Meteorismo intestinale, cause dieta e rimedi. Farmajet news

Il meteorismo intestinale è un disturbo molto frequente che può metterci in imbarazzo. Ecco di cosa si tratta, quali sono le cause principali e come risolvere il problema con i farmaci e con alcuni rimedi naturali

Meteorismo-intestinale

Il meteorismo intestinale è un disturbo dell’apparato digerente e si presenta quando nell’intestino vi è una quantità superiore di gas, che deve essere espulso. Chi ne soffre tende ad avere un addome gonfio, duro e dolorante, questo perché al suo interno vi è un fenomeno di fermentazione superiore a quello normale. Questo fastidio, inoltre, può essere dovuto anche allo sviluppo di alcuni batteri nel tratto intestinale.

Questi gas intestinali possono causare diversi fastidi, soprattutto quando ci si trova in un luogo pubblico, perché l’aria che si è accumulata all’interno del nostro intestino, in qualche modo si dovrà espellere, con eruttazioni oppure attraverso i peti. Il tratto intestinale, quando caratterizzato da meteorismo può produrre anche diversi “rumori indesiderati” che possono mettere in notevole imbarazzo sia noi, che chi ci sta vicino.

Questi gas, generalmente iniziano a formarsi subito dopo i pasti ed una volta giunti nel nostro intestino, attraverso le reazioni biochimiche di fermentazione, innescano episodi di spasmi e distensione addominale.  Non tutte le persone affette da meteorismo intestinale presentano gli stessi sintomi, ma quelli più frequenti sono la flatulenza e l’eruttazione e sono sempre proporzionali alla quantità di gas che viene prodotta all’interno.

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Il meteorismo intestinale genera notevoli fenomeni di flatulenza

CAUSE DEL METEORISMO INTESTINALE

Le cause di questo problema sono molteplici, le principali vanno ricercate nel cibo, infatti questo fenomeno è correlato all’assunzione di alimenti particolarmente ricchi di fibre e di bevande gassate. Anche se non mancano altre cause, dovute alle intolleranze alimentari, in particolare le persone intolleranti al lattosio soffrono di questo disturbo quando bevono il latte o i suoi derivati.

L’aria nella pancia si può sviluppare anche in seguito all’assunzione di antibiotici, soprattutto se la terapia è stata prolungata nel tempo e non è stato prescritto nessun farmaco di copertura per lo stomaco.

Altra causa è riconducibile allo stress o agli stati di ansia, non dimentichiamoci che nel tratto digerente sono concentrate la maggior parte delle terminazioni nervose del nostro organismo, per tale ragione, l’intestino è uno degli organi più colpiti in caso di stress eccessivo o di nervosismo.

L’aerofagia, ovvero l’ingestione di aria è tra i principali indiziati, per tale ragione è sconsigliato masticare chewing-gum per chi soffre di flatulenza, così come è sconsigliato di fumare e di masticare troppo in fretta.

Ci sono, infine, altre cause, che possono portare al meteorismo intestinale, che però nascondono altre sintomatologie, come la disbiosi intestinale, la retto colite ulcerosa, la bulimia, l’anoressia, la stipsi, il tumore alle ovaie e il tumore al colon.

Prima di trarre conclusioni troppo affrettate, come sempre, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico di famiglia, in particolare se il disturbo è persistente nel tempo.

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Un’adeguata alimentazione è fondamentale per ridurre l’aria nella pancia

COME COMBATTERE IL METEORISMO INTESTINALE

Per combattere il meteorismo intestinale è opportuno seguire alcune regole, che consentono al disturbo di sparire quasi del tutto, nello specifico bisognerebbe masticare in maniera molto lenta e bisognerebbe seguire un’alimentazione controllata, evitando di mangiare a dismisura. Le fibre sono tra i principali nemici di questo disturbo, per tale ragione bisognerebbeevitare i cibi integrali e mangiare la frutta lontano dai pasti. Le bibite gassate sono da mettere al bando, così come i grassi, le fritture, i cibi piccanti, i fagioli, i broccoli, le cipolle, i formaggi stagionati e gli alcolici.

Uno dei rimedi migliori rimedi è rappresentato dalle tisane, quasi tutte le erbe naturali, infatti, riescono a contrastare questo disturbo, soprattutto la camomilla, che è in grado di calmare i crampi. Il finocchio e l’anice fanno si che la fermentazione venga controllata e il carbone vegetale assorbe i gas. Per migliorare la digestione, è consigliabile il cumino e una tisana ai frutti rossi.

Il fastidio può essere curato anche mediante l’assunzione di alcuni farmaci, anche se il nostro consiglio è quello di ricorrere ai farmaci solo nei casi in cui i rimedi naturali non abbiano funzionato, in particolare si può assumere qualche medicinale che favorisca il corretto equilibrio del tratto intestinale mediante l’assunzione di fermenti lattici vivi e le medicine che fanno parte del settore parasimpatico-mimetico, che fanno si che il problema passi più in fretta.

DIETA PER METEORISMO INTESTINALE

Come abbiamo potuto comprendere, è fondamentale una corretta alimentazione, per tale ragione vi sono cibi consigliati e altri assolutamente da evitare. Nello specifico, chi soffre di tale patologia dovrebbe mangiare almeno una volta al giorno della verdura cruda.La dieta da seguire sarebbe quella a base di carne e di pesce, ogni secondo, infatti può essere accompagnato appunto dalle verdure. La frutta è molto consigliata, ma se assunta lontano dai pasti. Al posto del pane sarebbe più indicato mangiare i cracker o i grissini. La pasta può essere mangiata, ma non tutti i giorni, sarebbe opportuno alternarla con il riso. Per combattere il meteorismo bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno, per evitare che il cibo fermenti troppo nello stomaco e assumere almeno una tisana alle erbe.

 

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Diverticolite che cos’è ? Dieta e possibile cura. Farmajet news

La diverticolite è una malattia che può essere tenuta sotto controllo con l’aiuto di una giusta alimentazione e di un po’ attività fisica. Ecco quali sono gli alimenti consigliati per chi soffre di questa patologia

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La diverticolite è una malattia infiammatoria che interessa il colon, in particolare l’ultima parte detta “sigma”. La malattia è caratterizzata da una serie di piccole sacche, chiamate diverticoli, che si formano lungo le pareti intestinali. Quando il processo infiammatorio non è presente e non sono presenti sintomi, pur permanendo le sacche intestinali, la malattia viene più correttamente chiamata diverticolosi.

La diverticolite è causata da un’alterazione della mobilità dell’intestino da cui deriva un aumento localizzato della pressione, con conseguente fuoriuscita della mucosa nei punti più deboli. Aiutano la formazione dei diverticoli la vita sedentaria, la mancanza di attività fisica e la stitichezza.

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Colon con diverticoli

SINTOMI DELLA DIVERTICOLITE

Quando il tratto intestinale è infiammato l’ammalato soffre di forti dolori addominali, crampi, stipsi e colon irritabile. Inoltre la diverticolite causa diarrea, gonfiore, febbre e meteorismo.

In alcuni casi possono insorgere delle complicazioni causate dalla perforazione delle sacche (fistole) con conseguente peritonite e sanguinamento rettale.

Quando i diverticoli non sono infiammati, la malattia èasintomatica, pertanto seguire la giusta dieta può aiutare a limitare la formazione di nuove sacche e a tenere sotto controllo lo stato infiammatorio.

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Gonfiore addominale

Gli alimenti chiave in una dieta per un malato di diverticolite sono l’acqua e le fibre che, se assunte nella giusta quantità, posso aiutare la regolarità e la mobilità intestinale. Le fibre ed i liquidi aiutano a combattere la stitichezza e, di conseguenza, il ristagno di feci nelle sacche.

ALIMENTI CONSIGLIATI

Un buon piano dietetico, nella lotta alla diverticolite, prevede l’assunzione di verdura cotta o cruda, sia a pranzo che a cena. Minestroni, passati di verdura e primi piatti a base di verdure sono un ottimo compromesso per assumere buone quantità di vegetali.

I cibi integrali, quali pane, pasta, cereali e riso, sono l’ideale per la regolarità intestinale perché costringono il metabolismo e l’apparato digerente ad un lavoro extra.

