Dieta Scarsdale come funzione e menù settimanale

La dieta scarsdale si basa su un regime iperproteico e promette di perdere peso in poco tempo se si rispettano le regole per tutta la durata della dieta, senza il rischio di riprendere in seguito i chili persi. Si basa su una dieta di dimagrimento e una di mantenimento.

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La dieta scarsdale è un altro tipo di dieta che, come la dieta plank o quella iperproteica, promette di perdere peso in pochissimo tempo.

Studiata in America, alla fine degli anni settanta, da un cardiologo, il Dottor Herman Tarnower, questo regime dietetico si basa sull’assunzione di proteine e promettere di fare perdere peso, fino a 500 grammi al giorno e fino a 10 kg in due settimane senza il rischio di riprenderli.

La dieta obbliga a seguire con rigidità, alla lettera, una scaletta alimentare e suggerisce quali sono i cibi proibiti e quelli consigliabili. La sua particolarità è che non prevede alcun limite nella quantità degli alimenti da assumere. L’apporto calorico giornaliero è di 800 o 1000 calorie.

Questa deve essere seguita per due settimane per poi essere sostituita con una dieta di mantenimento.

Come tutte le diete lampo iperproteiche prevede un’alimentazione povera di grassi e carboidrati.

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La dieta scarsdale è iperproteica

COME FUNZIONA LA DIETA SCARSDALE

La dieta Scarsdale prevede di consumare 3 pasti principali nell’arco della giornata (colazione, pranzo e cena) e vieta gli spuntini. Questi potranno essere fatti solo nel caso di attacchi di fame e limitarsi al mangiare carote o sedano o cetrioli.

La dieta prevede una fase di dimagrimento, che dura le prime 2 settimane, e una di mantenimento, da seguire per altre 4 settimane. La formula dietetica prevede, nelle prime due settimane, l’assunzione dei nutrienti principali in queste proporzioni: 45% proteine, 35% carboidrati e 20% grassi. Quella di mantenimento prevede un maggior apporto di carboidrati e grassi, pur rimanendo sullo stesso principio dietetico.

I cibi potranno essere conditi con limone, aceto, spezie, pepe, salsa di soia.

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La dieta scarsadale si basa su regole molto rigide da seguire alla lettera

LE REGOLE

La rigidità della dieta prevede di seguire tutte le regole in maniera esatta. non assumere bevande alcoliche o zuccherate; gli spuntini devono essere solo a base di carote e sedano; bisogna ridurre dall’alimentazione la percentuale di grassi per cui bisognerà eliminare il grasso dalla carne ed evitare di condire i cibi con olio, burro, salse o margarina. Per addolcire gli alimenti non bisogna usare lo zucchero o il miele ma i dolcificanti, o edulcoranti, il fruttosio, a basso contenuto calorico. Bisogna mangiare frutta fresca e bere molta acqua per eliminare le scorie delle proteine.

COSA NON FARE

Durante la dieta scarsdale non bisogna fare eccessiva attività sportiva, come corsa o nuoto; è consentito però fare degli esercizi per il mantenimento del tono muscolare.

Non bisogna lasciare la dieta a metà o seguirla per meno di una settimana o per più del tempo che richiede; evitare di sgarrare, consumare solo 2 pasti principali su tre o inserire degli spuntini intermedi.

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La soia è un condimento consentito dalla dieta

LATI NEGATIVI

La dieta ha dei “nei” in quanto si basa principalmente sulla perdita di liquidi, sull’abbassamento delle riserve glucidiche e sulla riduzione della massa muscolare.

I MENÙ DELLA DIETA SCARSDALE

Come anticipato, questo tipo di regime alimentare dietetico prevede 2 fasi e menù specifici da seguire alla lettera per essere efficaci. Vediamo qualche esempio.

MENÙ SETTIMANALE DELLE 2 SETTIMANE

Lunedi
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, te
Pranzo: carne magra, insalata di pomodori
Cena: pesce, una fetta di pane integrale, un pompelmo.
Martedì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, caffè
Pranzo: frutta, caffè
Cena: hamburger con verdure miste al vapore
Mercoledì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: tonno o salmone al naturale, verdura, frutta
Cena: carne, insalata verde
Giovedì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale
Pranzo: uova sode, formaggio magro, verdure grigliate, una fetta di pane integrale
Cena: pollo, spinaci al vapore, peperoni e fagiolini lessi
Venerdì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: formaggi, spinaci lessi, una fetta di pane integrale
Cena: pesce, verdure, una fetta di pane integrale.
Sabato
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: macedonia di frutta
Cena: pollo o tacchino, pomodori, un pompelmo.
Domenica
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: tacchino o pollo, contorno di cavoli, un pompelmo
Cena: vitello, insalata mista.

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L’apporto di grassi sia nella dieta di dimagrimento che in quella di mantenimento è ridotto

MENÙ DI MANTENIMENTO

Lunedì
Colazione: una tazza di latte scremato senza zucchero, una fetta di pane integrale e un’arancia
Pranzo: pollo e verdure alla griglia
Cena: uova, tonno al naturale e verdure al forno
Martedì
Colazione: frutta, due fette biscottate con marmellata, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: insalata mista
Cena: pesce al forno con verdure alla piastra e una fettina di pane integrale
Mercoledì
Colazione: latte scremato senza zucchero, cereali integrali, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: una confezione di formaggio fresco magro in fiocchi, insalata di spinaci con un filo d’olio extravergine d’oliva, una fettina di pane integrale
Cena: pesce al cartoccio con peperoni e zucchine e una fettina di pane integrale
Giovedì
Colazione: un frutto, due fette biscottate con un pochino di marmellata, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: tacchino e radicchio al forno
Cena: formaggio fresco magro, verdure al forno e una fettina di pane
Venerdì
Colazione: una tazza di latte scremato senza zucchero, una fettina di pane integrale e due kiwi
Pranzo: una fettina di vitello alla piastra e zucca al forno
Cena: un panino farcito con prosciutto e formaggio, verdure miste crude e una fettina di pane integrale
Sabato
Colazione: un frutto, due fette biscottate con un pochino di marmellata, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: tofu con salsa di soja e cipolle al forno
Cena: hamburger di pollo o di tacchino con insalata di carote lesse e una fettina di pane
Domenica
Colazione: una tazza di latte scremato senza zucchero, una fettina di pane integrale e due fettine di ananas
Pranzo: pollo senza pelle cotto alla griglia e insalata di lattuga e rucola
Cena: gamberetti sconditi, verdure cotte e una fettina di pane

 ATTENZIONE: Le nozioni riportate in questo sito sono da intendersi a solo scopo informativo: non possono dunque costituire, in nessun caso, la formulazione di una diagnosi medica né possono essere considerate come prescrizione di una terapia o trattamento. Tali informazioni, pertanto, non devono sostituire il consulto diretto con un medico o eventuali visite specialistiche.

