PERIARTRITE ALLA SPALLA: SINTOMI, CAUSE E LE CURE. Farmajet news

La periartrite alla spalla è un’infiammazione molto dolorosa che può limitare chi ne soffre anche nei movimenti più semplici. I fattori di rischio sono molteplici. Le cure dipendono dal caso e vanno valutate dopo un’accurata visita medica specialistica.

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Le cause del dolore e dei fastidi alla spalla possono essere molteplici. La periartrite alla spalla è nota anche come periartrite scapolo-omerale, spalla congelata o capsulite adesiva.

La pariartrite, in generale, è un disturbo infiammatorio degenerativo che coinvolge i tessuti fibrosi presenti nelle articolazioni, nei tendini, nelle borse sierose e nel tessuto connettivo.

In questo caso, questa si verifica quando la cuffia dei rotatori della spalla si infiammano. Come conseguenza, la spalla inizia a gonfiare e si irrigidisce; inoltre, viene limitata la sua mobilità a tal punto da rendere difficoltoso compiere le azioni più semplici e quotidiane.

I sintomi, solitamente, si manifestano in modo graduale e tendono a peggiorare con il tempo. Le cause possono essere differenti, spesso riconducibili alla presenza di alcune patologie.

Il problema, che non deve mai essere sottovalutato, colpisce maggiormente più le donne che gli uomini, con un’età compresa tra i 40 e i 60 anni.La periartrite alla spalla colpisce principalmente le donne tra i 40 e i 60 anni

I SINTOMI PRINCIPALI DELLA PERIARTRITE ALLA SPALLA

I sintomi della periartrite alla spalla si sviluppano gradualmente e progressivamente. Solitamente chi ne viene colpito lamenta dolore acuto e improvviso, irrigidimento e tensione della spalla anche a riposo, incapacità di mantenere sollevato il braccio sopra la testa.

Inoltre, chi ne soffre ha difficoltà a compiere e svolgere anche le attività più semplici della quotidianità. L’infiammazione può essere dunque fortemente invalidante. Tutto dipende dalla causa.

L’infiammazione può essere cronica o acuta. La forma cronica si manifesta gradualmente. Nella forma acuta il dolore può essere molto forte e tende a peggiorare in poco tempo a tal punto da impedire al soggetto di muoversi.

Altri sintomi noti sono l’arrossamento, il senso di calore e il mal di schiena.

LE FORME DI PERIARTRITE SCAPOLO-OMERALE

Esistono 4 tipologie del disturbo.

La periartrite scapolo–omerale acuta, si manifesta con un dolore alla spalla acuto e continuo capace di immobilizzare la spalla. Il sintomo peggiora durante la notte.

La periartrite scapolo–omerale cronica semplice è la forma più frequente. Il dolore si manifesta gradualmente e si acutizza di notte.

La periartrite scapolo–omerale cronica anchilosanterappresenta la fase in cui il dolore è meno acuto ma la spalla risulta bloccata.

La spalla di Milwaukee è la forma meno comune ed è frequente nelle donne anziane. Le pazienti lamentano un forte dolore e la perdita della funzionalità della spalla.

periartrite_alla_spalla_3La periartrite alla spalla può essere curata con il ghiaccio

LE CAUSE CHE DETERMINANO LA PERIARTRITE ALLA SPALLA

La periartrite alla spalla è un’infiammazione che colpisce ed interessa i tendini della cuffia dei rotatori, della capsula dell’articolazione scapoloomerale e della borsa sub-acromio-deltoidea.

Solitamente, il disturbo è conseguenza di una lesione o di una frattura al braccio. Anche l’essersi sottoposti ad un intervento chirurgico può incidere sulla comparsa del fastidio.

Tuttavia, il disturbo è maggiormente riscontrato nei pazienti affetti da alcune patologie. Tra queste, il diabete, l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo, alcune malattie cardiache, l’ictus e il Morbo di Parkinson.

Sulla periartrite scapolo-omerale incide anche l’età, lo stile di vita e la postura.

Ci sono sport che più di altri sollecitano la spalla e quindi rendono gli atleti particolarmente predisposti all’infiammazione. Tra questi chi pratica tennis, pallavolo, pallanuoto, baseball e i lanciatori.

LA DIAGNOSI

Per diagnosticare la periartrite alla spalla, i medici eseguono un’accurata visita medica e valuta segni e sintomi.

Per approfondire, il medico può richiedere una radiografia, un’ecografia, una risonanza magnetica, l’artroscopia e delle analisi del sangue specifiche.

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La fisioterapia può aiutare a ridurre il dolore e ripristinare la mobilità della spalla

CURE FARMACOLOGICHE PER LA PERIARTRITE ALLA SPALLA

Una volta eseguita la diagnosi e riconosciuta la causa del dolore si potrà procedere con la cura adeguata. In questo caso, lo scopo della terapia è alleviare il dolore e ripristinare la funzionalità della spalla.

Solitamente, la periartrite alla spalla viene curata con antidolorifici, anti-infiammatori, cortisoni ed analgesici.

Nei casi più gravi, sarà necessario l’intervento chirurgico.

ALTRI RIMEDI E TRATTAMENTI

In questi casi, il medico consiglia il paziente di dedicare del tempo alla ginnastica dolce o a sottoporsi a trattamenti di fisioterapia specifici.

La tecnologia moderna permette di curare il disturbo anche con l’elettrostimolazione e la tecarterapia.

Tra i rimedi naturali, per ridurre il dolore e il gonfiore, possiamo utilizzare il caldo e il freddo. Il metodo consiste nel fare degli impacchi di ghiaccio da alternare ad una fonte di calore per almeno 10 minuti.

Anche i massaggi le creme a base di artiglio del diavolo o con alcuni olii essenziali aiutano a ripristinare la circolazione del sangue e ridurre l’infiammazione.

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Meteorismo intestinale, cause dieta e rimedi. Farmajet news

Il meteorismo intestinale è un disturbo molto frequente che può metterci in imbarazzo. Ecco di cosa si tratta, quali sono le cause principali e come risolvere il problema con i farmaci e con alcuni rimedi naturali

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Il meteorismo intestinale è un disturbo dell’apparato digerente e si presenta quando nell’intestino vi è una quantità superiore di gas, che deve essere espulso. Chi ne soffre tende ad avere un addome gonfio, duro e dolorante, questo perché al suo interno vi è un fenomeno di fermentazione superiore a quello normale. Questo fastidio, inoltre, può essere dovuto anche allo sviluppo di alcuni batteri nel tratto intestinale.

Questi gas intestinali possono causare diversi fastidi, soprattutto quando ci si trova in un luogo pubblico, perché l’aria che si è accumulata all’interno del nostro intestino, in qualche modo si dovrà espellere, con eruttazioni oppure attraverso i peti. Il tratto intestinale, quando caratterizzato da meteorismo può produrre anche diversi “rumori indesiderati” che possono mettere in notevole imbarazzo sia noi, che chi ci sta vicino.

Questi gas, generalmente iniziano a formarsi subito dopo i pasti ed una volta giunti nel nostro intestino, attraverso le reazioni biochimiche di fermentazione, innescano episodi di spasmi e distensione addominale.  Non tutte le persone affette da meteorismo intestinale presentano gli stessi sintomi, ma quelli più frequenti sono la flatulenza e l’eruttazione e sono sempre proporzionali alla quantità di gas che viene prodotta all’interno.

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Il meteorismo intestinale genera notevoli fenomeni di flatulenza

CAUSE DEL METEORISMO INTESTINALE

Le cause di questo problema sono molteplici, le principali vanno ricercate nel cibo, infatti questo fenomeno è correlato all’assunzione di alimenti particolarmente ricchi di fibre e di bevande gassate. Anche se non mancano altre cause, dovute alle intolleranze alimentari, in particolare le persone intolleranti al lattosio soffrono di questo disturbo quando bevono il latte o i suoi derivati.

L’aria nella pancia si può sviluppare anche in seguito all’assunzione di antibiotici, soprattutto se la terapia è stata prolungata nel tempo e non è stato prescritto nessun farmaco di copertura per lo stomaco.

Altra causa è riconducibile allo stress o agli stati di ansia, non dimentichiamoci che nel tratto digerente sono concentrate la maggior parte delle terminazioni nervose del nostro organismo, per tale ragione, l’intestino è uno degli organi più colpiti in caso di stress eccessivo o di nervosismo.

