Quali sono le cause dei piedi gonfi ?

Una persona potrebbe provare dei piedi gonfi per una serie di motivi. Alcune cause, come lesioni minori, sono evidenti e facili da trattare. Altri, tuttavia, possono essere segni di una grave condizione di salute che richiede cure mediche immediate.

Qui, diamo uno sguardo ad alcuni dei motivi per cui i piedi di una persona possono apparire gonfie, quando dovrebbero parlare con un medico e cosa potrebbe comportare il trattamento.

1. Edema

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L’edema si riferisce al gonfiore derivante dal liquido intrappolato.

L’edema è il termine medico per il gonfiore che si verifica quando il fluido rimane intrappolato nei tessuti del corpo. Di solito colpisce le gambe e i piedi, ma può verificarsi anche in altre parti del corpo, come il viso o l’addome.

Altri segni di edema includono:

  • pelle lucida e tesa sopra l’area interessata
  • la pelle che rimane increspata dopo averla premuta
  • disagio e mobilità ridotta
  • tosse o difficoltà a respirare, se colpisce i polmoni

Trattamento

L’edema può andare via da solo, o ci può essere una causa sottostante che ha bisogno di cure mediche.

I rimedi casalinghi includono indossare calze di supporto, ridurre l’assunzione di sale e sdraiarsi mentre si sollevano le gambe sopra il petto.

Se il gonfiore non migliora, una persona dovrebbe parlare con il proprio medico per verificare eventuali cause sottostanti.

2. Lesioni del piede o della caviglia

Il trauma al piede o alla caviglia può causare gonfiore in questa parte del corpo.

Ad esempio, una distorsione alla caviglia, che si verifica quando i legamenti diventano eccessivamente rigidi, potrebbe causare il gonfiarsi del piede.

Trattamento

Per curare un infortunio alla caviglia o alla caviglia, una persona dovrebbe alzare il piede quando possibile e cercare di non pesare sulla gamba interessata.

L’uso di un impacco di ghiaccio o di un bendaggio compressivo può aiutare a ridurre il gonfiore e gli antidolorifici da banco possono aiutare ad alleviare il disagio.

Se il gonfiore e il dolore non spariscono, una persona potrebbe aver bisogno di vedere il proprio medico per escludere danni più gravi.

3. Gravidanza

Un sintomo comune della fine della gravidanza è che i piedi e le caviglie si gonfiano. Questo gonfiore è dovuto alla ritenzione idrica e all’aumento della pressione sulle vene.

Rimedi casalinghi

Per trattare i piedi gonfiati durante la gravidanza, le donne possono alzare i piedi dove possibile, indossare calzature comode e di supporto ed evitare di stare in piedi per periodi prolungati.

Restare freschi, evitare il sale e aumentare l’assunzione di acqua può aiutare a ridurre la ritenzione di liquidi. Indossare indumenti di supporto, come collant o calze a compressione, dovrebbe anche ridurre il disagio e aiutare la diminuzione del gonfiore.

4. Preeclampsia

Se il gonfiore durante la gravidanza si manifesta improvvisamente ed è grave, potrebbe essere un segnale di preeclampsia . Questa è una condizione che può verificarsi durante la gravidanza o immediatamente dopo il parto. I sintomi includono proteine ​​nelle urine, ritenzione idrica eccessiva e elevata pressione sanguigna .

Questa è una condizione grave che di solito si verifica nella seconda metà della gravidanza e può progredire in eclampsia, che è ancora più pericolosa e costituisce un’emergenza medica.

I segni di preeclampsia includono:

  • forte gonfiore
  • mal di testa
  • vertigini
  • nausea e vomito
  • la visione cambia
  • minzione meno frequente

Trattamento

Se una donna incinta manifesta uno di questi sintomi, deve parlare immediatamente con il medico o l’ostetrica.

5. Fattori di stile di vita

Alcuni fattori dello stile di vita possono anche portare a piedi gonfi. Questi fattori includono:

  • avere uno stile di vita sedentario
  • essere sovrappeso
  • indossare scarpe inadatte

Rimedi casalinghi

Esercitare regolarmente e mantenere un peso sano può ridurre il rischio di gonfiori.

Altri modi per alleviare i piedi gonfi includono:

  • bere molta acqua
  • indossare calze a compressione o calze
  • immergere i piedi in acqua fresca
  • alzando regolarmente i piedi sopra il cuore
  • rimanendo attivo
  • perdere peso se sovrappeso
  • mangiare una dieta salutare ed essere consapevoli dell’assunzione di sale
  • massaggiare i piedi
  • mangiare più cibi ricchi di potassio, in quanto questi possono aiutare a ridurre la ritenzione idrica

6. Un effetto collaterale del farmaco

Gli steroidi possono causare gonfiore.

Gli steroidi possono causare gonfiore ai piedi.

L’assunzione di determinati farmaci può causare gonfiore dei piedi, specialmente se causano ritenzione idrica.

I farmaci che possono causare il gonfiarsi dei piedi includono:

  • ormoni, come estrogeni e testosterone
  • bloccanti del canale del calcio che aiutano a controllare la pressione sanguigna
  • steroidi, sia androgenici e anabolizzanti, e corticosteroidi
  • antidepressivi
  • antifiammatori non steroidei
  • farmaci per aiutare a gestire il diabete

Chiunque pensi che i loro farmaci stiano facendo gonfiare i piedi dovrebbe parlare con un medico, che potrebbe essere in grado di modificare il dosaggio o prescrivere un diverso tipo di farmaco.

7. Alcool

L’alcol può causare il corpo a trattenere l’acqua in eccesso, causando il gonfiarsi dei piedi. Se il gonfiore continua per più di 2 giorni, una persona dovrebbe fissare un appuntamento con il proprio medico.

Il gonfiore ricorrente dei piedi dopo aver bevuto alcol può essere un segno di un problema di fondo con cuore, fegato o reni.

Rimedi casalinghi

Elevare i piedi sopra il cuore, bere molta acqua e ridurre l’assunzione di sale può aiutare a minimizzare il gonfiore. Inzuppare i piedi in acqua fredda può anche alleviare i sintomi.

8. Caldo

Durante la stagione calda, i piedi possono gonfiarsi perché le loro vene si espandono per raffreddare il corpo. Questo processo può causare perdite di fluido nel tessuto circostante. Il fluido può anche raccogliere nelle caviglie e nei piedi.

Rimedi casalinghi

Bere molta acqua e indossare scarpe comode e comode che consentano una certa ventilazione può aiutare a prevenire il gonfiore dei piedi nella stagione calda.

