santo. È usato principalmente per il trattamento di problemi al fegato, ma alcune persone sostengono che può abbassare il colesterolo e aiutare a gestire il diabete di tipo 2 .

Questo articolo esplora 10 potenziali benefici per il latte di cardo ed esamina se esistono prove scientifiche a supporto del suo uso. Guarda anche come usare il cardo mariano e se ci sono dei rischi da considerare.

 

Cos’è il cardo mariano?

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Il cardo mariano è disponibile in varie forme ed è più popolare come integratore o tè.

Il cardo mariano è una pianta che proviene dalla stessa famiglia di piante della margherita. Cresce nei paesi del Mediterraneo e viene usato per creare rimedi naturali.

Diverse parti della pianta di cardo mariano possono essere utilizzate per trattare varie condizioni di salute. L’uso più comune di cardo mariano è per problemi al fegato. Alcuni sostengono che può aiutare a trattare:

  • cirrosi
  • itterizia
  • epatite
  • disturbi della cistifellea

Altri potenziali benefici per la salute includono la protezione della salute del cuore abbassando i livelli di colesterolo e aiutando le persone a gestire il diabete di tipo 2.

Dieci benefici per la salute del cardo mariano

Di seguito vengono esaminati i potenziali benefici per la salute del cardo mariano.

1. Supporta la salute del fegato

Uno degli usi più comuni del cardo mariano è di trattare i problemi al fegato. Uno studio del 2016 ha rilevato che il cardo mariano ha migliorato il danno epatico causato dalla dieta nei topi. Sono necessarie ulteriori prove per dimostrare che il cardo mariano benefici i fegati umani allo stesso modo.

Tuttavia, i ricercatori teorizzano che lo faccia. Il principio attivo del cardo mariano, la silimarina, agisce da antiossidante riducendo la produzione di radicali liberi. Gli scienziati pensano che questo crei un effetto disintossicante, motivo per cui il cardo mariano può essere utile per i problemi al fegato.

Fino a quando non verranno effettuate ulteriori ricerche, tuttavia, il cardo mariano non è raccomandato come opzione di trattamento primario per i problemi al fegato. Ma potrebbe essere un trattamento complementare utile da provare.

2. Promuove la salute della pelle

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L’olio di cardo mariano può essere usato localmente per migliorare la salute della pelle.

Cardo mariano può aiutare a promuovere la salute della pelle. Uno studio del 2015 ha rilevato che il cardo mariano aiuta a migliorare le condizioni infiammatorie della pelle quando viene applicato sulla pelle dei topi.

È stato anche scoperto che il cardo mariano ha effetti antiossidanti e anti-invecchiamento sulle cellule della pelle umana in un ambiente di laboratorio in un altro studio .

Sono necessarie ulteriori ricerche sugli esseri umani per identificare quali benefici una persona può aspettarsi dall’applicare il cardo mariano alla loro pelle.

3. Riduce il colesterolo

Il colesterolo alto può portare a problemi con la salute del cuore e aumentare la possibilità di ictus di una persona .

Uno studio del 2006 suggerisce che il cardo mariano potrebbe avere un ruolo importante nel mantenere bassi i livelli di colesterolo. Ha scoperto che i livelli di colesterolo erano più bassi nelle persone che assumevano il cardo mariano per curare il diabete rispetto a quelli che assumevano un placebo .

4. Supporta la perdita di peso

La ricerca animale iniziale condotta nel 2016 ha rilevato che la silimarina causava la perdita di peso nei topi alimentati con una dieta destinata a causare aumento di peso.

Ciò suggerisce che il cardo mariano può essere utile per coloro che cercano di perdere peso. Per confermare questo, tuttavia, è necessaria una maggiore ricerca sugli effetti del cardo mariano sulla perdita di peso negli esseri umani.

5. Riduce la resistenza all’insulina

Uno studio sui topi ha trovato estratto di cardo mariano aiutato a ridurre la resistenza all’insulina . La resistenza all’insulina è un problema per le persone con diabete di tipo 2.

Sebbene questa ricerca suggerisca che il cardo mariano potrebbe avere un ruolo nella gestione del diabete, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare se il cardo mariano riduce l’insulino-resistenza e supporta la gestione del diabete.

6. Migliora i sintomi di asma allergico

L’ingrediente attivo nel cardo mariano può aiutare a ridurre l’ infiammazione . Uno studio del 2012 ha rilevato che la silimarina ha contribuito a proteggere dall’infiammazione delle vie aeree dei topi con asma allergico .

Sono necessarie ulteriori ricerche per vedere se la silimarina avvantaggia i sintomi dell’asma negli esseri umani.

7. Limita la diffusione del cancro

Cardo mariano può aiutare a fermare la diffusione di alcuni tipi di cancro . Una revisione del 2016 ha rilevato che l’estratto di cardo mariano ha inibito la crescita delle cellule cancerose nel cancro del colon-retto .

Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare come utilizzare il cardo mariano per combattere il cancro.

8. Supporta la salute delle ossa

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Il tè al cardo mariano può aiutare a prevenire la perdita ossea causata dalla mancanza di estrogeni.

Il cardo mariano può svolgere un ruolo essenziale nel sostenere la salute delle ossa. Uno studio del 2013 ha rilevato che il cardo mariano aiuta a prevenire la perdita di tessuto osseo.

Lo studio ha esaminato specificamente la perdita ossea causata da una carenza di estrogeni . Non è ancora chiaro se il cardo mariano sia ugualmente benefico per la perdita ossea con una causa diversa.