L’aerofagia, ovvero l’ingestione di aria è tra i principali indiziati, per tale ragione è sconsigliato masticare chewing-gum per chi soffre di flatulenza, così come è sconsigliato di fumare e di masticare troppo in fretta.

Ci sono, infine, altre cause, che possono portare al meteorismo intestinale, che però nascondono altre sintomatologie, come la disbiosi intestinale, la retto colite ulcerosa, la bulimia, l’anoressia, la stipsi, il tumore alle ovaie e il tumore al colon.

Prima di trarre conclusioni troppo affrettate, come sempre, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico di famiglia, in particolare se il disturbo è persistente nel tempo.

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Un’adeguata alimentazione è fondamentale per ridurre l’aria nella pancia

COME COMBATTERE IL METEORISMO INTESTINALE

Per combattere il meteorismo intestinale è opportuno seguire alcune regole, che consentono al disturbo di sparire quasi del tutto, nello specifico bisognerebbe masticare in maniera molto lenta e bisognerebbe seguire un’alimentazione controllata, evitando di mangiare a dismisura. Le fibre sono tra i principali nemici di questo disturbo, per tale ragione bisognerebbeevitare i cibi integrali e mangiare la frutta lontano dai pasti. Le bibite gassate sono da mettere al bando, così come i grassi, le fritture, i cibi piccanti, i fagioli, i broccoli, le cipolle, i formaggi stagionati e gli alcolici.

Uno dei rimedi migliori rimedi è rappresentato dalle tisane, quasi tutte le erbe naturali, infatti, riescono a contrastare questo disturbo, soprattutto la camomilla, che è in grado di calmare i crampi. Il finocchio e l’anice fanno si che la fermentazione venga controllata e il carbone vegetale assorbe i gas. Per migliorare la digestione, è consigliabile il cumino e una tisana ai frutti rossi.

Il fastidio può essere curato anche mediante l’assunzione di alcuni farmaci, anche se il nostro consiglio è quello di ricorrere ai farmaci solo nei casi in cui i rimedi naturali non abbiano funzionato, in particolare si può assumere qualche medicinale che favorisca il corretto equilibrio del tratto intestinale mediante l’assunzione di fermenti lattici vivi e le medicine che fanno parte del settore parasimpatico-mimetico, che fanno si che il problema passi più in fretta.

DIETA PER METEORISMO INTESTINALE

Come abbiamo potuto comprendere, è fondamentale una corretta alimentazione, per tale ragione vi sono cibi consigliati e altri assolutamente da evitare. Nello specifico, chi soffre di tale patologia dovrebbe mangiare almeno una volta al giorno della verdura cruda.La dieta da seguire sarebbe quella a base di carne e di pesce, ogni secondo, infatti può essere accompagnato appunto dalle verdure. La frutta è molto consigliata, ma se assunta lontano dai pasti. Al posto del pane sarebbe più indicato mangiare i cracker o i grissini. La pasta può essere mangiata, ma non tutti i giorni, sarebbe opportuno alternarla con il riso. Per combattere il meteorismo bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno, per evitare che il cibo fermenti troppo nello stomaco e assumere almeno una tisana alle erbe.

 

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Diverticolite che cos’è ? Dieta e possibile cura. Farmajet news

La diverticolite è una malattia che può essere tenuta sotto controllo con l’aiuto di una giusta alimentazione e di un po’ attività fisica. Ecco quali sono gli alimenti consigliati per chi soffre di questa patologia

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La diverticolite è una malattia infiammatoria che interessa il colon, in particolare l’ultima parte detta “sigma”. La malattia è caratterizzata da una serie di piccole sacche, chiamate diverticoli, che si formano lungo le pareti intestinali. Quando il processo infiammatorio non è presente e non sono presenti sintomi, pur permanendo le sacche intestinali, la malattia viene più correttamente chiamata diverticolosi.

La diverticolite è causata da un’alterazione della mobilità dell’intestino da cui deriva un aumento localizzato della pressione, con conseguente fuoriuscita della mucosa nei punti più deboli. Aiutano la formazione dei diverticoli la vita sedentaria, la mancanza di attività fisica e la stitichezza.

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Colon con diverticoli

SINTOMI DELLA DIVERTICOLITE

Quando il tratto intestinale è infiammato l’ammalato soffre di forti dolori addominali, crampi, stipsi e colon irritabile. Inoltre la diverticolite causa diarrea, gonfiore, febbre e meteorismo.

In alcuni casi possono insorgere delle complicazioni causate dalla perforazione delle sacche (fistole) con conseguente peritonite e sanguinamento rettale.

Quando i diverticoli non sono infiammati, la malattia èasintomatica, pertanto seguire la giusta dieta può aiutare a limitare la formazione di nuove sacche e a tenere sotto controllo lo stato infiammatorio.

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Gonfiore addominale

Gli alimenti chiave in una dieta per un malato di diverticolite sono l’acqua e le fibre che, se assunte nella giusta quantità, posso aiutare la regolarità e la mobilità intestinale. Le fibre ed i liquidi aiutano a combattere la stitichezza e, di conseguenza, il ristagno di feci nelle sacche.

ALIMENTI CONSIGLIATI

Un buon piano dietetico, nella lotta alla diverticolite, prevede l’assunzione di verdura cotta o cruda, sia a pranzo che a cena. Minestroni, passati di verdura e primi piatti a base di verdure sono un ottimo compromesso per assumere buone quantità di vegetali.

I cibi integrali, quali pane, pasta, cereali e riso, sono l’ideale per la regolarità intestinale perché costringono il metabolismo e l’apparato digerente ad un lavoro extra.

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Pane integrale adatto per chi soffre di diverticolite

ALIMENTI DA EVITARE

Alcuni tipi di frutta e verdura, come melanzane, kiwi e fichi, ad esempio, sarebbero da evitare perché contengono piccoli semini che potrebbero depositarsi all’interno di un diverticolo scatenando un’infiammazione.

Gli alcolici vanno limitati alla misura di un bicchiere al giorno, perché irritano la mucosa intestinale. Lo stesso vale per caffè, the, dolci e, ovviamente, superalcolici.

COSA MANGIARE DURANTE UN PERIODO INFIAMMATORIO

Durante una fase sintomatica, quando si soffre di dolore addominale, febbre, diarrea e vomito, è necessario variare la dieta e prediligere cibi liquidi e leggeri a basso contenuto di fibre. Una volta superata la fase infiammatoria è opportuno mantenere una dieta semiliquida per un breve periodo per poi ritornare, pian piano, alla normale consistenza.

CURE PER LA DIVERTICOLITE

La cura antibiotica è indicata solo in caso di sovrinfezioni batteriche. Di solito vengono somministrati paracetamolo per ridurre la febbre, antispastici intestinali e antidolorifici.

In rari casi è necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere i diverticoli, soprattutto quando le terapie farmacologiche non danno alcun risultato. L’intervento prevede la rimozione del tratto intestinale affetto da diverticolite .

Condurre una vita sana, che possa aiutare anche a combattere la diverticolite, comprende un’alimentazione bilanciata e una buona dose di attività fisica non necessariamente pesante, che potrebbe essere anche una bella passeggiata!

L’alimentazione è molto importante per far sì che l’organismo sia ben sano. Ne gioverà anche la pelle che ne risulterà nutrita dall’interno in maniera naturale.

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Emorroidi e ragadi anali cause diagnosi e cura. Farmajet news

La perdita di sangue dal sedere si verifica, solitamente, durante la defecazione o immediatamente dopo. Il sangue può ricoprire la superfice delle feci, essere incorporato in esse, manifestarsi come gocciolamento isolato o avvenire dopo il lavaggio. In alcuni casi non è dolorosa.

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La fuoriuscita di sangue dal sedere è un sintomo molto frequente che può interessare indistintamente, uomini e donne. La perdita di sangue si verifica, solitamente, durante la defecazione o immediatamente dopo. In genere, il paziente, si accorge dell’emorragia guardando le feci, la carta igienica o il water; il sangue può ricoprire la superficie delle feci, essere incorporato in esse, manifestarsi come gocciolamento isolato o avvenire dopo il lavaggio.

Quando la perdita di sangue dal sedere è di colore rosso vivoe priva di coaguli si origina dal sigma o dal retto e viene definita rettorragia o proctorragia; quando, invece la perdita emorragica è di colore rosso scuro si definisce melena ed è consigliabile recarsi immediatamente al pronto soccorso o consultare un medico perché indice di un problema più grave che ha origine nella parte superiore del tubo digerente.

