Che cos’è la ghiandola di Bartolini ?

Una zona vaginale soggetta ad infiammazioni e infezioni è la ghiandola di Bartolini. Le cause possono essere molteplici e provocare fastidio e dolore. E’ importante rivolgersi al medico prontamente per la cura.

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Le parti intime della donna sono soggette a infezioni e irritazioni. Le ghiandole di Bartolini si trovano all’inizio della vagina. Queste hanno la funzione di secernere un liquido, chiaro e viscoso, che lubrifica la vagina, specialmente durante un rapporto sessuale. Quando una ghiandola di Bartolinis’infiamma, le labbra della vagina si gonfiano e risultano dolenti. Alla paziente viene diagnosticata la bartolinite. L’infiammazione può essere causata da diversi fattori e determinare sintomi differenti.

Inizialmente il gonfiore è ridotto ma può aumentare ed allargarsi. Si formano delle cisti. Come conseguenza, l’infezione provoca fastidio, bruciore e dolore quando si cammina, si sta sedute e durante un rapporto sessuale.

Le donne più a rischio sono quelle che hanno un’età compresa tra i 20 e i 30 anni e sono sessualmente attive.

La scarsa igiene intima può determinare l’infiammazione della ghiandola di Bartolini

CAUSE DELL’INFIAMMAZIONE DELLA GHIANDOLA DI BARTOLINI

Le cause dell’infiammazione della ghiandola di Bartolini possono essere differenti; in alcuni casi può dipendere da patologie.

L’accumulo e l’ostruzione del liquido all’interno della ghiandola può dipendere dalla scarsa igiene personale. Il fenomeno determina la proliferazione di batteri e germi nella zona vaginale. Per questo motivo, il liquido ristagna all’interno della ghiandola provocando l’infiammazione. In alcuni casi, questa infiammazione è associata alla cistite.

Anche indossare abiti troppo stretti e biancheria intima non adeguata può determinare l’infiammazione. La condizione è conseguenza dello sfregamento delle parti intime con i tessuti.

Anche avere rapporti sessuali non protetti mette a rischio la salute e la funzionalità della ghiandola. Sono molti, infatti, i casi in cui le irritazioni e le infiammazioni della vagina dipendono proprio dal sesso.

Connesse al rapporto sessuale sono le malattie veneree. Quelle che più di altre determinano l’infiammazione e l’ascesso della ghiandola sono la gonorrea, la candidosi e la clamidia. La loro frequenza dipende dal numero e frequenza di rapporti sessuali non protetti che si hanno.

Un’altra causa da non sottovalutare è l’abbassamento delle difese immunitarie. Stress e alterazioni ormonali, infatti, possono causare l’infiammazione.

Altre cause, specialmente se la donna ha un’età superiore ai 40 anni, può essere la formazione di un cancro o di un tumore.

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Tra le cause dell’infiammazione della ghiandola di Bartolini ci sono i rapporti sessuali non protetti

GHIANDOLA DI BARTOLINI INFIAMMATA: I SINTOMI

I sintomi dell’infiammazione alla ghiandola di Bartolini possono variare in base al grado d’infiammazione della vagina. All’inizio, l’infiammazione può essere asintomatica, finché il rigonfiamento è limitato. Quando, però, si trasforma in cisti e questa si infetta possono manifestarsi diversi sintomi. Infatti, in questi casi, può avvenire un vero e proprio ascesso e formarsi del pus.

L’infezione può determinare dolore al tatto, prurito e bruciore sia durante la giornata e specialmente durante un rapporto sessuale. Come conseguenza la donna potrà sentirsi a disagio nello stare seduta o camminare. Può manifestarsi anche uno stato febbrile e la perdita di liquido vaginale associata a perdite ematiche.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO: LA DIAGNOSI

È importante mettersi in contatto con il proprio ginecologo quando si nota la formazione del bozzo. Inoltre, bisogna comunicare anche tutti i sintomi che si avvertono.

Dopo aver eseguito l’anamnesi della paziente, il ginecologo procederà con la visita medica. Inizierà con l’effettuare un esame pelvico ed a eseguire un tampone vaginale o della cervice uterina. Questo test serve a riconoscere eventuali patologie connesse a rapporti sessuali non protetti. Potrà inoltre prelevare un campione di tessuto per verificare, attraverso la biopsia, eventuali formazioni neoplastiche.

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Il bagno caldo può aiutare in caso di infiammazione della ghiandola di Bartolini

COME CURARE L’INFIAMMAZIONE DELLA GHIANDOLA DI BARTOLINI

La terapia suggerita prevede rimedi omeopatici e naturali e rimedi farmacologici.

In genere, quando l’entità dell’infiammazione non è grave, il medico suggerisce dei trattamenti naturali.

Può essere utile fare delle lavande vaginali a base di olio essenziale di Melaleuca o Perilla. Queste due piante hanno proprietà antisettica, antibatterica, antibiotica ed antinfiammatoria.

Inoltre si può fare un bidet o un bagno caldo per dilatare la cisti, facilitarne l’espulsione e la guarigione.

Anche il ghiaccio può essere utilizzato come trattamento. È importante applicare il ghiaccio coperto da un panno morbido e pulito.

È importante anche correggere l’alimentazione ed evitare cibi grassi, piccanti e carboidrati. Da preferire sono gli alimenti che contengono vitamine e sali minerali; in altre parole, frutta e verdura.

TERAPIA FARMACOLOGICA E INTERVENTO CHIRURGICO

Quando i trattamenti naturali non sono efficaci, il ginecologo prescriverà dei farmaci. In caso di cisti infetta potrà prescrivere degli antibiotici, antinfiammatori, antidolorifici ed antimicotici.

Può però essere necessario drenare chirurgicamente la cisti infettata per favorire l’espulsione del liquido al suo interno.

In altri casi, può essere utile eseguire la marsupializzazione. Il medico, dopo aver eseguito un’incisione, applica su entrambi i lati delle ghiandole dei punti per creare un’apertura permanente. Su questa si potrà se necessario inserire un catetere utile per drenare.

Dieta del Digiuno Intermittente lo schema settimanale.