DIETA DELLE PROTEINE: COME PERDERE 3 CHILI IN 7 GIORNI

Per perdere peso efficacemente e in tempi rapidi una delle soluzioni più indicate è una dieta proteica. Molti vips si sono affidati a una dieta proteica per dimagrire in quanto permette di eliminare i chili di troppo in pochissimo tempo.dieta proto

Per perdere peso efficacemente e in tempi rapidi una delle soluzioni più indicate è una dieta proteica. Molti vip si sono affidati a una dieta proteica per dimagrire in quanto permette di eliminare i chili di troppo in pochissimo tempo.

Di norma le proteine saziano più a lungo e hanno meno calorie dei carboidrati; però, nonostante il deficit calorico, non sentirai la fame.

L’elaborazione delle proteine nell’organismo è più lenta, per questo il metabolismo resta attivo più a lungo e vengono bruciate più calorie durante la digestione.

COME FUNZIONA LA DIETA PROTEICA

Una dieta proteica si basa essenzialmente sull’assunzione di alimenti a ricco contenuto proteico, mentre va limitato il consumo di carboidrati e grassi. Meglio quindi evitare i farinacei e assumere con moderazione solo cereali integrali.

Anche la frutta dovrebbe essere limitata dato che contiene molti zuccheri. I cibi che si possono consumare senza problemi sono carni (preferite sempre le carni bianche come pollo e tacchino a quella rossa che andrebbe invece consumata con moderazione), pesce, latticini a ridotto contenuto di grassi(come formaggi e yogurt magri).

A questi alimenti si possono aggiungere (con moderazione perché contengono una quantità di carboidrati considerevole) legumi e preparati vegetali altamente proteici come seitan (non adatto però ai celiaci e chi ha problemi digestivi perché molto ricco di glutine), tofu e tempeh (derivati della soia).

MENÙ PROTEICO PER DIMAGRIRE 3 KG IN 7 GIORNI

LUNEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte di mandorla (oppure 250 ml di un’altra bevanda vegetale a scelta) con 30 g di muesli.
  2. Pranzo: Insalatona con due uova sode e 70 g di orzo perlato.
  3. Cena: Pizza rossa (senza mozzarella) con salmone.

MARTEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: 100g di seitan alla piastra con 70 g di quinoa condita con verdure come contorno.
  3. Cena: 70 g di orzo e 50 g di fagioli.

MERCOLEDÌ

  1. Colazione: 2 fette biscottate integrali con un velo di marmellata.
  2. Pranzo: 70 g di riso integrale condito con 200 g di piselli e per contorno un’insalata di pomodoro.
  3. Cena: 100g di tofu accompagnati da un contorno di insalata mista e da un panino integrale.

GIOVEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: Un hamburger di soia accompagnato da un contorno di carote e da 50 g di pane integrale.
  3. Cena: Verdure miste grigliate, 50 g di pane integrale e 250 g di merluzzo.

VENERDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte di mandorla (oppure 250 ml di un’altra bevanda vegetale a scelta) con 30 g di muesli.
  2. Pranzo: 200 g di merluzzo lesso, 200 g di finocchi lessi e 70 g di riso integrale al pomodoro.
  3. Cena: 70 g di miglio e 50 g di lenticchie e, in aggiunta, una porzione d’insalata mista.

SABATO

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: 50 g di pane integrale e una frittata preparata con due uova e 200 g di carciofi.
  3. Cena: 100 grammi di salmone, 70 g di orzo perlato e una porzione d’insalata mista.

DOMENICA

La domenica è libera: si può fare il cosiddetto “cheat day” ovvero il giorno libero dalla dieta oppure ripetere il menù di una delle giornate precedenti.

ATTENZIONE: Le nozioni riportate in questo sito sono da intendersi a solo scopo informativo: non possono dunque costituire, in nessun caso, la formulazione di una diagnosi medica né possono essere considerate come prescrizione di una terapia o trattamento. Tali informazioni, pertanto, non devono sostituire il consulto diretto con un medico o eventuali visite specialistiche.

Come utilizzare i lassativi naturali.

I lassativi naturali come aloe, rabarbaro, senna, frangola e molti altri sono utilissimi per combattere la stipsi, però potrebbero avere delle controindicazioni quindi vediamo nel dettaglio quali prendere e come assumerli.

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La natura ci fornisce degli utili rimedi contro la stitichezza: gli antrachinoni, i lassativi che formano massa ed i prodotti emollienti.

Essi non sono dei farmaci, non richiedono prescrizione medica e sono di facile reperibilità. Inoltre, essendo naturali e spesso anche biologici, sono indicati anche per le donne in gravidanza, gli anziani ed i bambini.

 Vediamoli nel dettaglio: gli antrachinoni si trovano nella corteccia e nelle foglie di aloe vera, rabarbaro, senna, cascara e frangola (una buona tisana con corteccia di frangola essiccata da almeno un anno e in polvere ha un potere lassativo maggiore rispetto a quella non essiccata). Essi agiscono richiamando, una volta nell’intestino, ioni di cloruro, acqua e sodio nel lume intestinale, migliorando l’idratazione delle feci e di conseguenza la loro espulsione.

Semi di Psyllium – sono i più consigliabili, poiché richiamano una maggiore quantità di acqua rispetto agli altri e fungono anche da prebiotici. Questi semi hanno anche la capacità di ridurre le scariche diarroiche, per cui sono indicati anche nei casi di diarrea acuta e nella prevenzione di patologie intestinali quali colon irritabile, emorroidi, ecc -, cruscagomma di Guarsemi di IspaghulMetilcellulosaGlucomannanoAgar e Calcio polycarbophil sono invece lassativi che apportano fibra, aumentano la massa fecale e migliorano la peristalsi. Essi funzionano meglio se assunti prima dei pasti, insieme a molta acqua.
Il loro effetto, a differenza di altri tipi di lassativi, non è immediato: agiscono dopo 12/72 ore. Bisogna far attenzione poiché un uso eccessivo di agenti formanti massa può portare al blocco intestinale e l’uso di alcuni di questi agenti, come ad esempio le gomme, è sconsigliato in caso di ulcere, stenosi ed erosioni, in quanto esse possono aderire alla mucosa.

lassativi emollienti sono oli vegetali: l’olio di ricino (dall’importante effetto purgante), l’olio di oliva (se assunto lontano dai pasti ed in quantità superiore ai 30 ml, ma dall’alto apporto calorico) e l’olio di mandorle puro (3 cucchiaini al giorno, delicato e poco calorico).

lassativi naturali, adatti per risolvere episodi di stitichezza di breve durata (nel caso di stipsi prolungata è sempre meglio consultare un medico, il quale fornirà una terapia mirata), riescono ad aumentare la frequenza delle evacuazioni e a contrastare la stipsi, come i lassativi di sintesi.