Sono necessari ulteriori studi prima che sia sicuro concludere che il cardo mariano supporta la salute delle ossa negli esseri umani.

9. Migliora la cognizione

Uno studio del 2015 ha rilevato che il cardo mariano aumenta la resistenza allo stress ossidativo . Lo stress ossidativo è una potenziale causa del morbo di Alzheimer .

In questo modo, cardo mariano può aiutare a migliorare la cognizione e trattare le condizioni degenerative che influenzano la mente. Sono necessarie ulteriori ricerche sugli esseri umani per confermare gli effetti del cardo mariano sulla cognizione.

10. Aumenta il sistema immunitario

Cardo mariano può aiutare a rafforzare la risposta immunitaria di una persona e aiutarli a combattere l’infezione.

Uno studio del 2016 su un modello animale ha scoperto che l’estratto di cardo mariano migliora l’immunità quando viene consumato. Uno studio più vecchio ha scoperto che l’estratto di cardo mariano ha avuto un effetto positivo sulla risposta immunitaria nell’uomo.

Sono necessari ulteriori studi con partecipanti umani prima che gli scienziati possano dire con certezza che il cardo mariano stimola il sistema immunitario di una persona.

 

Come usare il cardo mariano

Il cardo mariano è disponibile come supplemento da molti negozi di alimenti naturali. Non c’è una dose standard di cardo mariano, quindi è meglio leggere il dosaggio suggerito sulla confezione.

Il cardo mariano è disponibile anche come tè. Se si beve tè al thistle, è meglio limitare l’assunzione a 6 tazze al giorno.

 

cardo mariano puro

Rischi e considerazioni

Dato che il cardo mariano è un supplemento, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti non lo regolamenta nello stesso modo in cui regolamentano le droghe. Per questo motivo, è importante acquistare cardo mariano da rivenditori affidabili.

Come con qualsiasi rimedio naturale, le persone dovrebbero discutere di usare il cardo mariano con un medico prima di prenderlo.

Il cardo mariano può interagire con alcuni farmaci. Questo è di particolare preoccupazione se una persona sta già ricevendo un trattamento per le condizioni del fegato.

 

Porta via

Il cardo mariano ha una serie di potenziali benefici per la salute grazie al suo principio attivo, la silimarina, che è un antiossidante.

Sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter confermare un elenco definitivo di benefici per il latte di cardo. Detto questo, è un supplemento salutare che può valere la pena di provare insieme ai trattamenti convenzionali.

È sempre una buona idea parlare con un operatore sanitario prima di iniziare a utilizzare cardo mariano o qualsiasi altro integratore, in quanto potrebbe interagire con altri farmaci o condizioni.

Calvizie: quanto siamo vicini a una cura? Farmajet news

Calvizie: quanto siamo vicini a una cura?

Pubblicato da Farmajet 
La calvizie è una parte accettata del processo di invecchiamento per alcuni e una fonte di sofferenza per gli altri. La perdita dei capelli colpisce milioni di uomini e donne, ma nonostante decenni di ricerca, una cura non è ancora disponibile. Quanto siamo vicini a trovare una bacchetta magica per la calvizie? Notizie mediche Oggi date un’occhiata alle prove.
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Gli studi che esaminano la caduta dei capelli sono basati su decenni di ricerca. Potrebbe una cura per la calvizie essere dietro l’angolo?

L’alopecia androgenetica – che è più comunemente conosciuta come calvizie maschile e calvizie femminile – è il tipo più comune di perdita di capelli , che colpisce circa 10 milioni di donne e 20 milioni di uomini in Italia.

Negli uomini, la caduta dei capelli inizia sopra entrambe le tempie e si ritira nel tempo per formare una forma a “M”. I capelli tendono anche ad assottigliarsi sulla corona e possono progredire fino alla completa o parziale calvizie. Nelle donne, l’attaccatura dei capelli non regredisce e raramente si traduce in una calvizie totale, ma i capelli di solito diventano più sottili su tutta la testa.

La calvizie maschile è ereditaria e può essere legata agli ormoni sessuali maschili. La perdita dei capelli maschile può iniziare già durante l’adolescenza . Colpisce i due terzi degli uomini all’età di 35 anni e circa l’85% degli uomini all’età di 50 anni.

Le cause della calvizie femminile non sono chiare. Tuttavia, la perdita di capelli si verifica più frequentemente nelle donne dopo la menopausa , il che indica che la condizione può essere associata alla riduzione degli ormoni femminili.

Con l’alopecia androgenetica che colpisce così tante persone, una cura permanente non solo ridurrebbe l’ ansia per una percentuale significativa della popolazione, ma si rivelerebbe anche economicamente vantaggiosa per l’azienda farmaceutica responsabile della scoperta.

Fasi di crescita dei capelli, miniaturizzazione

I capelli sono costituiti dal follicolo pilifero (una tasca nella pelle che fissa ogni pelo) e l’asta (la fibra visibile sopra il cuoio capelluto). Nel bulbo pilifero, situato alla base del follicolo, le cellule si dividono e crescono per produrre il fusto del capello, che è costituito da una proteina chiamata cheratina. La papilla che circonda la lampadina contiene minuscoli vasi sanguigni che nutrono i follicoli piliferi e forniscono ormoni per regolare la crescita e la struttura dei capelli.

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La crescita dei capelli avviene in cicli. Un follicolo pilifero produce i capelli per alcuni anni e poi va in riposo per diversi anni.

