DIETA DELLE PROTEINE: COME PERDERE 3 CHILI IN 7 GIORNI

Per perdere peso efficacemente e in tempi rapidi una delle soluzioni più indicate è una dieta proteica. Molti vips si sono affidati a una dieta proteica per dimagrire in quanto permette di eliminare i chili di troppo in pochissimo tempo.dieta proto

Per perdere peso efficacemente e in tempi rapidi una delle soluzioni più indicate è una dieta proteica. Molti vip si sono affidati a una dieta proteica per dimagrire in quanto permette di eliminare i chili di troppo in pochissimo tempo.

Di norma le proteine saziano più a lungo e hanno meno calorie dei carboidrati; però, nonostante il deficit calorico, non sentirai la fame.

L’elaborazione delle proteine nell’organismo è più lenta, per questo il metabolismo resta attivo più a lungo e vengono bruciate più calorie durante la digestione.

COME FUNZIONA LA DIETA PROTEICA

Una dieta proteica si basa essenzialmente sull’assunzione di alimenti a ricco contenuto proteico, mentre va limitato il consumo di carboidrati e grassi. Meglio quindi evitare i farinacei e assumere con moderazione solo cereali integrali.

Anche la frutta dovrebbe essere limitata dato che contiene molti zuccheri. I cibi che si possono consumare senza problemi sono carni (preferite sempre le carni bianche come pollo e tacchino a quella rossa che andrebbe invece consumata con moderazione), pesce, latticini a ridotto contenuto di grassi(come formaggi e yogurt magri).

A questi alimenti si possono aggiungere (con moderazione perché contengono una quantità di carboidrati considerevole) legumi e preparati vegetali altamente proteici come seitan (non adatto però ai celiaci e chi ha problemi digestivi perché molto ricco di glutine), tofu e tempeh (derivati della soia).

MENÙ PROTEICO PER DIMAGRIRE 3 KG IN 7 GIORNI

LUNEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte di mandorla (oppure 250 ml di un’altra bevanda vegetale a scelta) con 30 g di muesli.
  2. Pranzo: Insalatona con due uova sode e 70 g di orzo perlato.
  3. Cena: Pizza rossa (senza mozzarella) con salmone.

MARTEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: 100g di seitan alla piastra con 70 g di quinoa condita con verdure come contorno.
  3. Cena: 70 g di orzo e 50 g di fagioli.

MERCOLEDÌ

  1. Colazione: 2 fette biscottate integrali con un velo di marmellata.
  2. Pranzo: 70 g di riso integrale condito con 200 g di piselli e per contorno un’insalata di pomodoro.
  3. Cena: 100g di tofu accompagnati da un contorno di insalata mista e da un panino integrale.

GIOVEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: Un hamburger di soia accompagnato da un contorno di carote e da 50 g di pane integrale.
  3. Cena: Verdure miste grigliate, 50 g di pane integrale e 250 g di merluzzo.

VENERDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte di mandorla (oppure 250 ml di un’altra bevanda vegetale a scelta) con 30 g di muesli.
  2. Pranzo: 200 g di merluzzo lesso, 200 g di finocchi lessi e 70 g di riso integrale al pomodoro.
  3. Cena: 70 g di miglio e 50 g di lenticchie e, in aggiunta, una porzione d’insalata mista.

SABATO

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: 50 g di pane integrale e una frittata preparata con due uova e 200 g di carciofi.
  3. Cena: 100 grammi di salmone, 70 g di orzo perlato e una porzione d’insalata mista.

DOMENICA

La domenica è libera: si può fare il cosiddetto “cheat day” ovvero il giorno libero dalla dieta oppure ripetere il menù di una delle giornate precedenti.

ATTENZIONE: Le nozioni riportate in questo sito sono da intendersi a solo scopo informativo: non possono dunque costituire, in nessun caso, la formulazione di una diagnosi medica né possono essere considerate come prescrizione di una terapia o trattamento. Tali informazioni, pertanto, non devono sostituire il consulto diretto con un medico o eventuali visite specialistiche.

Come utilizzare i lassativi naturali.

I lassativi naturali come aloe, rabarbaro, senna, frangola e molti altri sono utilissimi per combattere la stipsi, però potrebbero avere delle controindicazioni quindi vediamo nel dettaglio quali prendere e come assumerli.

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La natura ci fornisce degli utili rimedi contro la stitichezza: gli antrachinoni, i lassativi che formano massa ed i prodotti emollienti.

Essi non sono dei farmaci, non richiedono prescrizione medica e sono di facile reperibilità. Inoltre, essendo naturali e spesso anche biologici, sono indicati anche per le donne in gravidanza, gli anziani ed i bambini.

 Vediamoli nel dettaglio: gli antrachinoni si trovano nella corteccia e nelle foglie di aloe vera, rabarbaro, senna, cascara e frangola (una buona tisana con corteccia di frangola essiccata da almeno un anno e in polvere ha un potere lassativo maggiore rispetto a quella non essiccata). Essi agiscono richiamando, una volta nell’intestino, ioni di cloruro, acqua e sodio nel lume intestinale, migliorando l’idratazione delle feci e di conseguenza la loro espulsione.

Semi di Psyllium – sono i più consigliabili, poiché richiamano una maggiore quantità di acqua rispetto agli altri e fungono anche da prebiotici. Questi semi hanno anche la capacità di ridurre le scariche diarroiche, per cui sono indicati anche nei casi di diarrea acuta e nella prevenzione di patologie intestinali quali colon irritabile, emorroidi, ecc -, cruscagomma di Guarsemi di IspaghulMetilcellulosaGlucomannanoAgar e Calcio polycarbophil sono invece lassativi che apportano fibra, aumentano la massa fecale e migliorano la peristalsi. Essi funzionano meglio se assunti prima dei pasti, insieme a molta acqua.
Il loro effetto, a differenza di altri tipi di lassativi, non è immediato: agiscono dopo 12/72 ore. Bisogna far attenzione poiché un uso eccessivo di agenti formanti massa può portare al blocco intestinale e l’uso di alcuni di questi agenti, come ad esempio le gomme, è sconsigliato in caso di ulcere, stenosi ed erosioni, in quanto esse possono aderire alla mucosa.

lassativi emollienti sono oli vegetali: l’olio di ricino (dall’importante effetto purgante), l’olio di oliva (se assunto lontano dai pasti ed in quantità superiore ai 30 ml, ma dall’alto apporto calorico) e l’olio di mandorle puro (3 cucchiaini al giorno, delicato e poco calorico).

lassativi naturali, adatti per risolvere episodi di stitichezza di breve durata (nel caso di stipsi prolungata è sempre meglio consultare un medico, il quale fornirà una terapia mirata), riescono ad aumentare la frequenza delle evacuazioni e a contrastare la stipsi, come i lassativi di sintesi.