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Pane integrale adatto per chi soffre di diverticolite

ALIMENTI DA EVITARE

Alcuni tipi di frutta e verdura, come melanzane, kiwi e fichi, ad esempio, sarebbero da evitare perché contengono piccoli semini che potrebbero depositarsi all’interno di un diverticolo scatenando un’infiammazione.

Gli alcolici vanno limitati alla misura di un bicchiere al giorno, perché irritano la mucosa intestinale. Lo stesso vale per caffè, the, dolci e, ovviamente, superalcolici.

COSA MANGIARE DURANTE UN PERIODO INFIAMMATORIO

Durante una fase sintomatica, quando si soffre di dolore addominale, febbre, diarrea e vomito, è necessario variare la dieta e prediligere cibi liquidi e leggeri a basso contenuto di fibre. Una volta superata la fase infiammatoria è opportuno mantenere una dieta semiliquida per un breve periodo per poi ritornare, pian piano, alla normale consistenza.

CURE PER LA DIVERTICOLITE

La cura antibiotica è indicata solo in caso di sovrinfezioni batteriche. Di solito vengono somministrati paracetamolo per ridurre la febbre, antispastici intestinali e antidolorifici.

In rari casi è necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere i diverticoli, soprattutto quando le terapie farmacologiche non danno alcun risultato. L’intervento prevede la rimozione del tratto intestinale affetto da diverticolite .

Condurre una vita sana, che possa aiutare anche a combattere la diverticolite, comprende un’alimentazione bilanciata e una buona dose di attività fisica non necessariamente pesante, che potrebbe essere anche una bella passeggiata!

L’alimentazione è molto importante per far sì che l’organismo sia ben sano. Ne gioverà anche la pelle che ne risulterà nutrita dall’interno in maniera naturale.

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Emorroidi e ragadi anali cause diagnosi e cura. Farmajet news

La perdita di sangue dal sedere si verifica, solitamente, durante la defecazione o immediatamente dopo. Il sangue può ricoprire la superfice delle feci, essere incorporato in esse, manifestarsi come gocciolamento isolato o avvenire dopo il lavaggio. In alcuni casi non è dolorosa.

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La fuoriuscita di sangue dal sedere è un sintomo molto frequente che può interessare indistintamente, uomini e donne. La perdita di sangue si verifica, solitamente, durante la defecazione o immediatamente dopo. In genere, il paziente, si accorge dell’emorragia guardando le feci, la carta igienica o il water; il sangue può ricoprire la superficie delle feci, essere incorporato in esse, manifestarsi come gocciolamento isolato o avvenire dopo il lavaggio.

Quando la perdita di sangue dal sedere è di colore rosso vivoe priva di coaguli si origina dal sigma o dal retto e viene definita rettorragia o proctorragia; quando, invece la perdita emorragica è di colore rosso scuro si definisce melena ed è consigliabile recarsi immediatamente al pronto soccorso o consultare un medico perché indice di un problema più grave che ha origine nella parte superiore del tubo digerente.

Inoltre, la perdita di sangue dal sedere è detta proctorragia, quando è abbondante, mentre è detta ematochezia quando è minima.
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Possiamo accorgerci della perdita di sangue da sedere guardando anche la carta igienica

SANGUE DAL SEDERE SENZA DOLORE: DIAGNOSI

Le ragioni della perdita ematica dall’ano possono essere differenti, così come i sintomi. Questa perdita di sangue può essere associata a uno o a più sintomi, come ad esempio il prurito o il dolore anale; ma può anche dipendere da altre patologie di natura infiammatoria o da reazioni dell’organismo che interessano la parte finale dell’intestino, e non essere affatto dolorosa.

La diagnosi per identificarne l’origine viene espressa generalmente dopo una visita proctologica e dopo aver eseguito un esame endoscopico, una sigmoidoscopia e una colonscopia. Nello specifico, il medico inizierà ad ispezionare la zona anale, in cerca di ragadi o emorroidi esterne; procederà esaminando il retto al fine di rilevare eventuali anomalie e di valutare le condizioni della prostata negli uomini.

CAUSE DELLA PERDITA DI SANGUE DAL SEDERE

Le cause più comuni della perdita di sangue dal sedere sono le emorroidi, le ragadi anali (piccoli tagli della mucosa anale), la colite ischemica, fistole anali (piccolo canale che si trova tra la fine del intestino e la pelle vicino all’ano), proctite(infiammazione della mucosa rettale), polipi (tumori in genere benigni), gastroenterite (infezione), colite ulcerosa (malattia infiammatoria cronica dell’intestino), ulcera peptica, malattie alimentari e malattie veneree.

La perdita di sangue dal sedere può anche essere associata e causata da un aumento della frequenza delle evacuazioni, a stitichezza (stipsi), incontinenza, a diarrea, irritazione della pelle, a emissioni di muco e pus, tumori o da flogosi infettive.

In alcuni casi, molto rari, il sanguinamento rettale può essere anche sintomo di un tumore al colon, che può essere curato con successo se viene diagnosticato in tempo.

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La fuoriuscita di sangue dal sedere può dipendere da diversi fattori e presentarsi con differenti sintomi

fattori di rischio sono la stitichezza, la diarrea, malattie infiammatorie intestinali, la sedentarietà o lo stare troppo tempo in piedi, l’obesità, gli sforzi intensi ed eccessivi (per esempio dovuti alla stitichezza, al sollevamento di pesi), la gravidanza e il parto, l’età, la tosse e il vomito prolungato o cronico.

Quando il sangue è misto alle feci vuol dire che questo ha avuto il tempo di mescolarsi ad esse all’interno del tratto intestinale e quindi, la diagnosi può rivelare la presenza di patologie nel colon o nel sigma, tra queste le malattie infiammatorie croniche (rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn), ed ancora diverticoli, “bolle” che si formano sul colon, neoplasie benigne o maligne che interessano il tratto inferiore del colon e del retto.

Se il sangue ricopre solo superficialmente le feci o il gocciolamento di sangue dal sedere avviene al di fuori della defecazione vuol dire che il soggetto manifesta patologie che interessano l’ultimo tratto del retto e il canale anale (emorroidi, ragadi anali, colite ischemica, fistole, patologie neoplastiche a carico del canale anale).

CONSIGLI E CURE

In caso di perdita di sangue dal sedere è opportuno perdere peso, quando è necessario, e correggere la propria alimentazione aumentando, in maniera graduale, il consumo di farinacei integrali (pane, pasta, riso), di frutta e verdura.

Inoltre, il paziente deve fare sport, idratarsi continuamente e bere molta acqua, ed eliminare o ridurre alcool e caffeina. Nonostante la perdita di sangue dal sedere, non bisogna rimandare l’evacuazione e bisogna evitare i farmaci che causano stitichezza.

Quando i primi rimedi non sono sufficienti, il medico può prescrive l’uso di creme o supposte, generalmente a base di cortisone, ed anestetici, per eliminare l’infiammazione e alleviare i sintomi. In alcuni casi, più gravi, può essere indispensabile ricorrere alla chirurgia.

Il Sangue occulto nelle feci che cos’è e gli esami da fare. Farmajet news

La presenza di sangue occulto nelle feci può indicare patologie più o meno gravi. Specialmente dopo una certa età è importante eseguire dei test specifici per lo screening del tumore al colon-retto

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Ci sono casi clinici in cui il medico richiede, oltre alle analisi del sangue e delle urine, le analisi delle feci. Questo test viene eseguito per verificare la presenza di sangue occulto nelle feci. Presenze ematiche, infatti, non sono visibili ad occhio nudo nelle nostre feci e richiedono un’indagine che si può effettuare solo attraverso microscopio.

In genere questo esame viene eseguito per lo screening del tumore al colon-retto. È consigliato alle persone che hanno circa 50 anni e dovrebbe essere ripetuto almeno una volta ogni due anni.

È importante sottolineare che il risultato del test non ha valore diagnostico. Questo serve a identificare le persone a rischio di tumore al colon-retto e di polipi intestinali.

In base all’esito del test, sarà il medico ad indirizzare il paziente verso indagini più specifiche che includono anche la colonscopia. Vediamo dunque quali sono le cause principali, come viene eseguito il test e come comportarsi in base all’esito.

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I sintomi associati alla presenza del sangue occulto nelle feci dipendono dalla causa

CAUSE DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI

La presenza di sangue nelle feci indica che ci sono delle perdite ematiche, più o meno rilevanti, nel tratto digestivo.