Inoltre, la perdita di sangue dal sedere è detta proctorragia, quando è abbondante, mentre è detta ematochezia quando è minima.
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Possiamo accorgerci della perdita di sangue da sedere guardando anche la carta igienica

SANGUE DAL SEDERE SENZA DOLORE: DIAGNOSI

Le ragioni della perdita ematica dall’ano possono essere differenti, così come i sintomi. Questa perdita di sangue può essere associata a uno o a più sintomi, come ad esempio il prurito o il dolore anale; ma può anche dipendere da altre patologie di natura infiammatoria o da reazioni dell’organismo che interessano la parte finale dell’intestino, e non essere affatto dolorosa.

La diagnosi per identificarne l’origine viene espressa generalmente dopo una visita proctologica e dopo aver eseguito un esame endoscopico, una sigmoidoscopia e una colonscopia. Nello specifico, il medico inizierà ad ispezionare la zona anale, in cerca di ragadi o emorroidi esterne; procederà esaminando il retto al fine di rilevare eventuali anomalie e di valutare le condizioni della prostata negli uomini.

CAUSE DELLA PERDITA DI SANGUE DAL SEDERE

Le cause più comuni della perdita di sangue dal sedere sono le emorroidi, le ragadi anali (piccoli tagli della mucosa anale), la colite ischemica, fistole anali (piccolo canale che si trova tra la fine del intestino e la pelle vicino all’ano), proctite(infiammazione della mucosa rettale), polipi (tumori in genere benigni), gastroenterite (infezione), colite ulcerosa (malattia infiammatoria cronica dell’intestino), ulcera peptica, malattie alimentari e malattie veneree.

La perdita di sangue dal sedere può anche essere associata e causata da un aumento della frequenza delle evacuazioni, a stitichezza (stipsi), incontinenza, a diarrea, irritazione della pelle, a emissioni di muco e pus, tumori o da flogosi infettive.

In alcuni casi, molto rari, il sanguinamento rettale può essere anche sintomo di un tumore al colon, che può essere curato con successo se viene diagnosticato in tempo.

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La fuoriuscita di sangue dal sedere può dipendere da diversi fattori e presentarsi con differenti sintomi

fattori di rischio sono la stitichezza, la diarrea, malattie infiammatorie intestinali, la sedentarietà o lo stare troppo tempo in piedi, l’obesità, gli sforzi intensi ed eccessivi (per esempio dovuti alla stitichezza, al sollevamento di pesi), la gravidanza e il parto, l’età, la tosse e il vomito prolungato o cronico.

Quando il sangue è misto alle feci vuol dire che questo ha avuto il tempo di mescolarsi ad esse all’interno del tratto intestinale e quindi, la diagnosi può rivelare la presenza di patologie nel colon o nel sigma, tra queste le malattie infiammatorie croniche (rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn), ed ancora diverticoli, “bolle” che si formano sul colon, neoplasie benigne o maligne che interessano il tratto inferiore del colon e del retto.

Se il sangue ricopre solo superficialmente le feci o il gocciolamento di sangue dal sedere avviene al di fuori della defecazione vuol dire che il soggetto manifesta patologie che interessano l’ultimo tratto del retto e il canale anale (emorroidi, ragadi anali, colite ischemica, fistole, patologie neoplastiche a carico del canale anale).

CONSIGLI E CURE

In caso di perdita di sangue dal sedere è opportuno perdere peso, quando è necessario, e correggere la propria alimentazione aumentando, in maniera graduale, il consumo di farinacei integrali (pane, pasta, riso), di frutta e verdura.

Inoltre, il paziente deve fare sport, idratarsi continuamente e bere molta acqua, ed eliminare o ridurre alcool e caffeina. Nonostante la perdita di sangue dal sedere, non bisogna rimandare l’evacuazione e bisogna evitare i farmaci che causano stitichezza.

Quando i primi rimedi non sono sufficienti, il medico può prescrive l’uso di creme o supposte, generalmente a base di cortisone, ed anestetici, per eliminare l’infiammazione e alleviare i sintomi. In alcuni casi, più gravi, può essere indispensabile ricorrere alla chirurgia.

Il Sangue occulto nelle feci che cos’è e gli esami da fare. Farmajet news

La presenza di sangue occulto nelle feci può indicare patologie più o meno gravi. Specialmente dopo una certa età è importante eseguire dei test specifici per lo screening del tumore al colon-retto

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Ci sono casi clinici in cui il medico richiede, oltre alle analisi del sangue e delle urine, le analisi delle feci. Questo test viene eseguito per verificare la presenza di sangue occulto nelle feci. Presenze ematiche, infatti, non sono visibili ad occhio nudo nelle nostre feci e richiedono un’indagine che si può effettuare solo attraverso microscopio.

In genere questo esame viene eseguito per lo screening del tumore al colon-retto. È consigliato alle persone che hanno circa 50 anni e dovrebbe essere ripetuto almeno una volta ogni due anni.

È importante sottolineare che il risultato del test non ha valore diagnostico. Questo serve a identificare le persone a rischio di tumore al colon-retto e di polipi intestinali.

In base all’esito del test, sarà il medico ad indirizzare il paziente verso indagini più specifiche che includono anche la colonscopia. Vediamo dunque quali sono le cause principali, come viene eseguito il test e come comportarsi in base all’esito.

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I sintomi associati alla presenza del sangue occulto nelle feci dipendono dalla causa

CAUSE DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI

La presenza di sangue nelle feci indica che ci sono delle perdite ematiche, più o meno rilevanti, nel tratto digestivo.

Il fenomeno può dipendere da diverse patologie che devono essere trattate adeguatamente. Tra le cause riscontriamo emorroidi, epistassi, gengiviti, vomito, gastrite, ulcera, diverticolite, malattia infiammatoria cronica intestinale.

Altre cause possono essere la presenza di polipi, ragadi anali, infezioni intestinali, anomalie congenite, morbo di Crohn e tumori (colon e retto).

FALSI POSITIVI

Esistono però casi in cui si possono verificare dei falsi positivi. L’esito può essere falsato quando il paziente ha assunto particolari farmaci antiinfiammatori e se è presente il sanguinamento delle gengive.

Sull’esito può influire anche la dieta alimentare, specialmente se il paziente consuma carne rossa, pollame, pesce, broccoli, rape, cavolfiore, funghi, mele, pompelmi e arance ed integratori e alimenti che contengono vitamina C.

sangue_occulto_nelle_feci_03Sarà il medico a stabilire come procedere se l’esito è positivo

SINTOMATOLOGIA CONNESSA

I sintomi dipendono dalla causa. Nelle maggior parte dei casi, la presenza di sangue occulto nelle feci è asintomatica.

Per questo motivo la prevenzione diventa un elemento utile per trattare la patologia in anticipo.

Nei casi di patologie meno gravi, come le emorroidi o le ragadi, si potrà procedere con cure farmacologiche specifiche che elimineranno il problema definitivamente.

Quando la patologia è più seria, si eseguiranno delle ulteriori indagini prima di preparare il paziente alle cure specifiche.

COME SI ESEGUE IL TEST DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI

Il paziente dovrà raccogliere un campione di feci in un contenitore sterile da portare al laboratorio diagnostico. Il campione deve essere consegnato entro al massimo un paio di ore o, se viene richiesta una raccolta di più campioni è importante conservare il contenitore con le feci in frigorifero. In questo caso, come intuibile, è importante etichettare il contenitore e richiuderlo ermeticamente per non contaminare gli alimenti.

Sarà cura del laboratorio etichettare con il nome e i dati del paziente il contenitore alla consegna. Qui, gli addetti, analizzeranno il campione di feci con specifici strumenti e sostanze chimiche reagenti.

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In alcuni casi può essere necessario ricorrere alla colonscopia

CONSIGLI UTILI

È fondamentale non contaminare le feci. Per questo motivo i medici raccomandano di utilizzare dei guanti durante la raccolta, di evitare di mescolare il campione fecale con urine, detergenti e altre sostanze.

Bisognerà raccogliere il campione con l’apposita spatolina del kit prelevando le feci in 3 punti diversi. Inoltre, non bisogna eseguire il test durante le mestruazioni, con le emorroidi o quando si perde sangue con le urine.

Prima di fare il test è importante sospendere qualche giorno prima ogni tipo di farmaco e fare attenzione all’alimentazione.

COSA ACCADE SE IL TEST DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI È POSITIVO

Se il test è positivo, potrebbe essere richiesto dal medico di fare ulteriori indagini per individuare, per esempio, i polipi e rimuoverli con la biopsia.