Come questi ultimi, però, hanno delle controindicazioni, e l’uso prolungato o improprio (per esempio al fine di dimagrire) può portare altri disturbi, quali diarrea, assuefazione, disbiosi (alterazione della flora batterica), perdita di minerali (i disturbi elettrolitici possono essere dati soprattutto dagli antrachinoni) e colon atonico: è consigliabile, dunque, assumerli con cautela.

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Il Biancospino puro contro ansia e preoccupazioni

Contro l’ansia che si manifesta come preoccupazioni e perdita di fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, troviamo il biancospino, pianta che favorisce il relax

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Il biancospino fa parte della famiglia delle rosacee e viene anche chiamato “valeriana del cuore” per la sua azione benefica sui disturbi dei battiti cardiaci. Arbusto che può raggiungere i 5 m cresce ai margini dei boschi e nelle foreste. I suoi rami hanno spine sottili, foglie lucide, fiori bianchi o rosei e frutti di forma ovoidale di color corallo dalla polpa farinosa e insipida.

PROPRIETÀ DEL BIANCOSPINO

Presenta olio essenziale, è molto ricco di tannino e vitamine del gruppo C e E, è un ottimo rilassante, ipotensivo, astringente e febbrifugo. Inoltre contiene quercitina, rutina e iperoside, un gruppo di sostanze che aiutano a dilatare le pareti dei vasi sanguigni, e di conseguenza la persona avverte una bella sensazione di relax.

COME USARE IL BIANCOSPINO

Utile nelle aritmie e palpitazioni soprattutto di origine nervosa, ha un’ottima azione sedativa in situazioni ansiose e di stress emotivo. Può essere assunto come estratto (reperibile in farmacia o erboristeria) 20-30 gocce due o tre volte al giorno anche per lunghi periodi e fino a quando si sente l’esigenza. Il sapore gradevole lo rende anche particolarmente adatto ad essere consumato sotto forma di tisana da preparare a base di foglie e fiori.

Portiamo ad ebollizione mezzo litro d’acqua, quindi la si versa sui fiori e foglie essicati e posti in una tazza. Si lascia raffredare, si filtra e si beve due o tre volte al giorno, mattina, pomeriggio e la sera, prima di coricarsi. Si può continuare anche quando i sintomi sono del tutto scomparsi.

AVVERTENZE

 La fitoterapia, ossia la medicina che cura con erbe e piante, può offrire un valido aiuto contro i dusturbi legati all’ansia, tuttavia, nel caso si associ a psicofarmaci, è bene ricordare che si potrebbero verificarsi delle interazioni. Quindi prima di assumerli sarebbe buona cosa rivolgersi ad un esperto.
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Come rimuovere il tappo di cerume.

Quando il cerume è eccessivo, tanto da non essere in grado di scorrere verso l’esterno del padiglione, si crea un’ostruzione detta appunto tappo di cerume. Vediamo le principali cause, i sintomi e i modi per toglierlo

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Tutti, a prescindere dall’età, possiamo essere soggetti alla formazione del tappo di cerume. Si tratta di una sostanza oleosa formata da grassi, proteine, acidi e sali inorganici disciolti in acqua prodotta da alcune ghiandole dell’orecchio esterno.

La sua funzione è proteggere l’orecchio dai batteri e dai funghi e rendere pulito e lubrificato il suo interno; il cerume può essere di differente tipo ed essere di colore giallastro o marrone scuro.

Quando, però, il cerume è eccessivo, tanto da non essere in grado di scorrere verso l’esterno del padiglione, si crea un’ostruzione detta appunto tappo di cerume che provoca svariati fastidi e spesso anche dolore, oltre ad avere la sensazione delle orecchie tappate.

Vediamo, dunque, quali sono le cause più frequenti di questa formazione, i sintomi principali ed alcuni rimedi, anche naturali, per risolvere il problema.

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I tappi di cerume possono portare molti fastidi

CAUSE E SINTOMI DEL TAPPO DI CERUME

Il tappo all’interno dell’orecchio si può formare a causa della pulizia dell’orecchio con un cotton fioc o con un angolo di tovagliolo che, anziché rimuovere il cerume, lo spinge verso l’interno e lo compatta. Altre cause vanno ricercate nell’uso di tappi per le orecchie o di apparecchi acustici, nell’anatomia dell’orecchio, nell’età del soggetto e nell’abbondante presenza di peli che ne limitano la sua pulizia.

Anche le infezioni, più o meno gravi, o patologie più importanti possono causarne la formazione; tra queste, la dermatite seborroica, la psoriasi, l’otite, la stenosi, l’eccessiva quantità di acqua nell’orecchio che fa gonfiare il cerume che è poroso, oppure la presenza di un tumore.

La gravità dei sintomideltappo di cerume dipende dalla quantità di cerume presente all’interno dell’orecchio. Il sintomo iniziale è la sensazione di pienezza nell’orecchio, a cui può seguire un forte dolore dovuto ai linfonodi del collo ingrossati, acufene (ronzii all’orecchio), autofonia (rimbombamento), mal d’orecchi, vertigini, perdita dell’udito, prurito, pus e cattivo odore nell’orecchio, arrossamento e gonfiore interno ed esterno.

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La pulizia dell’orecchio con i cotton fioc è una delle cause il tappo di cerume

COME TOGLIERE IL TAPPO DI CERUME

tappdi cerume andrebbero preferibilmente asportati da un otorino, che eseguirà un lavaggio specifico con apparecchiature che erogano un getto d’acqua a pressione, a temperatura controllata o con strumenti specifici associati a un microscopico.

In alcuni casi, prima di rimuoverli, specialmente se duri e secchi, bisogna ammorbidirlo con apposite gocce a base di olio di mandorle e glicerina; quando il tappo si ammorbidisce si procede col lavaggio e l’estrazione con specifici attrezzi.

Le manovre di rimozione inadeguate possono causare anche seri danni al timpano, come la sua perforazione. I famosi coni di cera, bruciando, risucchiano il tappo ma sono sconsigliate ai meno esperti perché possono provocare dei danni all’orecchio e alla pelle; mentre i cotton fioc vanno adoperati solo per la pulizia del padiglione esterno.

I medici suggeriscono per prevenire il tappo di cerume di eseguire dei lavaggi quotidiani con acqua tiepida e utilizzare degli spray specifici. La terapia farmacologica prevede l’uso di anestetici ad uso locale.

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I coni di cera sono molto usati per la rimozione dei tappi di cerume

RIMEDI NATURALI PER TOGLIERE I TAPPI DI CERUME

Per prevenire l’accumulo di cerume nelle orecchie, è importante praticare una pulizia regolare delle orecchie e cercare di eliminare il cerume in eccesso prima che si accumuli.