Il fenomeno può dipendere da diverse patologie che devono essere trattate adeguatamente. Tra le cause riscontriamo emorroidi, epistassi, gengiviti, vomito, gastrite, ulcera, diverticolite, malattia infiammatoria cronica intestinale.

Altre cause possono essere la presenza di polipi, ragadi anali, infezioni intestinali, anomalie congenite, morbo di Crohn e tumori (colon e retto).

FALSI POSITIVI

Esistono però casi in cui si possono verificare dei falsi positivi. L’esito può essere falsato quando il paziente ha assunto particolari farmaci antiinfiammatori e se è presente il sanguinamento delle gengive.

Sull’esito può influire anche la dieta alimentare, specialmente se il paziente consuma carne rossa, pollame, pesce, broccoli, rape, cavolfiore, funghi, mele, pompelmi e arance ed integratori e alimenti che contengono vitamina C.

sangue_occulto_nelle_feci_03Sarà il medico a stabilire come procedere se l’esito è positivo

SINTOMATOLOGIA CONNESSA

I sintomi dipendono dalla causa. Nelle maggior parte dei casi, la presenza di sangue occulto nelle feci è asintomatica.

Per questo motivo la prevenzione diventa un elemento utile per trattare la patologia in anticipo.

Nei casi di patologie meno gravi, come le emorroidi o le ragadi, si potrà procedere con cure farmacologiche specifiche che elimineranno il problema definitivamente.

Quando la patologia è più seria, si eseguiranno delle ulteriori indagini prima di preparare il paziente alle cure specifiche.

COME SI ESEGUE IL TEST DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI

Il paziente dovrà raccogliere un campione di feci in un contenitore sterile da portare al laboratorio diagnostico. Il campione deve essere consegnato entro al massimo un paio di ore o, se viene richiesta una raccolta di più campioni è importante conservare il contenitore con le feci in frigorifero. In questo caso, come intuibile, è importante etichettare il contenitore e richiuderlo ermeticamente per non contaminare gli alimenti.

Sarà cura del laboratorio etichettare con il nome e i dati del paziente il contenitore alla consegna. Qui, gli addetti, analizzeranno il campione di feci con specifici strumenti e sostanze chimiche reagenti.

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In alcuni casi può essere necessario ricorrere alla colonscopia

CONSIGLI UTILI

È fondamentale non contaminare le feci. Per questo motivo i medici raccomandano di utilizzare dei guanti durante la raccolta, di evitare di mescolare il campione fecale con urine, detergenti e altre sostanze.

Bisognerà raccogliere il campione con l’apposita spatolina del kit prelevando le feci in 3 punti diversi. Inoltre, non bisogna eseguire il test durante le mestruazioni, con le emorroidi o quando si perde sangue con le urine.

Prima di fare il test è importante sospendere qualche giorno prima ogni tipo di farmaco e fare attenzione all’alimentazione.

COSA ACCADE SE IL TEST DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI È POSITIVO

Se il test è positivo, potrebbe essere richiesto dal medico di fare ulteriori indagini per individuare, per esempio, i polipi e rimuoverli con la biopsia.

Solitamente, l’approfondimento comporta sottoporre il paziente alla colonscopia, alla rettosigmoidoscopia e alla TAC.

La colonscopia consiste nell’osservazione del tratto intestinale attraverso un tubo molto sottile munito di telecamera. Solitamente, il test viene eseguito in anestesia parziale o totale in base al caso e al paziente.

Poiché i primi due test sono molto invasivi vengono eseguiti solo se necessario. Esistono però altre alternative che possono dare indicazioni ma non sono attendibili come la colonscopia.

Stiamo parlando di esami come il clisma opaco a doppio contrasto, la colonscopia tramite TAC, la colonscopia con videocapsula e la colonscopia robotica.

Polipo Uterino che cos’è e come va curato.Farmajet news

Il polipo uterino determina una sintomatologia riconoscibile e può interessare donne in età fertile o in menopausa. In alcuni casi bisogna intervenire chirurgicamente per asportare il polipo e riconoscerne la natura.

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 Il polipo uterino, o polipo dell’endometrio, è un’escrescenza di tessuto che si attacca alla parete interna dell’utero, l’endometrio. Le dimensioni possono essere variabili, da pochi millimetri a pochi centimetri, ed essere singoli o doppi. Possono anche riempire l’intera cavità uterina, raggiungere il canale cervicale e arrivare fino al collo dell’utero.

Le cause, sebbene non chiare, possono essere dovute ad alterazione ormonali. In particolar modo può dipendere dalla sovrapproduzione di estrogeni e dalla scarsa produzione di progesterone. Come conseguenza può accadere che la donna abbia un ciclo mestruale irregolare.

Gli studi medici hanno rivelato i fattori di rischio principali. Questi sono l’obesità, l‘ipertensione, gli squilibri ormonali, l’assunzione di farmaci antitumorali, la genetica e la menopausa.

Questi polipi possono essere benigni, maligni o precancerosi. La diagnosi viene confermata attraverso un’ecografia transvaginale e l’isteroscopia. Sarà il medico a stabilire se è il caso di intervenire chirurgicamente. 

A rischio della formazione di un polipo uterino sono anche le donne in menopausa

SINTOMI PRINCIPALI DEL POLIPO UTERINO

La presenza di polipi uterini può essere asintomatica. Per questo motivo possono essere rilevati solo dopo una visita ginecologica e un’ecografia transvaginale.

In altri casi, possono essere presenti alcuni sintomi. I sintomi sono differenti tra donne fertili e donne in menopausa.

I sintomi principali sono la metrorragia, menorragia, ovvero la perdita eccessiva di sangue durante le mestruazioni, la presenza di cicli irregolari e lo spotting. Altri sintomi sono la dispareunia, ovvero provare dolore durante un rapporto sessuale ed avere perdite ematiche in menopausa.

polipo3Può accadere che si formino dei polipi uterini prima o durante la gravidanza

POLIPO UTERINO IN GRAVIDANZA

La presenza di un polipo cervicale potrebbe ostacolare una gravidanza. Questo dipende dalla dimensione e dalla localizzazione del polipo. Infatti, il polipo endometriale potrebbe ostacolare l’annidamento, e quindi impedire il concepimento, ed aumentare i rischi di aborto.

Se il polipo uterino viene scoperto durante la gravidanza non bisogna allarmarsi. È importante monitorare la sua dimensione nel corso dei trimestri di gestazione. Se non ostacola la gravidanza, dopo il parto si potrà intervenire per rimuoverlo.

POLIPO UTERINO QUANDO FARE L’INTERVENTO

L’asportazione del polipo uterino viene valutata dal ginecologo dopo aver eseguito un controllo specifico. E’ fondamentale prendere in considerazione i sintomi riferiti dalla donna.

L’asportazione chirurgica avviene quando c’è il rischio che i polipi benigni si trasformino in forme tumorali maligne.

In alcuni casi si procede con il raschiamento della parete dell’utero. In altri, la rimozione avviene attraverso l’isteroscopia. Questa avviene passando attraverso la vagina e il collo uterino con una sonda ottica. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e dura circa 20 minuti. La paziente è solitamente ricoverata in day hospital per essere dimessa, se le sue condizioni, lo permettono in giornata.

Una volta rimosso, il polipo viene sottoposto ad un esame istologico per accertare che sia di natura benigna e non tumorale. Nel caso in cui questi contengano cellule neoplastiche maligne si deve eseguire un’isterectomia, per rimuovere l’utero.

IL DECORSO POST OPERATORIO

Subito dopo l’intervento, quando l’effetto dell’anestesia finisce, la paziente può avvertire alcuni sintomi. Questi solitamente passano dopo qualche giorno e la donna può tornare a svolgere le sue attività quotidiane.

Oltre ad un senso generale di malessere, la paziente può avere febbre, dolori e crampi addominali. In altri casi possono manifestarsi perdite vaginali da infezione, emorragie e difficoltà ad urinare.

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La prevenzione è indicata specialmente per le donne predisposte

I POLIPI DELL’ENDOMETRIO SI POSSONO RIFORMARE?

L’intervento ha l’obiettivo di evitare che i polipi uterini si riformino. Tuttavia, le probabilità che si sviluppino nuovamente esistono. La spiegazione sta nei cambiamenti ormonali periodici a cui ogni donna deve far fronte.

Le donne, ormai predisposte, nonostante la rimozione chirurgica, devono continuare a eseguire controlli periodici.