La dieta del digiuno intermittente aiuta a dimagrire velocemente perché accelera il metabolismo. Si basa sull’alternanza di pasti completi e regolari al digiuno durante le ore della giornata. Ecco cosa prevede e quali sono i vantaggi e svantaggi

dieta_del_digiuno_intermittente_01Oggi le diete alimentari predisposte per il dimagrimento sono moltissime. In tante promettono di fare perdere i chili di troppo anche velocemente; pensiamo, per esempio, alla dieta dissociata o alla dieta scarsdale. La dieta del digiuno intermittente, è un tipo di dieta che sta spopolando perché aiuta a dimagrire più in fretta perché riesce a fare accelerare il metabolismo.

Questo programma alimentare è scelto soprattutto dagli sportivi che hanno bisogno di perdere peso prima di partecipare a gare importanti.

La dieta si basa sull’alternanza di pasti completi e regolari a digiuni brevi o prolungati. Il programma alimentare non è prestabilito ma permette di scegliere come impostare l’alternanza pasto-digiuno. Nei vari metodi quello che cambia è il periodo di tempo tra le due fasi.

Scopriamo in cosa consiste, quali alimenti vengono suggeriti e quali vantaggi e svantaggi può comportare per l’organismo.

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A differenza delle altre, la dieta del digiuno intermittente non esclude alimenti

SCHEMI DELLA DIETA DEL DIGIUNO INTERMITTENTE

La dieta del digiuno intermittente prevede in linea generale una fase di digiuno, la fase fast, e un’altra in cui si può mangiare regolarmente, la fase fed.

La prima dura dalle 12 alle 20 e prevede di potere assumere acqua, caffè amaro, tè e bevande senza zuccheri ma nessun cibo. Nelle successive ore, si può mangiare come di consueto.

LE TIPOLOGIE DI DIETA DEL DIGIUNO INTERMITTENTE

I nutrizionisti e preparatori atletici che appoggiano e promuovono questo tipo di dieta sono differenti. Ognuno di loro, pur concordando nell’efficacia del digiuno propone delle varianti alla dieta.

Quella più nota è la leangains, conosciuta anche come intermittent fasting o digiuno intermittente leangains. Questo programma alimentare si basa sulla suddivisione della giornata, tra fase fast/fed, sullo schema 16/8. Ciò significa che il digiuno completo deve essere di 16 ore per poi lasciare il posto ad 8 ore in cui poter mangiare fino a 3 pasti.

La dieta ​Eat Stop Eat, consiste nel digiunare per 24 ore, una o due volte a settimana. Nei casi, in cui è necessario, però prevede di poter assimilare alcuni cibi ipocalorici.

La Warrior Diet, invece, prevede 4 ore di fed in cui si può mangiare tutto e degli spuntini a base di verdure e frutta secca.

La dieta Fast, nota anche come digiuno a giorni alterni, prevede di poter mangiare regolarmente per 5 giorni a settimana e di digiunare completamente, o quasi, negli altri 2 giorni. Nei giorni di digiuno, è concesso fare solo un’abbondante colazione e una cena.

La Whole day fasting, a differenza della Eat Stop Eat, suggerisce uno o due giorni di completo digiuno, mentre negli altri 5 giorni si può mangiare di tutto.

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La dieta del digiuno intermittente prevede di poter mangiare qualsiasi cosa nella fase Fed

SCHEMA SETTIMANALE

Se alcune tipologie di programmi alimentari sono intuibili perché prevedono fasi di digiuno totale a fasi in cui si può mangiare di tutto, in altri casi sono necessarie delle indicazioni.

Prendiamo ad esempio la dieta leangains che, come detto prevede una fase fed di 8 ore, e una fase fast di 16 ore.

colazione e durante l’intera giornata ci si può concedere the verde, caffè amaro, tisane non zuccherate, acqua.

pranzo, invece, dopo le 12, si può mangiare pasta al pesto, verdura mista con un cucchiaio d’olio, frutta. (Da qui inizia la fase fed, in cui potete consumare pasti per le successive 8 ore)

Dalle ore 16, potete fare merenda con 15 g di frutta secca, una frutta e 50 g di gallette di riso o mais.

cena, dopo le 19, il programma prevede merluzzo al forno, pane di segale o integrale, verdure miste condite con un cucchiaio d’olio, un bicchiere di vino. È importante fermare la fase fed, dopo 8 ore dall’inizio del primo pasto, colazione esclusa.

La dieta fast, consiste in 5 giorni in cui si mangia regolarmente e 2 giorni a restrizione calorica. In questi 2 giorni vengo consigliati il consumo di alimenti proteici. A colazione, si può mangiare per esempio, uova strapazzate, prosciutto e tè; per cena, invece, pollo, pesce e verdure grigliate.

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A cena è preferibile mangiare più leggero

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL DIGIUNO INTERMITTENTE

La dieta del digiuno intermittente apporta vantaggi non solo per la perdita di peso e l’accelerazione del metabolismo. Questa abbassa notevolmente anche il livello di insulina che causa malattie cardiovascolari e cancro. Questa dieta permette anche di fare aumentare la secrezione dell’ormone della crescita (GH) che permette di assimilare le proteine, bruciare grassi ed abbassare i trigliceridi. L’alternanza alimentazione-digiuno favorisce anche la rigenerazione delle cellule.

Tuttavia questo programma alimentare così drastico non è adatto a tutti. In particolar modo è sconsigliato a chi soffre di diabete, ipoglicemia, squilibrio del cortisolo, stanchezza cronica. Da evitare è anche per le donne in gravidanza e allattamento.

È importante comunicare al proprio medico l’inizio del programma alimentare e informarlo in caso di effetti collaterali riscontrati. Tra questi i disturbi del sonno, l’ansia, l’irritabilità e la disidratazione.

Quali sono gli effetti collaterali della Pillola anticoncezionale ? Farmajet news

La pillola anticoncezionale leggera ha una quantità di ormoni ridotta rispetto alla tradizionale. Sarà il ginecologo a suggerire e prescrivere quella corretta da assumere. E’ importante seguire le istruzioni e acquistare quella giusta per evitare controindicazioni.

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La pillola anticoncezionale leggera, o mini pillola, si differenzia dalla pillola anticoncezionale tradizionale. Questa, infatti, è un contraccettivo a base di estradiolo e di progestinico ma con una quantità di ormoni ridotta. È efficace per ridurre i rischi di una gravidanza indesiderata e regola il ciclo mestruale della donna. Inoltre è più sicura e tollerabile rispetto a quella classica. È solitamente suggerita alle donne over 35, alle donne in allattamento e a chi non tollera gli estrogeni.