Come questi ultimi, però, hanno delle controindicazioni, e l’uso prolungato o improprio (per esempio al fine di dimagrire) può portare altri disturbi, quali diarrea, assuefazione, disbiosi (alterazione della flora batterica), perdita di minerali (i disturbi elettrolitici possono essere dati soprattutto dagli antrachinoni) e colon atonico: è consigliabile, dunque, assumerli con cautela.

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Il Biancospino puro contro ansia e preoccupazioni

Contro l’ansia che si manifesta come preoccupazioni e perdita di fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, troviamo il biancospino, pianta che favorisce il relax

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Il biancospino fa parte della famiglia delle rosacee e viene anche chiamato “valeriana del cuore” per la sua azione benefica sui disturbi dei battiti cardiaci. Arbusto che può raggiungere i 5 m cresce ai margini dei boschi e nelle foreste. I suoi rami hanno spine sottili, foglie lucide, fiori bianchi o rosei e frutti di forma ovoidale di color corallo dalla polpa farinosa e insipida.

PROPRIETÀ DEL BIANCOSPINO

Presenta olio essenziale, è molto ricco di tannino e vitamine del gruppo C e E, è un ottimo rilassante, ipotensivo, astringente e febbrifugo. Inoltre contiene quercitina, rutina e iperoside, un gruppo di sostanze che aiutano a dilatare le pareti dei vasi sanguigni, e di conseguenza la persona avverte una bella sensazione di relax.

COME USARE IL BIANCOSPINO

Utile nelle aritmie e palpitazioni soprattutto di origine nervosa, ha un’ottima azione sedativa in situazioni ansiose e di stress emotivo. Può essere assunto come estratto (reperibile in farmacia o erboristeria) 20-30 gocce due o tre volte al giorno anche per lunghi periodi e fino a quando si sente l’esigenza. Il sapore gradevole lo rende anche particolarmente adatto ad essere consumato sotto forma di tisana da preparare a base di foglie e fiori.

Portiamo ad ebollizione mezzo litro d’acqua, quindi la si versa sui fiori e foglie essicati e posti in una tazza. Si lascia raffredare, si filtra e si beve due o tre volte al giorno, mattina, pomeriggio e la sera, prima di coricarsi. Si può continuare anche quando i sintomi sono del tutto scomparsi.

AVVERTENZE

 La fitoterapia, ossia la medicina che cura con erbe e piante, può offrire un valido aiuto contro i dusturbi legati all’ansia, tuttavia, nel caso si associ a psicofarmaci, è bene ricordare che si potrebbero verificarsi delle interazioni. Quindi prima di assumerli sarebbe buona cosa rivolgersi ad un esperto.
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Come rimuovere il tappo di cerume.

Quando il cerume è eccessivo, tanto da non essere in grado di scorrere verso l’esterno del padiglione, si crea un’ostruzione detta appunto tappo di cerume. Vediamo le principali cause, i sintomi e i modi per toglierlo

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Tutti, a prescindere dall’età, possiamo essere soggetti alla formazione del tappo di cerume. Si tratta di una sostanza oleosa formata da grassi, proteine, acidi e sali inorganici disciolti in acqua prodotta da alcune ghiandole dell’orecchio esterno.

La sua funzione è proteggere l’orecchio dai batteri e dai funghi e rendere pulito e lubrificato il suo interno; il cerume può essere di differente tipo ed essere di colore giallastro o marrone scuro.

Quando, però, il cerume è eccessivo, tanto da non essere in grado di scorrere verso l’esterno del padiglione, si crea un’ostruzione detta appunto tappo di cerume che provoca svariati fastidi e spesso anche dolore, oltre ad avere la sensazione delle orecchie tappate.

Vediamo, dunque, quali sono le cause più frequenti di questa formazione, i sintomi principali ed alcuni rimedi, anche naturali, per risolvere il problema.

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I tappi di cerume possono portare molti fastidi

CAUSE E SINTOMI DEL TAPPO DI CERUME

Il tappo all’interno dell’orecchio si può formare a causa della pulizia dell’orecchio con un cotton fioc o con un angolo di tovagliolo che, anziché rimuovere il cerume, lo spinge verso l’interno e lo compatta. Altre cause vanno ricercate nell’uso di tappi per le orecchie o di apparecchi acustici, nell’anatomia dell’orecchio, nell’età del soggetto e nell’abbondante presenza di peli che ne limitano la sua pulizia.

Anche le infezioni, più o meno gravi, o patologie più importanti possono causarne la formazione; tra queste, la dermatite seborroica, la psoriasi, l’otite, la stenosi, l’eccessiva quantità di acqua nell’orecchio che fa gonfiare il cerume che è poroso, oppure la presenza di un tumore.

La gravità dei sintomideltappo di cerume dipende dalla quantità di cerume presente all’interno dell’orecchio. Il sintomo iniziale è la sensazione di pienezza nell’orecchio, a cui può seguire un forte dolore dovuto ai linfonodi del collo ingrossati, acufene (ronzii all’orecchio), autofonia (rimbombamento), mal d’orecchi, vertigini, perdita dell’udito, prurito, pus e cattivo odore nell’orecchio, arrossamento e gonfiore interno ed esterno.

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La pulizia dell’orecchio con i cotton fioc è una delle cause il tappo di cerume

COME TOGLIERE IL TAPPO DI CERUME

tappdi cerume andrebbero preferibilmente asportati da un otorino, che eseguirà un lavaggio specifico con apparecchiature che erogano un getto d’acqua a pressione, a temperatura controllata o con strumenti specifici associati a un microscopico.

In alcuni casi, prima di rimuoverli, specialmente se duri e secchi, bisogna ammorbidirlo con apposite gocce a base di olio di mandorle e glicerina; quando il tappo si ammorbidisce si procede col lavaggio e l’estrazione con specifici attrezzi.

Le manovre di rimozione inadeguate possono causare anche seri danni al timpano, come la sua perforazione. I famosi coni di cera, bruciando, risucchiano il tappo ma sono sconsigliate ai meno esperti perché possono provocare dei danni all’orecchio e alla pelle; mentre i cotton fioc vanno adoperati solo per la pulizia del padiglione esterno.

I medici suggeriscono per prevenire il tappo di cerume di eseguire dei lavaggi quotidiani con acqua tiepida e utilizzare degli spray specifici. La terapia farmacologica prevede l’uso di anestetici ad uso locale.

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I coni di cera sono molto usati per la rimozione dei tappi di cerume

RIMEDI NATURALI PER TOGLIERE I TAPPI DI CERUME

Per prevenire l’accumulo di cerume nelle orecchie, è importante praticare una pulizia regolare delle orecchie e cercare di eliminare il cerume in eccesso prima che si accumuli.

Tra i rimedi naturali i più utilizzati per eliminare il tappo di cerume c’è il lavaggio con soluzione salina (acqua e sale). Per prepararla bisogna mescolare, finché non si scioglie, un cucchiaino di sale con circa 125 ml di acqua. Dopo aver bagnato del cotone con la soluzione bisogna fare cadere alcune gocce dentro l’orecchio inclinando la testa e fare agire per alcuni minuti; dopo bisogna girare la testa nel senso opposto e si farà cadere il liquido. Lo stesso sistema può essere utilizzato sostituendo la soluzione salina con il perossido di idrogeno e l’acqua.