Sarà il ginecologo a valutare come curare e trattare il singolo caso.

COME PREVENIRE LA LORO FORMAZIONE

Sebbene esistano delle cure farmacologiche specifiche, la loro somministrazione non può essere continuativa. In genere si tratta di cure ormonali, la pillola anticoncezionale, e l’uso della spirale.

Poiché sono noti alcuni fattori di rischio, è importante agire su questi.

Per prima cosa, i medici suggeriscono di cambiare stile di vita ed alimentazione per ridurre l’ipertensione e controllare il peso. E’ importante svolgere regolare attività fisica.

I medici, per quanto riguarda l’alimentazione, suggeriscono di evitare il consumo eccessivo di carboidrati, di zuccheri e grassi. La dieta alimentare deve comprendere specialmente fibre, frutta e verdura. Carne e pesce devono essere cotti a vapore, al forno o alla griglia. Da evitare sono alcolici, caffeina e bevande zuccherate.

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GARCINIA CAMBOGIA: COS’È, COME FUNZIONA ED EFFETTI COLLATERALI

La Garcinia cambogia è un integratore naturale che oggi è apprezzato da tanti per l’effetto che ha sul dimagrimento. Non esistono però certezze dimostrate scientificamente sulla sua efficacia. Affinché avvenga il dimagrimento bisogna associare l’integratore ad una alimentazione sana e all’attività sportiva.

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Quando si vuole perdere peso, trovare la soluzione più adatta alle nostre esigenze diventa una priorità. Si entra in un meccanismo dove, pur di dimagrire rapidamente, si cercano soluzioni alternative o da associare alla dieta e all’attività fisica. La Garcinia cambogia è tra gli integratori naturali che, soprattutto nell’ultimo periodo, viene promosso, anche sul web, per le sue proprietà di dimagrimento. Ma, funziona davvero? È un integratore adatto a tutti? Elimina davvero la pancia, rendendola piatta?

Come tutti i rimedi naturali, piante ed erbe incluse, che fanno dimagrire, come lo zenzero  o l‘aceto di mele, anche questo integratore ha però delle controindicazioni.

Prima di approfondire l’argomento, ricordiamo che non esistono integratori o pillole miracolose in grado di farci perdere quei chili e centimetri indesiderati. Dimagrire vuol dire impegnarsi e seguire un regime alimentare sano ed equilibrato e fare attività sportiva. Tisane, farmaci, integratori possono solo dare un ulteriore aiuto nel raggiungimento del nostro obiettivo.Molti sostengono che la Garcinia cambogia aiuta a dimagrire.

COS’È

Conosciuta anche come tamarindo del Malabar, Garcinia gummi-gutta, brindleberry e Kudam puli, la Garcinia cambogia è una pianta tropicale originaria dell’Indonesia. Il suo nome prende origine dalla regione della Garcinia, in cui si trova. È un arbusto che appartiene alla famiglia delle Clussiaceae.

I fiori sono piccoli mentre i frutti sono carnosi e contengono 5 semi circondati da una polpa gialla dolce e commestibile. I frutti sono solitamente chiamati tamarindi, hanno la buccia di colore verde, e sono simili a piccole zucche.

Proprio all’interno della buccia si trova l’acido idrossicitrico(HCA), la sostanza che permette il dimagrimento e che si trova in alcuni integratori alimentari specifici.

garcinia 2Bisogna associare la Garcinia cambogia ad una dieta ipocalorica

COME FUNZIONA LA GARCINIA CAMBOGIA

La Garcinia Cambogia è solitamente utilizzata come rimedio per i problemi di stomaco. Sugli effetti del dimagrimento non ci sono ancora studi accertati.

Insieme all’acido idrossicitrico, la Garcinia contiene altri elementi che combinati agevolano il dimagrimento. Questi sono i lattoni hidroxicitricas, gli antociaosidos e la vitamina C.

L’acido idrossicitrico impedisce la formazione di acidi grassi e trasforma gli zuccheri direttamente in energia. Blocca l’accumulo di acidi grassi nel tessuto adiposo e riduce il colesterolo LDL dal sangue. In breve, la sostanza è in grado di mantenere bassi i livelli di colesterolo e trigliceridi.

Gli effetti dell’integratore continuano. Questo stimola il senso di sazietà, produce seratonina e agisce sul metabolismo. In questo modo, riduce la fame ed è efficace come lassativo e come depurativo, poiché contiene fibre.

L’integratore non agisce sul sistema nervoso ma sul fegato. Per questo motivo previene la formazione di tessuto adiposo e determina la termogenesi.

È anche un antiossidante poiché contiene vitamina C.

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E’ fondamentale praticare anche dell’attività sportiva

COME UTILIZZARE L’INTEGRATORE

Gli integratori a base di Garcinia cambogia possono contenere anche sali minerali, come calcio e zinco, o altre sostanze come L-Carnitina. La ragione è dovuta al fatto che queste sostanze aiutano l’assimilazione dell’integratore.

L’integratore va assunto, secondo le indicazioni generali, 30 o 60 minuti prima dei tre pasti principali della giornata. Questo perché il cibo interagisce con la sostanza e ne riduce l’efficacia.

È consigliabile iniziare ad assumere l’integrazione con un dosaggio basso. Successivamente, se non si evidenziano effetti collaterali, si può aumentare gradualmente la dose.

Per ottenere un effetto dimagrante bisogna che l’integratore sia assunto ed associato con una dieta ipocalorica. Fondamentale sono anche la pratica regolare di un’attività fisica e i controlli medici.

Nel regime alimentare, dunque, non devono mancare verdure, frutta, carni magre e grassi “buoni”.

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In alcuni casi sono stati evidenziati casi di mal di testa

GARCINIA CAMBOGIA: EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI

Se è in dubbio l’efficacia dell’integratore, gli studi e le ricerche mediche hanno rivelato che i rischi per l’organismo sono ridotti. In alcuni casi, il frutto può essere tossico se si utilizza l’estratto.

Tuttavia, questo integratore è sconsigliato in gravidanza o in allattamento, ma anche per chi segua trattamenti per la cura dell’Alzheimer o il diabete. L’integratore non deve essere assunto anche da chi soffre di malattie epatiche, in presenza di ipersensibilità o allergie specifiche. Anche in presenza di demenza senile bisogna valutare con attenzione l’assunzione del Garcinia cambogia.

Le proprietà del frutto potrebbero contrastare gli effetti dei farmaci in terapie specifiche e produrre effetti collaterali.

In alcuni casi, la differente quantità di acido idrossicitrico ha determinato la comparsa di sintomi come il mal di testa, la nausea, disturbi allo stomaco (diarrea, crampi, meteorismo) e problemi alle vie respiratorie superiori.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

Uno degli effetti collaterali riconosciuti è che questo potrebbe alterare la glicemia, poiché riduce i livelli di glucosio. I soggetti che assumono farmaci ipoglicemizzanti, per il trattamento del diabete mellito tipo 2 devono prestare molta attenzione. In questi casi è importante chiedere il parere del medico.

E’ stato rivelato che la Garcinia cambogia interagisce negativamente con farmaci. Tra questi i Biguanidi, i Glinidi, i Glitazoni, gli inibitori alfa glucosidici. A questi si aggiungono i Sulfaniluree, l’Exenatide, il Sitagliptin e l’Insulina sintetica.

Sono stati comunicati anche casi clinici in cui i pazienti hanno sviluppato la “sindrome serotoninergica“. Questo avviene quando l’integratore viene assunto con i “farmaci serotoninergici”. Bisogna, dunque, prestare particolare attenzione quando si assumono farmaci SSRI (fluoxetina, paroxetina, escitalopram e sertralina) o antidepressivi triciclici (TCA), come Doxepine, amitriptilina. Stessa  attenzione si deve avere se si assumono sedativi come il destrometorfano, petidina, pentazocina e tramadolo.

garcinia_cambogia_05La Garcinia cambogia può interagire negativamente con alcuni farmaci

CONSIGLI E PRECAUZIONI

È fondamentale ricordare che l’efficacia dell’integratore non è dimostrata.

Se si decide di provarlo, bisogna ricordare di leggere attentamente le etichette e di scegliere con cura il prodotto. Essendo un integratore non ancora molto noto nel nostro mercato, sono possibili essere raggirati.
Per questo motivo acquistate il prodotto presso i rivenditori autorizzati o rivolgetevi ad un negozio di fiducia.