Solitamente, l’approfondimento comporta sottoporre il paziente alla colonscopia, alla rettosigmoidoscopia e alla TAC.

La colonscopia consiste nell’osservazione del tratto intestinale attraverso un tubo molto sottile munito di telecamera. Solitamente, il test viene eseguito in anestesia parziale o totale in base al caso e al paziente.

Poiché i primi due test sono molto invasivi vengono eseguiti solo se necessario. Esistono però altre alternative che possono dare indicazioni ma non sono attendibili come la colonscopia.

Stiamo parlando di esami come il clisma opaco a doppio contrasto, la colonscopia tramite TAC, la colonscopia con videocapsula e la colonscopia robotica.

Polipo Uterino che cos’è e come va curato.Farmajet news

Il polipo uterino determina una sintomatologia riconoscibile e può interessare donne in età fertile o in menopausa. In alcuni casi bisogna intervenire chirurgicamente per asportare il polipo e riconoscerne la natura.

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 Il polipo uterino, o polipo dell’endometrio, è un’escrescenza di tessuto che si attacca alla parete interna dell’utero, l’endometrio. Le dimensioni possono essere variabili, da pochi millimetri a pochi centimetri, ed essere singoli o doppi. Possono anche riempire l’intera cavità uterina, raggiungere il canale cervicale e arrivare fino al collo dell’utero.

Le cause, sebbene non chiare, possono essere dovute ad alterazione ormonali. In particolar modo può dipendere dalla sovrapproduzione di estrogeni e dalla scarsa produzione di progesterone. Come conseguenza può accadere che la donna abbia un ciclo mestruale irregolare.

Gli studi medici hanno rivelato i fattori di rischio principali. Questi sono l’obesità, l‘ipertensione, gli squilibri ormonali, l’assunzione di farmaci antitumorali, la genetica e la menopausa.

Questi polipi possono essere benigni, maligni o precancerosi. La diagnosi viene confermata attraverso un’ecografia transvaginale e l’isteroscopia. Sarà il medico a stabilire se è il caso di intervenire chirurgicamente. 

A rischio della formazione di un polipo uterino sono anche le donne in menopausa

SINTOMI PRINCIPALI DEL POLIPO UTERINO

La presenza di polipi uterini può essere asintomatica. Per questo motivo possono essere rilevati solo dopo una visita ginecologica e un’ecografia transvaginale.

In altri casi, possono essere presenti alcuni sintomi. I sintomi sono differenti tra donne fertili e donne in menopausa.

I sintomi principali sono la metrorragia, menorragia, ovvero la perdita eccessiva di sangue durante le mestruazioni, la presenza di cicli irregolari e lo spotting. Altri sintomi sono la dispareunia, ovvero provare dolore durante un rapporto sessuale ed avere perdite ematiche in menopausa.

polipo3Può accadere che si formino dei polipi uterini prima o durante la gravidanza

POLIPO UTERINO IN GRAVIDANZA

La presenza di un polipo cervicale potrebbe ostacolare una gravidanza. Questo dipende dalla dimensione e dalla localizzazione del polipo. Infatti, il polipo endometriale potrebbe ostacolare l’annidamento, e quindi impedire il concepimento, ed aumentare i rischi di aborto.

Se il polipo uterino viene scoperto durante la gravidanza non bisogna allarmarsi. È importante monitorare la sua dimensione nel corso dei trimestri di gestazione. Se non ostacola la gravidanza, dopo il parto si potrà intervenire per rimuoverlo.

POLIPO UTERINO QUANDO FARE L’INTERVENTO

L’asportazione del polipo uterino viene valutata dal ginecologo dopo aver eseguito un controllo specifico. E’ fondamentale prendere in considerazione i sintomi riferiti dalla donna.

L’asportazione chirurgica avviene quando c’è il rischio che i polipi benigni si trasformino in forme tumorali maligne.

In alcuni casi si procede con il raschiamento della parete dell’utero. In altri, la rimozione avviene attraverso l’isteroscopia. Questa avviene passando attraverso la vagina e il collo uterino con una sonda ottica. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e dura circa 20 minuti. La paziente è solitamente ricoverata in day hospital per essere dimessa, se le sue condizioni, lo permettono in giornata.

Una volta rimosso, il polipo viene sottoposto ad un esame istologico per accertare che sia di natura benigna e non tumorale. Nel caso in cui questi contengano cellule neoplastiche maligne si deve eseguire un’isterectomia, per rimuovere l’utero.

IL DECORSO POST OPERATORIO

Subito dopo l’intervento, quando l’effetto dell’anestesia finisce, la paziente può avvertire alcuni sintomi. Questi solitamente passano dopo qualche giorno e la donna può tornare a svolgere le sue attività quotidiane.

Oltre ad un senso generale di malessere, la paziente può avere febbre, dolori e crampi addominali. In altri casi possono manifestarsi perdite vaginali da infezione, emorragie e difficoltà ad urinare.

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La prevenzione è indicata specialmente per le donne predisposte

I POLIPI DELL’ENDOMETRIO SI POSSONO RIFORMARE?

L’intervento ha l’obiettivo di evitare che i polipi uterini si riformino. Tuttavia, le probabilità che si sviluppino nuovamente esistono. La spiegazione sta nei cambiamenti ormonali periodici a cui ogni donna deve far fronte.

Le donne, ormai predisposte, nonostante la rimozione chirurgica, devono continuare a eseguire controlli periodici.

Sarà il ginecologo a valutare come curare e trattare il singolo caso.

COME PREVENIRE LA LORO FORMAZIONE

Sebbene esistano delle cure farmacologiche specifiche, la loro somministrazione non può essere continuativa. In genere si tratta di cure ormonali, la pillola anticoncezionale, e l’uso della spirale.

Poiché sono noti alcuni fattori di rischio, è importante agire su questi.

Per prima cosa, i medici suggeriscono di cambiare stile di vita ed alimentazione per ridurre l’ipertensione e controllare il peso. E’ importante svolgere regolare attività fisica.

I medici, per quanto riguarda l’alimentazione, suggeriscono di evitare il consumo eccessivo di carboidrati, di zuccheri e grassi. La dieta alimentare deve comprendere specialmente fibre, frutta e verdura. Carne e pesce devono essere cotti a vapore, al forno o alla griglia. Da evitare sono alcolici, caffeina e bevande zuccherate.

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GARCINIA CAMBOGIA: COS’È, COME FUNZIONA ED EFFETTI COLLATERALI

La Garcinia cambogia è un integratore naturale che oggi è apprezzato da tanti per l’effetto che ha sul dimagrimento. Non esistono però certezze dimostrate scientificamente sulla sua efficacia. Affinché avvenga il dimagrimento bisogna associare l’integratore ad una alimentazione sana e all’attività sportiva.

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Quando si vuole perdere peso, trovare la soluzione più adatta alle nostre esigenze diventa una priorità. Si entra in un meccanismo dove, pur di dimagrire rapidamente, si cercano soluzioni alternative o da associare alla dieta e all’attività fisica. La Garcinia cambogia è tra gli integratori naturali che, soprattutto nell’ultimo periodo, viene promosso, anche sul web, per le sue proprietà di dimagrimento. Ma, funziona davvero? È un integratore adatto a tutti? Elimina davvero la pancia, rendendola piatta?

Come tutti i rimedi naturali, piante ed erbe incluse, che fanno dimagrire, come lo zenzero  o l‘aceto di mele, anche questo integratore ha però delle controindicazioni.

Prima di approfondire l’argomento, ricordiamo che non esistono integratori o pillole miracolose in grado di farci perdere quei chili e centimetri indesiderati. Dimagrire vuol dire impegnarsi e seguire un regime alimentare sano ed equilibrato e fare attività sportiva. Tisane, farmaci, integratori possono solo dare un ulteriore aiuto nel raggiungimento del nostro obiettivo.Molti sostengono che la Garcinia cambogia aiuta a dimagrire.

COS’È

Conosciuta anche come tamarindo del Malabar, Garcinia gummi-gutta, brindleberry e Kudam puli, la Garcinia cambogia è una pianta tropicale originaria dell’Indonesia. Il suo nome prende origine dalla regione della Garcinia, in cui si trova. È un arbusto che appartiene alla famiglia delle Clussiaceae.

I fiori sono piccoli mentre i frutti sono carnosi e contengono 5 semi circondati da una polpa gialla dolce e commestibile. I frutti sono solitamente chiamati tamarindi, hanno la buccia di colore verde, e sono simili a piccole zucche.