Le industrie farmaceutiche di riferimento hanno messo in commercio diverse tipologie, distinte per forma, colore e principi attivi. Sarà lo specialista, il ginecologo, a consigliare quale assumere. A tal fine, il medico terrà in considerazione le esigenze e necessità individuali di ogni sua paziente. Inoltre, prima della prescrizione valuterà il peso, l’età, la condizione fisiologica e ginecologica della paziente.

Sebbene gli effetti indesiderati, come l’aumento di peso, la cellulite e la ritenzione idrica siano ridotti è bene fare attenzione.

Anche la pillola anticoncezionale leggera può causare emicrania

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COME SI ASSUME LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE LEGGERA

La pillola anticoncezionale leggera deve essere presa con costanza e puntualità. È fondamentale seguire le istruzioni riportate nella confezione, confrontarsi con il ginecologo e avvisarlo alla comparsa di alcuni sintomi.

Il blister, all’interno della confezione, riporta i giorni della settimana, dal lunedì al venerdì, nei quali si dovrà prendere la pillola. Questa dovrà essere presa per via orale ogni giorno, preferibilmente allo stesso orario e a stomaco pieno.

La cura dura 21 giorni, tre settimane, a cui segue una settimana di pausa. Nella settimana in cui no è prevista la pillola compariranno le mestruazioni. Terminata la settimana, si potrà iniziare un nuovo ciclo di 21 giorni e 1 settimana di pausa.

È preferibile evitare di assumere il farmaco per più di sei mesi consecutivi e di alternare un mese di pausa alla sua assunzione.

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E’ importante chiedere il parere medico

EFFETTI COLLATERALI DELLA PILLOLA ANTICONCEZIONALE LEGGERA

Sebbene considerata meno rischiosa rispetto alla pillola tradizionale, anche quella leggera può avere effetti collaterali.

È fondamentale seguire con attenzione il consiglio e le indicazioni del proprio medico; inoltre bisogna leggere con attenzione le informazioni riportate all’interno della confezione.

La scelta della tipologia di pillola anticoncezionale, anche se leggera, non deve essere sottovalutata. Poiché ne esistono di differente tipologia di ormone, anche l’effetto sarà differente. Specialmente in questi casi il “fai da te” è vietato.

I sintomi possono essere differenti e, alla loro comparsa, bisogna contattare il ginecologo.

La pillola anticoncezionale leggera può determinare, anche se raramente, casi di spotting. Il fenomeno è comune ma innocuo. Se però le perdite ematiche persistono, è fondamentale comunicarlo immediatamente al ginecologo di fiducia.

L’uso prolungato del farmaco può causare anche mal di testa, dolori al seno e nausea.

Come per la pillola tradizionale, anche quella leggera può determinare l’aumento del peso corporeo e la comparsa della cellulite. Quest’ultima è una conseguenza della ritenzione idrica.

Gli effetti collaterali appena descritti possono essere gestiti e limitati associando alla pillola un’alimentazione sana ed equilibrata e una corretta idratazione. Anche dedicare del tempo giornalmente all’attività fisica può essere d’aiuto.

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Anche la pillola anticoncezionale leggera limita i rischi di gravidanze indesiderate

RISCHI E CONSEGUENZE

Sebbene sia leggera, la pillola anticoncezionale leggera resta comunque un farmaco. Per questo motivo è importante non assumerla senza prima aver consultato il medico. Le conseguenze, oltre che sgradevoli, possono essere anche piuttosto gravi. Sebbene sia leggero, il farmaco può causare perdite ematiche, emicranie frequenti, anemia, ritenzione idrica e il carcinoma alla mammella.

L’uso della pillola deve essere valutato per le donne che hanno pressione alta, problemi di circolazione, diabete, malattie dei reni e del fegato, tumori maligni. Anche il fumo può essere un rischio.

ALCUNE PRECISAZIONI UTILI

La pillola anticoncezionale leggera è sicura ed efficace se usata in modo corretto. Questa agisce immediatamente, già dal primo giorno. Tuttavia, per ridurre i rischi di gravidanza è utile utilizzare anche il preservativo durante il primo mese. Eventuali gravidanze indesiderate, nonostante l’uso della pillola, sono imputabili a errori di assunzione e a problemi di assorbimento. Può influire anche l’interazione con altri farmaci, come gli antibiotici.

Se si assume per la prima volta bisogna prenderla il primo giorno del ciclo mestruale e rispettare le modalità d’uso. Fondamentale è rispettare gli orari. La pillola infatti va assunta sempre alla stessa ora.

Nel caso si dimentichi di assumerla, bisogna leggere le istruzioni riportate sul foglio illustrativo del farmaco e contattare il medico. Solo lo specialista sarà in grado di valutare come comportarsi.

 La pillola, infine, non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.

 

Dimagrire con la Curcuma si può. Farmajet news

Ai fini del dimagrimento è importante conoscere come usare la curcuma in modo corretto insieme ad altri ingredienti naturali. Oltre ad essere gustosa, le sue proprietà sono molteplici. Scopriamole.

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I rimedi naturali per perdere peso sono numerosi. Bisogna, però, conoscerli e saperli dosare e miscelare in modo corretto. Oltre al limone esistono diverse spezie che permettono di perdere peso in modo naturale. Oltre lo zenzero, un’altra preziosa spezia che ha anche proprietà dimagranti è la curcuma. Utilizzata molto nella medicina ayurvedica, è importante sapere come usare la curcuma in modo corretto.

Riconoscibile dal suo colore arancione, la spezia si ricava dalla radice della curcuma longa, nota anche come zafferano delle Indie.

È una pianta che appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, che cresce nei paesi orientali in cui predomina il clima tropicale e la piovosità è elevata. Le foglie sono allungate ed ovali mentre la spezia si ricava dai rizomi dei suoi fiori.

Scopriamo le sue proprietà, come utilizzarla e abbinarla affinché sia efficace per il dimagrimento.

Tra i rimedi naturali per perdere peso c’è la curcuma e lo zenzero

PROPRIETÀ DELLA CURCUMA

Oltre ad essere un colorante naturale, questa spezia ha tantissime proprietà utili per il nostro organismo. La curcuma ha proprietà analgesiche e cicatrizzanti, antinfiammatorie, antisettiche, antivirali e digestive. Aiuta ad aumentare le difese immunitarie nell’organismo e previene influenza e raffreddore. È, infatti, ricca di vitamine (B, C, E K) e di minerali (ferro, calcio, magnesio, potassio, sodio, zinco).