L’estratto di Garcinia cambogia deve essere tra i primi ingredienti indicati nella confezione. La percentuale di acido idrossicitrico deve essere almeno del 50%.

L’assunzione eccessiva dell’integratore può provocare effetti collaterali, specialmente gastrointestinali.

LE OPINIONI DI CHI HA PROVATO LA GARCINIA CAMBOGIA

L’integratore è molto richiesto in America perché presentato come un prodotto miracoloso per la perdita di peso. Tuttavia, le recensioni delle persone, anche sul web, sono discordanti.C’è infatti chi dichiara di aver ottenuto effetti straordinari e chi ne è rimasto deluso.

 

Tutto su calli e duroni

Mais e calli sono zone dure e dolorose della pelle che spesso si sviluppano sui piedi in risposta alla pressione o all’attrito.

Accadono quando la pelle cerca di proteggere un’area sottostante da lesioni, pressione o sfregamento.

Né è pericoloso, ma possono causare irritazione.

Sono più comuni tra le persone che indossano scarpe inadeguate, hanno i piedi sudati e quelli che sostano per lunghi periodi ogni giorno.

Colpiscono le donne più degli uomini.

Fatti veloci su calli e duroniEcco alcuni fatti su calli e duroni. Vi sono informazioni più dettagliate nell’articolo principale,

  • I semi hanno un centro distinto, spesso duro, che può essere circondato da pelle infiammata.
  • I semi possono essere dolorosi quando vengono pressati, ma i calli non sono solitamente dolorosi.
  • I calli sono generalmente più grandi dei calli e variano di forma, mentre i calli tendono ad essere più piccoli, rotondi e ben definiti.
  • I calli si sviluppano normalmente sulle piante dei piedi, specialmente sotto i talloni o le palle, sui palmi delle mani e anche sulle ginocchia. I semi si presentano spesso in parti non ponderate della pelle.
  • Una pietra pomice o un medicinale topico da banco può essere usato per trattare calli e calli senza andare dal medico.
  • Semi o calli dolorosi possono richiedere cure mediche.
  • I cambiamenti nello stile di vita e nell’abbigliamento possono aiutare a prevenire calli e duroni.

Qual è la differenza tra calli e duroni?

Le persone a volte usano erroneamente i termini calli e duroni in modo intercambiabile, ma non sono la stessa cosa.

Cos’è un callo?

calloUn mais è un tipo di callo.

Un callo è una sezione di pelle che si è indurita e spessa a causa dell’attrito, della pressione o dell’irritazione. Succedono spesso sui piedi, ma possono verificarsi sulle mani, sui gomiti o sulle ginocchia.

I calli sono di colore giallastro o pallido. Si sentono bitorzoluti al tatto, ma, poiché la pelle è spessa, potrebbe essere meno sensibile al tatto rispetto alla pelle circostante.

I calli sono spesso più grandi e più larghi dei calli, con bordi meno definiti. Appaiono comunemente dove la pelle si sfrega frequentemente contro qualcosa, come un osso, qualche oggetto di calzature o il terreno.

Tipicamente si formano sulla zona ossea appena sotto le dita dei piedi, aree di pelle che prendono il peso della persona quando camminano.

Cos’è un mais?

Un grano è una specie di callo, fatto di pelle morta.

Di solito si formano su superfici lisce e glabre della pelle, specialmente sulla parte superiore o laterale delle dita dei piedi. Di solito sono piccoli e circolari, con un centro chiaramente definito che può essere duro di morbido.

I duroni duri tendono ad essere piccoli e si presentano in zone di pelle dura e dura, dove la pelle si è ispessita o dove ci sono calli e nelle zone ossee del piede.

I semi morbidi tendono ad essere di colore biancastro, con una consistenza gommosa. Si verificano più comunemente tra le dita dei piedi, in aree di pelle umida e sudata.

Calli e calli non sono normalmente dannosi, ma a volte possono portare a infezioni o ulcerazioni della pelle, in particolare tra le persone con diabete e quelli con scarsa circolazione nei piedi.

segni e sintomi

callo2I calli si sono induriti e spessi a causa dell’attrito. Le persone possono normalmente effettuare il trattamento a casa utilizzando prodotti da banco, ma in casi particolarmente dolorosi potrebbe desiderare di vedere un podologo.

Mais e calli possono far sentire una persona come se camminassero sulle pietre.

I seguenti segni o sintomi possono indicare che vi è un mais o callo:

  • un dosso sollevato e indurito
  • una zona di pelle spessa e ruvida
  • la pelle che è traballante e secca o traballante e cerosa
  • dolore o tenerezza sotto la pelle

Se un cereale o un callo diventa molto infiammato o doloroso, il paziente deve consultare un medico.

I pazienti con scarsa circolazione, pelle fragile o problemi nervosi e intorpidimento dei piedi dovrebbero parlare con i loro medici prima di curare calli e callosità a casa.

Le persone con diabete, neuropatia periferica e arteriopatia periferica devono essere particolarmente attente.

Rimozione

Un podologo potrebbe ritagliare parte della pelle spessa con un bisturi per alleviare la pressione sui tessuti che si trovano al di sotto. La gente non dovrebbe tagliare il mais o il calibro in quanto potrebbe renderlo più doloroso e il rischio di infezione è alto.

Ulteriori informazioni sulla rimozione di calli e calli sono disponibili nella sezione “rimedi casalinghi” di seguito.

Cause e fattori di rischio

I seguenti fattori di rischio sono legati a una maggiore incidenza di calli e calli:

  • qualsiasi cosa causi pressione o attrito sulla pelle
  • scarpe che sono troppo strette o con un tacco troppo alto, causando pressione
  • scarpe troppo larghe che causano attrito
  • una cucitura mal posizionata in una scarpa che sfrega contro la pelle
  • calzini che non si adattano bene
  • senza calzini
  • camminare a piedi nudi regolarmente, poiché la pelle si ispessisce per proteggersi
  • azioni ripetute come fare jogging o camminare in un modo particolare
  • età avanzata, in quanto vi è meno tessuto adiposo nella pelle, il che significa meno imbottitura e un maggior rischio di sviluppare calli, specialmente sulla pianta del piede

I calli appaiono spesso sui piedi, ma l’attrito e la pressione possono anche causare calli sulle mani.

Le persone che ciclano frequentemente o usano strumenti manuali senza indossare guanti possono svilupparle. Ripetuti gomiti in ginocchio o appoggiati su un tavolo possono causare calli sulle ginocchia o sui gomiti.

Bunions, hammertoe e altri problemi ai piedi e deformità aumentano il rischio di calli e duroni. Una borsite è una protuberanza ossea anormale che si sviluppa sull’articolazione alla base dell’alluce. Un martello è quando un dito del piede diventa rannicchiato come un artiglio.

Trattamento domiciliare

callo3Le persone possono trattare calli e duroni a casa con una pietra pomice o un acido salicilico.

Molte persone trattano calli e calli a casa, usando prodotti da banco da una farmacia.

I suggerimenti includono:

  • Inzuppare il mais o il callo in acqua tiepida per 5-10 minuti, quindi limare o raschiare l’area con una pietra pomice. I movimenti circolari o laterali aiutano a rimuovere la pelle morta.
  • Usando la crema idratante ogni giorno sui piedi. I prodotti che contengono acido salicilico, urea o lattato di ammonio aiutano ad ammorbidire la pelle secca per prepararla all’archiviazione.
  • Se azioni ripetitive causano calli e duroni, evitare queste azioni spesso può risolvere il problema.
  • Scarpe e calzini che si adattano correttamente, cuscinetti protettivi o solette e altre misure di auto-cura possono aiutare. Per ridurre la pressione su un mais, è possibile utilizzare spugne di silicone o di schiuma tra le dita dei piedi. I plantari sono inserti di scarpe imbottiti su misura che possono aiutare le persone con una deformità del piede sottostante.

Quando vedere un dottore

Se il mais o il callo è molto doloroso, o se la persona ha il diabete, la pelle fragile o problemi circolatori, è meglio consultare un medico o un podologo, specializzato nella cura dei piedi.

Il medico esaminerà i piedi, chiederà alla persona del loro stile di vita e potrà controllare le loro calzature.

Un podologo o un dottore a piedi può rimuovere una parte della pelle dura che circonda il grano in modo che il centro possa essere rimosso.