Quando si forma il tappo di cerume possiamo anche utilizzare l’olio di paraffina per rimuoverlo; sarà sufficiente versare su un cucchiaio l’olio e farlo scaldare leggermente su una candela. A questo punto, dopo averlo versato dentro l’orecchio bisognerà farlo agire per qualche minuto; in seguito, trascorso il periodo di posa, si deve lavare l’orecchio con acqua tiepida finché il cerume non sarà andato via.

Per facilitare la rimozione del tappo di cerume, possiamo utilizzare anche degli emollienti e degli olii, che svolgono una funzione antinfiammatoria, disinfettante e lenitiva. Tra queste quelle più indicate, e che si trovano facilmente anche nelle erboristerie, ci sono le gocce di emollienti naturali come l’olio d’oliva, l’olio d’arachide, l’olio di mandorle dolci, l’olio di Ylang ylang, l’olio di macassar, l’olio di vaselina, la propoli ed ancora l’olio essenziale di melaleuca, di geranio e citronella o di camomilla.

 

Farmajet consiglia per la pulizia delle orecchie i prodotti della linea OTOSAN

Cervicale Sintomi Vertigini esercizi cura e rimedi.

Come curare la cervicale è la domanda tipica di chi soffre di artrosi cervicale o cervicalgia. I rimedi naturali sono tanti, tra piante, erbe, creme ed olii si può scegliere quella più indicata. Dedicare del tempo anche alla ginnastica posturale aiuta ad alleviare il dolore a muscoli ed articolazioni nel collo

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La mano sul retro del collo, il volto segnato dalla sofferenza, la riduzione della mobilità, la poca lucidità nell’agire e pensare sono alcuni dei sintomi visibili su chi, specialmente negli ultimi anni, soffre di dolori cervicali e si chiede come curare la cervicale.

A meno che non ci siano cause particolari, tra cui gli incidenti stradali, I dolori cervicali non sono più solo una prerogativa degli adulti ed anziani; sempre più spesso, infatti, anche i giovani soffrono ed avvertono dolori e fastidi tipici dell’artrosi cervicale o della cervicalgia dovuti per esempio alla postura scorretta davanti alla televisione, al computer o al cellulare.

Se, da un lato, il sintomo richiede un controllo medico finalizzato a comprendere l’entità del problema e, in alcuni casi, l’assunzione di farmaci per controllare il dolore e ridurre l’infiammazione sui muscoli, dall’altro esistono anche tanti rimedi naturali che possono dare sollievo al nostro collo e rispondere alle numerosissime persone che si chiedono come curare il dolore cervicale.

Cure e trattamenti però non valgono a nulla se non ci si prende cura di noi stessi. È importante, prima di tutto, coprirsi bene la zona cervicale con una sciarpa quando c’è vento o freddo, non uscire con i capelli bagnati, mantenere il peso forma e cercare di stare con una postura corretta davanti al computer, alla tv, alla scrivania o con il cellulare in mano.

COME CURARE LA CERVICALE: I RIMEDI NATURALI

I rimedi naturali, è bene precisarlo, non risolvono il problema del dolore cervicale ma contribuiscono ad alleviarlo.

Un rimedio naturale è il sale caldo da poggiare, dopo averlo raccolto in un sacchetto di stoffa o una federa di un cuscino, sulla zona del collo dolorante. Per sfruttare le sue proprietà dobbiamo riscaldare il sale in una padella e riempire il sacchetto in tessuto; in alternativa possiamo mettere il sale dentro l’involucro e farlo riscaldare nel microonde per pochi secondi. Il sale sarà molto caldo quindi bisogna aspettare qualche minuto per farlo raffreddare prima di metterlo sul collo.

Sostitutivi del riso, per fare la termoterapia cervicale sono anche i noccioli di ciliegia e i fiori di fieno che verranno scaldati con lo stesso sistema del riso.

Tra le piante ed erbe, da assumere sotto forma di tisane o infusi, note per le proprietà antiinfiammatorie, antidolorifiche e rilassanti troviamo la camomilla, l’ortica, la valeriana, la melissa, la rosa canina, il ribes nero e l’escolzia.

Altre risposte ci arrivano da creme e olii, facilmente reperibili nelle farmacie o erboristerie, o da autoprodurre, a base di tiglio, peperoncino, argilla verde, fiori di Bach, canfora, arnica, boswellia, spirea, curcuma e artiglio del diavolo. Tra gli oli essenziali più indicati per la cura dei dolori cervicali troviamo il rosmarino, la lavanda, l’abete bianco, il ginepro, lo zenzero.

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I fiori di Bach sono un rimedio naturale su come curare la cervicale

COME CURARE LA CERVICALE CON LA GINNASTICA POSTURALE

Il dolore e la tensione cervicale non si combattono solo con creme ed oli. Dedicare ogni giorno un po’ del proprio tempo alla ginnastica posturale può essere una risposta su come curare la cervicale.

Poiché il dolore è avvertito principalmente a livello muscolare ed articolare, seguire corsi di pilates o yoga aiuta a sciogliere le tensioni migliorando anche la postura di tutto il corpo in modo dolce e graduale.

Quando il dolore alla zona cervicale è dovuto allo stress, dedicare del tempo alla meditazione potrà alleviare il fastidio. La meditazione può anche essere associata agli esercizi di yoga e pilates; lentamente imparerete non solo a controllare i movimenti e la postura ma anche a rilassarvi.

Anche i massaggi possono aiutare, se eseguiti da mani esperte e non da massaggiatori improvvisati, per decontrarre i muscoli e le articolazioni.

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La gobba del gatto è un esercizio indicato a chi vuole sapere come curare la cervicale

GLI ESERCIZI PER ALLEVIARE I DOLORI CERVICALI

Ci sono alcuni esercizi che, più di altri, sono importanti per chi soffre di dolori cervicali perché allungano la colonna cervicale ed alleviano i dolori.

Il più conosciuto e facile da eseguire anche durante la giornata, nelle pause che ci concediamo, è inclinare la testa prima a destra e poi a sinistra, molto lentamente, inspirando ed espirando mentre eseguiamo l’esercizio. Anche portare dolcemente il collo al mento per poi tornare alla posizione di partenza o ruotare dolcemente a destra e sinistra la testa sono delle tecniche basi per la cervicale.

Un altro esercizio molto utile è detto “gobba del gatto”. L’esercizio consiste nel flettere ed allungare la colonna vertebrale e cervicale.

Melatonina quali sono i benefici e dove trovarla al miglior prezzo

Utile per chi soffre di insonnia, la melatonina è un ormone prodotto naturalmente dall’organismo. La sua assunzione come integratore o farmaco è molto comune e frequente per i benefici che apporta in maniera naturale ma può avere effetti collaterali in alcuni casi specialmente se si abusa o se si soffre di alcune patologie.