Alcuni studi hanno dimostrato che è utile per prevenire diverse patologie tra cui i tumori al colon, ai polmoni e al fegato. È utile anche per prevenire le patologie cardiovascolari e l’Alzheimer. Può essere utilizzata contro i dolori addominali, articolari e le infiammazioni. Può anche ridurre il colesterolo LDL e giova alla circolazione del sangue perché rinforza i vasi sanguigni.

Questa spezia è utile quindi per dimagrire, depurare il sangue e combattere l’invecchiamento. Combatte, inoltre, l’obesità, il diabete, l’aterosclerosi e la depressione.

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La curcuma è assimilata attraverso il pepe nero

CURCUMA E DIMAGRIMENTO

Come anticipato, le proprietà della curcuma sono numerose. Questa spezia è in grado di agire direttamente su molti organi del nostro corpo.

Non avendo particolari controindicazioni, la nostra polvere d’oro può essere abbinata a diversi tipi di dieta alimentare.

Ai fini del dimagrimento, la curcuma in particolare agisce sulle cellule adipose. Riesce a ridurre il senso di fame e regola il senso di sazietà, perché stimola la leptina, un ormone che influisce sulla fame. Migliorare e accelera il metabolismo.

Inoltre, poiché agisce sul sistema linfatico e circolatorio, elimina i liquidi in eccesso e limita la formazione della cellulite.

La curcuma è in grado di fare produrre al nostro organismo la bile. In questo modo, oltre a favorire la digestione, riesce a sgonfiare la pancia.

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Con la curcuma si possono preparare gustosi frullati

COME USARE LA CURCUMA IN CUCINA PER DIMAGRIRE

Sapere che esiste una relazione tra curcuma e dimagrimento non è sufficiente per ottenere il nostro obiettivo. È importante capire come usare la curcuma correttamente a tale scopo.

Come tutte le spezie, non bisogna eccedere nell’uso. I nutrizionisti e dietologi consigliano di non consumare più di 2 cucchiaini al giorno.

La spezia può essere aggiunta allo yogurt ma anche per insaporire insalate e altre pietanze a fine cottura.

Affinché sia efficace e gradevole, si consiglia di abbinare la spezia al pepe nero, a grassi e olii (olio, burro, semi). Sono consigliati anche alcuni alimenti, tra cui i frutti di bosco, l’uva rossa, alcune verdure (spinaci, peperoni, cavoli crudi) ed il tè verde.

Con la curcuma si possono ottenere gustosi milk-shake e bevande smookie. Noto è il golden milk o latte d’oro. Questo si prepara aggiungendo del latte, animale o vegetale, alla curcuma e al pepe nero. In base ai propri gusti si potranno miscelare anche con gli altri ingredienti.

COME USARE LA CURCUMA E PREPARE INFUSI

Si possono anche preparare degli infusi disintossicanti e digestivi.

Tra questi, il più noto e utilizzato è a base di curcuma e limone. Bisogna miscelare 250 ml di acqua calda, 1 gr di curcuma, il succo di mezzo limone e mezzo cucchiaino di miele. Mescolate bene finché la curcuma non si sarà sciolta completamente e lasciate riposare per almeno 5 minuti. È preferibile assumere l’infuso a colazione o dopo pranzo, bere al massimo 2 tazze al giorno per almeno 2 settimane.

Chi ne apprezza il gusto, può anche aggiungere della cannella.

oppure si può usare la curcuma pura biodisponibile da assumere due capsule prima dei pasti per un mese, per attivare il metabolismo dei grassi e conseguentemente perdere peso.

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CONTROINDICAZIONI

La curcuma non è indicata a chi soffre di ulcera, di calcoli alla cistifellea o alla vescica o di malattie epatiche. Sovraccaricare il fegato, infatti, è controproducente.

Prima di assumerla è consigliato chiedere il parere medico, specialmente se si assumono dei farmaci anticoagulanti, antiaggreganti, ipoglicemizzanti e immunosoppressivi.

 

 

La molecola di “superassassino” di Huntington potrebbe uccidere il cancro

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Gli scienziati che hanno sondato la ragione per cui il cancro è molto meno comune negli individui con la malattia di Huntington hanno rivelato che il gene responsabile della condizione del cervello fatale produce una molecola che è mortale per le cellule tumorali.

Perché le persone con la malattia di Huntington hanno meno probabilità di essere diagnosticate con un cancro?

In un recente articolo pubblicato sulla rivista EMBO Reports , gli scienziati della Northwestern University di Chicago, IL, hanno notato esattamente come hanno testato la molecola nelle cellule di cancro umano e di topo , nonché nei topi con cancro ovarico .

“Questa molecola”, spiega l’autore senior dello studio Marcus E. Peter, che è professore di metabolismo del cancro, “è un superassassino contro tutte le cellule tumorali, non abbiamo mai visto nulla di così potente”.

Lui ei suoi colleghi sperano che la scoperta porterà a un trattamento di breve durata in grado di colpire e distruggere le cellule tumorali senza innescare il progressivo danno cerebrale che si verifica a fianco della malattia di Huntington .

La malattia di Huntington è una malattia fatale ed ereditaria che distrugge le cellule nervose nel cervello, causando un progressivo declino delle capacità mentali e fisiche. I sintomi generalmente emergono tra i 30 ei 50 anni e progrediscono in un periodo che dura 10-25 anni.

Ci sono attualmente 30.000 persone negli Stati Uniti che vivono con la malattia di Huntington, così come altri 200.000 che sono a rischio di ereditarla.

Il gene difettoso ha troppi modelli ripetuti

Attualmente non esiste una cura per la malattia di Huntington, che deriva da un difetto nel gene huntingtina. Il gene è passato da genitore a figlio. I bambini con un genitore che ha la malattia hanno una probabilità del 50% di portare il gene.

Il gene huntingtina difettoso contiene più di un numero normale di ripetizioni di una determinata sequenza di nucleotidi nel suo codice di DNA. I nucleotidi sono “l’alfabeto” del DNA e dell’RNA e ce ne sono cinque: A, G, C, T e U.