Dopo aver tagliato la pelle, il medico può applicare un cerotto con il 40% di acido salicilico. Il paziente dovrà sostituire periodicamente la patch. Una lima di pietra pomice o di metallo viene solitamente utilizzata per rimuovere la pelle morta prima di applicare un nuovo cerotto.

In caso di infezione o rischio di infezione, il medico può prescrivere un unguento antibiotico . La pelle rossa e gonfia intorno al mais o al callo può indicare un’infezione.

Se il medico sospetta che possa esserci un problema di struttura ossea sottostante, può riferire il paziente per una radiografia e probabilmente un intervento chirurgico.

Cos’è l’acido salicilico?

Il trattamento standard per calli e calli è l’acido salicilico, che viene utilizzato anche nel trattamento delle verruche.

Questo è un cheratolitico, il che significa che dissolve la proteina, o cheratina, che costituisce il mais e la pelle morta attorno ad esso.

È disponibile in creme, pastiglie e cerotti, oppure può essere applicato con un applicatore o un contagocce.

La parte superiore della pelle diventa bianca e il tessuto morto può essere tagliato o archiviato.

Una volta che il mais o il callo è andato, l’individuo può bagnare e strofinare l’area con una pietra pomice ogni settimana, se la pelle dura mostra segni di ritorno.

L’acido salicilico arriva in diverse concentrazioni. Le dosi più forti possono funzionare più velocemente, ma avrà bisogno di una prescrizione.

Gli ingredienti possono irritare la pelle circostante, quindi è necessario prestare attenzione quando lo si applica. Non usare questo su un cereale o un callo incrinato.

Precauzioni

Quando si trattano calli e duroni a casa, è importante non rimuovere la pelle troppo, in quanto ciò può portare a dolore e infezione.

Le persone anziane e quelle con diabete non devono raschiare, limare o tagliare i piedi a casa, poiché ciò può portare a infezioni difficili da curare. Potrebbe portare a ulcere sulla pelle.

Dovrebbero chiedere ad un medico prima di usare l’acido salicilico, poiché anche questo può causare ulcere.

Qualsiasi taglio o parsing della pelle è fatto meglio da un podologo o da un altro professionista della salute.

Potrebbe essere necessario un taglio ripetuto o regolare, in quanto il mais o il callo potrebbero ripresentarsi.

Prevenzione

Le seguenti misure possono aiutare a ridurre il rischio di sviluppare calli e calli:

callo4Indossare calzini e calzature ben aderenti può aiutare a prevenire calli e duroni.
  • Lavare i piedi con acqua e sapone ogni sera. Utilizzare un pennello di pulizia.
  • Applicare una crema per i piedi particolarmente idratante dopo averli lavati e asciugati bene. Non usare una lozione per il corpo.
  • Indossare scarpe e calzini ben aderenti con cuciture che non sfregano la pelle.
  • Acquista le scarpe più tardi, quando i piedi sono più grandi, perché i piedi si gonfiano leggermente mentre il giorno avanza.
  • Affrontare qualsiasi dolore ai piedi o irritazione della pelle quando si presenta.
  • Fai un controllo regolare con uno specialista del piede.
  • Quando si tagliano le unghie dei piedi, tagliare dritto e non verso il basso ad angoli o oltre i bordi.
  • Utilizzare regolarmente un file di pietra pomice o piedi e rimuovere delicatamente la pelle dura.
  • Indossare calzini puliti ogni giorno e utilizzare la polvere di talco per prevenire la sudorazione.
  • Proteggi le mani quando usi gli strumenti, con guanti imbottiti o imbottendo le maniglie degli strumenti.

Con il trattamento si possono rimuovere calli e duroni, ma possono ritornare senza cambiamenti di stile di vita o di calzature.

 

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Come rimanere motivati

La motivazione può essere una cosa delicata da mantenere, ma qui su Farmajet news abbiamo svolto alcune ricerche e ora possiamo offrirti i nostri cinque migliori modi per rimanere motivato su diversi aspetti della vita.
motivato 1Essere motivati ​​a mangiare sano, fare esercizio fisico ed essere socievoli può aiutare a migliorare la salute generale.

La motivazione può essere una parte problematica della vita moderna per molti di noi.

Ci sono tutti i tipi di aspetti del nostro lavoro e delle nostre vite personali che riteniamo necessitino di motivazione, ed è comune che le persone lottino per mantenere lo slancio della motivazione.

Sentirsi immotivati ​​può venire con spiacevoli sensi di colpa, stagnazione o pigrizia. D’altra parte, sentirsi motivati ​​potrebbe creare un senso di energia, scopo e benessere.

In questo articolo, vediamo come rimanere motivati ​​può aiutare con cinque aspetti della vita moderna legati alla salute: esercizio fisico, mangiare bene, essere socievole, affrontare la negatività e affrontare durante i mesi invernali.

1. Come rimanere motivati ​​ad esercitare

Un buon modo per rimanere motivati ​​a fare esercizio è di non fare affidamento troppo pesante su un certo regime di esercizio. Con diversi stili di formazione si sarà in grado di rimanere concentrati più a lungo, che può aiutare a raggiungere i vostri obiettivi di esercizio più veloce.

Inoltre, l’introduzione di una più ampia varietà di programmi di allenamento nella routine di allenamento aumenterà la tua forma fisica complessiva; il tuo corpo non sarà in grado di adattarsi all’intensità di allenamento di un particolare programma.

Vedi l’esercizio come un lusso , non un lavoro ingrato. Se la tua mentalità interpreta l’esercizio come un lavoro ingrato, ti sarà difficile avere qualcosa di diverso da associazioni negative con esso.

Cerca di fare dell’esercizio una parte della tua routine quotidiana; se l’esercizio è semplicemente un’altra cosa che devi realizzare durante la tua giornata, allora questo può aiutare ad alleviare quelle impressioni negative, da fare come le puttane.

Ricorda che l’esercizio è piacevole e gratificante. Quando ci esercitiamo, i nostri corpi producono sostanze chimiche chiamate endorfine che attenuano i sentimenti di dolore e scatenano sentimenti di euforia. Alcuni atleti riferiscono addirittura di sentirsi “in alto” dopo lunghi periodi di allenamento.

Allenarsi non deve essere un esercizio punitivo e solitario. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) suggeriscono di circondarsi di persone affini che hanno gli stessi obiettivi di salute – lavorando con gli amici o frequentando un corso.

Vedere come le altre persone sono impegnate a fare esercizio può essere stimolante e, esercitando socialmente, puoi aiutare a motivarti a vicenda.

2. Come rimanere motivati ​​durante l’inverno

Rimanere motivati ​​a qualsiasi cosa durante la stagione fredda può essere una sfida. È più difficile esercitarsi, mangiare sano, socializzare e mantenere alto il morale.

Questi suggerimenti dall’Associazione Nazionale degli Atleti per atleti su come rimanere motivati ​​durante l’inverno potrebbero darti quella spinta tanto necessaria per andare avanti in inverno.

Prima di allenarti, usa gli allungamenti per scaldare i muscoli. Questo è importante perché il freddo ostacola i muscoli. Per ottenere i migliori risultati, tieni le gambe, il braccio e gli allungamenti del polpaccio per 30 secondi ciascuno.

Se correre o camminare è il tuo metodo di esercizio preferito, ricorda che puoi ancora farlo durante l’inverno, ma devi assicurarti di indossare indumenti adatti all’inverno.

Anche spalare la neve può essere un ottimo allenamento invernale – se vivi in ​​una zona che nevica molto in questo periodo dell’anno, almeno. Per evitare di ferirti schiena, collo o spalle, assicurati di stare con i piedi e le spalle rivolti verso la pala. Inizialmente inizi lentamente e poi lavori per aumentare la resistenza.

3. Come rimanere motivati ​​a mangiare bene

Chiunque tenti di perdere peso sa che attenersi a una dieta può essere tremendamente difficile, ma ci sono alcuni semplici consigli che rendono più facile rimanere motivati. Il CDC, ad esempio, suggerisce un approccio a cui si riferiscono come ” Rifletti, Sostituisci e Rinforza “.

In questo modello, il CDC suggerisce di creare un diario alimentare che includa note che riflettano su come ti sei sentito quando hai deciso di mangiare. Evidenzia qualsiasi abitudine nella tua lista che potrebbe portare a mangiare troppo, come sentirsi stanchi o stressati, ma anche notare alcune buone abitudini alimentari, come mangiare frutta per dessert o bere latte senza grassi.