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La melatonina è un ormone prodotto dall’organismo, dall’epifisi, in grado di regolare il ciclo sonno-veglia ed è utile per chi soffre di insonnia o, in generale, di disturbi del sonno.

L’assunzione dell’ormone attraverso i farmaci o gli integratori alimentari è molto comune e frequente per i benefici che apporta in maniera naturale. Da un lato, infatti, si riconosce alla sostanza la capacità di riequilibrare il ritmo del sonno, specialmente nei soggetti che soffrono di sindrome del ritardo di fase (DSP) o di insonnia iniziale, che tendono a rimanere svegli fino a tardi, ed ancora nei casi di jet-lag. Inoltre, questa non compromette l’alternanza e i tempi delle fasi REM.

Tuttavia, sebbene non si riscontrano reazioni o dipendenze alla sostanza e si riconosce l’alta tollerabilità, sono frequenti i casi in cui le persone ne abusano nel dosaggio, ignari dei rischi e delle controindicazioni che un eccessivo consumo della sostanza provoca.

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La melatonina è in grado di regolare il ciclo sonno-veglia

POSOLOGIA E DOSAGGIO

Per legge, la melatonina può essere venduta come integratore senza obbligo di ricetta e come farmaco quando il dosaggio supera 1 mg per compressa. L’Unione Europea ha infatti stabilito che senza la prescrizione medica non bisogna superare la dose di 1 mg al giorno e non bisogna eccedere nell’uso ma limitarsi ad assumere l’integratore al massimo per 5 giorni.

La sostanza si può acquistare come molecola che rilascia rapidamente e completamente il principio attivo o a rilascio graduale i cui effetti saranno più prolungati durante l’arco delle ore notturne.

Generalmente si dovrebbe assumere da 1 a 5 mg al giorno dell’integratore prima di dormire per fare aumentare la presenza dell’ormone nel sangue e permettere all’organismo di rilassarsi e dormire.

Solo il medico, a seguito di una visita medica, potrà indicare un dosaggio differente senza mettere a rischio l’incolumità e la salute del proprio paziente.

L’ormone agisce quando fa buio quindi bisognerebbe prendere l’integratore prima di sera (o prima di andare a dormire), per evitare che si alteri il ritmo naturale che il corpo cerca di mantenere. È importante, quindi, affinché la sostanza faccia effetto, assumerla almeno 2 ore prima di andare a letto o l’effetto potrebbe essere opposto a quello desiderato.In alcuni casi può determinare anche mal di testamelatonina_03

MELATONINA PER GLI OVER 60

Con l’avanzare degli anni e l’invecchiamento, il corpo produce sempre meno questo ormone e di conseguenza, specialmente dopo i 60 anni, potrebbe diventare più difficile riuscire a dormire. In questi casi, si può iniziare ad assumere l’integratore con una dose non superiore ad 1 mg, 90 minuti prima di andare a dormire. In questo modo, l’organismo e il cervello avranno il tempo di assimilare la sostanza e permetterà di attivare i meccanismi del sonno.

L’ormone, però, è anche presente, sebbene in quantità limitate, anche in alcuni cibi come nella frutta (ciliegie, banane, uva, prugne), nei carboidrati (riso, cereali), nell’olio di oliva, vino e birra.

EFFETTI COLLATERALI DELLA MELATONINA

L’assunzione della melatonina per dormire, se consumata in dosi limitate e non continue, non determina complicazioni perché non crea assuefazione. Inoltre, non sono indicate, quando non si abusa, controindicazioni specifiche.

Il problema nasce nei consumatori cronici dell’integratore. Come tutte le sostanze, farmaci o integratori, esistono anche nel caso dell’assunzione di questo ormone degli effetti collaterali.

I sintomi più frequenti sono: mal di testa, sonnolenza diurna e vertigini.

Meno frequenti sono invece la tachicardia, la depressione, la psicosi, l’ipertensione, l’ansia, l’irrequietezza, la debolezza, i disturbi del movimento, crampi allo stomaco, reazioni allergiche, ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi), infiammazione cutanea, diminuzione della saliva.

Secondo alcune ricerche, questa potrebbe avere effetti sull’apparato riproduttivo, cardiovascolare, sul sistema immunitario e metabolico. Tuttavia, effetti ancora più rari sono l’aumento o la diminuzione del desiderio sessuale, sbalzi d’umore, svenimenti, anomalie nel sangue, eccessivo bisogno di bere, crampi notturni.

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L’integratore di melatonina non deve superare le dosi consigliate

CONTROINDICAZIONI

I medici e i pediatri suggeriscono cautela nell’assunzione della melatonina alle donne in gravidanza, in allattamento e nei bambini perché ad oggi non esistono sufficienti dati che dimostrano sicurezza nell’uso della sostanza. Per questo motivo, prima di assumerla è importante chiedere il parere del proprio medico o del pediatra.

Cautela è fondamentale anche per chi soffre di pressione alta e di diabete, perché aumenta il rischio di coagulazione del sangue, ed ancora per chi soffre di depressione ed epilessia o per chi assume farmaci antidepressivi, ansiolitici, sonniferi e per chi soffre di allergie o intolleranze alimentari.

Farmajet consiglia la melatonina pura biodisponibile

Che cos’è l’Artiglio del Diavolo e a cosa serve.

L’artiglio del diavolo ha proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antireumatica e spasmolitica, e rilassano muscoli e articolazioni, ma è anche utile contro i fastidi allo stomaco e i dolori mestruali. Nonostante i benefici effetti ci sono anche tante controindicazioni ed effetti collaterali

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L’artiglio del diavolo(Harpagophytum procumbens), noto anche con il nome di Arpagofito, è una pianta perenne rampicante che appartiene alla famiglia delle Pedaliaceae; la pianta deve il suo nome alle quattro escrescenze, dure e nastriformi, simili ad uncini, che caratterizzano i suoi frutti.

Ai fini medici e curativi sono utilizzate le sue escrescenze laterali, dette radici secondarie, poiché contengono alte percentuali di principi attivi, tra cui i glicosidi, i fitosteroli e i flavonoidi, simili al cortisone, gli iridoidi, gli zuccheri, gli aminoacidi, gli steroli, i grassi e le cere che hanno proprietà antinfiammatorie e analgesiche, antireumatiche e spasmolitiche, che sono in grado di rilassare i muscoli e le articolazioni.

Queste proprietà lo rendono indicato, specialmente, per curare, in maniera naturale, le malattie reumatiche (artrite reumatoide), i dolori articolari (tendiniti, osteoartrite, artrite) i dolori muscolari (lombalgia, sciatalgia), la febbre, i dolori cervicali, ed anche per i fastidi allo stomaco e i dolori mestruali.