Nella malattia di Huntington, il gene huntingtina contiene troppe sequenze ripetute di CAG. Le sequenze più ripetute di CAG nel gene, prima si sviluppa la malattia.

Le sequenze ripetute danno origine a molecole chiamate piccoli RNA interferenti che attaccano i geni che sono importanti per la sopravvivenza delle cellule e innescano un tipo di morte cellulare a cui sono sensibili le cellule cerebrali.

Tuttavia, sembra che le cellule tumorali siano molto più vulnerabili a questo tipo di morte cellulare, il che apre la possibilità di utilizzare il processo per eliminare le cellule tumorali in modo tale da non danneggiare le cellule sane.

Riteniamo che una terapia per il cancro a breve termine per alcune settimane potrebbe essere possibile, in cui potremmo trattare un paziente per uccidere le cellule tumorali senza causare i problemi neurologici di cui soffrono i pazienti di Huntington”.

Prof. Marcus E. Peter

Il meccanismo di morte cellulare attivato da piccoli RNA interferenti è stato identificato per la prima volta nella ricerca precedente dal Prof. Peter e dal primo autore dello studio Dr. Andrea E Murmann, che è un ricercatore in medicina.

Huntington’s produce “molecola assassina”

Spiegando la ragione del nuovo studio, il dott. Murmann afferma che i ricercatori si sono chiesti se ci potrebbero essere situazioni in cui il meccanismo di morte cellulare è “iperattivo in certe persone e dove potrebbe causare la perdita di tessuti”.

“Questi pazienti”, aggiunge, “non solo avrebbero una malattia con una componente di RNA, ma dovevano anche avere meno cancro”.

Un esame più attento del gene huntingtina difettoso ha rivelato un modello simile di ripetute sequenze del codice del DNA a quello trovato nel meccanismo di morte cellulare identificato nello studio precedente: entrambi erano alti nei nucleotidi C e G.

“La tossicità”, osserva il dott. Murmann, “va di pari passo con la ricchezza di C e G. Quelle somiglianze hanno scatenato la nostra curiosità”.

Il team ha testato gli effetti dei piccoli RNA interferenti prodotti dalle sequenze ripetute in cellule tumorali umane e di topo sviluppate da linee cellulari di laboratorio.

Li hanno testati nelle cellule del cervello, del seno, del colon, del fegato, dei polmoni, dell’ovaio e della pelle. Le “molecole assassine” hanno ucciso tutte le cellule tumorali da linee di cellule umane e di topi.

Hanno anche testato gli effetti delle molecole su topi vivi con cancro ovarico umano. Le molecole sono state consegnate in nanoparticelle che rilasciavano il loro carico quando raggiungevano i tumori.

I risultati hanno mostrato che le molecole hanno rallentato la crescita tumorale “senza segni di tossicità per i topi” e anche senza prove che i tumori sviluppassero resistenza al trattamento.

Il team sta ora lavorando per migliorare il metodo in modo che le nanoparticelle possano raggiungere i tumori in modo più efficace. Gli scienziati vogliono anche trovare un modo per mantenerli stabili durante lo stoccaggio.

COME ACCELERARE IL METABOLISMO NATURALMENTE

Uno dei sistemi più efficaci e duraturi per dimagrire è trovare come accelerare il metabolismo. Su questo influisce la dieta alimentare e l’attività sportiva che deve essere regolare e finalizzata ad aumentare la massa muscolare e accelerare la frequenza cardiaca.

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Perdere peso, anche velocemente, è il sogno di ogni donna e, con un po’ di impegno e costanza è un obiettivo che si può raggiungere. Se provate a salire su una bilancia tanica, tra le varie informazioni che vi fornirà ci sarà anche il valore del vostro metabolismo. Questo valore diventa indicativo nei vari controlli del peso per verificare l’efficacia del trattamento che si sta seguendo. Uno dei sistemi più efficaci e duraturi per dimagrire è accelerare proprio il metabolismo. Prima però di capire come accelerare il metabolismo in maniera semplice e veloce, cerchiamo di capire cosa sia il metabolismo.

Il metabolismo è l’insieme dei processi energetici, biologici e chimici che avvengono all’interno del nostro corpo. La loro funzione è prendere l’energia racchiusa nei vari alimenti e destinarla alle varie funzioni del corpo in base alla necessità, fisica e mentale. Più velocemente bruciamo calorie più veloce sarà il metabolismo; quindi, per accelerare il metabolismo dobbiamo aumentare il nostro dispendio energetico rispetto alle calorie che integriamo nel nostro organismo con l’alimentazione. A sua volta, il dispendio energetico quotidiano si basa su tre fattori: il metabolismo basale, gli effetti dell’alimentazione e l’attività fisica motoria.

Il metabolismo basale è il minimo dispendio energetico utile per svolgere le funzioni vitali. Sulla sua accelerazione influiscono l’esercizio fisico e la presenza di muscoli; in pratica, più muscoli abbiamo più calorie consumiamo.

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La giusta alimentazione e lo sport sono la risposta a chi cerca come accelerare il metabolismo

ACCELERARE IL METABOLISMO CON L’ALIMENTAZIONE E I RIMEDI NATURALI

Come abbiamo anticipato, sul metabolismo incide il tipo di alimentazione; quanto più corretta è l’alimentazione tanto più si può alzare il metabolismo.

È importante aumentare il consumo di proteine, specialmente quelli che contengono aminoacidi (carne magra, uova, pesce) e ridurre, ma non eliminare, quello dei carboidrati. I carboidrati, infatti, al contrario delle proteine, rallentano il metabolismo e favoriscono l’aumento del peso corporeo.

Tra gli alimenti più efficaci per chi cerca come accelerare il metabolismo troviamo l’olio di cocco, le spezie (ad esempio il peperoncino, la cannella e lo zenzero), le uova, il pesce azzurro, la frutta secca (noci), i legumi, il salice bianco, il cacao, il the e la caffeina. Anche il sedano, la cipolla, le carote, gli spinaci, le rape, i broccoli, i pomodori, le zucchine, gli asparagi, il cavolo, il cavolfiore, le verdure a foglia verde, l’aglio, le mele, il limone, il mango, la papaia, l’avocado, le bacche e i frutti di bosco, le arance, il cocomero, l’ananas e il pompelmo sono degli alleati per accelerare il metabolismo.

Tra i rimedi naturali invece troviamo il ginseng, il licopodio l’alga fucus agar agar.