Proprio all’interno della buccia si trova l’acido idrossicitrico(HCA), la sostanza che permette il dimagrimento e che si trova in alcuni integratori alimentari specifici.

garcinia 2Bisogna associare la Garcinia cambogia ad una dieta ipocalorica

COME FUNZIONA LA GARCINIA CAMBOGIA

La Garcinia Cambogia è solitamente utilizzata come rimedio per i problemi di stomaco. Sugli effetti del dimagrimento non ci sono ancora studi accertati.

Insieme all’acido idrossicitrico, la Garcinia contiene altri elementi che combinati agevolano il dimagrimento. Questi sono i lattoni hidroxicitricas, gli antociaosidos e la vitamina C.

L’acido idrossicitrico impedisce la formazione di acidi grassi e trasforma gli zuccheri direttamente in energia. Blocca l’accumulo di acidi grassi nel tessuto adiposo e riduce il colesterolo LDL dal sangue. In breve, la sostanza è in grado di mantenere bassi i livelli di colesterolo e trigliceridi.

Gli effetti dell’integratore continuano. Questo stimola il senso di sazietà, produce seratonina e agisce sul metabolismo. In questo modo, riduce la fame ed è efficace come lassativo e come depurativo, poiché contiene fibre.

L’integratore non agisce sul sistema nervoso ma sul fegato. Per questo motivo previene la formazione di tessuto adiposo e determina la termogenesi.

È anche un antiossidante poiché contiene vitamina C.

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E’ fondamentale praticare anche dell’attività sportiva

COME UTILIZZARE L’INTEGRATORE

Gli integratori a base di Garcinia cambogia possono contenere anche sali minerali, come calcio e zinco, o altre sostanze come L-Carnitina. La ragione è dovuta al fatto che queste sostanze aiutano l’assimilazione dell’integratore.

L’integratore va assunto, secondo le indicazioni generali, 30 o 60 minuti prima dei tre pasti principali della giornata. Questo perché il cibo interagisce con la sostanza e ne riduce l’efficacia.

È consigliabile iniziare ad assumere l’integrazione con un dosaggio basso. Successivamente, se non si evidenziano effetti collaterali, si può aumentare gradualmente la dose.

Per ottenere un effetto dimagrante bisogna che l’integratore sia assunto ed associato con una dieta ipocalorica. Fondamentale sono anche la pratica regolare di un’attività fisica e i controlli medici.

Nel regime alimentare, dunque, non devono mancare verdure, frutta, carni magre e grassi “buoni”.

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In alcuni casi sono stati evidenziati casi di mal di testa

GARCINIA CAMBOGIA: EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI

Se è in dubbio l’efficacia dell’integratore, gli studi e le ricerche mediche hanno rivelato che i rischi per l’organismo sono ridotti. In alcuni casi, il frutto può essere tossico se si utilizza l’estratto.

Tuttavia, questo integratore è sconsigliato in gravidanza o in allattamento, ma anche per chi segua trattamenti per la cura dell’Alzheimer o il diabete. L’integratore non deve essere assunto anche da chi soffre di malattie epatiche, in presenza di ipersensibilità o allergie specifiche. Anche in presenza di demenza senile bisogna valutare con attenzione l’assunzione del Garcinia cambogia.

Le proprietà del frutto potrebbero contrastare gli effetti dei farmaci in terapie specifiche e produrre effetti collaterali.

In alcuni casi, la differente quantità di acido idrossicitrico ha determinato la comparsa di sintomi come il mal di testa, la nausea, disturbi allo stomaco (diarrea, crampi, meteorismo) e problemi alle vie respiratorie superiori.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

Uno degli effetti collaterali riconosciuti è che questo potrebbe alterare la glicemia, poiché riduce i livelli di glucosio. I soggetti che assumono farmaci ipoglicemizzanti, per il trattamento del diabete mellito tipo 2 devono prestare molta attenzione. In questi casi è importante chiedere il parere del medico.

E’ stato rivelato che la Garcinia cambogia interagisce negativamente con farmaci. Tra questi i Biguanidi, i Glinidi, i Glitazoni, gli inibitori alfa glucosidici. A questi si aggiungono i Sulfaniluree, l’Exenatide, il Sitagliptin e l’Insulina sintetica.

Sono stati comunicati anche casi clinici in cui i pazienti hanno sviluppato la “sindrome serotoninergica“. Questo avviene quando l’integratore viene assunto con i “farmaci serotoninergici”. Bisogna, dunque, prestare particolare attenzione quando si assumono farmaci SSRI (fluoxetina, paroxetina, escitalopram e sertralina) o antidepressivi triciclici (TCA), come Doxepine, amitriptilina. Stessa  attenzione si deve avere se si assumono sedativi come il destrometorfano, petidina, pentazocina e tramadolo.

garcinia_cambogia_05La Garcinia cambogia può interagire negativamente con alcuni farmaci

CONSIGLI E PRECAUZIONI

È fondamentale ricordare che l’efficacia dell’integratore non è dimostrata.

Se si decide di provarlo, bisogna ricordare di leggere attentamente le etichette e di scegliere con cura il prodotto. Essendo un integratore non ancora molto noto nel nostro mercato, sono possibili essere raggirati.
Per questo motivo acquistate il prodotto presso i rivenditori autorizzati o rivolgetevi ad un negozio di fiducia.

L’estratto di Garcinia cambogia deve essere tra i primi ingredienti indicati nella confezione. La percentuale di acido idrossicitrico deve essere almeno del 50%.

L’assunzione eccessiva dell’integratore può provocare effetti collaterali, specialmente gastrointestinali.

LE OPINIONI DI CHI HA PROVATO LA GARCINIA CAMBOGIA

L’integratore è molto richiesto in America perché presentato come un prodotto miracoloso per la perdita di peso. Tuttavia, le recensioni delle persone, anche sul web, sono discordanti.C’è infatti chi dichiara di aver ottenuto effetti straordinari e chi ne è rimasto deluso.

 

Tutto su calli e duroni

Mais e calli sono zone dure e dolorose della pelle che spesso si sviluppano sui piedi in risposta alla pressione o all’attrito.

Accadono quando la pelle cerca di proteggere un’area sottostante da lesioni, pressione o sfregamento.

Né è pericoloso, ma possono causare irritazione.

Sono più comuni tra le persone che indossano scarpe inadeguate, hanno i piedi sudati e quelli che sostano per lunghi periodi ogni giorno.

Colpiscono le donne più degli uomini.

Fatti veloci su calli e duroniEcco alcuni fatti su calli e duroni. Vi sono informazioni più dettagliate nell’articolo principale,

  • I semi hanno un centro distinto, spesso duro, che può essere circondato da pelle infiammata.
  • I semi possono essere dolorosi quando vengono pressati, ma i calli non sono solitamente dolorosi.
  • I calli sono generalmente più grandi dei calli e variano di forma, mentre i calli tendono ad essere più piccoli, rotondi e ben definiti.
  • I calli si sviluppano normalmente sulle piante dei piedi, specialmente sotto i talloni o le palle, sui palmi delle mani e anche sulle ginocchia. I semi si presentano spesso in parti non ponderate della pelle.
  • Una pietra pomice o un medicinale topico da banco può essere usato per trattare calli e calli senza andare dal medico.
  • Semi o calli dolorosi possono richiedere cure mediche.
  • I cambiamenti nello stile di vita e nell’abbigliamento possono aiutare a prevenire calli e duroni.

Qual è la differenza tra calli e duroni?

Le persone a volte usano erroneamente i termini calli e duroni in modo intercambiabile, ma non sono la stessa cosa.

Cos’è un callo?

calloUn mais è un tipo di callo.

Un callo è una sezione di pelle che si è indurita e spessa a causa dell’attrito, della pressione o dell’irritazione. Succedono spesso sui piedi, ma possono verificarsi sulle mani, sui gomiti o sulle ginocchia.

I calli sono di colore giallastro o pallido. Si sentono bitorzoluti al tatto, ma, poiché la pelle è spessa, potrebbe essere meno sensibile al tatto rispetto alla pelle circostante.

I calli sono spesso più grandi e più larghi dei calli, con bordi meno definiti. Appaiono comunemente dove la pelle si sfrega frequentemente contro qualcosa, come un osso, qualche oggetto di calzature o il terreno.

Tipicamente si formano sulla zona ossea appena sotto le dita dei piedi, aree di pelle che prendono il peso della persona quando camminano.

Cos’è un mais?

Un grano è una specie di callo, fatto di pelle morta.