All’artiglio del diavolo vengono attribuite anche proprietà di tipo digestivo, se assunto ad infuso, ed è capace di ridurre i livelli di colesterolo, oltre ad essere un ipouricemizzante.

Le radici dell’Harpagophytum procumbens hanno la forma ad uncino

COME SI USA L’ARTIGLIO DEL DIAVOLO

Questo rimedio naturale è molto apprezzato dagli sportivi, specialmente dopo allenamenti intensi che mettono a dura prova muscoli e tendini. Di solito, l’estratto della radice della pianta, che può raggiungere anche i 600 gr di peso, si assume per via orale dopo essere stata raccolta, sminuzzata e triturata. È efficace sia applicato localmente sulle zone interessate dal dolore, come pomata, crema o gel, sia come integratore alimentare, come compresse o infusi.

In commercio, infatti, l’artiglio del diavolo si trova sotto forma di tintura madre, estratto acquoso, capsule o compresse, ed ancora come gel e pomate da utilizzare per uso topico al fine di curare le infiammazioni articolari.

La sua assunzione è consigliata a stomaco pieno e deve essere effettuata sotto stretto controllo di un medico; in generale, il trattamento non deve durante per molto tempo, al massimo 1 o 2 settimane. L’effetto inizia a manifestarsi dopo circa una settimana e raggiunge il beneficio massimo dopo circa 30 giorni.

COMPRESSE

Il dosaggio medio delle compresse è di circa 600 – 1200 mg al giorno; come estratto secco, utilizzato per problemi osteoarticolari e reumatici si consiglia di assumerne circa 300 – 600 mg al  giorno, non più di 3 volte al giorno, per almeno 15 giorni; il trattamento è da ripetere il mese successivo se il dolore persiste.

artiglio_del_diavolo_02L’artiglio del diavolo si può assumere anche come infuso o decotto

TINTURA MADRE

Come tintura madre, invece, si consiglia di prendere al massimo 30 gocce diluite in acqua, 3 volte al giorno; come infuso o decotto, l’artiglio del diavolo può contrastare l’emicrania, i dolori mestruali e facilitare la digestione; è consigliabile mettere in infusione 5 grammi di tisana in 500 ml di acqua, da assumere in 3 volte al giorno.

CREMA, POMATA O GEL

Può essere applicato più volte al giorno per alleviare la sensazione di dolore specialmente sui muscoli (torcicollo, dolori muscolari e articolari e tutti quei dolori provocati da movimenti improvvisi o da colpi di freddo) e in caso di dolori osteo-articolari.

ARTIGLIO DEL DIAVOLO: CONTROINDICAZIONI ED EFFETTI COLLATERALI

L’artiglio del diavolo, sebbene sia molto efficace come antidolorifico e antinfiammatorio, completamente naturale e privo di tossicità, anche per lo stomaco, tanto da renderlo utilizzabile anche per un periodo prolungato, presenta diversi effetti collaterali e controindicazioni.

Gli effetti collaterali più comuni sono la nausea, dovuto principalmente al suo gusto amaro, e il mal di pancia, specialmente nei soggetti che soffrono di gastrite o ulcera; raramente, invece, si sono manifestati dolori addominali e diarrea.

La sua assunzione, è sconsigliata, per esempio, ai soggetti affetti da diabete, poiché questo ha un effetto ipoglicemizzante, ed anche a chi soffre di ipertensione o di gastrite e ulcere gastriche o duodenale, poiché stimola la secrezione gastrica.

L’artiglio del diavolo interagisce con i farmaci anticoagulanti (rischio di aumento del tempo di sanguinamento), con gli antiaritmici (beta-bloccanti, digossina), con gli ipotensivi e gli ipoglicemizzanti orali

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Viene utilizzato anche come antinfiammatorio naturale

Si sconsiglia il suo uso anche quando si assumono degli altri antinfiammatori, cortisonici e non steroidei, perché ne potenzierebbe gli effetti, compresi quelli indesiderati.

L’assunzione dell’artiglio del diavolo può causare anche reazioni di tipo allergico, con rossore sulla pelle, che spariscono sospendendo l’applicazione. Non deve essere somministrato in gravidanza poiché può stimolare le contrazioni uterine, in fase di allattamento e ai bambini sotto i 2 anni.

 

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quali sono le cause dell’edema dell’occhio?

L’edema periorbitario è il termine appropriato per “occhi gonfi”. Si riferisce al gonfiore nella zona intorno agli occhi, nota come orbita dell’occhio. Ma cosa causa l’edema periorbitale e come potrebbe essere trattato?

Le persone possono avere edema periorbitale in uno o entrambi gli occhi. Quando una persona ha un edema periorbitale, l’ infiammazione intorno all’occhio provoca l’accumulo di liquidi. È questo accumulo di liquido che dà all’orbita dell’occhio un aspetto gonfio.

I trattamenti per l’edema periorbitale dipendono dalla causa. Questo articolo esplora le varie cause e trattamenti per l’edema periorbitale.

Fatti veloci sull’edema periorbitale:

  • Il termine si riferisce all’infiammazione o gonfiore intorno agli occhi.
  • Ci sono molte diverse cause della condizione dalla salute allo stile di vita.
  • Non è di per sé serio e di solito è temporaneo.

Cos’è l’edema periorbitale?

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L’edema periorbitale può interessare uno o entrambi gli occhi.
Immagine di credito: Klaus D. Peter, 2008

L’edema periorbitario non è lo stesso che avere le borse sotto gli occhi, che è una parte naturale dell’invecchiamento. Invece, è una condizione di salute ed è normalmente temporanea.

Numerose cause diverse possono portare a infiammazione intorno agli occhi, e tutti si traducono in un accumulo di liquidi. È l’accumulo di liquidi che dà all’orbita dell’occhio un aspetto gonfio.

Per alcune persone, l’edema periorbitale può manifestarsi lentamente. Questo tipo di edema periorbitale è descritto come cronico. Per altri, può accadere rapidamente e viene quindi definito acuto.

Opzioni di trattamento

Qualunque sia la causa dell’edema periorbitale, i seguenti trattamenti possono aiutare a ridurre il gonfiore:

  • Ridurre l’assunzione di sale : una dieta salata può aumentare la quantità di liquidi che una persona conserva. Una dieta a basso contenuto di sale può aiutare a ridurre la ritenzione di liquidi nel corpo, anche intorno agli occhi.
  • Bere più acqua : rimanere idratati può aiutare a ridurre la ritenzione di liquidi, che può aiutare a ridurre l’accumulo di liquidi intorno agli occhi.
  • Uso di un impacco freddo : il raffreddamento delle aree interessate con un impacco freddo può aiutare a ridurre l’infiammazione.
  • Corticosteroidi : questo tipo di farmaco può essere applicato come crema alla pelle o assunto come compressa. Aiuta a ridurre l’infiammazione in tutto il corpo, anche intorno agli occhi.
  • Farmaci anti-infiammatori : medicinali come l’ibuprofene possono essere assunti per via orale o applicati sulla pelle. Questo aiuta a ridurre l’infiammazione in tutto il corpo, anche intorno agli occhi.