Non dimentichiamo l’importanza di bere tanta acqua durante la giornata, almeno 2 litri.

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Spezie e verdure sono alleati per come accellerare il metabolismo

COME ACCELERARE IL METABOLISMO CON LO SPORT

Se provate a chiedere ad un personal trainer o a uno sportivo come accelerare il metabolismo vi dirà che la prima regola è dedicare almeno tre giorni alla settimana allo sport (palestra o passeggiata, bici) facendo un’attività della durata non inferiore ai 40 minuti. È inoltre importante eseguire esercizi di tonificazione muscolare (yoga, pilates) all’interno dell’attività aerobica, sia a corpo libero che con i pesi. Fare attività sportiva ad alta intensità, mantenendo il ritmo costante e la frequenza cardiaca sopra l’80% della FCmax (Frequenza cardiaca massima), aiuta a stimolare tutto l’organismo. Anche cambiare frequentemente allenamento è un sistema su come accelerare il metabolismo ed evita che il corpo si abitui a quell’attività.

Bisognerebbe sfruttare ogni occasione della giornata per fare lavorare il corpo: recarsi a piedi a lavoro o parcheggiare un po’ più lontano, muovere le gambe sotto la scrivania mentre si lavora.

La sedentarietà e l’aumento di peso sono nemici dei muscoli; non lavorando contribuiscono a diminuire il dispendio energetico e quindi ad abbassare il livello del metabolismo.

È importante ridurre lo stress e rilassarsi; lo stress, infatti, è nemico del metabolismo.

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Un personal trainer o a uno sportivo vi suggerirà come accelerare il metabolismo

COSA NON FARE

Oltre ai consigli alimentari e sportivi ideali per rispondere a chi cerca come accelerare il metabolismo è importante fare presente cosa evitare per non rischiare di stare male.

In vendita ci sono diversi integratori alimentari che promettono di fare perdere peso agendo proprio sul metabolismo; sebbene utili, il loro consumo deve essere assunto sotto il controllo del medico e non devono essere intesi come sostituti dei pasti.

Bere alcolici ed assumere droghe, sebbene causano il dimagrimento, hanno troppi effetti collaterali; per questo motivo non è consigliabile assumerli al fine di trovare come accelerare il metabolismo. Anche bere acqua ghiacciata è controproducente, così come mantenere la temperatura corporea sempre molto bassa.

Dieta Scarsdale come funzione e menù settimanale

La dieta scarsdale si basa su un regime iperproteico e promette di perdere peso in poco tempo se si rispettano le regole per tutta la durata della dieta, senza il rischio di riprendere in seguito i chili persi. Si basa su una dieta di dimagrimento e una di mantenimento.

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La dieta scarsdale è un altro tipo di dieta che, come la dieta plank o quella iperproteica, promette di perdere peso in pochissimo tempo.

Studiata in America, alla fine degli anni settanta, da un cardiologo, il Dottor Herman Tarnower, questo regime dietetico si basa sull’assunzione di proteine e promettere di fare perdere peso, fino a 500 grammi al giorno e fino a 10 kg in due settimane senza il rischio di riprenderli.

La dieta obbliga a seguire con rigidità, alla lettera, una scaletta alimentare e suggerisce quali sono i cibi proibiti e quelli consigliabili. La sua particolarità è che non prevede alcun limite nella quantità degli alimenti da assumere. L’apporto calorico giornaliero è di 800 o 1000 calorie.

Questa deve essere seguita per due settimane per poi essere sostituita con una dieta di mantenimento.

Come tutte le diete lampo iperproteiche prevede un’alimentazione povera di grassi e carboidrati.

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La dieta scarsdale è iperproteica

COME FUNZIONA LA DIETA SCARSDALE

La dieta Scarsdale prevede di consumare 3 pasti principali nell’arco della giornata (colazione, pranzo e cena) e vieta gli spuntini. Questi potranno essere fatti solo nel caso di attacchi di fame e limitarsi al mangiare carote o sedano o cetrioli.

La dieta prevede una fase di dimagrimento, che dura le prime 2 settimane, e una di mantenimento, da seguire per altre 4 settimane. La formula dietetica prevede, nelle prime due settimane, l’assunzione dei nutrienti principali in queste proporzioni: 45% proteine, 35% carboidrati e 20% grassi. Quella di mantenimento prevede un maggior apporto di carboidrati e grassi, pur rimanendo sullo stesso principio dietetico.

I cibi potranno essere conditi con limone, aceto, spezie, pepe, salsa di soia.

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La dieta scarsadale si basa su regole molto rigide da seguire alla lettera

LE REGOLE

La rigidità della dieta prevede di seguire tutte le regole in maniera esatta. non assumere bevande alcoliche o zuccherate; gli spuntini devono essere solo a base di carote e sedano; bisogna ridurre dall’alimentazione la percentuale di grassi per cui bisognerà eliminare il grasso dalla carne ed evitare di condire i cibi con olio, burro, salse o margarina. Per addolcire gli alimenti non bisogna usare lo zucchero o il miele ma i dolcificanti, o edulcoranti, il fruttosio, a basso contenuto calorico. Bisogna mangiare frutta fresca e bere molta acqua per eliminare le scorie delle proteine.

COSA NON FARE

Durante la dieta scarsdale non bisogna fare eccessiva attività sportiva, come corsa o nuoto; è consentito però fare degli esercizi per il mantenimento del tono muscolare.

Non bisogna lasciare la dieta a metà o seguirla per meno di una settimana o per più del tempo che richiede; evitare di sgarrare, consumare solo 2 pasti principali su tre o inserire degli spuntini intermedi.

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La soia è un condimento consentito dalla dieta

LATI NEGATIVI

La dieta ha dei “nei” in quanto si basa principalmente sulla perdita di liquidi, sull’abbassamento delle riserve glucidiche e sulla riduzione della massa muscolare.

I MENÙ DELLA DIETA SCARSDALE

Come anticipato, questo tipo di regime alimentare dietetico prevede 2 fasi e menù specifici da seguire alla lettera per essere efficaci. Vediamo qualche esempio.