Tra i rimedi naturali i più utilizzati per eliminare il tappo di cerume c’è il lavaggio con soluzione salina (acqua e sale). Per prepararla bisogna mescolare, finché non si scioglie, un cucchiaino di sale con circa 125 ml di acqua. Dopo aver bagnato del cotone con la soluzione bisogna fare cadere alcune gocce dentro l’orecchio inclinando la testa e fare agire per alcuni minuti; dopo bisogna girare la testa nel senso opposto e si farà cadere il liquido. Lo stesso sistema può essere utilizzato sostituendo la soluzione salina con il perossido di idrogeno e l’acqua.

Quando si forma il tappo di cerume possiamo anche utilizzare l’olio di paraffina per rimuoverlo; sarà sufficiente versare su un cucchiaio l’olio e farlo scaldare leggermente su una candela. A questo punto, dopo averlo versato dentro l’orecchio bisognerà farlo agire per qualche minuto; in seguito, trascorso il periodo di posa, si deve lavare l’orecchio con acqua tiepida finché il cerume non sarà andato via.

Per facilitare la rimozione del tappo di cerume, possiamo utilizzare anche degli emollienti e degli olii, che svolgono una funzione antinfiammatoria, disinfettante e lenitiva. Tra queste quelle più indicate, e che si trovano facilmente anche nelle erboristerie, ci sono le gocce di emollienti naturali come l’olio d’oliva, l’olio d’arachide, l’olio di mandorle dolci, l’olio di Ylang ylang, l’olio di macassar, l’olio di vaselina, la propoli ed ancora l’olio essenziale di melaleuca, di geranio e citronella o di camomilla.

 

Farmajet consiglia per la pulizia delle orecchie i prodotti della linea OTOSAN

Cervicale Sintomi Vertigini esercizi cura e rimedi.

Come curare la cervicale è la domanda tipica di chi soffre di artrosi cervicale o cervicalgia. I rimedi naturali sono tanti, tra piante, erbe, creme ed olii si può scegliere quella più indicata. Dedicare del tempo anche alla ginnastica posturale aiuta ad alleviare il dolore a muscoli ed articolazioni nel collo

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La mano sul retro del collo, il volto segnato dalla sofferenza, la riduzione della mobilità, la poca lucidità nell’agire e pensare sono alcuni dei sintomi visibili su chi, specialmente negli ultimi anni, soffre di dolori cervicali e si chiede come curare la cervicale.

A meno che non ci siano cause particolari, tra cui gli incidenti stradali, I dolori cervicali non sono più solo una prerogativa degli adulti ed anziani; sempre più spesso, infatti, anche i giovani soffrono ed avvertono dolori e fastidi tipici dell’artrosi cervicale o della cervicalgia dovuti per esempio alla postura scorretta davanti alla televisione, al computer o al cellulare.

Se, da un lato, il sintomo richiede un controllo medico finalizzato a comprendere l’entità del problema e, in alcuni casi, l’assunzione di farmaci per controllare il dolore e ridurre l’infiammazione sui muscoli, dall’altro esistono anche tanti rimedi naturali che possono dare sollievo al nostro collo e rispondere alle numerosissime persone che si chiedono come curare il dolore cervicale.

Cure e trattamenti però non valgono a nulla se non ci si prende cura di noi stessi. È importante, prima di tutto, coprirsi bene la zona cervicale con una sciarpa quando c’è vento o freddo, non uscire con i capelli bagnati, mantenere il peso forma e cercare di stare con una postura corretta davanti al computer, alla tv, alla scrivania o con il cellulare in mano.

COME CURARE LA CERVICALE: I RIMEDI NATURALI

I rimedi naturali, è bene precisarlo, non risolvono il problema del dolore cervicale ma contribuiscono ad alleviarlo.

Un rimedio naturale è il sale caldo da poggiare, dopo averlo raccolto in un sacchetto di stoffa o una federa di un cuscino, sulla zona del collo dolorante. Per sfruttare le sue proprietà dobbiamo riscaldare il sale in una padella e riempire il sacchetto in tessuto; in alternativa possiamo mettere il sale dentro l’involucro e farlo riscaldare nel microonde per pochi secondi. Il sale sarà molto caldo quindi bisogna aspettare qualche minuto per farlo raffreddare prima di metterlo sul collo.

Sostitutivi del riso, per fare la termoterapia cervicale sono anche i noccioli di ciliegia e i fiori di fieno che verranno scaldati con lo stesso sistema del riso.

Tra le piante ed erbe, da assumere sotto forma di tisane o infusi, note per le proprietà antiinfiammatorie, antidolorifiche e rilassanti troviamo la camomilla, l’ortica, la valeriana, la melissa, la rosa canina, il ribes nero e l’escolzia.

Altre risposte ci arrivano da creme e olii, facilmente reperibili nelle farmacie o erboristerie, o da autoprodurre, a base di tiglio, peperoncino, argilla verde, fiori di Bach, canfora, arnica, boswellia, spirea, curcuma e artiglio del diavolo. Tra gli oli essenziali più indicati per la cura dei dolori cervicali troviamo il rosmarino, la lavanda, l’abete bianco, il ginepro, lo zenzero.

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I fiori di Bach sono un rimedio naturale su come curare la cervicale

COME CURARE LA CERVICALE CON LA GINNASTICA POSTURALE

Il dolore e la tensione cervicale non si combattono solo con creme ed oli. Dedicare ogni giorno un po’ del proprio tempo alla ginnastica posturale può essere una risposta su come curare la cervicale.

Poiché il dolore è avvertito principalmente a livello muscolare ed articolare, seguire corsi di pilates o yoga aiuta a sciogliere le tensioni migliorando anche la postura di tutto il corpo in modo dolce e graduale.

Quando il dolore alla zona cervicale è dovuto allo stress, dedicare del tempo alla meditazione potrà alleviare il fastidio. La meditazione può anche essere associata agli esercizi di yoga e pilates; lentamente imparerete non solo a controllare i movimenti e la postura ma anche a rilassarvi.

Anche i massaggi possono aiutare, se eseguiti da mani esperte e non da massaggiatori improvvisati, per decontrarre i muscoli e le articolazioni.

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La gobba del gatto è un esercizio indicato a chi vuole sapere come curare la cervicale

GLI ESERCIZI PER ALLEVIARE I DOLORI CERVICALI

Ci sono alcuni esercizi che, più di altri, sono importanti per chi soffre di dolori cervicali perché allungano la colonna cervicale ed alleviano i dolori.

Il più conosciuto e facile da eseguire anche durante la giornata, nelle pause che ci concediamo, è inclinare la testa prima a destra e poi a sinistra, molto lentamente, inspirando ed espirando mentre eseguiamo l’esercizio. Anche portare dolcemente il collo al mento per poi tornare alla posizione di partenza o ruotare dolcemente a destra e sinistra la testa sono delle tecniche basi per la cervicale.