Altri trattamenti disponibili per l’edema periorbitale sono specifici per la causa. Questi includono:

  • Antistaminici : aiutano a ridurre il gonfiore intorno agli occhi se sono causati da una reazione allergica.
  • Adrenalina o epinefrina : questo trattamento di emergenza aiuta a ridurre il gonfiore estremo causato da uno shock anafilattico .
  • Antibiotici : questi possono aiutare a ridurre il gonfiore intorno agli occhi se è causato da un’infezione.

Quali sono i sintomi?

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I sintomi dell’edema periorbitale possono includere gonfiore intorno all’occhio, visione doppia e sensibilità alla luce.

I sintomi dell’edema periorbitale includono:

  • infiammazione da lieve a severa intorno all’orbita dell’occhio
  • visione doppia o sfocata causata dal gonfiore degli occhi
  • arrossamento intorno agli occhi, oltre al gonfiore
  • rigonfiamento del bulbo oculare
  • il bianco dell’occhio appare infiammato
  • lacrime in eccesso in fase di produzione
  • l’occhio appare contuso
  • le palpebre vengono respinte dall’infiammazione
  • essere sensibile alla luce
  • dolore intorno agli occhi o dolore quando si sposta l’occhio
  • prurito intorno agli occhi

Shock anafilattico

Se il gonfiore intorno all’occhio è accompagnato da un altro gonfiore del viso o difficoltà di respirazione, questo può essere uno shock anafilattico.

Lo shock anafilattico è una reazione allergica estrema ed è un’emergenza medica. Una persona che vive uno shock anafilattico ha bisogno di cure mediche di emergenza.

Se una persona pensa che questo possa essere il caso, dovrebbero chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

L’edema periorbitario può essere causato da un’infezione acuta. Se una persona ha un’infezione acuta, può presentare ulteriori sintomi. Questi includono:

  • febbre
  • sentirsi poco bene
  • nausea
  • vomito
  • linfonodi teneri (ghiandole)

Le cause

Le cause possono essere raggruppate nei seguenti tipi:

  • medico
  • naturale
  • stile di vita

Medico

Le cause mediche dell’edema periorbitale includono:

  • mononucleosi
  • reazioni allergiche
  • disturbi della pelle
  • malattie della tiroide
  • cellulite periorbitale
  • Malattia di Chagas
  • Sindrome nevrotica
  • trichinosi
  • problemi con i condotti lacrimali
  • congiuntivite
  • lesioni agli occhi
  • sinusite

Naturale

Alcune cose che sono una parte naturale della vita possono causare gonfiore intorno agli occhi. Questi includono:

  • Piangere : quando una persona piange, le loro lacrime possono irritare intorno agli occhi. Questo può portare a gonfiore.
  • Invecchiamento : quando una persona invecchia il proprio corpo espelle più acqua per tutto il giorno. Ciò può portare al corpo a cercare di trattenere più fluido, causando gonfiore intorno agli occhi.

Stile di vita

Le cause dello stile di vita dell’edema periorbitale includono:

  • Sonno irregolare : dormire troppo o troppo poco può far sì che il corpo di una persona mantenga fluido.
  • Mangiare troppo sale : una dieta ad alto contenuto di sale può rendere il corpo più fluido.
  • Bere troppo alcol : l’alcol può causare disidratazione . Quando una persona beve molto alcol spesso, può causare ritenzione di liquidi.
  • Fumo : il fumo di sigaretta può causare squilibri ormonali. Questo può portare a ritenzione di liquidi.

Come viene diagnosticato?

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Un medico può eseguire un esame del sangue per diagnosticare l’edema periorbitale.

Se una persona pensa di avere un edema periorbitale, dovrebbe parlare con un medico. Un medico può aiutare a diagnosticare la causa sottostante.

I test che un medico può eseguire includono:

  • analisi del sangue
  • test allergologici
  • biopsia della pelle
  • test di imaging

In primo luogo, il medico esaminerà l’area interessata. Quindi, possono porre domande di salute generale e stile di vita per stabilire una causa. A seconda della causa sospetta, il medico può quindi eseguire una serie di test.

Porta via

Spesso, rimedi casalinghi o trattamenti da banco aiutano a ridurre i sintomi dell’edema periorbitale.

Talvolta l’edema periorbitale ha una causa sottostante più seria. Un medico può aiutare a diagnosticare questo e raccomandare un trattamento appropriato.

Se una persona sospetta che il gonfiore intorno agli occhi sia causato da uno shock anafilattico, dovrebbe cercare un trattamento medico di emergenza.

Cos’è un’ernia strozzata?

Un’ernia strozzata si verifica quando il flusso di sangue al tessuto erniato è stato interrotto. Questo tessuto strangolato può rilasciare tossine e infezioni nel sangue, che potrebbero portare a sepsi o morte. Le ernie strangolate sono emergenze mediche.

Qualsiasi ernia può diventare strangolata. Un’ernia strozzata è un’ernia che sta tagliando il flusso di sangue all’intestino e ai tessuti nell’addome.

I sintomi di un’ernia strozzata includono dolore vicino a un’ernia che peggiora molto rapidamente e può essere associata ad altri sintomi.

Chiunque sospetti di avere un’ernia strangolata dovrebbe cercare cure mediche di emergenza.

Fatti veloci sull’ernia strangolata:

  • Le ernie strangolate tendono a causare sintomi gravi.
  • Un’ernia sembra un evidente rigonfiamento sulla pelle.
  • Chiunque sospetti di avere un’ernia dovrebbe consultare un medico.

Sintomi

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Accanto a un rigonfiamento, i sintomi di un’ernia strozzata possono includere febbre, affaticamento, nausea e dolore lancinante.

Un’indicazione comune di un’ernia strozzata è un rigonfiamento facilmente visibile nelle zone dell’addome o del bacino.

Altri sintomi che possono accompagnare il rigonfiamento includono:

  • dolore improvviso che può diventare rapidamente atroce
  • febbre
  • stanchezza generale
  • infiammazione e cambiamenti di colore nella pelle vicino all’ernia
  • sensazione di bruciore intorno all’ernia
  • nausea
  • vomito
  • incapacità di passare il gas
  • stitichezza grave o incapacità di avere un movimento intestinale
  • sgabelli sanguinolenti
  • battito cardiaco accelerato

Chiunque provi dolore vicino all’ernia dovrebbe consultare un medico il prima possibile.

Diagnosi e trattamento

Le ernie strangolate sono spesso diagnosticate nel pronto soccorso e possono essere facilmente osservabili dall’ispezione visiva e dalla descrizione dei sintomi. I medici possono utilizzare un test di imaging, ad esempio un’ecografia , per verificare se l’ernia blocca l’intestino di una persona.

Un’ernia strozzata deve essere immediatamente trattata chirurgicamente, in quanto ciò potrebbe prevenire gravi danni al corpo e danni permanenti ai tessuti.