I follicoli piliferi, come tutte le cellule, hanno cicli. Una parte naturale del ciclo comporta lo spargimento di circa 50-100 capelli al giorno.

Ogni follicolo produce capelli per 2-6 anni e poi si prende una pausa per diversi mesi. Mentre il follicolo pilifero si trova nella sua fase di riposo, i capelli cadono. Ci sono circa 100.000 follicoli sul cuoio capelluto, ma poiché ogni follicolo si trova in un momento diverso e altri producono peli, la perdita di capelli è solitamente impercettibile. La perdita di capelli più evidente si verifica quando si verifica un’interruzione del ciclo di crescita e di spargimento o se il follicolo pilifero viene cancellato e sostituito con tessuto cicatriziale.

Gli scienziati ora comprendono che la calvizie si manifesta attraverso un fenomeno noto come miniaturizzazione. Alcuni follicoli piliferi sembrano essere geneticamente ipersensibili alle azioni del diidrotestosterone ( DHT ), che è un ormone che viene convertito dal testosterone con l’aiuto di un enzima contenuto nelle ghiandole dell’olio del follicolo.

Il DHT si lega ai recettori nei follicoli piliferi e li contrasta, rendendoli progressivamente più piccoli. Col passare del tempo, i follicoli producono peli più sottili e crescono per un tempo più breve del normale. Alla fine, il follicolo non produce più i capelli, lasciando la zona calva.

Trattamenti per la perdita dei capelli esistenti

Attualmente, ci sono poche opzioni di trattamento disponibili per fermare o invertire la miniaturizzazione. La maggior parte dei trattamenti di perdita dei capelli gestiscono solo la perdita dei capelli, piuttosto che essere una soluzione permanente.

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I trapianti di capelli sono una delle soluzioni più permanenti per la caduta dei capelli. Tuttavia, come con tutti i trattamenti attuali, ha i suoi limiti.

Gli unici due farmaci approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il trattamento della perdita di capelli sono minoxidil (Rogaine) e finasteride (Propecia).

Minoxidil

L’uso del Minoxidil per la calvizie è stato scoperto per caso. Il minoxidil era ampiamente usato per trattare l’ ipertensione , ma i ricercatori hanno scoperto che uno degli effetti collaterali del farmaco era la crescita dei capelli in aree inaspettate.

La lozione del Minoxidil viene applicata sul cuoio capelluto e può funzionare aumentando il flusso sanguigno, e quindi il nutrimento, ai follicoli piliferi. L’American Hair Loss Association afferma che la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che il Minoxidil è “un farmaco relativamente marginalmente efficace nella lotta contro la caduta dei capelli”.

Il trattamento ha un effetto zero sul processo ormonale di perdita di capelli e i suoi benefici sono temporanei. La perdita dei capelli continua se l’uso viene interrotto.

Finasteride

Gli effetti collaterali della crescita dei capelli di Finasteride sono stati scoperti durante lo sviluppo di un farmaco per il trattamento delle ghiandole della prostata allargate.

La finasteride inibisce la 5-alfa-reduttasi di tipo II, che è l’enzima responsabile della conversione del testosterone nel DHT androgeno più potente. Si dice che i livelli di DHT siano ridotti del 60 percento quando il farmaco viene assunto, il che impedisce ai follicoli suscettibili di essere influenzati dall’ormone e di ritornare alla loro dimensione normale.

Questo trattamento non funziona nelle donne, e il suo effetto rimane solo fino a quando viene assunto.

Dutasteride

Dutasteride (Avodart) è usato per trattare l’allargamento della prostata. Mentre la FDA non ha approvato il farmaco per trattare la perdita di capelli, i medici a volte prescrivono la dutasteride off-label per la calvizie maschile.

La dutasteride funziona in modo simile alla finasteride, ma potrebbe essere più efficace. Come la finasteride, la dutasteride inibisce l’attività della 5-alfa reduttasi di tipo II. Tuttavia, la dutasteride inibisce ulteriormente il tipo I dell’enzima. Il blocco di entrambi i tipi di enzima riduce ulteriormente il DHT e riduce il rischio di danni ai follicoli piliferi.

Questo farmaco ha le stesse limitazioni della finasteride, il che significa che funziona solo se assunto quotidianamente e potrebbe diventare meno efficace nel tempo.

Queste terapie possono rallentare o prevenire un’ulteriore perdita di capelli, e potrebbero stimolare la ricrescita da follicoli che sono stati dormienti ma ancora vitali. Tuttavia, possono fare poco per i follicoli che sono già diventati inattivi. Usarli in uno stadio precedente di perdita dei capelli vedrà risultati più favorevoli.

DIRADINA PLUS RETARD CAPELLI 30 CAPSULE VEGETALI

Integratore specifico per bloccare la caduta dei capelli, a base di estratti vegetali, aminoacidi solforati, minerali e vitamine. Contiene Tricogenina che è un’associazione di miglio, PABA, L-Metionina e L-cisteina. Contiene miglio, che favorisce il benessere dei capelli, biotina, zinco e selenio che contribuiscono al mantenimento di capelli normali.
E’ adatto ai vegani. Senza glutine. Senza lattosio.