9. Infezione

Un’infezione può causare gonfiore in piedi e caviglie. Le persone con diabete hanno un aumentato rischio di infezione che colpisce i loro piedi, quindi dovrebbero rimanere vigili per eventuali cambiamenti in questa parte del corpo, come vesciche e piaghe che appaiono.

Trattamento

Un medico prescriverà in genere antibiotici per curare le infezioni.

10. Insufficienza venosa

L’insufficienza venosa si verifica quando il sangue di una persona non riesce a fluire correttamente nel corpo. Ciò è dovuto a valvole danneggiate che causano perdite di sangue lungo i vasi e ritenzione di liquidi nella parte inferiore delle gambe, in particolare intorno ai piedi e alle caviglie.

I segni di insufficienza venosa includono:

  • gambe doloranti
  • cambiamenti della pelle, come lo sfaldamento
  • nuove vene varicose che appaiono
  • ulcere della pelle
  • infezione

Trattamento

Una persona che avverte segni di insufficienza venosa dovrebbe prendere un appuntamento con il proprio medico il prima possibile.

Per trattare l’insufficienza venosa, un medico può raccomandare di apportare alcune modifiche allo stile di vita, come l’esercizio fisico per aiutare a mantenere efficiente il sangue intorno al corpo. Possono anche aiutare calze compressive e farmaci per prevenire la formazione di coaguli di sangue.

In alcuni casi, un medico può suggerire un intervento chirurgico per provare a riparare le valvole danneggiate.

11. Grumo di sangue

I coaguli di sangue si verificano quando il sangue non riesce a scorrere correttamente intorno al corpo, causando l’adesione delle piastrine.

Se si formano coaguli di sangue nelle vene delle gambe, possono impedire al sangue di tornare al cuore. Questo può far gonfiare caviglie e piedi.

La trombosi venosa profonda (TVP) si verifica quando i coaguli di sangue si formano in profondità nelle gambe. La TVP è una condizione grave che può causare un blocco nelle vene delle gambe principali. In alcuni casi, i coaguli possono staccarsi e spostarsi nel cuore o nei polmoni.

I segni di DVT includono:

  • gonfiore in una gamba
  • dolore o fastidio alla gamba
  • febbre di basso grado
  • cambiamenti di colore nella gamba

Trattamento

Se una persona nota qualsiasi segno di TVP, deve cercare urgente assistenza medica. Un medico può prescrivere farmaci per fluidificare il sangue per trattare i coaguli di sangue.

Le persone possono aiutare a prevenire la formazione di coaguli di sangue indossando collant, calze a compressione o indumenti larghi attorno alle caviglie.

Altri metodi di prevenzione includono mantenere attivo e ridurre l’assunzione di sale. È anche meglio evitare di stare in piedi o seduti fermi, specialmente con le gambe incrociate, per periodi prolungati.

12. Linfedema

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I trattamenti per il linfedema si concentrano sul drenaggio dei liquidi in eccesso.

Il sistema linfatico aiuta l’organismo a liberarsi di sostanze indesiderate, come batteri e tossine. Il linfedema si verifica quando il liquido linfatico si raccoglie nei tessuti a causa di problemi con i vasi linfatici.

Se i vasi linfatici sono danneggiati o assenti, il liquido linfatico può accumularsi e provocare infezioni, lenta guarigione delle ferite e persino deformità.

Le persone che si sottopongono alla radioterapia o alla rimozione dei linfonodi hanno un rischio più elevato di linfedema. Chiunque abbia subito un trattamento antitumorale ed esperienza di gonfiore deve contattare immediatamente il proprio medico.

Oltre al gonfiore dei piedi, i segni di linfedema includono:

  • infezioni ricorrenti
  • movimento alterato
  • dolorante
  • una sensazione di oppressione o pesantezza
  • ispessimento della pelle

Trattamento

Le opzioni di trattamento per il linfedema comprendono esercizi e massaggi mirati, che possono entrambi aiutare a drenare il liquido in eccesso. Indossare bende o indumenti a compressione può anche essere utile.

13. malattie cardiache

Gonfiore dei piedi potrebbe essere un segno di malattie cardiache o insufficienza cardiaca . Se il cuore è danneggiato, non può pompare il sangue al cuore in modo efficiente.

Insufficienza cardiaca destra può causare il corpo a trattenere il sale e l’acqua, con conseguente gonfiore dei piedi.

Oltre al gonfiore delle gambe, delle caviglie e dei piedi, i sintomi di insufficienza cardiaca includono:

  • mancanza di respiro, in particolare quando si esercita o sdraiati
  • battito cardiaco accelerato
  • debolezza
  • fatica
  • tosse o respiro affannoso
  • muco bianco o rosa, tinto di sangue
  • gonfiore addominale
  • rapido aumento di peso dalla ritenzione di liquidi
  • perdita di appetito
  • nausea o vomito
  • difficoltà di concentrazione o confusione

Trattamento

Se una persona manifesta uno dei sintomi sopra citati, deve consultare immediatamente un medico.

Le opzioni terapeutiche per l’insufficienza cardiaca comprendono farmaci, dispositivi medici per aiutare il cuore e la chirurgia.

14. Malattia renale

Le persone con reni mal funzionanti potrebbero non essere in grado di scovare il liquido, che può accumularsi nel corpo.

La malattia renale può non presentare alcun sintomo fino a quando non è grave e i reni iniziano a fallire. Segni e sintomi di insufficienza renale includono:

  • minzione meno frequente
  • mancanza di respiro
  • sonnolenza o stanchezza
  • dolore o pressione al petto
  • convulsioni
  • nausea
  • confusione
  • coma

Trattamento

Le opzioni di trattamento per le malattie renali includono farmaci, una dieta a basso contenuto proteico e integratori di vitamina D e calcio .

Le opzioni di trattamento per l’insufficienza renale comprendono la dialisi o un trapianto di rene.

15. Malattia epatica

La malattia epatica può inibire la produzione di albumina. L’albumina è una proteina che aiuta a fermare la fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni. Una mancanza di albumina significa che il sangue può fuoriuscire, causando il liquido di pool nelle gambe e nei piedi, che può causare gonfiore.

I sintomi della malattia del fegato includono:

  • ittero , in cui la pelle e gli occhi diventano gialli
  • urina scura
  • lividi facilmente
  • perdita di appetito
  • prurito della pelle
  • mancanza di energia
  • nausea o vomito
  • addome tenero e gonfio
  • sgabelli pallidi, sanguinanti o color catrame

Trattamento

Per il trattamento della malattia del fegato, un medico può prescrivere farmaci. Possono anche suggerire di apportare cambiamenti nello stile di vita, come perdere peso o ridurre l’assunzione di alcol.