Un altro esercizio molto utile è detto “gobba del gatto”. L’esercizio consiste nel flettere ed allungare la colonna vertebrale e cervicale.

Melatonina quali sono i benefici e dove trovarla al miglior prezzo

Utile per chi soffre di insonnia, la melatonina è un ormone prodotto naturalmente dall’organismo. La sua assunzione come integratore o farmaco è molto comune e frequente per i benefici che apporta in maniera naturale ma può avere effetti collaterali in alcuni casi specialmente se si abusa o se si soffre di alcune patologie.

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La melatonina è un ormone prodotto dall’organismo, dall’epifisi, in grado di regolare il ciclo sonno-veglia ed è utile per chi soffre di insonnia o, in generale, di disturbi del sonno.

L’assunzione dell’ormone attraverso i farmaci o gli integratori alimentari è molto comune e frequente per i benefici che apporta in maniera naturale. Da un lato, infatti, si riconosce alla sostanza la capacità di riequilibrare il ritmo del sonno, specialmente nei soggetti che soffrono di sindrome del ritardo di fase (DSP) o di insonnia iniziale, che tendono a rimanere svegli fino a tardi, ed ancora nei casi di jet-lag. Inoltre, questa non compromette l’alternanza e i tempi delle fasi REM.

Tuttavia, sebbene non si riscontrano reazioni o dipendenze alla sostanza e si riconosce l’alta tollerabilità, sono frequenti i casi in cui le persone ne abusano nel dosaggio, ignari dei rischi e delle controindicazioni che un eccessivo consumo della sostanza provoca.

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La melatonina è in grado di regolare il ciclo sonno-veglia

POSOLOGIA E DOSAGGIO

Per legge, la melatonina può essere venduta come integratore senza obbligo di ricetta e come farmaco quando il dosaggio supera 1 mg per compressa. L’Unione Europea ha infatti stabilito che senza la prescrizione medica non bisogna superare la dose di 1 mg al giorno e non bisogna eccedere nell’uso ma limitarsi ad assumere l’integratore al massimo per 5 giorni.

La sostanza si può acquistare come molecola che rilascia rapidamente e completamente il principio attivo o a rilascio graduale i cui effetti saranno più prolungati durante l’arco delle ore notturne.

Generalmente si dovrebbe assumere da 1 a 5 mg al giorno dell’integratore prima di dormire per fare aumentare la presenza dell’ormone nel sangue e permettere all’organismo di rilassarsi e dormire.

Solo il medico, a seguito di una visita medica, potrà indicare un dosaggio differente senza mettere a rischio l’incolumità e la salute del proprio paziente.

L’ormone agisce quando fa buio quindi bisognerebbe prendere l’integratore prima di sera (o prima di andare a dormire), per evitare che si alteri il ritmo naturale che il corpo cerca di mantenere. È importante, quindi, affinché la sostanza faccia effetto, assumerla almeno 2 ore prima di andare a letto o l’effetto potrebbe essere opposto a quello desiderato.In alcuni casi può determinare anche mal di testamelatonina_03

MELATONINA PER GLI OVER 60

Con l’avanzare degli anni e l’invecchiamento, il corpo produce sempre meno questo ormone e di conseguenza, specialmente dopo i 60 anni, potrebbe diventare più difficile riuscire a dormire. In questi casi, si può iniziare ad assumere l’integratore con una dose non superiore ad 1 mg, 90 minuti prima di andare a dormire. In questo modo, l’organismo e il cervello avranno il tempo di assimilare la sostanza e permetterà di attivare i meccanismi del sonno.

L’ormone, però, è anche presente, sebbene in quantità limitate, anche in alcuni cibi come nella frutta (ciliegie, banane, uva, prugne), nei carboidrati (riso, cereali), nell’olio di oliva, vino e birra.

EFFETTI COLLATERALI DELLA MELATONINA

L’assunzione della melatonina per dormire, se consumata in dosi limitate e non continue, non determina complicazioni perché non crea assuefazione. Inoltre, non sono indicate, quando non si abusa, controindicazioni specifiche.

Il problema nasce nei consumatori cronici dell’integratore. Come tutte le sostanze, farmaci o integratori, esistono anche nel caso dell’assunzione di questo ormone degli effetti collaterali.

I sintomi più frequenti sono: mal di testa, sonnolenza diurna e vertigini.

Meno frequenti sono invece la tachicardia, la depressione, la psicosi, l’ipertensione, l’ansia, l’irrequietezza, la debolezza, i disturbi del movimento, crampi allo stomaco, reazioni allergiche, ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi), infiammazione cutanea, diminuzione della saliva.

Secondo alcune ricerche, questa potrebbe avere effetti sull’apparato riproduttivo, cardiovascolare, sul sistema immunitario e metabolico. Tuttavia, effetti ancora più rari sono l’aumento o la diminuzione del desiderio sessuale, sbalzi d’umore, svenimenti, anomalie nel sangue, eccessivo bisogno di bere, crampi notturni.

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L’integratore di melatonina non deve superare le dosi consigliate

CONTROINDICAZIONI

I medici e i pediatri suggeriscono cautela nell’assunzione della melatonina alle donne in gravidanza, in allattamento e nei bambini perché ad oggi non esistono sufficienti dati che dimostrano sicurezza nell’uso della sostanza. Per questo motivo, prima di assumerla è importante chiedere il parere del proprio medico o del pediatra.

Cautela è fondamentale anche per chi soffre di pressione alta e di diabete, perché aumenta il rischio di coagulazione del sangue, ed ancora per chi soffre di depressione ed epilessia o per chi assume farmaci antidepressivi, ansiolitici, sonniferi e per chi soffre di allergie o intolleranze alimentari.

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Che cos’è l’Artiglio del Diavolo e a cosa serve.

L’artiglio del diavolo ha proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antireumatica e spasmolitica, e rilassano muscoli e articolazioni, ma è anche utile contro i fastidi allo stomaco e i dolori mestruali. Nonostante i benefici effetti ci sono anche tante controindicazioni ed effetti collaterali

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L’artiglio del diavolo(Harpagophytum procumbens), noto anche con il nome di Arpagofito, è una pianta perenne rampicante che appartiene alla famiglia delle Pedaliaceae; la pianta deve il suo nome alle quattro escrescenze, dure e nastriformi, simili ad uncini, che caratterizzano i suoi frutti.

Ai fini medici e curativi sono utilizzate le sue escrescenze laterali, dette radici secondarie, poiché contengono alte percentuali di principi attivi, tra cui i glicosidi, i fitosteroli e i flavonoidi, simili al cortisone, gli iridoidi, gli zuccheri, gli aminoacidi, gli steroli, i grassi e le cere che hanno proprietà antinfiammatorie e analgesiche, antireumatiche e spasmolitiche, che sono in grado di rilassare i muscoli e le articolazioni.