MENÙ SETTIMANALE DELLE 2 SETTIMANE

Lunedi
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, te
Pranzo: carne magra, insalata di pomodori
Cena: pesce, una fetta di pane integrale, un pompelmo.
Martedì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, caffè
Pranzo: frutta, caffè
Cena: hamburger con verdure miste al vapore
Mercoledì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: tonno o salmone al naturale, verdura, frutta
Cena: carne, insalata verde
Giovedì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale
Pranzo: uova sode, formaggio magro, verdure grigliate, una fetta di pane integrale
Cena: pollo, spinaci al vapore, peperoni e fagiolini lessi
Venerdì
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: formaggi, spinaci lessi, una fetta di pane integrale
Cena: pesce, verdure, una fetta di pane integrale.
Sabato
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: macedonia di frutta
Cena: pollo o tacchino, pomodori, un pompelmo.
Domenica
Colazione: mezzo pompelmo, una fetta di pane integrale, tè o caffè
Pranzo: tacchino o pollo, contorno di cavoli, un pompelmo
Cena: vitello, insalata mista.

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L’apporto di grassi sia nella dieta di dimagrimento che in quella di mantenimento è ridotto

MENÙ DI MANTENIMENTO

Lunedì
Colazione: una tazza di latte scremato senza zucchero, una fetta di pane integrale e un’arancia
Pranzo: pollo e verdure alla griglia
Cena: uova, tonno al naturale e verdure al forno
Martedì
Colazione: frutta, due fette biscottate con marmellata, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: insalata mista
Cena: pesce al forno con verdure alla piastra e una fettina di pane integrale
Mercoledì
Colazione: latte scremato senza zucchero, cereali integrali, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: una confezione di formaggio fresco magro in fiocchi, insalata di spinaci con un filo d’olio extravergine d’oliva, una fettina di pane integrale
Cena: pesce al cartoccio con peperoni e zucchine e una fettina di pane integrale
Giovedì
Colazione: un frutto, due fette biscottate con un pochino di marmellata, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: tacchino e radicchio al forno
Cena: formaggio fresco magro, verdure al forno e una fettina di pane
Venerdì
Colazione: una tazza di latte scremato senza zucchero, una fettina di pane integrale e due kiwi
Pranzo: una fettina di vitello alla piastra e zucca al forno
Cena: un panino farcito con prosciutto e formaggio, verdure miste crude e una fettina di pane integrale
Sabato
Colazione: un frutto, due fette biscottate con un pochino di marmellata, uno yogurt e una tazzina di caffè senza zucchero
Pranzo: tofu con salsa di soja e cipolle al forno
Cena: hamburger di pollo o di tacchino con insalata di carote lesse e una fettina di pane
Domenica
Colazione: una tazza di latte scremato senza zucchero, una fettina di pane integrale e due fettine di ananas
Pranzo: pollo senza pelle cotto alla griglia e insalata di lattuga e rucola
Cena: gamberetti sconditi, verdure cotte e una fettina di pane

 ATTENZIONE: Le nozioni riportate in questo sito sono da intendersi a solo scopo informativo: non possono dunque costituire, in nessun caso, la formulazione di una diagnosi medica né possono essere considerate come prescrizione di una terapia o trattamento. Tali informazioni, pertanto, non devono sostituire il consulto diretto con un medico o eventuali visite specialistiche.

DIETA DELLE PROTEINE: COME PERDERE 3 CHILI IN 7 GIORNI

Per perdere peso efficacemente e in tempi rapidi una delle soluzioni più indicate è una dieta proteica. Molti vips si sono affidati a una dieta proteica per dimagrire in quanto permette di eliminare i chili di troppo in pochissimo tempo.dieta proto

Per perdere peso efficacemente e in tempi rapidi una delle soluzioni più indicate è una dieta proteica. Molti vip si sono affidati a una dieta proteica per dimagrire in quanto permette di eliminare i chili di troppo in pochissimo tempo.

Di norma le proteine saziano più a lungo e hanno meno calorie dei carboidrati; però, nonostante il deficit calorico, non sentirai la fame.

L’elaborazione delle proteine nell’organismo è più lenta, per questo il metabolismo resta attivo più a lungo e vengono bruciate più calorie durante la digestione.

COME FUNZIONA LA DIETA PROTEICA

Una dieta proteica si basa essenzialmente sull’assunzione di alimenti a ricco contenuto proteico, mentre va limitato il consumo di carboidrati e grassi. Meglio quindi evitare i farinacei e assumere con moderazione solo cereali integrali.

Anche la frutta dovrebbe essere limitata dato che contiene molti zuccheri. I cibi che si possono consumare senza problemi sono carni (preferite sempre le carni bianche come pollo e tacchino a quella rossa che andrebbe invece consumata con moderazione), pesce, latticini a ridotto contenuto di grassi(come formaggi e yogurt magri).

A questi alimenti si possono aggiungere (con moderazione perché contengono una quantità di carboidrati considerevole) legumi e preparati vegetali altamente proteici come seitan (non adatto però ai celiaci e chi ha problemi digestivi perché molto ricco di glutine), tofu e tempeh (derivati della soia).

MENÙ PROTEICO PER DIMAGRIRE 3 KG IN 7 GIORNI

LUNEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte di mandorla (oppure 250 ml di un’altra bevanda vegetale a scelta) con 30 g di muesli.
  2. Pranzo: Insalatona con due uova sode e 70 g di orzo perlato.
  3. Cena: Pizza rossa (senza mozzarella) con salmone.

MARTEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: 100g di seitan alla piastra con 70 g di quinoa condita con verdure come contorno.
  3. Cena: 70 g di orzo e 50 g di fagioli.

MERCOLEDÌ

  1. Colazione: 2 fette biscottate integrali con un velo di marmellata.
  2. Pranzo: 70 g di riso integrale condito con 200 g di piselli e per contorno un’insalata di pomodoro.
  3. Cena: 100g di tofu accompagnati da un contorno di insalata mista e da un panino integrale.

GIOVEDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: Un hamburger di soia accompagnato da un contorno di carote e da 50 g di pane integrale.
  3. Cena: Verdure miste grigliate, 50 g di pane integrale e 250 g di merluzzo.

VENERDÌ

  1. Colazione: Una tazza di latte di mandorla (oppure 250 ml di un’altra bevanda vegetale a scelta) con 30 g di muesli.
  2. Pranzo: 200 g di merluzzo lesso, 200 g di finocchi lessi e 70 g di riso integrale al pomodoro.
  3. Cena: 70 g di miglio e 50 g di lenticchie e, in aggiunta, una porzione d’insalata mista.