Nei casi più gravi di malattia del fegato, può essere necessario un intervento chirurgico.

Quando vedere un dottore

Molti casi di piedi gonfi tendono a risolversi senza assistenza medica, anche se i rimedi casalinghi e i cambiamenti dello stile di vita possono aiutare a ridurre il gonfiore.

Se il gonfiore non scompare o si verifica ripetutamente, è essenziale fissare un appuntamento con un medico per determinare se esiste una causa sottostante.

Se i piedi gonfi si manifestano insieme a mancanza di respiro, dolore toracico o pressione al petto, chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

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Cosa significa transaminasi elevata?

La transaminite, o ipertransaminasemia, si riferisce a livelli insolitamente alti di una famiglia di enzimi chiamati transaminasi. La transaminite non è una malattia, ma può indicare altre questioni che richiedono un trattamento. Livelli elevati di grasso o problemi simili possono causare infiammazione al fegato.

Le transaminasi giocano un ruolo chiave nel fegato. Aiutano le cellule dell’organo a funzionare, abbattere sostanze e rimuovere le tossine dal corpo.

Quando una persona ha livelli elevati di questi enzimi epatici, potrebbe non esserci alcuna causa apparente, ei livelli spesso ritornano a un range normale senza trattamento.

Tuttavia, la transaminite può essere associata a condizioni gravi. È importante esplorare perché i livelli sono alti e diagnosticare qualsiasi problema sottostante.

Cause e trattamenti comuni

fegato farmajet 4.jpgLe transaminasi svolgono un ruolo chiave nel fegato.

Secondo l’ American Academy of Family Physicians , i seguenti fattori possono portare a livelli elevati di transaminasi:

  • steatosi epatica non alcolica
  • malattia epatica alcolica
  • epatite virale
  • emocromatosi
  • alcuni farmaci

La transaminite è meno comunemente causata da:

  • deficit di alfa-1 antitripsina
  • epatite autoimmune
  • La malattia di Wilson
  • altre condizioni di salute

Malattia grassa non alcolica

Questa condizione si sviluppa quando c’è troppo grasso nelle cellule del fegato e fino al 30% degli adulti in Italia può averlo.

I fattori di rischio includono l’ obesità e il colesterolo alto , ma la causa esatta non è nota. Non ci sono spesso sintomi quando la malattia è in una fase precoce, ma alcune persone provano affaticamento o dolore lieve nella zona superiore destra dell’addome.

Il danno continuo può infine portare a cicatrici o cirrosi che influiscono in modo significativo sulla funzione del fegato.

Le seguenti strategie possono prevenire o aiutare a combattere l’epatopatia grassa non alcolica:

  • mangiare una dieta sana ed equilibrata
  • esercitarsi regolarmente
  • mantenere un peso sano

Malattia epatica alcolica

I danni causati da un eccessivo consumo di alcol portano a questa condizione, che è anche chiamata malattia epatica legata all’alcol.

Nelle prime fasi, di solito non ci sono sintomi. Nelle fasi successive, i sintomi includono:

  • sangue nelle feci o vomito
  • confusione
  • sonnolenza
  • ittero (ingiallimento) della pelle e degli occhi
  • nausea
  • un addome gonfio
  • caviglie gonfie
  • perdita di peso

Uno studio pubblicato nel 2010 comprendeva 256 partecipanti con transaminite lieve. Il consumo di alcol è stato riferito come la causa della malattia del fegato grasso nel 10% dei casi.

È essenziale fornire una relazione accurata sul consumo di alcol. Altrimenti, può essere difficile per un medico distinguere tra questi tipi di malattie del fegato con una biopsia o altri semplici strumenti diagnostici.

Il trattamento per l’epatopatia alcol-correlata comporta l’astinenza dall’alcol e l’adozione di cambiamenti dello stile di vita simili a quelli raccomandati per le persone con steatosi epatica non alcolica.

Quando la malattia epatica correlata all’alcol è grave, una persona può richiedere un trattamento o un trapianto.

Epatite virale

L’epatite si riferisce a un tipo di infiammazione del fegato . È comunemente causato da un’infezione virale, di solito dell’epatite B o dell’epatite C .

I seguenti sono i sintomi di entrambi i tipi di infezione:

  • dolore addominale
  • urina scura
  • fatica
  • febbre
  • pelle e occhi itterici
  • dolore articolare e muscolare
  • una perdita di appetito
  • nausea
  • vomito

Entrambi i tipi di infezione possono durare per alcune settimane o svilupparsi in gravi condizioni di vita. Solo circa il 6-10% degli adulti e dei bambini più grandi affetti da epatite B sviluppa una condizione cronica. Tuttavia, la maggior parte delle persone sviluppa epatite C cronica una volta infettata.

Il trattamento per l’infezione da epatite a breve termine comporta:

  • riposo
  • rimanendo idratato
  • gestione dei sintomi

Le infezioni croniche sono monitorate e trattate con farmaci antivirali. L’epatite virale non trattata può causare danni epatici precoci e permanenti.

emocromatosi

Questa malattia causa troppo ferro da accumulare nel corpo. È immagazzinato in organi come fegato, cuore e pancreas, dove può contribuire a problemi come malattie del fegato e diabete mellito.

L’emocromatosi può essere ereditaria, oppure può svilupparsi a seguito di altre condizioni, inclusi tipi di anemia e malattie croniche del fegato.

Le persone con questa malattia tendono a manifestare sintomi tra i 40 ei 60 anni . I sintomi includono:

  • fatica
  • impotenza
  • dolore articolare e addominale
  • una perdita di libido
  • problemi con cuore, fegato e pancreas
  • debolezza generale

Il trattamento prevede regolarmente prelievo di sangue per ridurre i livelli di ferro, che circola nel sangue. Questo processo è chiamato flebotomia.

Farmaci ed erbe

antidepressivi.jpgGli antidepressivi possono causare transaminite.

Farmaci, integratori ed erbe possono influire sulla salute del fegato perché elabora questi prodotti.

Diversi farmaci sono noti per causare transaminite. Loro includono:

  • antidepressivi , come bupropione (Wellbutrin)
  • antibiotici , come l’isoniazide (Nydrazid)
  • antidolorifici, incluso paracetamolo (Tylenol)
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei, come l’ibuprofene (Advil, Motrin)
  • antifungini, come il ketoconazolo (Nizoral)
  • rilassanti muscolari, come baclofen (Lioresal)
  • farmaci che riducono la pressione sanguigna, come losartan (Cozaar) e lisinopril (Zestril)
  • immunosoppressori, come il metotrexato
  • il farmaco antidiabetico acarbose (Precose)
  • il farmaco cuore amiodarone (Cordarone)

Preparati a base di erbe contenenti i seguenti ingredienti possono anche portare a transaminite:

  • kava kava
  • camedrio
  • Chaparral
  • senna
  • efedra

Inoltre, alte dosi di vitamina A può danneggiare il fegato.