– Miglio: il miglio è composto soprattutto da carboidrati ed è piuttosto calorico. Contiene proteine ad elevato valore biologico, superiori rispetto a quelle di altri cereali, con altissima presenza di aminoacidi solforati (cistina, metionina); inoltre le proteine contenute nel miglio sono facilmente assimilabili. Il miglio è ricchissimo di sali minerali tra cui ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, sodio e silicio. Contiene soprattutto vitamine del complesso B, ma anche vitamine A, E e PP. È facilmente digeribile e vanta proprietà diuretiche. Contiene acido salicilico.
Il miglio è considerato da sempre un alimento utile alla bellezza di capelli, ciglia, pelle, denti e unghie. Stimola la produzione della cheratina di unghie e capelli e aiuta a rinforzare lo smalto dei denti. La sua azione stimolante sulla pelle non è stata dimostrata scientificamente; tuttavia l’elevata presenza di proteine strutturali ne suggerisce l’uso per ridare vigore ai capelli sfruttati e fragili, oltre che alle unghie deboli. In generale, quindi, il miglio sembra essere un alimento molto utile per la salute degli annessi cutanei.

– Serenoa Repens: la Serenoa repens è oggi largamente utilizzata nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e dell’alopecia androgenica (caduta dei capelli sostenuta da disordini endocrini). L’estratto di Serenoa repens interviene nel ciclo di trasformazione del testosterone in DHT (diidrotestosterone) che avviene grazie all’intervento dell’enzima 5 alfa-reduttasi. Il rimedio a base di serenoa sembra infatti in grado di agire su questo enzima inibendo la produzione eccessiva di DHT e, di conseguenza, riducendo fenomeni come la miniaturizzazione dei capelli, l’evidente stempiatura dovuta alla caduta precoce e la seborrea, uno degli effetti con cui si manifesta l’alopecia.

– PABA: l’acido para-amino benzoico, è una pseudo- vitamina idrosolubile, originariamente considerata una delle vitamine del gruppo B. Il PABA è un componente della molecola dell’acido folico ed è implicato nell’assimilazione dell’acido pantotenico, di cui rende più efficace l’azione. Questa sostanza è importante per l’utilizzazione delle proteine, in quanto agisce come un coenzima e viene sintetizzata direttamente dall’organismo, del quale promuove la crescita, interviene nella formazione dei globuli rossi e nell’attività batterica intestinale. Il PABA è largamente utilizzato in cosmetica per la sua attività, dimostrata da diversi studi, di prevenzione e riduzione delle rughe, mantenendo la pelle sana e liscia.Viene inoltre utilizzato come costituente base delle creme filtro adatte all’abbronzatura. Il PABA è un nutriente presente in natura in verdure verdi, melassa, fegato, lievito, rognone, cereali integrali, latte e carne. Fino ad ora sono state poche le ricerche cliniche che hanno sperimentato il PABA e a tutt’oggi non è stato ancora individuato il suo fabbisogno giornaliero e il reale effetto di questa sostanza nell’uomo. Tuttavia in seguito a un suo scarso apporto sono stati osservati i seguenti sintomi: incanutimento, costipazione, depressione, disturbi digestivi, cefalea, irritabilità, affaticamento, anemia. I principali antagonisti del PABA sono sulfamidici, caffeina, alcol ed estrogeni, mentre lavora in sinergia con le vitamine del complesso B, con la vitamina C e l’acido folico.
Secondo alcuni autori, la somministrazione di PABA in associazione con l’acido folico e la biotina, può svolgere un’azione benefica sui capelli. Un’interessante applicazione del PABA, infatti, è quella di essere in grado di ripristinare il colore naturale dei capelli. In alcuni studi la supplementazione di questo nutriente (200 mg – 6 g/die) ha mostrato la capacità di ridurre del 10-15% l’incanutimento dei capelli.

– L-Metionina: nella sua naturale forma levogira L- è un amminoacido proteinogenico. Appartiene agli amminoacidi essenziali e non può essere sintetizzata autonomamente dal corpo. Per questo motivo è estremamente importante introdurla in quantità sufficiente tramite l’alimentazione o con un integratore alimentare. Grazie alla sua caratteristica di formare catene di zolfo, che a loro volta si legano fra loro formando delle reti, è in grado di rafforzare la struttura dei capelli e delle unghie. E’ stato reso pubblico uno studio da cui è risultato che il numero dei capelli in fase di crescita nel gruppo metionina, al quale è stato somministrato un preparato con una combinazione di amminoacidi e vitamine del complesso B, era significativamente superiore rispetto al gruppo di controllo.

– L-Cisteina: si tratta di un amminoacido presente nel cuoio capelluto. La crescita e la robustezza dei capelli dipendono proprio dalla sua presenza. Test di laboratorio hanno confermato infatti che una carenza di cisteina porta ad una riduzione della crescita dei capelli e ad un loro indebolimento. Essa è fondamentale per la resistenza  “meccanica” dei capelli. Inoltre, la cisteina riduce la tossicità dei metalli pesanti, la fatica durante l’esercizio fisico, l’erosione della cartilagine associata all’invecchiamento. Indispensabile per il processo di cheratinizzazione, ovvero di formazione dello strato corneo dell’epidermide, la cisteina è presente in grandi quantità nei capelli e nelle unghie.
La L-cisteina è un costituente importante di molte sostanze fondamentali per il nostro l’organismo: dalla cheratina, la proteina presente nei capelli e nelle unghie, all’insulina, l’ormone che regola i livelli degli zuccheri nel sangue, fino al glutatione perossidasi, l’enzima coinvolto nei processi che aiutano l’organismo a contrastare l’effetto dei radicali liberi.