Avendo una lista di ragioni diverse dalla fame che ti spingono a mangiare troppo, puoi iniziare a lavorare su come evitare queste situazioni o sostituire le abitudini insalubri con quelle nuove e salutari.

Ad esempio, se trovi che mangi quando ti senti annoiato o ansioso, potresti provare a sostituire questo comportamento mangiando solo quando sei davvero affamato.

Il passo finale in “Rifletti, Sostituisci e Rinforza” è quello di lavorare ogni giorno per rafforzare queste abitudini. Questo richiede tempo, quindi non essere troppo duro con te stesso. Ricorda: questa è semplicemente una tattica per motivare te stesso piuttosto che cambiare tutte le tue abitudini alimentari durante la notte.

4. Come rimanere motivati ​​ad essere più socievoli

Oltre ad aiutare a mantenere una buona salute mentale , essere socievole ha alcuni vantaggi meno ovvi. Ad esempio, uno studio del 2011 ha rilevato che le “probabilità di sopravvivenza di ictus sembrano essere molto migliori per gli anziani” che vivono in quartieri socievoli.

motivati 2Stare socievole può migliorare la tua salute mentale e fisica.

Allo stesso modo, uno studio che abbiamo riportato l’anno scorso ha suggerito che l’interazione sociale potrebbe anche avere un impatto positivo sull’efficacia della chemioterapia tra le persone con cancro .

Tuttavia, essere socievole non è sempre facile; chi vive con ansia o depressione trova molto difficile socializzare.

Inoltre, anche il più socievole di noi può spesso lottare per fare uno sforzo in più per socializzare se siamo caduti in una comoda abitudine di passare il tempo a casa.

In questo periodo dell’anno, è normale sentirsi “bruciati” dopo la stagione delle vacanze. Tuttavia, come abbiamo spiegato nel nostro articolo sul disturbo affettivo stagionale lo scorso novembre, mantenere le tue abilità sociali in questi mesi freddi potrebbe aiutare a salvaguardare il blues invernale.

Il blog Farmajet news ha alcuni ottimi consigli per rimanere motivati ​​ad essere socievoli. Gli autori delineano un semplice trucco che puoi eseguire tu stesso: “Se hai una scelta sociale o non sociale, scegli una scelta tra due opzioni sociali”.

“In altre parole, invece di chiedere” Dovrei andare a quella festa venerdì sera? ” trova un’altra occasione sociale per il venerdì sera e scegli tra questi due “.

Quindi, ad esempio, scegliendo tra vedere un nuovo film o andare a una festa, hai sottilmente rimosso l’opzione “resta a casa e non socializzare” dal tavolo.

Diciamo che vai alla festa. Forse la paura ha preso a calci in un po ‘e cominci a sentirti ansioso di parlare con le persone, specialmente le persone nuove. Lo stesso trucco può essere applicato qui. Invece di pensare: “Comincio una conversazione o no?” riformularlo in “Con chi debbo iniziare una conversazione?”

A volte, naturalmente, è necessario concedersi un po ‘di tempo per ricaricarsi, ma questo è un trucco per motivare se stessi ad essere più socievoli.

5. Come rimanere motivati ​​in tempi difficili

Per tutti i tipi di motivi, a volte ci troviamo in situazioni negative e queste situazioni generano un pensiero negativo che, se non controllato, può essere difficile da superare, mettendo a rischio la nostra salute mentale e la nostra stabilità .

Superare il pensiero negativo nei momenti difficili richiede uno sforzo costante per rileggere la tua mentalità. Se ti trovi in ​​una situazione avversa, per riequilibrare la negatività che stai vivendo, prova a leggere e ascoltare solo informazioni positive . Trova cose che ti ispirano e ti sollevano e ti ingoiano su di loro.

Circondati di persone positive e cerca di non impegnarsi in conversazioni negative. Prova a pronunciare affermazioni positive ad alta voce o scrivile come promemoria quotidiano dei tuoi obiettivi e dove dovrebbe essere il tuo obiettivo.

Fai un grande affare delle tue realizzazioni. Prenditi il ​​tempo per festeggiare o premiarti ogni volta che raggiungi un obiettivo. Allenati ad attribuire valore agli oggetti che simboleggiano i tuoi risultati e fai riferimento a questi per mantenerti motivato quando attraversi momenti difficili.

Per quelli di noi che vivono in luoghi freddi e bui in questo periodo dell’anno, queste tecniche motivazionali possono essere particolarmente utili.

Che si tratti di continuare a muoversi, mangiare in modo sano o conquistare sentimenti stressanti, ansia e depressione, ci auguriamo che questo articolo ti fornisca alcune nuove idee per rimanere motivato.

Scoperto l’enzima che vanifica i tuoi sforzi per perdere peso.

Hai provato a mangiare porzioni più piccole e ad abbattere completamente alcuni cibi, ma non stai ancora perdendo il peso che desideri. Bene, un nuovo studio dice che l’azione complessa di un enzima potrebbe essere al centro del problema.
enzima1

Perché lotti per perdere peso, anche quando pensi di fare tutto bene?

Perché a volte i nostri corpi sembrano voltarsi contro di noi, anche se facciamo del nostro meglio per rimanere in forma?

Mentre noi possiamo aderire ad una dieta migliore e smettere di indulgere in cibi malsani, alcuni di noi avranno difficoltà a perdere l’eccesso di peso che ci turba.

La ragione alla base del motivo per cui i nostri corpi immagazzinano il tessuto adiposo in primo luogo è piuttosto semplice e persino intuitiva, data la natura dell’evoluzione umana, spiega il dott. Alan Saltiel, della University of California, San Diego School of Medicine di La Jolla.

Ricaviamo energia bruciando i tessuti grassi, ma a volte, i nostri corpi ritengono necessario ridurre la quantità di grasso che bruciamo in modo da avere abbastanza “combustibile” in serbo per dopo, quando potremmo avere un bisogno più urgente di esso.

“I corpi umani sono molto efficienti nel conservare l’energia reprimendo il dispendio energetico per conservarlo più tardi quando ne hai bisogno”, osserva il dott. Saltiel, aggiungendo: “Questo è il modo naturale per assicurarti di sopravvivere se arriva una carestia”.

Alcuni dei meccanismi in gioco in questo sistema di stoccaggio e di consumo di energia “carburante” non sono chiari, tuttavia – in particolare quelli relativi all’accumulo di grasso in eccesso che porta all’obesità . La domanda è: cosa spinge il pulsante “on / off” del metabolismo dei grassi e quando?

Il Dr. Saltiel e il suo team hanno recentemente indirizzato la loro attenzione verso l’enzima chinasi TANK-binding 1 (TBK1), che hanno identificato come chiave quando si tratta del processo del corpo di “decidere” la quantità di grasso da bruciare e quanto mantenere in magazzino , soprattutto durante un periodo di digiuno.

“Ci sono due importanti osservazioni che abbiamo collegato al rallentamento del metabolismo nell’obesità e nel digiuno”, spiega il dott. Saltiel.

Abbiamo scoperto due nuovi anelli di feedback che si intrecciano per autoregolare il sistema, pensate come il vostro termostato domestico, che rileva il cambiamento di temperatura per spegnere e accendere il calore.”

Dr. Alan Saltiel

risultati dei ricercatori sono stati riportati oggi nella rivista Cell .

Cicli metabolici viziosi

Il dott. Saltiel e il team hanno lavorato al modello murino – utilizzando animali sia obesi che normali – per studiare il ruolo del TBK1 nei processi metabolici. Hanno notato che l’enzima era implicato in due processi distinti, portando allo stesso risultato ogni volta.

Il primo processo è avviato dallo stress cronico legato all’obesità e porta all’infiammazione attivando una via di segnalazione proinfiammatoria chiamata NFKB .

NFKB migliora l’espressione di geni che “dettano” la produzione di enzimi che si ritiene abbiano un ruolo nell’infiammazione e nell’accumulo di grasso corporeo, compreso il gene che codifica per TBK1.

TBK1 disattiva quindi un altro enzima, AMPK , che è in gran parte responsabile della regolazione della quantità di grasso che convertiamo in energia grezza. Ciò significa che, invece di essere bruciati, il grasso è in grado di accumularsi e portare a un eccesso di peso.