Se i farmaci o gli integratori stanno portando a livelli elevati di transaminasi, un medico può raccomandare di ridurre il dosaggio o cambiare i trattamenti.

Alcune persone possono aver bisogno di regolari esami del sangue durante l’assunzione di farmaci per assicurarsi che non interferiscano con il fegato oi suoi livelli di enzimi.

Cause meno comuni

Raramente, le seguenti condizioni possono portare a transaminite:

Carenza di antitripsina alfa-1

Questa malattia genetica danneggia il fegato e i polmoni. Il grado di danno può variare da livelli elevati di transaminasi a insufficienza epatica.

Circa il 15% degli adulti con questo disturbo sviluppa cicatrici del fegato. Hanno anche un rischio più elevato di sviluppare una forma di cancro al fegato chiamata carcinoma epatocellulare .

I sintomi associati al deficit di antitripsina alfa-1 includono:

  • un addome gonfio
  • piedi o gambe gonfi
  • ittero della pelle e degli occhi

Questo disturbo causa anche sintomi polmonari, che di solito compaiono tra i 20 ei 50 anni . Includono mancanza di respiro, respiro sibilante, battito cardiaco accelerato e affaticamento.

Una carenza di alfa-1 antitripsina può essere diagnosticata con un esame del sangue o un test genetico. Non esiste una cura, quindi il trattamento è finalizzato alla gestione dei sintomi.

Epatite autoimmune

Ciò si verifica quando il sistema immunitario attacca le cellule del fegato, ma la causa non è completamente compresa.

I sintomi dell’epatite autoimmune includono:

  • dolore addominale
  • un ingrossamento del fegato
  • fatica
  • itterizia
  • dolori articolari
  • una perdita di mestruazioni
  • eruzioni cutanee
  • l’aspetto di piccoli vasi sanguigni sulla pelle

L’epatite autoimmune può causare cicatrici sul fegato se non trattata e può portare a insufficienza epatica. I trattamenti includono farmaci immunosoppressivi o un trapianto di fegato.

La malattia di Wilson

Questo raro disordine ereditario provoca la raccolta del rame in organi come il fegato e il cervello. Può diventare pericolosa per la vita se i livelli di rame sono troppo alti.

I sintomi includono:

  • dolore addominale
  • problemi di coordinamento
  • colorazione di rame intorno agli occhi, nota come anelli di Kayser-Fleischer
  • difficoltà a parlare o deglutire
  • fatica
  • itterizia
  • una perdita di appetito
  • muscoli rigidi
  • gonfiore alle gambe o all’addome
  • movimenti incontrollati

La malattia di Wilson può essere diagnosticata usando:

  • analisi del sangue
  • test genetici
  • una biopsia epatica

La condizione può essere gestita con farmaci che rimuovono quantità eccessive di rame e prevengono ulteriori accumuli.

Altre condizioni mediche

Diverse condizioni che sembrano non correlate al fegato possono causare transaminite. Spesso non ci sono sintomi correlati al fegato.

Queste condizioni includono:

  • disturbi della tiroide, come l’ ipotiroidismo e ipertiroidismo
  • celiachia , in cui il sistema immunitario reagisce al glutine
  • emolisi, che è la rottura dei globuli rossi
  • disturbi muscolari, come rabdomiolisi e polimiosite

Diagnosi

diagnosi di laboratorio farmajet.jpgUn medico può ordinare esami del sangue per diagnosticare la transaminite.

Per diagnosticare la transaminite, un medico avrà una storia medica completa ed eseguirà un esame fisico. Possono anche ordinare esami del sangue e una persona dovrà digiunare prima di questi.

Gli esami del sangue determineranno i livelli di:

  • glucosio
  • ferro
  • ferritina
  • capacità totale di legare il ferro
  • antigene di superficie dell’epatite B.
  • anticorpo del virus dell’epatite C

Se i livelli sono normali, un medico consiglierà cambiamenti nello stile di vita e chiederà alla persona di partecipare a controlli regolari fino a quando i livelli di transaminasi non scenderanno.

A volte, sono necessari ulteriori test. Questi test possono coinvolgere l’ imaging ecografico o possono verificare la presenza di livelli di anticorpi nel sangue.

Se i livelli di transaminasi rimangono alti per 6 mesi , il medico può ordinare una biopsia.

Home rimedi per la prevenzione

Per prevenire la transaminite:

  • Mangiare una dieta equilibrata.
  • Impegnarsi in attività fisica moderata su base regolare.
  • Mantenere un peso sano.
  • Cercare un trattamento tempestivo per le infezioni virali.
  • Controllare le condizioni croniche, come il diabete mellito o l’epatite autoimmune, seguendo un piano di trattamento prescritto.
  • Assumere i dosaggi raccomandati di integratori e medicinali.
  • Discutere le opzioni alternative, se i farmaci stanno causando elevati livelli di transaminasi.

Porta via

Un aumento temporaneo degli enzimi epatici non è insolito. Spesso, questa situazione può essere risolta modificando lo stile di vita.

La prospettiva dipende dalla causa della transaminite. Quando un’infezione virale o un’infezione cronica sono responsabili dei livelli elevati di transaminasi, è importante lavorare con un medico per ridurre i livelli e prevenire ulteriori danni al fegato.

Ricevere una diagnosi e un trattamento precoce aiuterà a mantenere i sintomi gestibili e ridurre il rischio di complicanze.

 

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Dieta depurativa per fegato e intestino. Ecco cosa mangiare

Quando ci sentiamo stanche e spossate o dopo un periodo di eccessi alimentari, quello che ci vuole è una dieta disintossicante, povera di grassi e proteine e ricca di alimenti depurativi e digeribili per eliminare le tossine e far ripartire l’organismo con una marcia in più
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Ogni tanto, l’organismo ha bisogno di liberarsi dalle tossine che si accumulano quotidianamente e un valido aiuto per il raggiungimento di questo obiettivo è la dieta disintossicante, un regime alimentare che aiuta a depurarsi. Quotidianamente il nostro organismo è esposto all’accumulo di sostanze tossiche, le cause possono essere varie, da periodi molto stressanti ad abitudini alimentari scorrette. Il fegato e l’intestino sono i due organi più soggetti all’accumulo di tossine.