– Biotina: la vitamina H, meglio definita Biotina, talvolta indicata come vitamina B7, è una vitamina idrosolubile del complesso B.Classicamente la Biotina, come integratore, rientra nella formulazione di multivitaminici e di integratori e cosmetici destinati al mantenimento dell’integrità degli annessi cutanei, come unghie e capelli.
Proprio in virtù del suo prezioso ruolo metabolico, la Biotina risulterebbe utile nel trattamento di alcuni deficit enzimatici congeniti; nel miglioramento del metabolismo degli zuccheri, compromesso in alcune patologie come il diabete; nel miglioramento della qualità degli annessi cutanei, come dimostrato in particolari condizioni pediatriche caratterizzate dalla presenza di capelli sottili e fragili; nel miglioramento della qualità delle unghie; nel miglioramento del metabolismo intermedio.

– Zinco: lo zinco è un minerale che appartiene alla categoria dei cosiddetti minerali traccia, presenti in piccolissime quantità in tutti i tessuti corporei. È maggiormente localizzato nel fegato, nel pancreas, nei reni, nelle ossa, nei muscoli, negli occhi, nella prostata, negli spermatozoi, nella pelle, nei globuli bianchi e nelle unghie.
Entra a far parte della struttura di enzimi che permettono la sintesi di DNA e RNA (costituenti del patrimonio genetico dell’organismo) e anche la formazione di molte proteine nelle cellule. Favorisce l’assorbimento e il funzionamento di molte vitamine, in particolare della vitamina A e di quelle del gruppo B. È un componente di alcuni enzimi che attivano la digestione e l’utilizzazione degli zuccheri e dell’alcol. Partecipa alla formazione di numerosi ormoni come l’insulina (che regola il metabolismo degli zuccheri assorbiti dagli alimenti), la timulina (ormone prodotto dal timo, organo implicato nella risposta immunitaria), gli ormoni sessuali maschili. Facilita la guarigione delle ferite in seguito a traumi, interventi chirurgici e scottature. Stimola lo sviluppo e la maturazione degli organi sessuali maschili e femminili e il buon funzionamento della prostata (benefici sono gli effetti anche nel trattamento dell’infertilità maschile). Garantisce la buona funzionalità del sistema immunitario contro le infezioni batteriche e virali. Attiva il metabolismo dell’alcol, proteggendo in tal modo il fegato. Migliora l’azione dell’insulina nei soggetti diabetici, prolungandone l’effetto. Favorisce una buona capacità visiva e la visione crepuscolare. Stimola l’appetito e contribuisce a mantenere acuti il gusto e l’olfatto. Aiuta a eliminare i depositi di colesterolo.

– Selenio: il selenio è un minerale essenziale per la vita, responsabile della sintesi delle selenoproteine che sono coinvolte nel metabolismo degli ormoni tiroidei. È necessario per il sistema riproduttivo, in particolare per quello maschile. Previene il cancro alla prostata. Trattamento del tumore alla vescica. Effetto antiossidante e stimolante il sistema immunitario. In sinergia con la vitamina C agisce contro le infezioni, soprattutto influenzali. Con il rame e con le proteine a elevato valore biologico è utile nella cura del Kwashiorkor, la malattia da malnutrizione proteico-calorica che colpisce soprattutto i bambini di alcune regioni africane. È essenziale per il buon funzionamento della tiroide: il selenio è un componente essenziale del sistema enzimatico che trasforma la tiroxina (T4) in triiodotironina (T3), e quindi svolge un ruolo importante nel supportare la funzione tiroidea. Il selenio ha un effetto protettivo dalle malattie cardiache.

Ingredienti:

DIRADINA (Miglio – panicum miliaceum L. frutto, L-cisteina cloridrato, L-metionina, acido para-amminobenzoico), agente di rivestimento: idrossipropilcellulosa; serenoa repens (serenoa repens (W.Bartram) Small.) frutti e.s. tit. 45% in acidi grassi, acido L-ascorbico (vitamina C), zinco gluconato, agente di carica: cellulosa; agente antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi; L-selenometionina, retinil acetato (vit. A), calcio D-pantotenato, rame gluconato, piridossina cloridrato (vitamina b6), d-biotina.

Modo d’uso:

Si consigli al’assunzione di 1 capsula al giorno, seguita da un abbondante sorso d’acqua.

Tenori medi per dose massima giornaliera (1 capsula):

Tricogenina 243 mg, di cui miglio 70 mg, PABA 20 mg, L-metionina 50 mg, L-cisteina 70 mg; Vitamina C 29,4 mg; Vitamina B6 1,4 mg; Acido pantotenico 4,5 mg; Biotina 25 mcg; Vitamina A 800 mcg; Zinco 3,5 mg; Rame 0,56 mg; Selenio 8,5 mcg; Serenoa e.s. 60 mg di cui acidi grassi 27 mg.

 

Trapianto di capelli

Il trapianto di capelli comporta la raccolta di follicoli dalla parte posteriore della testa che sono resistenti al DHT e li trapiantano in aree calve. Un chirurgo rimuoverà minuscole spine di pelle che contengono alcuni peli e impiantare le spine dove i follicoli sono inattivi. Circa il 15% dei peli esce dal follicolo come un singolo capello e il 15% cresce in gruppi di quattro o cinque capelli.

Alla fine della procedura, la persona avrà ancora la stessa quantità di capelli – sarà distribuita più uniformemente sul cuoio capelluto. Trattare la perdita di capelli attraverso la procedura chirurgica può essere doloroso e costoso. C’è anche il rischio di cicatrici e infezioni.