L’enzima TBK1 è anche implicato nel meccanismo che viene attivato dal digiuno. Nel digiuno, i livelli di energia del corpo diminuiscono. L’enzima AMPK percepisce che, e per aumentare l’energia, invia segnali alle cellule di grasso per convertirsi in energia.

Tuttavia, quando AMPK è attivato, aumenta anche l’espressione del gene TBK1, che, ancora una volta, porta all’enzima TBK1 che inibisce l’attività di AMPK. Ne consegue un circolo vizioso, che impedisce al corpo di bruciare il grasso accumulato.

“Questo ciclo di feedback blocca il dispendio energetico attraverso l’infiammazione e il digiuno”, spiega il dott. Saltiel. Quando gli scienziati hanno notato questo meccanismo, hanno cercato un modo per modificarlo.

“Il dispendio di energia è stato ripristinato quando abbiamo eliminato TBK1 dalle cellule di grasso nei topi”, continua. “Ma è successo qualcos’altro che ci ha sorpreso – c’è stato un aumento dell’infiammazione”.

Come possiamo ‘ripristinare l’equilibrio energetico?’

Un secondo processo con TBK1 al suo interno porta a un ciclo altrettanto vizioso. Il team ha anche osservato che, anche se il percorso NFKB innesca la produzione di TBK1, l’enzima finisce per inibire la via NFKB.

TBK1 normalmente aiuta a ridurre l’infiammazione senza estinguerlo, tuttavia. Invece, lo mantiene a livelli bassi – quando TBK1 è inattivato, la risposta infiammatoria è intensificata senza l’azione regolatrice dell’enzima.

Quando il Dr. Saltiel e colleghi hanno eliminato il gene TBK1 nei topi obesi, questo ha provocato la perdita di peso e un aumento dell’infiammazione. Al contrario, quando TBK1 è stato eliminato nei topi con peso normale, non è stato osservato alcun cambiamento metabolico, suggerendo che ridurre le calorie potrebbe anche aiutare a ridurre l’infiammazione.

“L’inibizione del TBK1 ha il potenziale per ripristinare l’equilibrio energetico negli stati di obesità migliorando la capacità di bruciare un po ‘di grasso”, spiega il dott. Saltiel.

Mentre osserva che “[il] suo non è probabilmente l’unico percorso che tiene conto del dispendio energetico nel digiuno o nell’obesità”, aggiunge, “[T] le sue informazioni forniscono nuove informazioni su come sviluppare farmaci che inibiscono il TBK1 o altri enzimi coinvolti nel metabolismo. ”

Tuttavia, i ricercatori osservano che l’assunzione di farmaci speciali non sarà sufficiente per coloro che vogliono essere più in forma.

“Penso che probabilmente dovrai ancora fare entrambe le cose: ridurre l’apporto energetico attraverso la dieta e aumentare il dispendio energetico bloccando questa riduzione compensativa delle calorie bruciate”, sottolinea il dott. Saltiel.

Fistola Sacro Coccigea Che cos’è come eliminarla e tempi di recupero. Farmajet news

La fistola sacro coccigea è una lesione della pelle che si sviluppa solitamente nella regione sacro-coccigea. L’intervento chirurgico serve a rimuoverla ed evitare che si riformi.

Fistola sacro coccigea: cos’è, intervento e i tempi di guarigione

La fistola sacro coccigea è nota anche con il nome di cisti pilonidale, cisti sacrococcigea o fistola pilonilidale. Il termine medico-scientifico è sinus pilonidalis.

 Questa è una lesione sottocutanea che si sviluppa solitamente nella regione sacro-coccigea, tra muscolo e adipe. Raramente si sviluppa su altre zone del corpo, tra cui mani, ascella, ombelico e genitali.

Chi ne è affetto sembra avere una tumefazione nella zona interessata. All’interno della fistola possono essere presenti peli (da cui l’origine del nome), sebo, pelle e liquido.

Sebbene sono gli uomini particolarmente colpiti dalla patologia, il fenomeno è frequente anche nelle donne.

Le cause possono essere differenti e connessi alle abitudini e stile di vita del soggetto. Sudore, sfregamenti, traumi e lesioni possono complicare la condizione e dare luogo ad un’infezione. Come conseguenza chi ne viene colpito può lamentare disturbi di diversa entità. Sono queste le complicazioni che determinano la scelta del medico di sottoporre il paziente ad un intervento chirurgico.

I TRE STADI DELLA SINUS PILONIDALIS

La patologia è divisa in tre stadi. All’inizio, sulla zona sacro-coccigea, si forma la cisti piloniale. Questa è una piccola puntina che in genere non provoca dolore.

Quando evolve, per azione batterica, si forma l’ascesso pilonidale che consiste nell’accumulo di pus all’interno della cisti. Questa appare gonfia, può assumere diverse dimensioni ed è dolorosa. La zona appare arrossata a causa dell’infiammazione. L’ultimo stadio è proprio quello della fistola sacro coccigea. La cisti, ormai infetta, si apre e fuoriesce liquido e materiale. Quando si richiude implica la formazione di ascessi che se non vengono trattati possono riformarsi periodicamente.

I SINTOMI PRINCIPALI DELLA FISTOLA SACRO COCCIGEA

Nello stadio iniziale la patologia è del tutto o quasi asintomatica. Con l’evolversi dell’infezione, compaiono i sintomi tipici. Nel momento in cui la cisti si infetta, infatti, il paziente lamenta dolore. Inoltre la zona appare gonfia, arrossata e calda al tatto. Dalla zona tumefatta viene espulsa la secrezione di materiale purulento, giallastro e dal cattivo odore.

Nei casi più gravi, il paziente può avere la febbre, soffrire di mal di testa ed emicrania e lamentare un senso di malessere generale.

fistola 2
In caso di fistola sacro coccigea sarà il medico a stabile se intervenire chirurgicamente

FATTORI DI RISCHIO E PREVENZIONE

I soggetti più a rischio sono gli individui in sovrappeso ed obesi, chi pratica attività sportive e chi suda tanto. Anche chi trascorre molte ore seduto o nella stessa posizione, come nel caso delle piaghe da decubito, è a rischio. Da includere sono coloro che non prestano attenzione alla propria igiene personale e chi presenta micro traumi e lesioni cutanee, dovute anche alle depilazioni.

Indossare indumenti troppo stretti che sfregano sulla pelle possono aumentare i rischi di infezione cutanea.

Per questo motivo, è importante mantenere la zona pulita ed asciutta. È importante non indossare abiti troppo stretti ed evitare di stare seduti per troppe ore.

fistola 3
E’ importante non indossare indumenti troppo stretti

QUANDO INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE

In caso di fistola sacro coccigea, quando la cura antibiotica e la prevenzione non sono sufficienti, bisognerà intervenire chirurgicamente. L’operazione è considerata di routine e non comporta rischi particolari per il paziente, se non quelli tipici da intervento.

L’intervento viene eseguito in Day-Surgery, ovvero senza ricovero in ospedale. Questo richiede l’anestesia locale o spinale.

L’intervento per rimuovere la fistola può essere eseguito con la tecnica aperta o chiusa. Prima di procedere all’intervento vero e proprio, e all’asportazione della fistola, però bisognerà eseguire un’incisione per drenare l’ascesso.

La tecnica aperta consiste nell’asportazione totale della zona infetta; ovvero cute, sottocute, tessuto pilonidale e orifizi cutanei. La ferita viene riempita con garze e tamponi sterili che devono essere cambiati ripetutamente finche il pus non sia stato completamente espulso.

Nella tecnica chiusa, invece, il medico dopo aver ripulito la zona infetta, chiuderà la ferita con dei punti di sutura. I punti saranno poi rimossi dopo circa 2 settimane.

Di recente utilizzo è anche un’altra tecnica che prevede l’uso di piccole lame circolari che rimuovono cisti e fistola. in questo modo, il tessuto adiacente alla fistola non sarà particolarmente compromesso.

TEMPI DI GUARIGIONE

Nel caso il medico decida di sottoporre il paziente alla tecnica aperta la cicatrizzazione sarà lunga. I tempi di guarigione si possono protrarre anche oltre i 40 giorni. In genere, dopo le ripetute medicazioni, il paziente è completamente guarito e non corre il rischio di nuove formazioni.

Nel caso in cui si scelga la tecnica aperta, i tempi di guarigione saranno più brevi ma il rischio di recidive è più alto.