Il fegato, in particolare, viene messo a dura prova dagli eccessi alimentari finendo col rallentare l’attività metabolica dell’intero organismo. Inoltre, se la quantità di tossine da metabolizzare è eccessiva, la sua capacità depurativa si satura e tali sostanze permangono in circolo facendoci sentire stanche, svogliate e appesantite.

Per liberare il fegato e l’intestino da questo sovraccarico, vi suggeriamo un esempio di regime alimentare che regali un nuovo sprint a tutti i vostri organi vitali. Attraverso l’alimentazione corretta si può ripulire il sangue dalle sostanze tossiche grazie alle proprietà depurative di alcuni alimenti inseriti all’interno di un regime alimentare povero di grassi e proteine, pensato per essere facilmente digeribile.

Prima di iniziare la dieta disintossicante, è sempre preferibile chiedere consiglio al proprio medico, il quale vi indicherà se idonea o meno alle vostre caratteristiche fisiche e di salute.

Vediamo quindi nel dettaglio:

  • Perché disintossicare il fegato
  • Le regole per il benessere dell’organismo
  • Dieta disintossicante: menu

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Per liberare il fegato e l’intestino dalle tossine accumulate, periodicamente è opportuno intraprendere una dieta disintossicante povera di grassi e proteine

PERCHÉ DISINTOSSICARE IL FEGATO

Disintossicare l’organismo rappresenta un metodo naturale per aiutare l’eliminazione delle tossine alle quali siamo esposti ogni giorno tramite il cibo, l’ambiente e così via. Inoltre disintossicarsi aiuta anche a dimagrire. Ma perché è importante mantenere il fegato pulito?

Il fegato è uno degli organi più importanti del nostro corpo e svolge numerose funzioni essenziali come, ad esempio,metabolizzare i farmaci e l’alcol consentendoci di smaltirli insieme a tante altre sostante tossiche e scorie che accumuliamo.

Per evitare che la sua attività venga compromessa può essere utile depurarlo attraverso una dieta disintossicante. I vantaggi di un fegato pulito e perfettamente funzionante sono molteplici: innanzitutto si verifica un rafforzamento del sistema poiché la depurazione agevola la funzionalità delle cellule deputate alla difesa dell’organismo.

Quando si è liberi dalle tossine migliora anche l’assorbimento delle sostanze nutritive degli alimenti e scompaiono eventuali problemi intestinali come stipsi, alitosi, gonfiore addominale e colite. Nondimeno, la vostra pelle, le vostre unghie e i capelli appariranno più lucenti che mai grazie alla rinnovata ossigenazione dei tessuti.

Depurare il fegato, infine, è anche un ottimo metodo per dimagrire perché le tossine sono responsabili di ritenzione idrica e cellulite. Dunque, il regime alimentare ipocaloricocome quello della dieta disintossicante, aiuta a perdere peso e centimetri.

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Depurare l’organismo è un metodo naturale per aiutare l’eliminazione delle tossine alle quali siamo esposti ogni giorno tramite il cibo e l’ambiente

LE REGOLE PER IL BENESSERE DELL’ORGANISMO

Per contribuire alla buona salute del nostro organismo, non dovremmo soltanto ricorrere a una dieta disintossicante periodicamente, l’ideale sarebbe adottare delle semplici regole quotidiane che rendano più salutare il nostro stile di vita.

Prima di tutto, bisogna agire sull’alimentazione, mangiare in modo equilibrato non significa stare sempre a dieta, ma preferire un’alimentazione sana a cibi spazzatura e fast food.

Largo, allora, ad alimenti detox amici della salute come verdure cotte e crude, frutta, da consumare almeno cinque volte al giorno e alimenti integrali, ricchi di fibre, capaci di rallentare i processi di intossicazione dell’organismo.

Importante, è bere molta acqua e limitare anche il consumo di salumi, formaggi e alcolici, poiché i grassi saturi possono causare colesterolo alto e ristagno dei liquidi mentre l’alcool incide sulla buona ossigenazione delle cellule, due processi che influiscono molto sull’accumulo di tossine nell’organismo.

Un alimentazione sana è la base per assumere la giusta quantità di fibre, vitamine, sali minerali e antiossidanti,elementi molto importanti per il funzionamento del metabolismo e per eliminare l’accumulo di scorie.

In secondo luogo, bisogna agire sul comportamento. Stress, nervosismo, ansia, sono tutti stati d’animo che contribuiscono a intossicarci. Cercate il modo di rallentare i ritmi che vi stressano, praticate yoga o semplicemente ritagliatevi degli spazi tutti per voi in cui ascoltare il silenzio, leggere un buon libro, fare una dormita fuori orario. Il vostro organismo ringrazierà.dieta4

Per mantenere l’organismo in salute è necessario agire sullo stile di vita migliorando l’alimentazione e riducendo lo stress

Aiutare fegato, reni e intestino ad eliminare l’eccessivo accumulo di tossine dal corpo si può, seguendo le regole che abbiamo appena descritto, per dare uno sprint in più all’organismo, ogni tanto, si possono seguire alcuni giorni di dieta disintossicante, pensati per depurare l’organismo in modo più profondo.

L’azione depurativa è piuttosto forte, per questo, si consiglia di non eseguirla più di una volta al mese, salvo casi particolari da concordare con il proprio dietologo o nutrizionista. Il nostro consiglio è di fare la dieta disintossicante non più di tre o quattro giorni al mese.

Per alleggerire e stimolare l’attività del fegato il risveglio è il momento adatto per l’idratazione. Bevete sempre uno o due bicchieri d’acqua a digiuno e alla colazione abbinate un centrifugato di mele, carote e lime. Ideale anche come spuntino.

A colazione è concesso un po’ di caffè ma per un’azione ancor più disintossicante preferite tè verde o tisane. Per completare il primo pasto della giornata, alternate un paio di fettine di pane integrale o gallette di riso con un velo di marmellataagli agrumi, ad uno yogurt magro.

A merenda, sia a metà mattina sia a metà pomeriggio, potete puntare di nuovo sul centrifugato di carota, mela e lime oppure scegliere tra una mela, una manciata di frutti di bosco, una pera o una manciatina di noci.

Per i più golosi va bene anche un bicchiere di latte di riso con un po’ di cacao amaro. Potete consumare tisane senza zucchero a volontà, ideali quelle di tarassaco, melissa e radice di cicoria.