Chirurgia

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Le ernie strangolate sono emergenze mediche.

La chirurgia per un’ernia strozzata avviene in due fasi.

Innanzitutto, il chirurgo dovrà ridurre le dimensioni dell’ernia. Il chirurgo applica delicatamente la pressione all’ernia nel tentativo di spingere i tessuti intrappolati nella cavità addominale. Devono lavorare rapidamente per evitare che il tessuto venga danneggiato in modo permanente.

Dopo questo, il chirurgo rimuoverà tutti i tessuti danneggiati.

Una volta che questo è completo, il chirurgo riparerà l’area debole del muscolo dove l’ernia si è spinta attraverso. Se l’ernia è piccola, il chirurgo potrebbe riuscire a farlo con punti. Con le grandi ernie, un chirurgo può aver bisogno di aggiungere una maglia chirurgica flessibile o un tessuto per un ulteriore supporto per aiutare a mantenere l’ernia da ricorrere.

Tipi di ernia

L’ernia è il risultato di una debolezza dei muscoli addominali che tengono in posizione gli organi. Quando questi muscoli diventano troppo deboli, il tessuto dell’organo potrebbe spingere attraverso il muscolo, creando questo notevole rigonfiamento nella pelle. Questo rigonfiamento può scomparire o ridursi quando una persona si sdraia.

Le ernie possono anche essere morbide al tatto e causare disagio all’addome superiore o inferiore o all’inguine, soprattutto quando si solleva, si tossisce o si piega.

Le ernie potrebbero non causare sintomi in alcuni casi, ma potrebbe essere ancora meglio trattarle precocemente per evitare complicazioni.

Un’ernia strozzata non è un tipo di ernia, ma piuttosto una complicazione. Alcuni dei tipi più comuni di ernie che possono diventare strangolati sono:

  • Ernia inguinale : un rigonfiamento su entrambi i lati dell’osso pubico.
  • Ernia epigastrica : un rigonfiamento di grasso che spinge attraverso le pareti dell’addome superiore.
  • Ernia femorale : un nodulo all’inguine o nella zona superiore interna della coscia.
  • Le ernie ombelicali : una protuberanza nell’ombelico causata dall’intestino che sporge attraverso i muscoli addominali più deboli all’ombelico.
  • Ernia incisionale : un’ernia causata da una ferita chirurgica che non è stata completamente o correttamente guarita.
  • Ernia iatale : un’ernia che si sviluppa quando una porzione dello stomaco si eleva attraverso un difetto nel diaframma. Mentre questo tipo di ernia può essere strangolato, i segni sono diversi e comprendono nausea, dolore al petto dopo aver mangiato e gonfiore.

Ernie incarcerate

Le ernie possono essere incarcerate quando il tessuto erniato viene intrappolato e non può tornare al suo posto, ma l’apporto di sangue ai tessuti non è stato interrotto. Tuttavia, le ernie incarcerate possono facilmente portare a ernie strangolate.

Le ernie incarcerate non sono un’emergenza medica, ma devono comunque essere trattate rapidamente per evitare che vengano strangolate.

Quando vedere un dottore

Se l’ernia non torna facilmente nella cavità addominale, può essere incarcerata. Chiunque abbia un’ernia incarcerata dovrebbe vedere un medico, poiché queste ernie possono facilmente strangolarle.

Chiunque sospetti di avere un’ernia strozzata dovrebbe saltare il medico e cercare immediatamente assistenza medica di emergenza.

Le cause

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Tendendo durante i movimenti intestinali può essere un fattore di rischio per le ernie.

Le ernie strangolate possono verificarsi in qualsiasi punto della vita di una persona. È anche possibile che i bambini nascano con ernie che possono o non possono strangolare.

La causa di un’ernia strozzata è la stessa di altre ernie. Il tessuto muscolare dell’addome diventa debole, il che rende più facile per i tessuti dell’intestino spingere attraverso il tessuto muscolare.

Quando ciò accade, il rivestimento addominale può intrappolare l’intestino, che intrappola un po ‘di tessuto organico e causa strangolamento.

Mentre le ernie strangolate possono verificarsi in quasi tutti, ci sono alcuni fattori di rischio da cercare. I fattori di rischio per le ernie possono includere:

  • sforzandosi durante i movimenti intestinali
  • tosse cronica, come in alcuni disturbi polmonari, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • interventi chirurgici addominali o parti cesarei
  • attività faticosa, soprattutto quando non si solleva correttamente
  • gravidanza

Le persone che hanno avuto un’ernia riparata in passato possono anche avere più probabilità di avere un’ernia nella stessa area più avanti nella vita.

complicazioni

La maggior parte delle complicanze con ernie strangolate si verificano a causa della mancanza di trattamento.

Il tessuto che è stato reciso dall’apporto di sangue può morire rapidamente. Ciò porta a una situazione potenzialmente pericolosa per la vita, poiché questo tessuto morto rilascia tossine e batteri nel sangue che possono causare infezioni del sangue, sepsi e morte.

La chirurgia comporta anche il rischio di complicanze. I medici discuteranno con loro le opzioni di ciascuna persona, compresi i rischi associati alla chirurgia.

Recupero

Il recupero dalla chirurgia per un’ernia strozzata può richiedere tempo. Molte persone avranno bisogno di passare un po ‘di tempo a recuperare in ospedale.

Molte persone scoprono di poter tornare alle loro solite vite entro un paio di settimane. Se ci sono stati gravi danni ai tessuti, il recupero potrebbe richiedere più tempo. Dopo l’intervento chirurgico, una persona dovrà limitare la propria attività fisica per un periodo di tempo determinato dal proprio medico.

Il recupero completo può variare da alcune settimane a diversi mesi.

prospettiva

Quando un’ernia strozzata viene catturata precocemente e trattata rapidamente, le prospettive sono buone. Le persone che sospettano di avere un’ernia dovrebbero consultare un medico il più presto possibile per la diagnosi e il trattamento. Agire tempestivamente può aiutare a evitare problemi potenzialmente pericolosi.

Chiunque noti i segni di un’ernia strozzata dovrebbe rivolgersi ad un medico di emergenza.

Quali sono i segni di carenza di iodio? Farmajet news

Lo iodio è un minerale essenziale per una buona salute. Ma quali sono i segni di carenza di iodio ed è pericoloso?

Lo iodio è solubile in acqua. Si trova in alcuni alimenti e sale da cucina iodato. Le persone possono anche prenderlo come supplemento.

Questo articolo esplora i segni, i sintomi e le complicazioni della carenza di iodio. Discute anche su come può essere trattato.

Per cosa il corpo ha bisogno di iodio?

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Lo iodio è essenziale per la crescita e lo sviluppo del cervello.