Terapia laser a basso livello

La terapia laser a basso livello (LLLT) è una forma di luce e trattamento termico. LLLT ha dimostrato di stimolare la crescita dei capelli sia negli uomini che nelle donne. I ricercatori ipotizzano che i principali meccanismi coinvolti nel processo siano la stimolazione delle cellule staminali epidermiche nel follicolo e il ritorno del follicolo nella fase di crescita del ciclo.

Nuova ricerca sulla perdita di capelli, trattamenti di tubazioni

I farmaci esistenti per il trattamento della perdita dei capelli hanno un’efficacia limitata e richiedono un uso continuo per continuare i benefici del trattamento.

I ricercatori hanno scoperto i meccanismi che danno origine a capelli grigi e calvizie.

I ricercatori continuano a lottare per il santo graal delle cure per la perdita dei capelli cercando di ottenere una migliore comprensione di come il ciclo di crescita dei capelli è controllato. Piuttosto che trattare i sintomi della perdita di capelli, gli scienziati mirano a individuare la causa, che a sua volta può produrre meno effetti collaterali. Recentemente, ci sono state numerose scoperte nell’arena della caduta dei capelli che potrebbero portare a nuovi trattamenti promettenti.

Proteina KROX20, gene SCF

I ricercatori dell’Università del Texas (UT) Southwestern Medical Center di Dallas hanno identificato una proteina chiamata KROX20, che accende le cellule della pelle e dice loro di diventare capelli. Inoltre, queste cellule precursori dei capelli continuano a produrre una proteina chiamata fattore di cellule staminali (SCF), che svolge un ruolo fondamentale nella pigmentazione dei capelli.

Quando il gene SCF è stato eliminato nelle cellule dei precursori dei capelli nei topi, hanno sviluppato capelli grigi che sono diventati bianchi con l’età. Inoltre, quando le cellule produttrici di KROX20 venivano rimosse, i capelli cessavano di crescere e i topi diventavano calvi.

“Con questa conoscenza, speriamo in futuro di creare un composto topico o di consegnare in sicurezza il gene necessario ai follicoli piliferi per correggere questi problemi estetici”, ha affermato il dott. Lu Le, professore associato di dermatologia presso UT Southwestern.

Il lavoro futuro del team si concentrerà sulla scoperta se il gene KROX20 e il gene SCF smettano di funzionare correttamente e conducano alla calvizie maschile.

Genetica alla base della calvizie maschile

Uno studio condotto dall’università di Edimburgo nel Regno Unito ha scoperto 287 regioni genetiche coinvolte nella calvizie maschile. Molti dei geni identificati dai ricercatori erano legati alla struttura e allo sviluppo dei capelli.

“Abbiamo identificato centinaia di nuovi segnali genetici”, ha detto Saskia Hagenaars, un dottorato di ricerca. studente del Centro per l’invecchiamento cognitivo e l’epidemiologia cognitiva dell’Università di Edimburgo. “È stato interessante scoprire che molti dei segnali genetici per la calvizie maschile derivavano dal cromosoma X, che gli uomini ereditano dalle loro madri”.

Non solo i risultati del team possono aiutare a prevedere la probabilità di un uomo di sperimentare una grave perdita di capelli, ma potrebbero anche fornire nuovi obiettivi per lo sviluppo di farmaci per il trattamento della calvizie.

Cellule immunitarie difettose

Ricercatori dell’Università della California-San Francisco (UCSF) hanno riferito che i difetti in un tipo di cellula immunitaria chiamata Tregs – che di solito sono associati al controllo dell’infiammazione – potrebbero essere responsabili di un diverso tipo di perdita di capelli: l’ alopecia areata . Dicono che anche le Treg possano avere un ruolo nella calvizie maschile.

In un modello murino, Michael Rosenblum, Ph.D., un assistente professore di dermatologia alla UCSF, e colleghi hanno scoperto che le Tregs attivano le cellule staminali nella pelle, che promuovono capelli sani. Senza la collaborazione con Tregs, le cellule staminali non sono in grado di rigenerare i follicoli piliferi e questo porta alla caduta dei capelli.

“È come se le cellule staminali della pelle e le Tregs si siano co-evolute, cosicché le Treg non solo proteggono le cellule staminali dall’infiammazione, ma prendono anche parte al loro lavoro rigenerativo”, ha spiegato il Prof. Rosenblum. “Ora le cellule staminali si affidano completamente ai Treg per sapere quando è il momento di iniziare la rigenerazione.”

Inibitori JAK

La crescita dei capelli può essere ripristinata inibendo la famiglia di enzimi Janus kinase (JAK) che si trovano nei follicoli piliferi, secondo gli investigatori del Columbia University Medical Center (CUMC) di New York City, New York.

Test con i follicoli dei capelli umani e del topo hanno dimostrato che l’applicazione diretta degli inibitori JAK sulla pelle favorisce una “crescita rapida e robusta dei capelli”. Due inibitori JAK approvati dalla FDA includono ruxolitinib (per il trattamento delle malattie del sangue) e tofacitini (per il trattamento dell’artrite reumatoide ).

In una piccola sperimentazione clinica , Angela M. Christiano, Ph.D. – Richard e Mildred Rhodebeck, professore di dermatologia e professore di genetica e sviluppo alla CUMC – hanno riferito che il trattamento di alopecia areata da moderata a grave con ruxolitinib ha innescato una ricrescita media del 92%.