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Questa dieta si può seguire per circa tre o quattro giorni al mese e prevede l’assunzione di molti liquidi, cereali integrali, verdure e frutta che contribuiscono all’eliminazione delle tossine

A pranzo non devono mai mancare le verdure, la cicoria, ad esempio, è molto utile per depurare il sangue, le carote che sono ricche di vitamine utili al benessere cellulare e il carciofo che favorisce il processo digestivo.

Una porzione di cereali integrali (orzo, pasta integrale o riso integrale) con verdure e un frutto rappresentano un pasto disintossicante. Da alternare a una porzione di legumi abbinati ad un’insalata mista e un frutto o ad una fetta di pollo o di pesce magro con contorno di verdure o un’insalata mista e un frutto.

Anche a cena le verdure restano una costante, meglio se frullate in un passato oppure abbinate al riso in un bel minestrone. Se preferite i secondi, preparate del pollo arrosto o del pesce magro con un contorno di insalata o verdure cotte e una fettina di pane integrale.

Infine, prestate attenzione ai condimenti, preferite sempre l’olio extravergine di oliva meglio se a crudo. Questo tipo di olio, infatti, ha la capacità di ridurre il colesterolo cattivo, e ha un’azione disintossicante sul fegato e coadiuvante della buona digestione.

Se vi piace, aggiungete anche un po’ di aglio ai vostri piatti, contiene una sostanza chiamata allicina che, assunta in piccole quantità, aiuta la depurazione del fegato e contribuisce all’eliminazione delle tossine dall’organismo. per depurare il fegato consigliamo il cardo mariano puro biodisponibile da assumere due capsule la mattina a digiuno per 2 mesi per avere un fegato depurato e pulito da grassi e scorie azotate.

Dieci benefici per la salute del Cardo Mariano. Farmajet news

Quali sono i benefici del cardo mariano?

  1. Cos’è il cardo mariano?
  2. Benefici del cardo mariano
  3. Come usare il cardo mariano
  4. Rischi e considerazioni
  5. Prova il Cardo Mariano puro 
Il cardo mariano viene utilizzato come rimedio naturale per il trattamento di una serie di condizioni di salute. Ma ci sono benefici provati per la salute del cardo mariano?

Il principio attivo del cardo mariano è chiamato silimarina. Il cardo mariano è anche conosciuto come cardo mariano o cardo santo. È usato principalmente per il trattamento di problemi al fegato, ma alcune persone sostengono che può abbassare il colesterolo e aiutare a gestire il diabete di tipo 2 .

Questo articolo esplora 10 potenziali benefici per il latte di cardo ed esamina se esistono prove scientifiche a supporto del suo uso. Guarda anche come usare il cardo mariano e se ci sono dei rischi da considerare.

 

Cos’è il cardo mariano?

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Il cardo mariano è disponibile in varie forme ed è più popolare come integratore o tè.

Il cardo mariano è una pianta che proviene dalla stessa famiglia di piante della margherita. Cresce nei paesi del Mediterraneo e viene usato per creare rimedi naturali.

Diverse parti della pianta di cardo mariano possono essere utilizzate per trattare varie condizioni di salute. L’uso più comune di cardo mariano è per problemi al fegato. Alcuni sostengono che può aiutare a trattare:

  • cirrosi
  • itterizia
  • epatite
  • disturbi della cistifellea

Altri potenziali benefici per la salute includono la protezione della salute del cuore abbassando i livelli di colesterolo e aiutando le persone a gestire il diabete di tipo 2.

Dieci benefici per la salute del cardo mariano

Di seguito vengono esaminati i potenziali benefici per la salute del cardo mariano.

1. Supporta la salute del fegato

Uno degli usi più comuni del cardo mariano è di trattare i problemi al fegato. Uno studio del 2016 ha rilevato che il cardo mariano ha migliorato il danno epatico causato dalla dieta nei topi. Sono necessarie ulteriori prove per dimostrare che il cardo mariano benefici i fegati umani allo stesso modo.

Tuttavia, i ricercatori teorizzano che lo faccia. Il principio attivo del cardo mariano, la silimarina, agisce da antiossidante riducendo la produzione di radicali liberi. Gli scienziati pensano che questo crei un effetto disintossicante, motivo per cui il cardo mariano può essere utile per i problemi al fegato.

Fino a quando non verranno effettuate ulteriori ricerche, tuttavia, il cardo mariano non è raccomandato come opzione di trattamento primario per i problemi al fegato. Ma potrebbe essere un trattamento complementare utile da provare.

2. Promuove la salute della pelle

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L’olio di cardo mariano può essere usato localmente per migliorare la salute della pelle.

Cardo mariano può aiutare a promuovere la salute della pelle. Uno studio del 2015 ha rilevato che il cardo mariano aiuta a migliorare le condizioni infiammatorie della pelle quando viene applicato sulla pelle dei topi.

È stato anche scoperto che il cardo mariano ha effetti antiossidanti e anti-invecchiamento sulle cellule della pelle umana in un ambiente di laboratorio in un altro studio .

Sono necessarie ulteriori ricerche sugli esseri umani per identificare quali benefici una persona può aspettarsi dall’applicare il cardo mariano alla loro pelle.

3. Riduce il colesterolo

Il colesterolo alto può portare a problemi con la salute del cuore e aumentare la possibilità di ictus di una persona .

Uno studio del 2006 suggerisce che il cardo mariano potrebbe avere un ruolo importante nel mantenere bassi i livelli di colesterolo. Ha scoperto che i livelli di colesterolo erano più bassi nelle persone che assumevano il cardo mariano per curare il diabete rispetto a quelli che assumevano un placebo .

4. Supporta la perdita di peso

La ricerca animale iniziale condotta nel 2016 ha rilevato che la silimarina causava la perdita di peso nei topi alimentati con una dieta destinata a causare aumento di peso.

Ciò suggerisce che il cardo mariano può essere utile per coloro che cercano di perdere peso. Per confermare questo, tuttavia, è necessaria una maggiore ricerca sugli effetti del cardo mariano sulla perdita di peso negli esseri umani.

5. Riduce la resistenza all’insulina

Uno studio sui topi ha trovato estratto di cardo mariano aiutato a ridurre la resistenza all’insulina . La resistenza all’insulina è un problema per le persone con diabete di tipo 2.

Sebbene questa ricerca suggerisca che il cardo mariano potrebbe avere un ruolo nella gestione del diabete, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare se il cardo mariano riduce l’insulino-resistenza e supporta la gestione del diabete.

6. Migliora i sintomi di asma allergico

L’ingrediente attivo nel cardo mariano può aiutare a ridurre l’ infiammazione . Uno studio del 2012 ha rilevato che la silimarina ha contribuito a proteggere dall’infiammazione delle vie aeree dei topi con asma allergico .