Di solito si formano su superfici lisce e glabre della pelle, specialmente sulla parte superiore o laterale delle dita dei piedi. Di solito sono piccoli e circolari, con un centro chiaramente definito che può essere duro di morbido.

I duroni duri tendono ad essere piccoli e si presentano in zone di pelle dura e dura, dove la pelle si è ispessita o dove ci sono calli e nelle zone ossee del piede.

I semi morbidi tendono ad essere di colore biancastro, con una consistenza gommosa. Si verificano più comunemente tra le dita dei piedi, in aree di pelle umida e sudata.

Calli e calli non sono normalmente dannosi, ma a volte possono portare a infezioni o ulcerazioni della pelle, in particolare tra le persone con diabete e quelli con scarsa circolazione nei piedi.

segni e sintomi

callo2I calli si sono induriti e spessi a causa dell’attrito. Le persone possono normalmente effettuare il trattamento a casa utilizzando prodotti da banco, ma in casi particolarmente dolorosi potrebbe desiderare di vedere un podologo.

Mais e calli possono far sentire una persona come se camminassero sulle pietre.

I seguenti segni o sintomi possono indicare che vi è un mais o callo:

  • un dosso sollevato e indurito
  • una zona di pelle spessa e ruvida
  • la pelle che è traballante e secca o traballante e cerosa
  • dolore o tenerezza sotto la pelle

Se un cereale o un callo diventa molto infiammato o doloroso, il paziente deve consultare un medico.

I pazienti con scarsa circolazione, pelle fragile o problemi nervosi e intorpidimento dei piedi dovrebbero parlare con i loro medici prima di curare calli e callosità a casa.

Le persone con diabete, neuropatia periferica e arteriopatia periferica devono essere particolarmente attente.

Rimozione

Un podologo potrebbe ritagliare parte della pelle spessa con un bisturi per alleviare la pressione sui tessuti che si trovano al di sotto. La gente non dovrebbe tagliare il mais o il calibro in quanto potrebbe renderlo più doloroso e il rischio di infezione è alto.

Ulteriori informazioni sulla rimozione di calli e calli sono disponibili nella sezione “rimedi casalinghi” di seguito.

Cause e fattori di rischio

I seguenti fattori di rischio sono legati a una maggiore incidenza di calli e calli:

  • qualsiasi cosa causi pressione o attrito sulla pelle
  • scarpe che sono troppo strette o con un tacco troppo alto, causando pressione
  • scarpe troppo larghe che causano attrito
  • una cucitura mal posizionata in una scarpa che sfrega contro la pelle
  • calzini che non si adattano bene
  • senza calzini
  • camminare a piedi nudi regolarmente, poiché la pelle si ispessisce per proteggersi
  • azioni ripetute come fare jogging o camminare in un modo particolare
  • età avanzata, in quanto vi è meno tessuto adiposo nella pelle, il che significa meno imbottitura e un maggior rischio di sviluppare calli, specialmente sulla pianta del piede

I calli appaiono spesso sui piedi, ma l’attrito e la pressione possono anche causare calli sulle mani.

Le persone che ciclano frequentemente o usano strumenti manuali senza indossare guanti possono svilupparle. Ripetuti gomiti in ginocchio o appoggiati su un tavolo possono causare calli sulle ginocchia o sui gomiti.

Bunions, hammertoe e altri problemi ai piedi e deformità aumentano il rischio di calli e duroni. Una borsite è una protuberanza ossea anormale che si sviluppa sull’articolazione alla base dell’alluce. Un martello è quando un dito del piede diventa rannicchiato come un artiglio.

Trattamento domiciliare

callo3Le persone possono trattare calli e duroni a casa con una pietra pomice o un acido salicilico.

Molte persone trattano calli e calli a casa, usando prodotti da banco da una farmacia.

I suggerimenti includono:

  • Inzuppare il mais o il callo in acqua tiepida per 5-10 minuti, quindi limare o raschiare l’area con una pietra pomice. I movimenti circolari o laterali aiutano a rimuovere la pelle morta.
  • Usando la crema idratante ogni giorno sui piedi. I prodotti che contengono acido salicilico, urea o lattato di ammonio aiutano ad ammorbidire la pelle secca per prepararla all’archiviazione.
  • Se azioni ripetitive causano calli e duroni, evitare queste azioni spesso può risolvere il problema.
  • Scarpe e calzini che si adattano correttamente, cuscinetti protettivi o solette e altre misure di auto-cura possono aiutare. Per ridurre la pressione su un mais, è possibile utilizzare spugne di silicone o di schiuma tra le dita dei piedi. I plantari sono inserti di scarpe imbottiti su misura che possono aiutare le persone con una deformità del piede sottostante.

Quando vedere un dottore

Se il mais o il callo è molto doloroso, o se la persona ha il diabete, la pelle fragile o problemi circolatori, è meglio consultare un medico o un podologo, specializzato nella cura dei piedi.

Il medico esaminerà i piedi, chiederà alla persona del loro stile di vita e potrà controllare le loro calzature.

Un podologo o un dottore a piedi può rimuovere una parte della pelle dura che circonda il grano in modo che il centro possa essere rimosso.

Dopo aver tagliato la pelle, il medico può applicare un cerotto con il 40% di acido salicilico. Il paziente dovrà sostituire periodicamente la patch. Una lima di pietra pomice o di metallo viene solitamente utilizzata per rimuovere la pelle morta prima di applicare un nuovo cerotto.

In caso di infezione o rischio di infezione, il medico può prescrivere un unguento antibiotico . La pelle rossa e gonfia intorno al mais o al callo può indicare un’infezione.

Se il medico sospetta che possa esserci un problema di struttura ossea sottostante, può riferire il paziente per una radiografia e probabilmente un intervento chirurgico.

Cos’è l’acido salicilico?

Il trattamento standard per calli e calli è l’acido salicilico, che viene utilizzato anche nel trattamento delle verruche.

Questo è un cheratolitico, il che significa che dissolve la proteina, o cheratina, che costituisce il mais e la pelle morta attorno ad esso.

È disponibile in creme, pastiglie e cerotti, oppure può essere applicato con un applicatore o un contagocce.

La parte superiore della pelle diventa bianca e il tessuto morto può essere tagliato o archiviato.

Una volta che il mais o il callo è andato, l’individuo può bagnare e strofinare l’area con una pietra pomice ogni settimana, se la pelle dura mostra segni di ritorno.

L’acido salicilico arriva in diverse concentrazioni. Le dosi più forti possono funzionare più velocemente, ma avrà bisogno di una prescrizione.

Gli ingredienti possono irritare la pelle circostante, quindi è necessario prestare attenzione quando lo si applica. Non usare questo su un cereale o un callo incrinato.

Precauzioni

Quando si trattano calli e duroni a casa, è importante non rimuovere la pelle troppo, in quanto ciò può portare a dolore e infezione.

Le persone anziane e quelle con diabete non devono raschiare, limare o tagliare i piedi a casa, poiché ciò può portare a infezioni difficili da curare. Potrebbe portare a ulcere sulla pelle.

Dovrebbero chiedere ad un medico prima di usare l’acido salicilico, poiché anche questo può causare ulcere.

Qualsiasi taglio o parsing della pelle è fatto meglio da un podologo o da un altro professionista della salute.

Potrebbe essere necessario un taglio ripetuto o regolare, in quanto il mais o il callo potrebbero ripresentarsi.

Prevenzione

Le seguenti misure possono aiutare a ridurre il rischio di sviluppare calli e calli:

callo4Indossare calzini e calzature ben aderenti può aiutare a prevenire calli e duroni.
  • Lavare i piedi con acqua e sapone ogni sera. Utilizzare un pennello di pulizia.
  • Applicare una crema per i piedi particolarmente idratante dopo averli lavati e asciugati bene. Non usare una lozione per il corpo.
  • Indossare scarpe e calzini ben aderenti con cuciture che non sfregano la pelle.
  • Acquista le scarpe più tardi, quando i piedi sono più grandi, perché i piedi si gonfiano leggermente mentre il giorno avanza.
  • Affrontare qualsiasi dolore ai piedi o irritazione della pelle quando si presenta.
  • Fai un controllo regolare con uno specialista del piede.
  • Quando si tagliano le unghie dei piedi, tagliare dritto e non verso il basso ad angoli o oltre i bordi.
  • Utilizzare regolarmente un file di pietra pomice o piedi e rimuovere delicatamente la pelle dura.
  • Indossare calzini puliti ogni giorno e utilizzare la polvere di talco per prevenire la sudorazione.
  • Proteggi le mani quando usi gli strumenti, con guanti imbottiti o imbottendo le maniglie degli strumenti.