Lo iodio è fondamentale per una sana funzionalità della tiroide. La tiroide utilizza lo iodio per produrre ormoni tiroidei. Questi aiutano con:

  • sviluppo del cervello
  • crescita
  • guarigione
  • metabolismo energetico

L’ipotiroidismo si verifica quando la tiroide di una persona non produce abbastanza ormoni tiroidei.

Una carenza di iodio limita la capacità della tiroide di produrre ormoni, causando ipotiroidismo.

Segni di carenza di iodio

Secondo uno studio del 2017 , circa un terzo delle persone è carente di iodio.

Qui ci sono 11 segni che suggeriscono che una persona potrebbe avere una carenza di iodio.

1. Mettendo su peso

Uno dei segni più evidenti di una carenza di iodio è l’aumento di peso inaspettato.

Quando una persona ha un metabolismo sano, brucia calorie per dar loro la sua energia. L’ipotiroidismo, o la mancanza di ormoni tiroidei, rallenta il metabolismo di una persona.

Quando il metabolismo di una persona rallenta, è più probabile che le calorie vengano immagazzinate come grasso, portando ad un aumento di peso.

È importante ricordare che l’aumento di peso non è sempre un segno di una carenza di iodio. Può essere solo un sintomo quando l’aumento di peso non può essere altrimenti spiegato. Una spiegazione più comune per l’aumento di peso è mangiare più calorie del necessario o non esercitare abbastanza.

2. Sensazione di debolezza

Quando una persona ha una carenza di iodio, può sentirsi debole. Raccogliere oggetti pesanti potrebbe sembrare difficile quando era facile.

Questa debolezza è spiegata da una persona che ha meno energia di loro. Ipotiroidismo rallenta il tasso metabolico di una persona. Ciò significa che bruciano meno calorie per l’energia. Meno energia significa che i muscoli non funzionano in modo efficiente. Questo rende una persona debole.

3. Sentirsi stanco

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La stanchezza inspiegabile può essere un sintomo di carenza di iodio.

Una diminuzione del tasso metabolico rende anche una persona stanca. Pertanto, sentirsi stanco è un altro segno di una carenza di iodio.

Come con l’aumento di peso, sentirsi stanco non significa sempre che una persona è carente di iodio. Se una persona non sta riposando abbastanza, è naturale che si sentano stanchi.

Se la stanchezza è inspiegabile, può essere un sintomo di una carenza di iodio.

4. Perdere i capelli

La perdita di capelli è un altro possibile segno che una persona potrebbe avere una carenza di iodio.

Gli ormoni tiroidei supportano il rinnovamento del follicolo pilifero. Quando una persona ha ipotiroidismo, una carenza di ormoni tiroidei significa che i follicoli smettono di essere rinnovati.

I capelli cadono naturalmente ma vengono sostituiti da nuovi follicoli. Nel corso del tempo, il fatto che questo si fermi significa che una persona ha meno capelli.

5. Asciugare la pelle

Avere la pelle secca e squamosa potrebbe essere un segno di ipotiroidismo, in quanto può essere il risultato di una carenza di iodio.

Gli ormoni tiroidei aiutano le cellule a rinnovarsi. Una mancanza di questi ormoni può causare la formazione di cellule morte della pelle, a volte con conseguente pelle secca e traballante.

6. Sensazione di freddo

La carenza di iodio causa una mancanza di ormoni tiroidei. Avere meno ormoni tiroidei rallenta il metabolismo di una persona.

Mentre il loro metabolismo rallenta, una persona produce meno energia. L’energia dà calore al corpo. Una mancanza di esso significa che una persona ha più probabilità di sentire il freddo.

7. Avere una frequenza cardiaca lenta

Avere una carenza di iodio può far battere più lentamente il cuore di una persona.

Quando la frequenza cardiaca di una persona rallenta, possono avere vertigini o malessere. Potrebbe anche farli svenire.

8. Problemi di apprendimento o di memoria

Gli ormoni tiroidei sono importanti per lo sviluppo del cervello. La carenza di iodio può causare la mancanza di questi ormoni, causando problemi con la memoria e l’apprendimento di nuove cose.

Uno studio del 2014 ha rilevato che l’ippocampo era più piccolo nelle persone con bassi livelli di ormoni tiroidei. L’ippocampo è la parte del cervello che colpisce la memoria.

9. complicanze della gravidanza

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La carenza di iodio può causare problemi durante la gravidanza per il feto in via di sviluppo.

Può essere difficile per una donna incinta avere abbastanza iodio. Una donna incinta ha bisogno di se stessa più il bambino in crescita dentro di lei.

Gli ormoni tiroidei sono necessari per lo sviluppo sano di un bambino prima che nasca. Una loro mancanza può impedire al cervello di svilupparsi correttamente. Può anche arrestare la crescita.

Se il corpo di una donna incinta è particolarmente povero di iodio, il suo bambino ha più probabilità di essere nato morto.

10. Periodi pesanti o irregolari

Bassi livelli di ormone tiroideo possono influenzare i livelli di ormoni che regolano i periodi di una donna. I seguenti potrebbero essere i segni di una carenza di iodio:

  • periodi più pesanti del solito
  • periodi che sono più o meno frequenti del solito

11. Collo gonfio

Se una persona è carente di iodio, il collo potrebbe gonfiarsi. Questo perché la loro ghiandola tiroidea, che si trova nel loro collo, si è ingrandita.

Quando la tiroide non ha abbastanza iodio, cercherà di assorbirne di più dal sangue. Ciò fa ingrossare la tiroide, facendo gonfiare il collo.

Quali sono le complicazioni?

Le donne incinte e i loro bambini sperimentano le più gravi complicazioni della carenza di iodio.

Nei casi peggiori, questi possono portare a bambini nati morti o nati con condizioni mentali a causa dello sviluppo stentato del cervello.

Diagnosi

Una persona può essere diagnosticata con carenza di iodio da un medico. Il modo più efficace per diagnosticare la carenza di iodio è tramite un test delle urine.

Come è causato?

Una carenza di iodio può verificarsi quando una persona non consuma abbastanza alimenti ricchi di iodio. È più probabile che questa carenza colpisca le donne in gravidanza che necessitano di una maggiore assunzione di iodio.

Trattamento

Secondo il National Institutes of Health , le seguenti sono buone fonti di iodio:

  • Alghe, 1 foglio essiccato : dall’11 al 1,989% di RDI (dose giornaliera raccomandata)
  • Merluzzo, 3 once o 85 grammi (g) : 66 percento della RDI
  • Yogurt, normale, 1 tazza : 50 percento della RDI
  • Sale iodato, 1/4 di cucchiaino o 1,5 g : 47 percento di RDI
  • Gamberetti, 3 once o 85 g : 23 percento della RDI
  • Uovo, 1 grande : 16 percento della RDI
  • Tonno, in scatola, 3 once o 85 g : 11 per cento della RDI
  • Prugne secche, 5 pezzi : 9 per cento della RDI

Una persona ha bisogno di consumare 150 microgrammi (mcg) di iodio ogni giorno per mantenere un livello salutare per il proprio corpo.