SABATO

  1. Colazione: Una tazza di latte vegetale accompagnata da 25 g di frutta secca.
  2. Pranzo: 50 g di pane integrale e una frittata preparata con due uova e 200 g di carciofi.
  3. Cena: 100 grammi di salmone, 70 g di orzo perlato e una porzione d’insalata mista.

DOMENICA

La domenica è libera: si può fare il cosiddetto “cheat day” ovvero il giorno libero dalla dieta oppure ripetere il menù di una delle giornate precedenti.

ATTENZIONE: Le nozioni riportate in questo sito sono da intendersi a solo scopo informativo: non possono dunque costituire, in nessun caso, la formulazione di una diagnosi medica né possono essere considerate come prescrizione di una terapia o trattamento. Tali informazioni, pertanto, non devono sostituire il consulto diretto con un medico o eventuali visite specialistiche.

Come utilizzare i lassativi naturali.

I lassativi naturali come aloe, rabarbaro, senna, frangola e molti altri sono utilissimi per combattere la stipsi, però potrebbero avere delle controindicazioni quindi vediamo nel dettaglio quali prendere e come assumerli.

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La natura ci fornisce degli utili rimedi contro la stitichezza: gli antrachinoni, i lassativi che formano massa ed i prodotti emollienti.

Essi non sono dei farmaci, non richiedono prescrizione medica e sono di facile reperibilità. Inoltre, essendo naturali e spesso anche biologici, sono indicati anche per le donne in gravidanza, gli anziani ed i bambini.

 Vediamoli nel dettaglio: gli antrachinoni si trovano nella corteccia e nelle foglie di aloe vera, rabarbaro, senna, cascara e frangola (una buona tisana con corteccia di frangola essiccata da almeno un anno e in polvere ha un potere lassativo maggiore rispetto a quella non essiccata). Essi agiscono richiamando, una volta nell’intestino, ioni di cloruro, acqua e sodio nel lume intestinale, migliorando l’idratazione delle feci e di conseguenza la loro espulsione.

Semi di Psyllium – sono i più consigliabili, poiché richiamano una maggiore quantità di acqua rispetto agli altri e fungono anche da prebiotici. Questi semi hanno anche la capacità di ridurre le scariche diarroiche, per cui sono indicati anche nei casi di diarrea acuta e nella prevenzione di patologie intestinali quali colon irritabile, emorroidi, ecc -, cruscagomma di Guarsemi di IspaghulMetilcellulosaGlucomannanoAgar e Calcio polycarbophil sono invece lassativi che apportano fibra, aumentano la massa fecale e migliorano la peristalsi. Essi funzionano meglio se assunti prima dei pasti, insieme a molta acqua.
Il loro effetto, a differenza di altri tipi di lassativi, non è immediato: agiscono dopo 12/72 ore. Bisogna far attenzione poiché un uso eccessivo di agenti formanti massa può portare al blocco intestinale e l’uso di alcuni di questi agenti, come ad esempio le gomme, è sconsigliato in caso di ulcere, stenosi ed erosioni, in quanto esse possono aderire alla mucosa.

lassativi emollienti sono oli vegetali: l’olio di ricino (dall’importante effetto purgante), l’olio di oliva (se assunto lontano dai pasti ed in quantità superiore ai 30 ml, ma dall’alto apporto calorico) e l’olio di mandorle puro (3 cucchiaini al giorno, delicato e poco calorico).

lassativi naturali, adatti per risolvere episodi di stitichezza di breve durata (nel caso di stipsi prolungata è sempre meglio consultare un medico, il quale fornirà una terapia mirata), riescono ad aumentare la frequenza delle evacuazioni e a contrastare la stipsi, come i lassativi di sintesi.

Come questi ultimi, però, hanno delle controindicazioni, e l’uso prolungato o improprio (per esempio al fine di dimagrire) può portare altri disturbi, quali diarrea, assuefazione, disbiosi (alterazione della flora batterica), perdita di minerali (i disturbi elettrolitici possono essere dati soprattutto dagli antrachinoni) e colon atonico: è consigliabile, dunque, assumerli con cautela.

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Il Biancospino puro contro ansia e preoccupazioni

Contro l’ansia che si manifesta come preoccupazioni e perdita di fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, troviamo il biancospino, pianta che favorisce il relax

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Il biancospino fa parte della famiglia delle rosacee e viene anche chiamato “valeriana del cuore” per la sua azione benefica sui disturbi dei battiti cardiaci. Arbusto che può raggiungere i 5 m cresce ai margini dei boschi e nelle foreste. I suoi rami hanno spine sottili, foglie lucide, fiori bianchi o rosei e frutti di forma ovoidale di color corallo dalla polpa farinosa e insipida.

PROPRIETÀ DEL BIANCOSPINO

Presenta olio essenziale, è molto ricco di tannino e vitamine del gruppo C e E, è un ottimo rilassante, ipotensivo, astringente e febbrifugo. Inoltre contiene quercitina, rutina e iperoside, un gruppo di sostanze che aiutano a dilatare le pareti dei vasi sanguigni, e di conseguenza la persona avverte una bella sensazione di relax.

COME USARE IL BIANCOSPINO

Utile nelle aritmie e palpitazioni soprattutto di origine nervosa, ha un’ottima azione sedativa in situazioni ansiose e di stress emotivo. Può essere assunto come estratto (reperibile in farmacia o erboristeria) 20-30 gocce due o tre volte al giorno anche per lunghi periodi e fino a quando si sente l’esigenza. Il sapore gradevole lo rende anche particolarmente adatto ad essere consumato sotto forma di tisana da preparare a base di foglie e fiori.

Portiamo ad ebollizione mezzo litro d’acqua, quindi la si versa sui fiori e foglie essicati e posti in una tazza. Si lascia raffredare, si filtra e si beve due o tre volte al giorno, mattina, pomeriggio e la sera, prima di coricarsi. Si può continuare anche quando i sintomi sono del tutto scomparsi.

AVVERTENZE

 La fitoterapia, ossia la medicina che cura con erbe e piante, può offrire un valido aiuto contro i dusturbi legati all’ansia, tuttavia, nel caso si associ a psicofarmaci, è bene ricordare che si potrebbero verificarsi delle interazioni. Quindi prima di assumerli sarebbe buona cosa rivolgersi ad un esperto.
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