Con il trattamento si possono rimuovere calli e duroni, ma possono ritornare senza cambiamenti di stile di vita o di calzature.

 

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Un test oculare potrebbe prevenire la diagnosi di Ictus. farmajet news

Gli scienziati hanno fatto una scoperta sorprendente sull’occhio e sul suo apporto di sangue che può aiutare a migliorare la diagnosi e il trattamento dell’ictus.
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I nostri occhi potrebbero avere la chiave per un trattamento migliore dell’ictus?

In un articolo che è stato recentemente pubblicato sulla rivista Neurology , descrivono come hanno scoperto che un agente di contrasto che viene somministrato ai sopravvissuti all’ictus per evidenziare anomalie cerebrali può anche fuoriuscire negli occhi.

L’autore senior dello studio, il dott. Richard Leigh, che è un assistente investigatore clinico dell’Istituto nazionale dei disturbi neurologici e ictus – che è uno dei National Institutes of Health (NIH) – afferma che lui ed i suoi colleghi erano “stupiti” da la scoperta, e che “è un fenomeno molto non riconosciuto”.

“Solleva la questione”, continua, “se ci sia qualcosa che possiamo osservare negli occhi per aiutare i medici a valutare la gravità di un ictus e guidarci sul modo migliore per aiutare i pazienti”.

Un ictus si verifica quando una parte del cervello perde il suo apporto di sangue vitale, a causa di un blocco (ictus ischemico) o di una rottura (ictus emorragico) in un vaso sanguigno. La maggior parte dei tratti sono ischemici.

L’ictus era la quarta principale causa di morte negli Stati Uniti, ma – grazie a miglioramenti medici – ora è la quinta. Una pronta assistenza medica a seguito di un ictus può non solo salvare vite umane, ma migliora anche la qualità della vita per i sopravvissuti.

Più di 795.000 persone ogni anno hanno un ictus negli Stati Uniti, dove il costo totale annuo dell’assistenza sanitaria, delle droghe e dei giorni di lavoro persi associati alla condizione arriva a circa $ 34 miliardi.

Barriera emato-encefalica e barriera emato-oculare

Quando le persone vengono ricoverate in ospedale dopo un ictus, di solito si sottopongono a una risonanza magnetica per valutare il danno al cervello. Spesso, questo comporta l’iniezione di un agente di contrasto chiamato gadolinio, che è una sostanza innocua che viaggia verso il cervello e illumina le aree anormali della scansione.

Nelle persone sane, la barriera emato-encefalica di solito impedisce al mezzo di contrasto di entrare nel tessuto cerebrale. Rimane nel sangue ed è eliminato attraverso i reni.

Ma un ictus può danneggiare i minuscoli vasi sanguigni e causare perdite nella barriera emato-encefalica, che permette al gadolinio di fuoriuscire nel tessuto cerebrale. Questo si presenta come punti luminosi sulle scansioni MRI.

Tra gli occhi e il flusso sanguigno, esiste una barriera simile chiamata barriera emato-oculare. Vi sono prove di precedenti studi che alcune malattie degli occhi possono disturbare la barriera emato-oculare.

L’ictus può interrompere la barriera oculare-sangue

I ricercatori dell’NIH hanno scoperto che un ictus può anche interrompere la barriera ematopoietica e permettere al gadolinio di penetrare nell’occhio.

La prova di ciò era evidente negli occhi luminosi delle risonanze magnetiche di alcuni dei sopravvissuti all’ictus che prendevano parte al loro studio.

Essi suggeriscono che la perdita di gadolinio negli occhi potrebbe essere utilizzata per aiutare a valutare la gravità degli ictus e decidere il trattamento migliore.

Per il loro studio, gli scienziati hanno confrontato le scansioni MRI ospedaliere di 167 sopravvissuti ad ictus che sono stati eseguiti prima e dopo che sono stati iniettati con gadolinio.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a tre scansioni totali: il primo è stato prima di ricevere l’agente di contrasto, il secondo era di 2 ore dopo averlo ricevuto e il terzo era 24 ore dopo.

Poiché il gadolinio è trasparente, l’unico modo in cui poteva essere rilevato era nelle scansioni MRI. La visione dei partecipanti non ne era influenzata.

Perdita di gadolinio e gravità dell’ictus

I risultati hanno mostrato che il gadolinio era trapelato negli occhi del 66% dei sopravvissuti all’ictus alla scansione di 2 ore e del 75% alla scansione di 24 ore.

Il team ha osservato perdite di gadolinio in entrambe le persone che hanno ricevuto un trattamento di coagulazione del coagulo noto come attivatore del plasminogeno tissutale e coloro che non lo hanno fatto.

Alla scansione di 2 ore, il gadolinio era per lo più presente nella camera acquosa, che si trova nella parte anteriore dell’occhio. Alla scansione di 24 ore, è stata più comunemente avvistata nella camera vetrosa nella parte posteriore dell’occhio. Era meno comune che il gadolinio fosse presente in entrambe le camere alla scansione di 2 ore.

I partecipanti che hanno mostrato il gadolinio presente nella camera del vitreo alla scansione di 24 ore tendevano ad essere più anziani e avevano una storia di ipertensione .

Avevano anche maggiori probabilità di avere segni di lesioni nella sostanza bianca del cervello che sono legate al declino cognitivo e all’invecchiamento. Nelle scansioni MRI, queste lesioni si presentano come punti luminosi di “iperintensità della sostanza bianca”.

La minoranza di individui che avevano il gadolinio in entrambe le camere oculari alla scansione di 2 ore erano principalmente quelli i cui ictus avevano colpito una vasta area del cervello e avevano alterato maggiormente la barriera emato-encefalica.

I ricercatori suggeriscono che le loro scoperte potrebbero aprire la strada allo sviluppo di una diagnostica per la gravità dell’ictus senza la necessità di una risonanza magnetica. Invece, ai sopravvissuti potrebbe essere data una sostanza che si accumula negli occhi allo stesso modo del gadolinio.

Per noi è molto più facile guardare dentro gli occhi di qualcuno che guardare nel cervello di qualcuno, quindi se l’occhio è davvero una finestra sul cervello, possiamo usarne uno per imparare l’altro”.

Dr. Richard Leigh

I ricercatori non hanno trovato alcun collegamento tra l’entità della perdita di gadolinio e la quantità di disabilità che i partecipanti hanno subito dopo i loro ictus.

Hanno inoltre concluso che ulteriori studi dovrebbero esaminare se la perdita di gadolinio avvenga o meno in soggetti sani.

Le 10 cose che non sapevi sul tuo pene

Sebbene molti di noi uomini abbiano una certa familiarità con il nostro pene e le sue buffonate, c’è di più nella nostra appendice di quanto non sembri. In questa funzione, discutiamo di 10 cose interessanti che probabilmente non conoscevi sui tuoi genitali.
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Come chiami il tuo?

Qualunque cosa tu voglia chiamarla – todger, wang, willy o dangler – il pene è un po ‘bizzarro kit. Ma al di là delle japes e dei ghirigori, è, ovviamente, vitale per la sopravvivenza della nostra specie.

Quando consideri il pene come un adattamento evolutivo, ha funzionato molto bene.

Tutti noi possiamo dire senza troppi dubbi sul fatto che il pene di nostro padre ha funzionato, come quello di nostro nonno, di suo padre e così via, proprio attraverso le generazioni successive fino a raggiungere ben oltre la nascita dell’umanità.

Il pene è antico. Nel caso ve lo stiate chiedendo, il più vecchio pene conosciuto risale a 425 milioni di anni, ei suoi resti fossili appartengono ad un artropode chiamato Colymbosathon ecplecticos , che significa “incredibile nuotatore con un grande pene” in greco.

Vale la pena riflettere sul suo ruolo nella sopravvivenza della nostra specie la prossima volta che sei sorpreso dalla facilità con cui il tuo pene è “attivato”. Per quanto riguarda la riproduzione, un falso eccitamento è meglio di un’occasione mancata.

Come scrisse l’autore Mokokoma Mokhonoana, “Anche il più grande attore del mondo non può fingere un’erezione”. Questo ci porta al primo fatto del giorno.

1. La tua prima erezione

I peni sono nati pronti. È normale che i bambini escano dall’utero con un’erezione. Anche prima del momento della nascita, le ecografie a volte mostrano un feto con un’erezione completamente formata .