Queste proprietà lo rendono indicato, specialmente, per curare, in maniera naturale, le malattie reumatiche (artrite reumatoide), i dolori articolari (tendiniti, osteoartrite, artrite) i dolori muscolari (lombalgia, sciatalgia), la febbre, i dolori cervicali, ed anche per i fastidi allo stomaco e i dolori mestruali.

All’artiglio del diavolo vengono attribuite anche proprietà di tipo digestivo, se assunto ad infuso, ed è capace di ridurre i livelli di colesterolo, oltre ad essere un ipouricemizzante.

Le radici dell’Harpagophytum procumbens hanno la forma ad uncino

COME SI USA L’ARTIGLIO DEL DIAVOLO

Questo rimedio naturale è molto apprezzato dagli sportivi, specialmente dopo allenamenti intensi che mettono a dura prova muscoli e tendini. Di solito, l’estratto della radice della pianta, che può raggiungere anche i 600 gr di peso, si assume per via orale dopo essere stata raccolta, sminuzzata e triturata. È efficace sia applicato localmente sulle zone interessate dal dolore, come pomata, crema o gel, sia come integratore alimentare, come compresse o infusi.

In commercio, infatti, l’artiglio del diavolo si trova sotto forma di tintura madre, estratto acquoso, capsule o compresse, ed ancora come gel e pomate da utilizzare per uso topico al fine di curare le infiammazioni articolari.

La sua assunzione è consigliata a stomaco pieno e deve essere effettuata sotto stretto controllo di un medico; in generale, il trattamento non deve durante per molto tempo, al massimo 1 o 2 settimane. L’effetto inizia a manifestarsi dopo circa una settimana e raggiunge il beneficio massimo dopo circa 30 giorni.

COMPRESSE

Il dosaggio medio delle compresse è di circa 600 – 1200 mg al giorno; come estratto secco, utilizzato per problemi osteoarticolari e reumatici si consiglia di assumerne circa 300 – 600 mg al  giorno, non più di 3 volte al giorno, per almeno 15 giorni; il trattamento è da ripetere il mese successivo se il dolore persiste.

artiglio_del_diavolo_02L’artiglio del diavolo si può assumere anche come infuso o decotto

TINTURA MADRE

Come tintura madre, invece, si consiglia di prendere al massimo 30 gocce diluite in acqua, 3 volte al giorno; come infuso o decotto, l’artiglio del diavolo può contrastare l’emicrania, i dolori mestruali e facilitare la digestione; è consigliabile mettere in infusione 5 grammi di tisana in 500 ml di acqua, da assumere in 3 volte al giorno.

CREMA, POMATA O GEL

Può essere applicato più volte al giorno per alleviare la sensazione di dolore specialmente sui muscoli (torcicollo, dolori muscolari e articolari e tutti quei dolori provocati da movimenti improvvisi o da colpi di freddo) e in caso di dolori osteo-articolari.

ARTIGLIO DEL DIAVOLO: CONTROINDICAZIONI ED EFFETTI COLLATERALI

L’artiglio del diavolo, sebbene sia molto efficace come antidolorifico e antinfiammatorio, completamente naturale e privo di tossicità, anche per lo stomaco, tanto da renderlo utilizzabile anche per un periodo prolungato, presenta diversi effetti collaterali e controindicazioni.

Gli effetti collaterali più comuni sono la nausea, dovuto principalmente al suo gusto amaro, e il mal di pancia, specialmente nei soggetti che soffrono di gastrite o ulcera; raramente, invece, si sono manifestati dolori addominali e diarrea.

La sua assunzione, è sconsigliata, per esempio, ai soggetti affetti da diabete, poiché questo ha un effetto ipoglicemizzante, ed anche a chi soffre di ipertensione o di gastrite e ulcere gastriche o duodenale, poiché stimola la secrezione gastrica.

L’artiglio del diavolo interagisce con i farmaci anticoagulanti (rischio di aumento del tempo di sanguinamento), con gli antiaritmici (beta-bloccanti, digossina), con gli ipotensivi e gli ipoglicemizzanti orali

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Viene utilizzato anche come antinfiammatorio naturale

Si sconsiglia il suo uso anche quando si assumono degli altri antinfiammatori, cortisonici e non steroidei, perché ne potenzierebbe gli effetti, compresi quelli indesiderati.

L’assunzione dell’artiglio del diavolo può causare anche reazioni di tipo allergico, con rossore sulla pelle, che spariscono sospendendo l’applicazione. Non deve essere somministrato in gravidanza poiché può stimolare le contrazioni uterine, in fase di allattamento e ai bambini sotto i 2 anni.

 

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quali sono le cause dell’edema dell’occhio?

L’edema periorbitario è il termine appropriato per “occhi gonfi”. Si riferisce al gonfiore nella zona intorno agli occhi, nota come orbita dell’occhio. Ma cosa causa l’edema periorbitale e come potrebbe essere trattato?

Le persone possono avere edema periorbitale in uno o entrambi gli occhi. Quando una persona ha un edema periorbitale, l’ infiammazione intorno all’occhio provoca l’accumulo di liquidi. È questo accumulo di liquido che dà all’orbita dell’occhio un aspetto gonfio.

I trattamenti per l’edema periorbitale dipendono dalla causa. Questo articolo esplora le varie cause e trattamenti per l’edema periorbitale.

Fatti veloci sull’edema periorbitale:

  • Il termine si riferisce all’infiammazione o gonfiore intorno agli occhi.
  • Ci sono molte diverse cause della condizione dalla salute allo stile di vita.
  • Non è di per sé serio e di solito è temporaneo.

Cos’è l’edema periorbitale?

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L’edema periorbitale può interessare uno o entrambi gli occhi.
Immagine di credito: Klaus D. Peter, 2008

L’edema periorbitario non è lo stesso che avere le borse sotto gli occhi, che è una parte naturale dell’invecchiamento. Invece, è una condizione di salute ed è normalmente temporanea.

Numerose cause diverse possono portare a infiammazione intorno agli occhi, e tutti si traducono in un accumulo di liquidi. È l’accumulo di liquidi che dà all’orbita dell’occhio un aspetto gonfio.

Per alcune persone, l’edema periorbitale può manifestarsi lentamente. Questo tipo di edema periorbitale è descritto come cronico. Per altri, può accadere rapidamente e viene quindi definito acuto.