Il prof. Christiano e il team hanno in programma di espandere i loro studi per includere la sperimentazione di inibitori JAK in altre condizioni e calvizie. “Ci aspettiamo che gli inibitori della JAK abbiano un’utilità diffusa in molte forme di perdita di capelli in base al loro meccanismo d’azione sia nel follicolo pilifero che nelle cellule immunitarie”, ha aggiunto.

Cellule staminali

I ricercatori del Sanford-Burnham Medical Research Institute di San Diego, in California, hanno sviluppato una tecnica per generare nuovi capelli utilizzando cellule staminali pluripotenti. Questo metodo fornirebbe una fonte illimitata di cellule senza essere limitato al trapianto di follicoli da una parte all’altra della testa.

Alexey Terskikh, Ph.D., professore associato nel programma di sviluppo, invecchiamento e rigenerazione a Sanford-Burnham, e collaboratori hanno persuaso le cellule staminali pluripotenti umane a diventare cellule della papilla dermica.

“Abbiamo sviluppato un protocollo per guidare le cellule staminali pluripotenti umane a differenziarsi nelle cellule della papilla dermica e confermato la loro capacità di indurre la crescita dei capelli quando trapiantati nei topi”, ha affermato il prof. Terskikh. Il prossimo passo nella loro ricerca è “trapiantare le cellule di papilla dermica umana derivate da cellule staminali pluripotenti umane in soggetti umani”.

Sebbene i progressi giganti per curare la calvizie vengano fatti nei laboratori di tutto il mondo, la ricerca è in corso e l’attesa per una soluzione permanente continua.

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La Garcinia cambogia: Funziona?Farmajet news

Garcinia cambogia: Funziona?

tempo di lettura 3 minuti
Farmajet gennaio 2018
Il frutto di garcinia cambogia è stato un punto focale per molte persone alla ricerca di modi naturali per perdere peso.

Il piccolo frutto, che ricorda un incrocio tra una zucca e un pomodoro, è originario dell’India e del Sud-Est asiatico e viene esportato in tutto il mondo.

Contenuto di questo articolo:

  1. Cos’è la garcinia cambogia?
  2. Perdita di peso
  3. Altri benefici
  4. I rischi dell’utilizzo di garcinia cambogia
  5. Quanto garcinia cambogia dovresti assumere?

 

Cos’è la garcinia cambogia?

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Il frutto di garcinia cambogia è originario dell’India e del Sud-Est asiatico ed è commercializzato come alimento naturale per perdere peso.

Scoprire che cosa è la garcinia cambogia e come funziona può aiutare le persone a capire se le dichiarazioni di perdita di peso sono vere e se il supplemento funzionerà.

È anche importante rendersi conto che ci sono alcuni rischi e interazioni da sapere quando si utilizza la garcinia cambogia.

Garcinia cambogia contiene un ingrediente chiamato acido idrossicitrico (HCA), che è stato utilizzato per aiutare la perdita di peso. L’estratto di HCA è disponibile in forma di pillola o in polvere e può essere acquistato online o nei negozi di salute.

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Perdita di peso

Garcinia cambogia è commercializzato principalmente come un modo per perdere peso in modo naturale con uno sforzo minimo o nullo. Alcune aziende sostengono che il supplemento può aiutare le persone a perdere peso senza ulteriore esercizio fisico o dieta.

È vero che l’HCA in garcinia è stato trovato per aumentare il potenziale brucia-grassi del corpo.

Una recensione pubblicata su Medicina complementare e alternativa basata sull’evidenza ha dimostrato che la garcinia ha promosso la perdita di peso in molti casi. Ma i risultati variano ampiamente.

Alcuni studi che utilizzano HCA hanno prodotto risultati sorprendenti in termini di perdita di peso, mentre altri hanno dimostrato che l’integratore ha avuto un effetto minimo o nullo.

I ricercatori osservano che la maggior parte degli studi condotti su garcinia o HCA utilizza modelli animali. La piccola ricerca che è stata fatta sugli esseri umani ha scoperto che gli effetti del frutto sono troppo diffusi per chiamare benefici. Potrebbe funzionare, e potrebbe non farlo.

Una recensione pubblicata sul Journal of Obesity ha compilato i risultati di nove diversi studi che utilizzano la garcinia per la perdita di peso negli esseri umani. I risultati hanno confermato risultati misti del supplemento, con alcuni studi che hanno prodotto risultati significativi e altri che mostrano poca differenza.

La riduzione media del peso corporeo era piccola, poiché gli studi venivano eseguiti solo per brevi periodi di tempo. Uno studio pubblicato su Critical Reviews in Food Science and Nutrition ha evidenziato quanto poco la maggior parte degli studi in garcinia cambogia siano stati.

Gli studi sugli esseri umani sono stati condotti su un piccolo numero di persone per un breve periodo di tempo. Test più lunghi devono essere effettuati su gruppi di persone più grandi per comprendere pienamente la sicurezza e l’efficacia di garcinia o HCA.

La dieta è importante?

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Garcinia cambogia può ridurre l’aumento di peso a fianco di una dieta ricca di grassi.

I ricercatori hanno osservato come la dieta di una persona ha influenzato il supplemento, notando che non era altrettanto efficace nelle persone la cui dieta era povera di grassi e ricca di carboidrati .

Un altro studio , pubblicato sul Journal of Clinical Diagnostic Research, ha scoperto che l’assunzione di estratto di garcinia cambogia insieme ad una dieta ricca di grassi ha ridotto l’aumento di peso.