Secondo uno studio del 1991, le erezioni fetali si verificano più comunemente durante il sonno REM (random eye movement) . E, possono accadere un numero di volte ogni ora. Nessuno è sicuro del perché, ma potrebbe essere il modo in cui il nostro organismo verifica le cose e le fa funzionare correttamente.

2. Il tuo pene è due volte più lungo di quanto pensi

Un sacco di uomini potrebbero prendere conforto in questo fatto: i nostri peni sono più lunghi di quanto sembrino. In effetti, circa la metà della sua intera lunghezza è ospitata all’interno dei nostri corpi.

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Una visione interna dei genitali maschili.

Potresti pensare “Beh, non è buono per me lassù”, ma ha bisogno di rimanere connesso al resto della tua anatomia , quindi probabilmente è meglio che rimanga.

Come potete vedere dal diagramma qui, la massa di tessuto erettile rosa – che comprende il così grandemente chiamato corpo cavernoso e corpo spugnoso – si estende bene nella regione pelvica, formando una sorta di forma di boomerang.

Non userei nessuno dei precedenti come una linea di raccolta, però.

3. Il mito della misura della scarpa

Facciamo riposare questo, vero? Secondo uno studio pubblicato sulla rivista BJU International , non esiste alcuna correlazione tra la misura della scarpa e la lunghezza del pene.

Anche se uno studio più vecchio – pubblicato nel 1993 – ha scoperto che la lunghezza del pene era legata all’altezza e alla lunghezza del piede, era una relazione debole, e gli autori hanno concluso: “Altezza e dimensioni del piede non servirebbero come stimatori pratici della lunghezza del pene “.

Inoltre, l’ International Journal of Impotence Research ha pubblicato uno studio iraniano che esamina altre correlazioni. Hanno concluso che “le dimensioni del pene sono significativamente correlate con l’età, l’altezza e la lunghezza del dito indice”, ma non la dimensione del piede.

4. “Legno mattutino”

La maggior parte degli uomini ha 3-5 erezioni ogni notte – per lo più durante il sonno REM , come con i ragazzi in utero.

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Il legno del mattino non è così poetico come sembra.

Chiamata anche tumescenza del pene notturna, non è ancora chiaro perché avvenga. Tuttavia, una teoria è che potrebbe aiutare a prevenire il bagnare il letto; un’erezione inibisce la minzione.

È noto che una vescica piena stimola i nervi in ​​una regione simile a quelli coinvolti nelle erezioni. Ma poiché le donne sperimentano qualcosa di simile – la tumescenza notturna del clitoride – la prevenzione del bagnare il letto non è probabilmente l’intera risposta.

Un’altra possibile spiegazione è che il sonno REM è legato allo spegnimento delle cellule che producono la noradrenalina nel locus coeruleus, che è nel tronco cerebrale. Queste cellule inibiscono il tono del pene. Quindi, riducendo l’inibizione , il pene diventa eretto.

Qualunque sia la ragione delle erezioni notturne, possono essere utili come strumento diagnostico. Se un uomo ha difficoltà a raggiungere un’erezione quando è sveglio, ma diventa eretto quando dorme, è un’indicazione che c’è un problema psicologico, piuttosto che fisico.

Tuttavia, se non ottiene erezioni durante il sonno, il problema potrebbe essere fisico.

5. Un’ultima erezione

Quindi, abbiamo stabilito che possiamo ottenere erezioni nell’utero e durante il sonno, ma forse è ancora più sorprendente: l’erezione della morte. Chiamata anche lussuria dell’angelo o erezione terminale, accade nei momenti dopo la morte.

Più comunemente, si verifica in uomini che sono morti per impiccagione; gli scienziati ritengono che potrebbe essere dovuto alla pressione del cappio sul cervelletto. Tuttavia, è stato anche segnalato dopo la morte da una ferita da arma da fuoco alla testa, danni ai vasi sanguigni maggiori e avvelenamento.

6. Puoi rompere il tuo pene

Come sono sicuro tu sappia, nel tuo pene non ci sono ossa, il che è abbastanza raro per i mammiferi. Tuttavia, è ancora possibile rompere il tuo pene. Più comunemente si verifica durante il sesso vigoroso, anche se è stato documentato che capita a uomini che sono caduti dal letto con un’erezione.

La frattura del pene , come è noto, è in realtà la rottura della copertura fibrosa dei corpi cavernosi, che è il tessuto che diventa eretto quando è gonfio di sangue.

Il momento della frattura è accompagnato da un suono schioccante o crepitante, dolore intenso, gonfiore e – non sorprendentemente – flaccidità.

Per fortuna, non succede molto spesso e, se viene trattato rapidamente, può essere ripristinata la piena funzionalità. Come nota di cautela, se ciò ti accade, non lasciare che l’imbarazzo abbia la meglio su di te. Vai e sistemalo il prima possibile.

In uno studio che ha esaminato 42 casi di frattura del pene, la posizione più “pericolosa” è stata definita come ” donna in alto “.

7. No-cervello

La maggior parte degli uomini ha un controllo molto piccolo su esattamente quando eiaculare. Questo è in parte perché non coinvolge il cervello. Il segnale per eiaculare proviene dal generatore di eiaculazione spinale. Questa regione nel midollo spinale coordina le funzioni necessarie.

Ovviamente, il cervello più alto ha qualche input in queste materie – pensare a qualcos’altro è un modo ben noto per ritardare l’evento , per esempio – ma i dadi e le viti dell’intera operazione sono trattati nella spina dorsale.

8. L’angolo del penzolare

L’erezione di un uomo può indicare praticamente qualsiasi direzione. Dritto, a sinistra oa destra, in alto o in basso, non c’è giusto o sbagliato.

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Non esiste un angolo unico.

I seguenti dati provengono da uno studio che ha misurato le erezioni di 1.565 uomini.

Nelle figure sottostanti, se il pene ha puntato direttamente verso l’alto, è stato misurato come 0 gradi, e se era diretto in avanti (orizzontale), sarebbe di 90 gradi:

  • 0-30 gradi – 4,9 per cento degli uomini
  • 30-60 gradi – 29,6 percento degli uomini
  • 60-85 gradi – 30,9 per cento degli uomini
  • 85-95 gradi – 9,9 percento degli uomini
  • 95-120 gradi – 19,8 per cento degli uomini
  • 120-180 gradi – 4,9 per cento degli uomini

Quindi, se sei mai stato preoccupato che il tuo ragazzo sia un po ‘sfacciato, non preoccuparti, sei normale. Mentre siamo sul tema della “normalità”, pochissimi peni sono dritti; possono curvare in qualsiasi direzione. Una curva fino a 30 gradi è ancora considerata normale.

9. Coltivatore o shower

Uno studio condotto su 274 uomini ha dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra la lunghezza di un pene flaccido e la sua dimensione eretta. Alcuni iniziano piccoli e finiscono larghi (un coltivatore), mentre altri sono grandi quando sono flaccidi e crescono solo un po ‘quando sono eretti (un mostro).

Alcuni sono anche piccoli in qualunque stato si trovino, e alcuni sono grandi quando sono flaccidi e diventano molto più grandi. È una borsa mista.

Questo non ha molta importanza al di fuori dello spogliatoio, ma immagino sia bello saperlo comunque.

10. I cornflakes impediscono la masturbazione

Non lo fanno, davvero. Tuttavia, il dottor John Harvey Kellogg – l’eminente cereale della colazione – sperava che lo facessero. Ha inventato questi e altri prodotti perché pensava che i cibi semplici avrebbero portato gli americani lontano dal “peccato” della masturbazione .

Per fortuna, oggigiorno, i produttori di alimenti impiegano meno tempo a cercare di convincere i giovani a rinunciare alla masturbazione. E, nel caso ci fosse qualche dubbio, non ti farà diventare cieco.

Se questa piccola lista ha solleticato la tua fantasia, la tua prossima mossa potrebbe essere quella di pianificare un viaggio in Islanda e visitare il Museo fallologico islandese . È dedicato a tutte le cose del pene; è stato avviato da Sigurður Hjartarson dopo aver ricevuto un pene da toro da ragazzo.

Secondo Hjartarson, “collezionare peni è come collezionare qualsiasi cosa, non si può mai smettere, non si può mai raggiungere, si può sempre ottenere uno nuovo, uno migliore”.

Oppure, se vuoi fare un ulteriore passo avanti, puoi visitare il ristorante Guolizhuang a Pechino, in Cina, specializzato in piatti per pene e testicoli. Tocca a voi.