Opzioni di trattamento

Qualunque sia la causa dell’edema periorbitale, i seguenti trattamenti possono aiutare a ridurre il gonfiore:

  • Ridurre l’assunzione di sale : una dieta salata può aumentare la quantità di liquidi che una persona conserva. Una dieta a basso contenuto di sale può aiutare a ridurre la ritenzione di liquidi nel corpo, anche intorno agli occhi.
  • Bere più acqua : rimanere idratati può aiutare a ridurre la ritenzione di liquidi, che può aiutare a ridurre l’accumulo di liquidi intorno agli occhi.
  • Uso di un impacco freddo : il raffreddamento delle aree interessate con un impacco freddo può aiutare a ridurre l’infiammazione.
  • Corticosteroidi : questo tipo di farmaco può essere applicato come crema alla pelle o assunto come compressa. Aiuta a ridurre l’infiammazione in tutto il corpo, anche intorno agli occhi.
  • Farmaci anti-infiammatori : medicinali come l’ibuprofene possono essere assunti per via orale o applicati sulla pelle. Questo aiuta a ridurre l’infiammazione in tutto il corpo, anche intorno agli occhi.

Altri trattamenti disponibili per l’edema periorbitale sono specifici per la causa. Questi includono:

  • Antistaminici : aiutano a ridurre il gonfiore intorno agli occhi se sono causati da una reazione allergica.
  • Adrenalina o epinefrina : questo trattamento di emergenza aiuta a ridurre il gonfiore estremo causato da uno shock anafilattico .
  • Antibiotici : questi possono aiutare a ridurre il gonfiore intorno agli occhi se è causato da un’infezione.

Quali sono i sintomi?

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I sintomi dell’edema periorbitale possono includere gonfiore intorno all’occhio, visione doppia e sensibilità alla luce.

I sintomi dell’edema periorbitale includono:

  • infiammazione da lieve a severa intorno all’orbita dell’occhio
  • visione doppia o sfocata causata dal gonfiore degli occhi
  • arrossamento intorno agli occhi, oltre al gonfiore
  • rigonfiamento del bulbo oculare
  • il bianco dell’occhio appare infiammato
  • lacrime in eccesso in fase di produzione
  • l’occhio appare contuso
  • le palpebre vengono respinte dall’infiammazione
  • essere sensibile alla luce
  • dolore intorno agli occhi o dolore quando si sposta l’occhio
  • prurito intorno agli occhi

Shock anafilattico

Se il gonfiore intorno all’occhio è accompagnato da un altro gonfiore del viso o difficoltà di respirazione, questo può essere uno shock anafilattico.

Lo shock anafilattico è una reazione allergica estrema ed è un’emergenza medica. Una persona che vive uno shock anafilattico ha bisogno di cure mediche di emergenza.

Se una persona pensa che questo possa essere il caso, dovrebbero chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

L’edema periorbitario può essere causato da un’infezione acuta. Se una persona ha un’infezione acuta, può presentare ulteriori sintomi. Questi includono:

  • febbre
  • sentirsi poco bene
  • nausea
  • vomito
  • linfonodi teneri (ghiandole)

Le cause

Le cause possono essere raggruppate nei seguenti tipi:

  • medico
  • naturale
  • stile di vita

Medico

Le cause mediche dell’edema periorbitale includono:

  • mononucleosi
  • reazioni allergiche
  • disturbi della pelle
  • malattie della tiroide
  • cellulite periorbitale
  • Malattia di Chagas
  • Sindrome nevrotica
  • trichinosi
  • problemi con i condotti lacrimali
  • congiuntivite
  • lesioni agli occhi
  • sinusite

Naturale

Alcune cose che sono una parte naturale della vita possono causare gonfiore intorno agli occhi. Questi includono:

  • Piangere : quando una persona piange, le loro lacrime possono irritare intorno agli occhi. Questo può portare a gonfiore.
  • Invecchiamento : quando una persona invecchia il proprio corpo espelle più acqua per tutto il giorno. Ciò può portare al corpo a cercare di trattenere più fluido, causando gonfiore intorno agli occhi.

Stile di vita

Le cause dello stile di vita dell’edema periorbitale includono:

  • Sonno irregolare : dormire troppo o troppo poco può far sì che il corpo di una persona mantenga fluido.
  • Mangiare troppo sale : una dieta ad alto contenuto di sale può rendere il corpo più fluido.
  • Bere troppo alcol : l’alcol può causare disidratazione . Quando una persona beve molto alcol spesso, può causare ritenzione di liquidi.
  • Fumo : il fumo di sigaretta può causare squilibri ormonali. Questo può portare a ritenzione di liquidi.

Come viene diagnosticato?

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Un medico può eseguire un esame del sangue per diagnosticare l’edema periorbitale.

Se una persona pensa di avere un edema periorbitale, dovrebbe parlare con un medico. Un medico può aiutare a diagnosticare la causa sottostante.

I test che un medico può eseguire includono:

  • analisi del sangue
  • test allergologici
  • biopsia della pelle
  • test di imaging

In primo luogo, il medico esaminerà l’area interessata. Quindi, possono porre domande di salute generale e stile di vita per stabilire una causa. A seconda della causa sospetta, il medico può quindi eseguire una serie di test.

Porta via

Spesso, rimedi casalinghi o trattamenti da banco aiutano a ridurre i sintomi dell’edema periorbitale.

Talvolta l’edema periorbitale ha una causa sottostante più seria. Un medico può aiutare a diagnosticare questo e raccomandare un trattamento appropriato.

Se una persona sospetta che il gonfiore intorno agli occhi sia causato da uno shock anafilattico, dovrebbe cercare un trattamento medico di emergenza.

Cos’è un’ernia strozzata?

Un’ernia strozzata si verifica quando il flusso di sangue al tessuto erniato è stato interrotto. Questo tessuto strangolato può rilasciare tossine e infezioni nel sangue, che potrebbero portare a sepsi o morte. Le ernie strangolate sono emergenze mediche.

Qualsiasi ernia può diventare strangolata. Un’ernia strozzata è un’ernia che sta tagliando il flusso di sangue all’intestino e ai tessuti nell’addome.

I sintomi di un’ernia strozzata includono dolore vicino a un’ernia che peggiora molto rapidamente e può essere associata ad altri sintomi.

Chiunque sospetti di avere un’ernia strangolata dovrebbe cercare cure mediche di emergenza.

Fatti veloci sull’ernia strangolata:

  • Le ernie strangolate tendono a causare sintomi gravi.
  • Un’ernia sembra un evidente rigonfiamento sulla pelle.
  • Chiunque sospetti di avere un’ernia dovrebbe consultare un medico.

Sintomi

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Accanto a un rigonfiamento, i sintomi di un’ernia strozzata possono includere febbre, affaticamento, nausea e dolore lancinante.

Un’indicazione comune di un’ernia strozzata è un rigonfiamento facilmente visibile nelle zone dell’addome o del bacino.

Altri sintomi che possono accompagnare il rigonfiamento includono:

  • dolore improvviso che può diventare rapidamente atroce
  • febbre
  • stanchezza generale
  • infiammazione e cambiamenti di colore nella pelle vicino all’ernia
  • sensazione di bruciore intorno all’ernia
  • nausea
  • vomito
  • incapacità di passare il gas
  • stitichezza grave o incapacità di avere un movimento intestinale
  • sgabelli sanguinolenti
  • battito cardiaco accelerato

Chiunque provi dolore vicino all’ernia dovrebbe consultare un medico il prima possibile.