Sono necessarie ulteriori ricerche per vedere se la silimarina avvantaggia i sintomi dell’asma negli esseri umani.

7. Limita la diffusione del cancro

Cardo mariano può aiutare a fermare la diffusione di alcuni tipi di cancro . Una revisione del 2016 ha rilevato che l’estratto di cardo mariano ha inibito la crescita delle cellule cancerose nel cancro del colon-retto .

Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare come utilizzare il cardo mariano per combattere il cancro.

8. Supporta la salute delle ossa

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Il tè al cardo mariano può aiutare a prevenire la perdita ossea causata dalla mancanza di estrogeni.

Il cardo mariano può svolgere un ruolo essenziale nel sostenere la salute delle ossa. Uno studio del 2013 ha rilevato che il cardo mariano aiuta a prevenire la perdita di tessuto osseo.

Lo studio ha esaminato specificamente la perdita ossea causata da una carenza di estrogeni . Non è ancora chiaro se il cardo mariano sia ugualmente benefico per la perdita ossea con una causa diversa.

Sono necessari ulteriori studi prima che sia sicuro concludere che il cardo mariano supporta la salute delle ossa negli esseri umani.

9. Migliora la cognizione

Uno studio del 2015 ha rilevato che il cardo mariano aumenta la resistenza allo stress ossidativo . Lo stress ossidativo è una potenziale causa del morbo di Alzheimer .

In questo modo, cardo mariano può aiutare a migliorare la cognizione e trattare le condizioni degenerative che influenzano la mente. Sono necessarie ulteriori ricerche sugli esseri umani per confermare gli effetti del cardo mariano sulla cognizione.

10. Aumenta il sistema immunitario

Cardo mariano può aiutare a rafforzare la risposta immunitaria di una persona e aiutarli a combattere l’infezione.

Uno studio del 2016 su un modello animale ha scoperto che l’estratto di cardo mariano migliora l’immunità quando viene consumato. Uno studio più vecchio ha scoperto che l’estratto di cardo mariano ha avuto un effetto positivo sulla risposta immunitaria nell’uomo.

Sono necessari ulteriori studi con partecipanti umani prima che gli scienziati possano dire con certezza che il cardo mariano stimola il sistema immunitario di una persona.

 

Come usare il cardo mariano

Il cardo mariano è disponibile come supplemento da molti negozi di alimenti naturali. Non c’è una dose standard di cardo mariano, quindi è meglio leggere il dosaggio suggerito sulla confezione.

Il cardo mariano è disponibile anche come tè. Se si beve tè al thistle, è meglio limitare l’assunzione a 6 tazze al giorno.

 

cardo mariano puro

Rischi e considerazioni

Dato che il cardo mariano è un supplemento, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti non lo regolamenta nello stesso modo in cui regolamentano le droghe. Per questo motivo, è importante acquistare cardo mariano da rivenditori affidabili.

Come con qualsiasi rimedio naturale, le persone dovrebbero discutere di usare il cardo mariano con un medico prima di prenderlo.

Il cardo mariano può interagire con alcuni farmaci. Questo è di particolare preoccupazione se una persona sta già ricevendo un trattamento per le condizioni del fegato.

 

Porta via

Il cardo mariano ha una serie di potenziali benefici per la salute grazie al suo principio attivo, la silimarina, che è un antiossidante.

Sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter confermare un elenco definitivo di benefici per il latte di cardo. Detto questo, è un supplemento salutare che può valere la pena di provare insieme ai trattamenti convenzionali.

È sempre una buona idea parlare con un operatore sanitario prima di iniziare a utilizzare cardo mariano o qualsiasi altro integratore, in quanto potrebbe interagire con altri farmaci o condizioni.

Cardo Mariano puro che cos’e’ e a cosa serve

CARDO MARIANO PURO BIODISPONIBILE 50 CAPSULE DA 500 G

E’ un integratore alimentare a base di Cardo Mariano, fonte naturale di Silimarina, utile a favorire la funzionalità digestiva, epatica e depurativa dell’organismo. I monoconcentrati rachiudono e conservano tutte le sostanze funzionali presenti nella pianta da cui si ricavano, rendendole disponibili in una forma dall’uso semplice e pratico.
I nostri prodotti non contengono coloranti, conservanti, aromi artificiali, OGM, glutine, lattosio, allergeni. Sono di origine vegetale e adatti a vegani e vegetariani. Sono prodotti in labortori certificati; gli estratti sono naturali e titolati e la concentrazione del principio attivo è garantito da analisi.

Cardo Mariano puro biodisponibile:

Il principale componente del Cardo Mariano – la silimarina – è stato identificato e isolato. La silimarina (4-6% nei frutti maturi) è composta principalmente da tre flavonolignani, silibina (silibinina), silicristina e silidianina. Tra gli altri flavanolignani, ci sono la deidrosilibina, la 3-desossisilicristina, la desossi-silidianina (silimonina), la siliandrina, il silibinone, la siliermina e la neosiliermina. Altri costituenti sono l’apigenina ed il silibonolo; un olio fisso (16-18%), composto principalmente di acido oleico e linoleico, oltre che dagli acidi miristico, palmitico e stearico.
Le attività biologiche e gli impieghi clinici descritti per il Cardo mariano sono:
– Medicina popolare: il Cardo mariano è una pianta offcinale utilizzata per il trattamento dei disordini epatici, della milza e della cistifellea come epatiti e calcoli biliari fin dall’antichità. Il Cardo mariano veniva inoltre utilizzato come amaro tonico, come galattogogo, per il trattamento delle emorroidi e per i disturbi dispeptici, nell’amenorrea, nelle emorragie uterine, in caso di costipazione, nel diabete, nella febbre da fieno e per le vene varicose.
– Attività antiossidante: la silimarina e il suo componente principale silibina sono dei potenti antiossidanti che reagiscono con i radicali liberi trasformandoli in composti più stabili, meno reattivi e incapaci di danneggiare i tessuti. In un modello animale la produzione di radicali superossido e ossido nitrico viene inibita del 50% nelle cellule isolate di Kupffer dopo trattamento con silibina.
– Attività epatoprotettiva: numerosi modelli sperimentali hanno dimostrato l’attività epatoprotettrice della silimarina e della silibina contenute nei frutti del Cardo mariano sia in vitro, utilizzando epatociti isolati sottoposti a stimoli citotossici, che in vivo, nei topi e nei ratti provocando il danno epatico tramite agenti fisici o chimici tossici quali tetracloruro di carbonio, tioacetamide, etanolo, paracetamolo, falloidina e a-amanitina, queste ultime tossine del fungo Amanita phalloides. L’attività epatoprotettrice della silimarina del Cardo mariano può essere ricondotta alle seguenti proprietà: azione di inibizione della perossidazione lipidica come risultato dell’attività di scavenger dei radicali liberi e della capacità di aumentare il contenuto cellulare di glutatione; capacità di regolare la permeabilità della membrana cellulare e di aumentarne la stabilità in presenza di danno da xenobiotico; capacità di regolare l’espressione nucleare agendo come effettore steroideo e azione antifibrotica. In sintesi, quindi, l’attività epatoprotettiva del Cardo mariano è dovuta principalmente all’inibizione, da parte della silimarina, dei fattori responsabili del danno epatico, unita alla capacità di stimolare la sintesi proteica nel fegato. La silibina stimola nell’epatocita l’attività della RNA polimerasi (DNA-dipendente) e la trascrizione di RNA ribosomiale; sembra che essa agisca come effettore steroideo naturale e si leghi alla subunità regolatrice della RNA polimerasi (DNA-dipendente) a livello del sito di legame per gli estrogeni; aumentando la sintesi di RNA ribosomiale stimola pertanto la sintesi proteica. Attraverso questo meccanismo la silimarina favorisce la rigenerazione epatica promuovendo la sintesi di nuove proteine strutturali ed enzimi che possono sostituire gli elementi eventualmente danneggiati dalle epatotossine.
– Attività antiinfiammatoria: studi eseguiti con diversi modelli sperimentali di infiammazione (come ad esempio l’edema da carragenina o l’infiammazione cutanea indotta da xilene) documentano una significativa attività antiinfiammatoria per la silimarina. I flavonolignani del Cardo mariano esercitano numerosi effetti, incluso l’inibizione della migrazione dei neutrofili, la stabilizzazione dei mastociti, l’inibizione del rilascio di leucotriene B nelle cellule del Kupffer, l’inibizione della sintesi dei mediatori dell’infiammazione, quali prostaglandine (inibizione della COX-2), leucotrieni e interleuchine.
– Attività antifibrotica: tutte le condizioni di danno epatico cronico sono interessate dall’accumulo di tessuto cicatriziale nel fegato che progressivamente può modificarne l’architettura e la funzionalità. Questo processo, noto come fibrosi epatica, è un processo dinamico, di passaggio, tra il danno cronico a carico del fegato e la cirrosi. Le cellule stellate del fegato svolgono un ruolo cruciale nella fibrosi. In risposta a stimoli lesivi (ad esempio nella esposizione cronica all’etanolo o al carbonio tetracloruro) queste cellule proliferano e si trasformano in miofibroblasti, responsabili della deposizione di fibre di collagene nel fegato.
– Effetti antiaterogeni: il fegato svolge un ruolo importante nella regolazione del metabolismo delle lipoproteine plasmatiche e della sintesi endogena del colesterolo, pertanto un danno epatico si riflette spesso in condizioni di dislipoproteinemie, che possono condurre allo sviluppo di aterosclerosi, particolarmente quando siano associate a ipercolesterolemia. Sono stati inoltre dimostrati effetti della silimarina, e in misura minore anche della silibina, sul
metabolismo del colesterolo sia in test in vivo che in vitro.
– Altre attività: sono state studiate sia in vitro che in vivo le proprietà protettive della silimarina e in particolare della silibina nei confronti degli agenti cancerogeni utilizzando numerosi modelli sperimentali. La silimarina ha mostrato di inibire la proliferazione di cellule tumorali di varia origine (prostata, reni, fegato, pancreas, polmone, seno, vescica) ed è anche stato rilevato come la silimarina riduca la proliferazione di cellule tumorali indotte da radiazioni UVB. Oltre all’attività citoprotettiva, mediata dalle proprietà antiossidanti e scavenger dei radicali liberi, sono stati identificati altri meccanismi d’azione basati sull’interazione con specifici recettori. Questi ultimi sono stati studiati su base molecolare e tramite regolazione di diverse vie di comunicazione cellulare con la silibina; ad esempio, è stata descritta l’inibizione del fattore di transcrizione NF-kB, l’inibizione del segnale EGFR-MAPK/ERK1/2, l’attività sulle proteine Rb e E2F. É stato inoltre ipotizzato che la silimarina possa agire modulando l’attivazione di sostanze regolatrici del ciclo cellulare (cicline) e della proteina chinasi mitogeno-attivata. L’attività proapoptotica della silibina in cellule pre-e/o cancerogene insieme all’attività anti-angiogenica (riduce la secrezione di Vascular Endothelial Growth Factor nelle cellule di carcinomi prostatici, mammari e polmonari) sono altre interessanti proprietà evidenziate dai più recenti studi sui principi attivi del Cardo mariano che suggeriscono nuove applicazioni terapeutiche per i preparati a base di silimarina.
– Tollerabilità: il Cardo mariano risulta essere una droga caratterizzata da elevata tollerabilità. Non sono note in letteratura interazioni con farmaci o alimenti. Anche i dati di sicurezza estrapolati dagli studi clinici evidenziano come i preparati di Cardo mariano siano associati a rari e generalmente lievi effetti avversi, generalmente di tipo gastrointestinale. Dati su 4718 pazienti trattati con estratto secco di Cardo mariano frutti in 4 studi di sorveglianza post-marketing rilevano in effetti solo un basso livello di eventi avversi (0.8-2%), la maggior parte dei quali riferibili a lievi disturbi gastrointestinali. Alcuni autori raccomandano infine una certa cautela nel paziente iperteso a
causa del non trascurabile contenuto di tiramina della droga; tale avvertenza non viene peraltro confermata dalla recente monografia europea sulla droga.

Modo d’uso:

Si consiglia di assumere da 2 a 4 capsule al giorno al momento dei pasti, con acqua.

Ingredienti:

Cardo Mariano (Silybum Marianum (L.) Gearth.) frutto estratto secco tit. 80% in silimarina; involucro: capsula in gelatina vegetale (idrossi-propil-metilcellulosa); agenti di carica: cellulosa; agente antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi.

Tenori medi per dose massima giornaliera:

Cardo Mariano e.s. 984 mg, pari a silimarina 787,2 mg.

Modalità di conservazione:

Conservare in luogo fresco ed asciutto, al riparo dalla luce. La data di fine validità si riferisce al prodotto correttamente conservato, in confezione integra.

Avvertenze:

Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini di età inferiore a 3 anni. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

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