Tuttavia, una dieta ricca di fibre può anche ridurre l’efficacia dell’HCA nel corpo.

Questa ricerca suggerisce che la garcinia e l’HCA dipendono da una dieta appropriata per essere efficaci, il che è l’opposto di come è commercializzato dai produttori.

Appaga l’appetito e fa sentire il corpo pieno

Un’altra affermazione è che l’uso di garcinia o HCA può aiutare il corpo a sentirsi pieno per tutto il giorno. Le recensioni hanno trovato risultati positivi negli studi sugli animali, ma nessuno studio umano ha trovato risultati simili.

L’assenza di studi sull’uomo per provare queste affermazioni non significa che la garcinia non funzioni. Alcune persone che hanno usato il supplemento sostengono che li aiuta a sentirsi sazi tutto il giorno e sostiene la loro perdita di peso.

Prestazione atletica

Garcinia cambogia è anche commercializzato come integratore che migliora le capacità atletiche. I ricercatori hanno scoperto che sia i modelli animali che quelli umani hanno fornito alcune prove per questa affermazione.

L’uso di garcinia o HCA può aumentare i livelli di resistenza durante l’esercizio e impedire alle persone di sentirsi esauste troppo rapidamente. Tuttavia, è necessario condurre studi a lungo termine per sostenere queste affermazioni.

 

Altri benefici

Studi precedenti hanno sostenuto le affermazioni secondo cui la garcinia può essere utile per ridurre il colesterolo . Ancora una volta, queste affermazioni non sono state dimostrate e i risultati degli studi sono incoerenti. Come tale, non è consigliabile utilizzare la garcinia per abbassare il colesterolo.

Allo stesso modo, la garcinia potrebbe essere in grado di abbassare i livelli di zucchero nel sangue in alcune persone. I medici non consigliano a coloro che hanno il diabete di assumere garcinia cambogia, in quanto possono influenzare i loro farmaci e causare il loro zucchero nel sangue a livelli pericolosamente bassi.

I rischi dell’utilizzo di garcinia cambogia

Garcinia cambogia è considerato sicuro da mangiare, anche se ci sono alcuni rischi e considerazioni da tenere a mente prima di utilizzare il frutto o il suo estratto come integratore alimentare.

Potenza

La FDA (Food and Drug Administration) statunitense non regolamenta gli integratori, come la garcinia cambogia, allo stesso modo dei farmaci, che devono soddisfare severi standard di sicurezza. Di conseguenza, i produttori di integratori a base di erbe devono solo rendere i loro prodotti sicuri da mangiare e fornire etichette chiare.

È difficile determinare quanto sia efficace la garcinia cambogia o l’HCA perché l’integratore può variare di potenza da marchio a marchio. Alcuni produttori possono anche includere altri ingredienti sinergici o di riempimento in una miscela, rendendo ancora più difficile determinare la dose corretta.

Effetti collaterali

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Gli effetti collaterali di garcinia cambogia possono includere nausea e mal di testa.

Chiunque scelga di prendere la garcinia cambogia dovrebbe essere consapevole dei potenziali effetti collaterali.

Gli effetti collaterali di garcinia cambogia possono includere:

  • mal di testa
  • nausea
  • eruzione cutanea
  • sintomi del raffreddore
  • disturbi digestivi
  • abbassare la glicemia

Alcuni prodotti contenenti garcinia cambogia e HCA sono stati anche associati a danni al fegato. Tuttavia, ci sono prove contrastanti sul fatto che la garcinia cambogia abbia causato il danno epatico che è stato osservato.

Di norma, prima di assumere qualsiasi integratore, parla sempre prima con un medico.

interazioni

Garcinia o HCA possono interagire con determinati farmaci.

Alcune ricerche mostrano che il supplemento abbassa lo zucchero nel sangue, quindi può colpire le persone con diabete. È sempre meglio consultare un medico prima di iniziare qualsiasi nuovo farmaco o integratore.

Chiunque abbia subito danni epatici o renali potrebbe voler evitare la garcinia.

Inoltre, non sono stati effettuati studi sufficienti per determinare se la garcinia è sicura per le donne che sono incinte o che allattano al seno. In quanto tale, queste donne dovrebbero evitarlo.

 

Quanto garcinia cambogia dovresti assumere?

Non c’è una dose standard quando si tratta di integratori.

Una recente recensione pubblicata su Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine ha compilato la ricerca sulla tossicità del supplemento di garcinia cambogia a vari livelli.

Hanno concluso che nessuna ricerca ha mostrato effetti avversi diretti in livelli fino a 2.800 milligrammi al giorno.

La dose migliore da assumere varierà significativamente da persona a persona e le persone dovrebbero sempre discutere le loro opzioni con un medico in anticipo.

Panoramica

La Garcinia cambogia è stata usata per secoli. Il frutto è sicuro da mangiare e gli integratori hanno aiutato molte persone a perdere peso. Tuttavia, la prova clinica della sua efficacia è mista a questo punto.

Se una persona sta prendendo in considerazione l’assunzione di garcinia cambogia come integratore, dovrebbe ricercare bene e discuterne con un medico prima di iniziare.

Le pillole miracolose per la perdita di peso spesso vendono un futuro che non esiste. Mantenere una dieta sana e fare regolarmente esercizio fisico sono ancora due dei modi migliori per migliorare il peso corporeo.

I supplementi possono aiutare questi sforzi, ma nulla sostituirà questi importanti punti in uno stile di vita sano.

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