Diagnosi e trattamento

Le ernie strangolate sono spesso diagnosticate nel pronto soccorso e possono essere facilmente osservabili dall’ispezione visiva e dalla descrizione dei sintomi. I medici possono utilizzare un test di imaging, ad esempio un’ecografia , per verificare se l’ernia blocca l’intestino di una persona.

Un’ernia strozzata deve essere immediatamente trattata chirurgicamente, in quanto ciò potrebbe prevenire gravi danni al corpo e danni permanenti ai tessuti.

Chirurgia

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Le ernie strangolate sono emergenze mediche.

La chirurgia per un’ernia strozzata avviene in due fasi.

Innanzitutto, il chirurgo dovrà ridurre le dimensioni dell’ernia. Il chirurgo applica delicatamente la pressione all’ernia nel tentativo di spingere i tessuti intrappolati nella cavità addominale. Devono lavorare rapidamente per evitare che il tessuto venga danneggiato in modo permanente.

Dopo questo, il chirurgo rimuoverà tutti i tessuti danneggiati.

Una volta che questo è completo, il chirurgo riparerà l’area debole del muscolo dove l’ernia si è spinta attraverso. Se l’ernia è piccola, il chirurgo potrebbe riuscire a farlo con punti. Con le grandi ernie, un chirurgo può aver bisogno di aggiungere una maglia chirurgica flessibile o un tessuto per un ulteriore supporto per aiutare a mantenere l’ernia da ricorrere.

Tipi di ernia

L’ernia è il risultato di una debolezza dei muscoli addominali che tengono in posizione gli organi. Quando questi muscoli diventano troppo deboli, il tessuto dell’organo potrebbe spingere attraverso il muscolo, creando questo notevole rigonfiamento nella pelle. Questo rigonfiamento può scomparire o ridursi quando una persona si sdraia.

Le ernie possono anche essere morbide al tatto e causare disagio all’addome superiore o inferiore o all’inguine, soprattutto quando si solleva, si tossisce o si piega.

Le ernie potrebbero non causare sintomi in alcuni casi, ma potrebbe essere ancora meglio trattarle precocemente per evitare complicazioni.

Un’ernia strozzata non è un tipo di ernia, ma piuttosto una complicazione. Alcuni dei tipi più comuni di ernie che possono diventare strangolati sono:

  • Ernia inguinale : un rigonfiamento su entrambi i lati dell’osso pubico.
  • Ernia epigastrica : un rigonfiamento di grasso che spinge attraverso le pareti dell’addome superiore.
  • Ernia femorale : un nodulo all’inguine o nella zona superiore interna della coscia.
  • Le ernie ombelicali : una protuberanza nell’ombelico causata dall’intestino che sporge attraverso i muscoli addominali più deboli all’ombelico.
  • Ernia incisionale : un’ernia causata da una ferita chirurgica che non è stata completamente o correttamente guarita.
  • Ernia iatale : un’ernia che si sviluppa quando una porzione dello stomaco si eleva attraverso un difetto nel diaframma. Mentre questo tipo di ernia può essere strangolato, i segni sono diversi e comprendono nausea, dolore al petto dopo aver mangiato e gonfiore.

Ernie incarcerate

Le ernie possono essere incarcerate quando il tessuto erniato viene intrappolato e non può tornare al suo posto, ma l’apporto di sangue ai tessuti non è stato interrotto. Tuttavia, le ernie incarcerate possono facilmente portare a ernie strangolate.

Le ernie incarcerate non sono un’emergenza medica, ma devono comunque essere trattate rapidamente per evitare che vengano strangolate.

Quando vedere un dottore

Se l’ernia non torna facilmente nella cavità addominale, può essere incarcerata. Chiunque abbia un’ernia incarcerata dovrebbe vedere un medico, poiché queste ernie possono facilmente strangolarle.

Chiunque sospetti di avere un’ernia strozzata dovrebbe saltare il medico e cercare immediatamente assistenza medica di emergenza.

Le cause

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Tendendo durante i movimenti intestinali può essere un fattore di rischio per le ernie.

Le ernie strangolate possono verificarsi in qualsiasi punto della vita di una persona. È anche possibile che i bambini nascano con ernie che possono o non possono strangolare.

La causa di un’ernia strozzata è la stessa di altre ernie. Il tessuto muscolare dell’addome diventa debole, il che rende più facile per i tessuti dell’intestino spingere attraverso il tessuto muscolare.

Quando ciò accade, il rivestimento addominale può intrappolare l’intestino, che intrappola un po ‘di tessuto organico e causa strangolamento.

Mentre le ernie strangolate possono verificarsi in quasi tutti, ci sono alcuni fattori di rischio da cercare. I fattori di rischio per le ernie possono includere:

  • sforzandosi durante i movimenti intestinali
  • tosse cronica, come in alcuni disturbi polmonari, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • interventi chirurgici addominali o parti cesarei
  • attività faticosa, soprattutto quando non si solleva correttamente
  • gravidanza

Le persone che hanno avuto un’ernia riparata in passato possono anche avere più probabilità di avere un’ernia nella stessa area più avanti nella vita.

complicazioni

La maggior parte delle complicanze con ernie strangolate si verificano a causa della mancanza di trattamento.

Il tessuto che è stato reciso dall’apporto di sangue può morire rapidamente. Ciò porta a una situazione potenzialmente pericolosa per la vita, poiché questo tessuto morto rilascia tossine e batteri nel sangue che possono causare infezioni del sangue, sepsi e morte.

La chirurgia comporta anche il rischio di complicanze. I medici discuteranno con loro le opzioni di ciascuna persona, compresi i rischi associati alla chirurgia.

Recupero

Il recupero dalla chirurgia per un’ernia strozzata può richiedere tempo. Molte persone avranno bisogno di passare un po ‘di tempo a recuperare in ospedale.

Molte persone scoprono di poter tornare alle loro solite vite entro un paio di settimane. Se ci sono stati gravi danni ai tessuti, il recupero potrebbe richiedere più tempo. Dopo l’intervento chirurgico, una persona dovrà limitare la propria attività fisica per un periodo di tempo determinato dal proprio medico.

Il recupero completo può variare da alcune settimane a diversi mesi.

prospettiva

Quando un’ernia strozzata viene catturata precocemente e trattata rapidamente, le prospettive sono buone. Le persone che sospettano di avere un’ernia dovrebbero consultare un medico il più presto possibile per la diagnosi e il trattamento. Agire tempestivamente può aiutare a evitare problemi potenzialmente pericolosi.

Chiunque noti i segni di un’ernia strozzata dovrebbe rivolgersi ad un medico di emergenza.